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“L’ultimo dei moicani” a difesa di un ideale…

Confusione, confusione, confusione.
Questa è l’immagine che nasce dalla dichiarazione del Sindaco di Baronissi Moscatiello dopo le elezioni regionali.
Non avrei mai pensato, anche perché lo stesso sindaco l’aveva affermato in una risposta ad un articolo scritto sul nostro sito nel novembre 2009, che Giovanni Moscatiello potesse contribuire in prima persona a far prevalere uno schieramento che lui, per sue origini e per sua identità, aveva sempre combattuto.
Qui non parliamo di uomini, ma soltanto di idee.
Certo la difesa è: “al di là dei partiti”. Uno slogan copiato; ancora sulla stessa scia: “prima l’azione e poi le idee”.
Insomma la confusione regna sovrana!
Quello che più mi addolora è la distruzione di un principio che i medievali sintetizzavano così: “agere sequitur esse”. Traducendolo in termini politici: ogni azione è l’espressione, giustamente, di criteri ideologici, politici.
Confusione, confusione, confusione.
Qualcuno sosterrà che la scelta del Sindaco di contribuire all’elezione di un candidato del centro-destra al consiglio regionale è dettata da legami amicali, ma, parrebbe, che vi fosse la stessa amicizia anche con qualche esponente dell’area del centrosinistra.
Subito si ribatterà: “io ho voluto far prevalere gli interessi della valle dell’Irno”, ma anche nel centro sinistra c’è qualcuno che si impegna per lo stesso territorio e ha dato il proprio contributo alle iniziative dello stesso comune di Baronissi.
Insomma, non possiamo giocare a nascondino, ne va della dignità personale.
Non è possibile, poi, che, in virtù di sgarbi o cattiverie di qualcuno della propria area politica, si rinneghi la propria storia, la propria identità.
La commercializzazione delle idee, fosse anche per un bene ( la “buona amministrazione”), non può essere attuata.
Io sinceramente non ci sto!
Sarò forse “l’ultimo dei moicani”, ma continuo ad essere sognatore e a considerare le idee, i progetti ancora trascinatori della vita e dell’azione, così nessuno può sostenere che la misura delle scelte sono le proprie esperienze, come se si dicesse: poiché il proprio matrimonio è fallito, il matrimonio non esiste.
Così come – tengo a precisare con chiarezza e fermezza – il non condividere i pensieri altrui non significa mettere in discussione l’amicizia.
Fin d’ora immagino le risposte ai miei rilievi: “ma noi siamo una lista civica!”. È vero, ma una lista che insiste (o insisteva) nell’area del centro sinistra e quindi propone idee che si ispirano a criteri diversi dalle liste di partito dell’opposizione – di ieri – nel consiglio comunale. Ricordiamo: i pensieri plasmano la realtà e la indirizzano.
Ove le differenze si assottigliano, ad onor del vero, vi è solo confusione, anzi si potrebbe generare una “globalizzazione” culturale.
Questo non rende un buon servizio alle nuove generazioni perché significa rinunciare ad ogni ideologia, ad ogni posizione culturale: al marxismo e al liberismo, ai valori del proletariato e all’intolleranza, alla globalizzazione e all’identità nazionale, all’amore libero e alla famiglia canonica, alla eutanasia e alla difesa della vita…
Si dirà, siamo disponibili a tutto per far trionfare lo sviluppo di Baronissi, ma quale sviluppo?
Confusione, confusione, confusione.
“Al di là dei partiti”, slogan attualmente di moda. Vorrei timidamente anche qui riflettere su una realtà: è vero che i partiti intesi rigidamente possono imprigionare, ma a me sembra che da quando i partiti non sono più laboratori di idee e di riflessione, di cultura e di risveglio della militanza, ci siamo trovati di fronte ad una personalizzazione della politica prossima alla tirannia.
Allora finiamola con le guerre che nascono dal rispondere agli insulti con le offese, bisognerebbe proprio andare a scuola dal Maestro, che ha pagato di persona la fedeltà alla sua missione.
Comunque, è innegabile l’attività dell’Amministrazione su molti fronti, e l’apertura di cantieri e progetti che stanno prendendo il via sono espressione dell’impegno, ma non possiamo condividere solo il governo del fare, importante, ma non esaustivo, “Quia ubi non est ordo idearum ibi est confusio”.
Nello Senatore, direttore

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Scritto da il 1 aprile 2010 . Registrato sotto Areòpaghi Moderni, In evidenza, La nota del Direttore . Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0 . Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

25 Commenti per ““L’ultimo dei moicani” a difesa di un ideale…”

  1. Mimmo Alfano

    Confusione…confusione …oppure ” Al peggio non c’è mai fine”.

