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“Vorreste dimezzare lo stipendio dei consiglieri regionali”: a che punto siamo…

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Noi aspettiamo fiduciosi che qualcuno, scostando i rami dell’indifferenza, riesca a scorgere il panorama infinito della trasparenza e cominci sul serio ad occuparsi del bene comune.

A tre giorni dal lancio della campagna “Quaresima… 8.000 euro di “sana” solidarietà? Vorreste dimezzare lo stipendio dei consiglieri regionali”, crediamo sia giusto fare  il punto della situazione.

Sono al momento solo due i personaggi del mondo politico che  hanno aderito alla nostra proposta, Mimmo Sessa l’avvocato  Vilma Fezza (detta Wilma), quest’ultima protagonista della vita politica del comune capoluogo ed  impegnata nel mondo del sociale, in particolar modo  per la tutela dei diritti delle donne.

Sul gruppo di  facebook creato per l’occasione quarantuno persone hanno lasciato il proprio sotegno, così come  altri centocinquanta hanno fatto pervenire, in vari modi,  adesioni e commenti alla nostra redazione.
Il quotidiano “La Città” ha sostenuto con coerenza  la nostra  proposta e di questo ringraziamo il direttore  Angelo Di Marino, grazie anche all’emittente televisiva salernitana “Telecolore” che ha dato spazio a Don Nello per  divulgare anche via etere l’invito ai due aspiranti alla carica di governatore della regione Campania, di esprimere pubblicamente il loro parere alla nostra proposta.
Noi aspettiamo fiduciosi, sicuri dì aver reso, nel nostro piccolo,  un  servizio alla comunità.

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Scritto da Redazione Web il 26 febbraio 2010 . Registrato sotto For You, L'editoriale della domenica a cura di don Nello Senatore . Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0 . Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

2 Commenti per ““Vorreste dimezzare lo stipendio dei consiglieri regionali”: a che punto siamo…”

  1. pjerjno

    SI, ogni 8000 risparmiati assumiamo 5 giovani disoccupati ma che siano bravii ragazzi e non siano i figli dell’onorevole o del consigliere o ecc. ecc. ne soltanto amici loro e che non abbiano se sposati già la moglie o il marito che lavori.
    La Chiesa lotti per i monoreddito e proponga un’assegno (500€)alle casalinghe vere, facendo pagare chi può o chi ha doppio stipendio;
    in tal modo un giovane che riesce a portare a casa 1000 euro con 500 della moglie potrebbe anche sposarsi
    Complimenti per queste idee sicuramente mal viste da tanta ipocrisia
    LOTTIAMO

  2. Agostino

    NON E’ NECESSARIO DIMEZZARE,BASTA ESTENDERE GLI STIPENDI,COME LA PASTA DEL PANE.

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