    Mi sono subito cimentato a scrivere e lasciare un primo e spontaneo commento a questo articolo, ma problemi tecnici o di collegamento hanno fatto sì che quanto da me scritto non fosse recepito da questo sito.

    Forse è stato un bene…è meglio non eccedere.

    Mi cimento di nuovo e mi limito, ora , a dire che per l’argomento in questione sarebbe stato più appropriato il titolo, già usato in altra occasione,vale a dire:” Al peggio non c’è mai fine”.

    In quanto al contenuto, concludere con il giudizio, che poi è anche il sottotitolo, “Confusione.. confusione”, mi appare quanto mai singolare, dal momento che parliamo di comportamenti chiari e recidivi, che meritano un giudizio netto e definitivo.

    Vanno bene e sono scontati i richiami all’etica politica ed al ruolo dei Partiti, nel nostro caso assenti ingiustificati, ma comunque usati e vilipesi, a seconda delle circostanze, dai nostri attori in campo,
    ma non condivido, anche se lo capisco, lo spirito cristiano del giudizio sospeso o del non giudicare, perché siamo tutti pecorelle smarrite, da aiutare nella ricerca della retta via…
    ., ma, in questo caso , mi aspettavo delle considerazioni più nette e definitive e non una semplice presa di distanza.

    In questo modo, ho paura che la “confusione” la si alimenti.

    Alla fine, caro Direttore, voglio confortarti:

    non pensare di essere rimasto l’ultimo dei Moicani.

    Diamo, invece, ancora speranza ai giovani, dicendo che, anche se di praticanti c’è ne sono pochissimi, per fortuna, c’è ancora tanta gente che crede nella buona politica.
    Con affetto

  2. Anonimo

    Caro Don Nello mi conforta registrare la tua netta presa di distanza rispetto ad uno scenario politico – ammnistrativo inquietante che va componendosi giorno dopo giorno e che avrà come risultato finale il completo capovolgimento dell’espressione dell’elettorato di Baronissi, uno strappo al patto con i cittadini di violenza inaudita e, se mi consenti, senza precedenti.
    Neanche il buon Franco Consimato era riuscito a fare tanto, lui almeno la faccia se l’era giocata con gli elettori…
    L’origine del problema deve essere fatta risalire all’accordo con la destra per far cadere Cosimato, dove già erano evidentemente partiti i meccanismi di accordi politici, e non solo, ultranei alle elezioni stesse. Ma i mohicani sono più di quelli che pensi, la gente è stufa ed indignata… siamo al baratto, allo scambio personale tra affari e politica, all’insolente menefreghismo di chi ottenuto il bottino ritiene di farne quello che vuole… hai ragione il ritorno ai partiti è necessario per ridare tensione morale alla politica. Per quanto mi giguarda mi impegnerò con determinazione ed entusiasmo al consolidamento di un nuovo PD a Baronissi, partendo dallo straordinario risultato ottenuto dal partito nella nostra cittadina… a proposito… la cosa che trovo scandalosa è non tanto che il sindaco inneggi all’elezione di Eva Longo, ormai ha perso tutti i pudori, ma che lo faccia dopo non aver contribuito per niente a farla eleggere (soltanto 900 voti ottenuti a Baronissi a fronte delle migliaia di consensi promessi): una miserevole captatio benevolentiae degna del peggior bluffeur… riguardo alla dignità politica mi piacerebbe concludere con una massima a te sicuramente nota: un uomo che non è in grado di combattere per le proprie idee o ha idee che non valgono nulla
    oppure lui non vale nulla….
    SERAFINO DE SALVO

    • catilina

      Il signor Serafino De Salvo,comunista di nascita,che si rifà ad una frase di Almirante…
      Un buon laboratorio politico a Baronissi…
      Caro direttore,dispiace per lei,ma in zona,è evidente, ci son dei cattivi maestri…
      A questo punto non posso che sostenere la pragmaticità del sindaco Moscatiello,politica del fare…non belle parole,non partiti vuoti,… in sintesi F A T T I.

      Catilina

      • SERAFINO DE SALVO

        CARO CATILINA,
        DI NOBILE E DOTTO HAI PURTROPPO SOLTANTO IL TUO PSEUDONIMO, DIETRO IL QUALE, HAITE’, SI CELA UNA CRASSA IGNORANZA…. LA FRASE CITATA NON E’DI ALMIRANTE BENSI’ DI EZRA POUND.. QUANTO AL “LABORATORIO POLITICO”, CARO CATILINA, AL DI LA’ DEL TUO EFFIMERO GIOCO DI PAROLE .. CHE LASCIA DAVVERO IL TEMPO CHE TROVA… LO STA SPERIMENTANDO NELLA MANIERA PIU’SCANDALOSA IL TUO AMICO MOSCATIELLO, VIOLANDO UN PATTO D’ONORE FATTO CON GLI ELETTORI…. IO, SE PERMETTI, AL “LABORATORIO POLITICO” HO RISPOSTO CON LE MIE DIMISSIONI.

        P.S.
        CARO DON NELLO PER ESSERE DAVVERO CONSEGUENTE A QUANTO DA TE AFFERMATO CON CHIAREZZA IN QUESTRO ARTICOLO, DOVRESTI PUBBLICAMENTE CHIEDERE LE DIMISSIONI DEL SIG. SABATINO INGINO, DA TE PUBBLICAMENTE SOSTENUTO NELLE SCORSE ELEZIONI
        , TRA I PRINCIPALI ARTEFICI DEL TRADIMENTO AGLI ELETTORI.
        SERAFINO DE SALVO

        • catilina

          Il Sig.Serafino De Salvo vuol precisare…ma non riesce a capire che il nobile Pound era spesso richiamato da Almirante, in passato sig De Salvo… mi sembra che non era molto simpatico a parecchi in Italia correggimi se sbaglio… spiego meglio se venti anni addietro ti si chiedeva di Pound …immagino la risposta…

          adesso invece…

          Caro sig De Salvo lei prima si è ‘sposato’ con il Moscatiello …

          adesso invece…

          Forse è meglio se ascolti canzoni di Battiato…

          Oppure a detti popolari…

          Si o mulone è ascitu janc mo cu chi tà vuò piglià…

          Catilina

  3. Francesco De Simone

    Caro Don Nello, la confusione che lei richiama è solo l’ultima tappa di un lungo percorso di avvicinamento al “soggettivismo politico” del signor Moscatiello. L’idea, insita da sempre in lui e in molti che lo hanno accompagnato e ancora lo seguono lungo la strada del personalismo politico, che le ideologie e la coerenza sono solo un fardello e non un indispensabile bagaglio di esperienze da tradurre in azione concreta, ci hanno condotto nella palude in cui stiamo soffocando da tempo. Ancora oggi sono etichettato dal Moscatiello e dai suoi come un pericoloso estremista, solo perchè non ho mai rinnegato le mie idee e la mia storia e mi sono sempre battuto perchè i Partiti fossero presenti e ben visibili alle elezioni. I Partiti non imprigionano, non delimitano gli spazi di azione, quando l’agire dei loro associati è condotto secondo le regole della trasparenza e della legalità; al contrario diventano abiti rigidi e opprimenti di cui liberarsi prima possibile. Bisogna ritrovare la diritta via prima che la confusione degeneri in apatia e conduca i tanti uomini e donne di buona volontà a stare alla finestra, mentre in pochi ci si batte perchè ritorni utile la vita collettiva che alimenta la curiosità intellettuale delle nuove generazioni, quelle che non ammettono agnosticismi e indifferenze di nessun genere.
    Cordialmente.
    Francesco De Simone
    Consigliere Comunale Gruppo Rifondazione Comunista.

    • catilina

      nel mezzo del cammino mi ritrovai in una selva oscura…

      Sig.De Simone,ha detto bene, interessante il passaggio…da un’idea si passa ad azioni concrete…
      In teoria funziona…

      In pratica la concretezza,il fatto, sempre risulta più grande dell’idea…

      La gente nella confusione quindi guarda ai fatti,azioni concrete…il buon Moscatiello…l’ha capito ed è stato premiato…

      Certo l’apatia alla politica rimane un problema…ma molto dipende dai politici a non saper interpretare…

      Ma se il politico è lui stesso confuso…

      L’unica strada è la concretezza…il fenomeno Grillo è questo…lui riesce ad appassionare ad incuriosire…

      Certo ha i suoi limiti …
      Un tentativo ad uscir dalla selva…

      Catilina

  4. un affezionato lettore

    Penso che ancora un volta il centro destra abbia fatto una figuraccia!!! Da opposizione è divenuto zerbino, quanto urlato nella campagna elettorale, tutto dimenticato! Il capo dell’opposizione Petta e i suoi soci ormai sono divenuti compagni di merenda di Moscatiello. Il mandato degli elettori è stato tradito. Non capisco le affermazione del signor Alfano sulla nota del direttore. Le affermazioni sono chiare: don Nello non condivide, ritiene sia sbagliato, tanto è vero che dice “La commercializzazione delle idee, fosse anche per un bene (la “buona amministrazione”), non può essere attuata. Io sinceramente non ci sto!”.
    Che cosa avrebbe dovuto dire di più?
    Forse bisognerebbe leggere più attentamente, e non giudicare solo con il criterio dell’odio.
    Grazie, direttore per la tua sincerità e fedeltà alla verità.
    Nella rubrica sul “la città” che leggo sempre con attenzione ognmi domenica citasti questa frase latina che ho ricercato su internet Amicus Plato, sed magis amica veritas. Grazie.

  5. tonino d'auria

    carissimo Don Nello,
    io direi di ricominciare a parlare dei veri problemi dei cittadini di baronissi, e, tutti insieme, amministratori e società civile, cercarne la risoluzione, lavorare tutti uniti per il bene comune della nostra città, questo deve essere l’imperativo.
    della vicenda da Lei trattata si è detto tutto ed il contrario di tutto, tutte le opinioni sono rispettabili, quant’anche alcune non condivisibili, ma adesso è giunto il momento di porre la parola fine, per il bene dei cittadini, per il futuro della città. chi è stato eletto a rappresentante dei cittadini deve rispondere del suo operato sull’attuazione del programma presentato in campagna elettorale e su quello giudicato. personalmente è la sola cosa a cui tengo, se terrò, se terremo, fede al patto sancito con gli elettori avrò, avremo, raggiunto lo scopo, altrimenti io sarò il primo a trarne le conseguenze. di cuore tanti saluti e con l’occasione auguro a Lei ed a tutti a Lei vicino una Santa Pasqua. tonino d’auria consigliere comunale

  6. Flaviano

    Posso anche capire la sua posizione, però sarebbe opportuno che il sindaco evitasse di propagandare le proprie scelte politiche, servendosi dell’ufficio stampa del Comune. Quando il sindaco fa dichiarazioni, riprese dai giornali, utilizzando i canali istituzionali del Comnune significa che si esprime come sindaco. Quindi, caro consigliere, lasciando da parte il plurale (siamo felici di aver contribuito…) che potreebbe essere considerato plurale maiestatis, io mi interrogherei se la scelta è del sindaco con l’amministrazione o di Giovanni Moscatiello. Poi perchè esprimersi nel modo così chiaro, sembrava una dichiarazione che avesse una scelta di fondo. Sarebbe più trasparente sostenere il cambio di casacca e non giocare a noscandino come ha scritto don Nello, che vorrei ringraziare perchè ha posto il problema sotto un profilo alto.

  7. Agostino

    …perchè siamo nel buono tempo per apparire al di là della nostra TERRA.E’ così che potrebbe apparire la nostra terra vista da,magari Venere,vedere solo una palla nel vuoto e non quello che sopra si movimenta.Il grande male si cura con un forte male.Si estirpa così la vecchia maniera retrogade con quella della sapienza.Ciao.

  8. Domenico Apicella

    Confusione, confusione, confusione.
    Caro Don Nello è passato solo un anno, ricordo con grande nettezza quali furono le parole che invece usò quando un gruppo consiliare denominato “Baronissi Futura”, che io avevo l’onore di guidare, aveva portato alla luce quello che oggi si è puntualmente verificato. Usò parole durissime, parlò di teste che razzolavano giù dagli scalini del comune, e sottolineò che erano teste importanti in quanto determinanti per la vittoria di Cosimato. Ci accusò di tutto e gridò allo scandalo e alla vergogna. Caro Don Nello… forse, umilmente le diciamo che avevamo già capito tutto, lo dico con un pò di presunzione ma anche con la forza dei fatti di oggi. Io ed i miei amici eravamo, siamo e saremo, contro chi monetizza le sue posizioni politiche, gli accordi fatti alle spalle dei cittadini di Baronissi hanno un comune denominatore: l’affarismo e la moneta.
    Troppo debole la sua distanza dal Sindaco Moscatiello, troppo flebile la sua protesta per essere considerata, almeno da me, vera e sincera. Lei è troppo intelligente per non capire come hanno fatto a far cadere Franco Cosimato e come ha fatto a far “ruzzolare” tante teste giù dal comune (circa 2000 voti tra assessori e consiglieri, altro che “350″). Qual’è il motivo ? Lei la risposta la conosce e forse l’amicizia che lo lega con talune persone non le consente di dire tutto ciò che ha in corpo. Perchè il suo amico assessore Ingino non si è dimesso ??? Non è un politico legato ad ideali di sinistra, non è uomo del Partito Democratico ? Lei che sveglia le coscienze dei cristiani in modo unico non dimentichi di tenere sveglia la sua e dei suoi amici rispetto a quanto accade. Le chiedo, umilmente e con rispetto, di non usare due pesi e due misure a seconda dei casi, la sua intelligenza, integrità morale e cultura non lo consente.

    Con rispetto, Domenico Apicella.

  9. Guglielmo De Paola

    Una volta ebbi a dirLe che un GRANDE PAPA era solito dire: “ma io volevo fare il parroco”…..

    Visto che non è capace di leggere nell’animo sarebbe opportuno che Ella prendesse come dictat, ora che è conclamata la sua incapacità nel giudicare le persone (soprattutto i POLITICI della nostra terra a cui ELLA è prestata), quanto diceva quel Papa.

    Cosa si aspettava da un individuo che faceva il segretario comunale con il sindaco Romano a Mercato San Severino e che con la DESTRA, reincarnatasi GIUDA, aveva buttato a mare l’amministrazione Cosimato????

    Era necessario che esultasse all’indomani dell’elezione della Longo per farle capire quale casacca vestiva????

    Forse Ella credeva che fosse una pecorella …… è molto peggio di un lupo soprattutto è più famelico……….

  10. Federico Semioli

    Caro don Nello,
    non ti curar di loro e passa…
    tu invece non avendo peli sulla lingua hai avuto il coraggio di attaccare coloro i quali hanno fatto perdere la voglia di credere nella politica. Non conosco chi ha scritto i due precedenti commenti ma nel loro scritto sento un livore proprio di chi non avendo argomentazioni attacca come il toro nell’arena. Il tuo appunto fatto ai due sindaci ed in tempi non sospetti sono identici nella forma, verso persone che hanno tradito un ideale in nome di un falso scopo.
    Si può fare del bene facendo del male, diceva un Papa caro e a noi vicino volato in cielo 4 anni fa proprio oggi. Io credo di no e quindi caro don Nello, non ti curar di loro e passa, e imparino a far politica fosse anche da un umile parroco di campagna, come amava definirsi un grande Papa…

  11. Antonio Pagano

    In verità non sono credente, pertanto il mio giudizio è solo su quanto scrive don Nello, nè faccio appello a citazioni di Papi vari. Voglio soltanto dire che gli articoli scritti nella precedente vicenda e nell’attuale hanno lo stesso tenore. Come si fa a stravolgere quanto scritto? Bisogna proprio avere il sangue agli occhi. Smettiamola di piegare gli altri ai nostri interessi ideologici. Siamo seri!

  12. Giovanni moscatiello

    Caro don Nello,
    è sempre un grande piacere potersi confrontare con te, con la tua vivida intelligenza, con la tua onestà intellettuale.
    I temi che affronti nell’ultimo editoriale “L’ultimo dei moicani”sono di estrema complessità e meriterebbero risposte molto più articolate di un breve intervento giornalistico. Ma cercherò lo stesso di essere chiaro.
    Questa volta io credo che la confusione, che attribuisci a me, la fai tu, sovrapponendo concetti e argomenti che hanno ormai perso i loro significati originari, nel contesto della moderna società globalizzata:ideologia, le idee, le azioni, il marxismo, il proletariato, l’intolleranza.
    Io modestamente credo, sotto il profilo storico-politico, che con il fallimento della statualità (prassi) comunista, e con la fine nel secolo scorso delle esperienze dittatoriali nazi-fasciste, siamo oggi di fronte a un mondo ove si è affermata (salvo alcune eccezioni) la forma democratica dello Stato, con articolazioni diverse, alcune più segnatamente partecipate e progressiste, altre più centraliste e moderate.
    Sotto il profilo economico la “dittatura” globale coinvolge tutti, perfino chi non ha il pane per sfamare i propri figli. E, in un mondo globale, l’unica cosa che ancora vale è una forte caratterizzazione territoriale, quella che gli economisti definiscono “competizione territoriale”, quella che gli economisti definiscono “competizione territoriale”. In essa è decisiva la costruzione di una rete, di un “capitale sociale” che sia il valore aggiunto del territorio e che assicuri a quest’ultimo vantaggi competitivi nei confronti di altri concorrenti.
    E’ quello che stiamo facendo, da tempo, nella Valle dell’Irno.
    Lo stiamo facendo grazie ad ottimi amministratori comunali:Giovanni Romano, Giovanni Moscatiello, Eva Longo ed altri. I quali, in tempi non sospetti, hanno saputo collaborare,trovare intese,firmare insieme progetti europei, attrarre insieme capitali privati proporre insieme piattaforme logistiche, lottare insieme per la facoltà di medicina, resistere insieme alla chiusura dell’ospedale.
    Quindi l’idea è la difesa della nostra terra, e, caso strano, tu che sei un grande giornalista, troverai questa frase che campeggia in tutta la mia campagna elettorale, per chi li ha ascoltati, in tutti i miei comizi: NESSUSA CONFUSIONE.
    Quindi i fatti sono conseguenti:l’istituzione dell’Unione dei Comuni, che è il 2° comune della provincia di Salerno, con i suoi 80.000 abitanti.
    La presentazione di un progetto europeo per gli “accordi di reciprocità”, che è incentrato sulla logistica e sul rapporto con il porto di Salerno e con le aree industriali interne di Fisciano, Mercato San Severino ,Solofra e sull’alleggerimento della trasportistica,con un grande sviluppo della industria della trasformazione e del freddo. Questo progetto è stato firmato da tutti i Comuni dell’Irno, del Montorese e del Solofrano,tranne che dal Comune di Fisciano, che ha firmato con Salerno un progetto per il “rinascimento delle spiagge”(sic!).
    L’avvio dei lavori di Città dei Giovani e della Medicina che non è un progetto di Baronissi, ma della Valle dell’Irno.
    Il risanamento del fiume Irno e la piattaforma logistica di Mercato San Severino.
    Perciò io sono contento che sia stata eletta Eva Longo.
    E sarò contento se Giovanni Romano sarà designato assessore regionale.
    Perché, al di là di iperboli astratte, sarà più forte la Valle dell’Irno.
    Per quanto riguarda i partiti io credo che bisognerebbe tornare al dettato costituzionale, a quello che prevede per essi la nostra Carta fondamentale.
    Di certo sono utili, se sono palestre di idee e di formazioni di classi dirigenti.
    Se sono scatole vuote,con tessere false, con congressi fasulli, con correnti che legittimano la gerontocrazia dei capobastone io credo che siano molto meno importanti del più piccolo comitato di quartiere,dove incontri gente in carne e ossa, che ti può dire qualcosa di vero e di costruttivo su quello che non va nella tua città.
    Poi sai, un partito con l’aggettivo democratico, che chiude senza motivo una sede locale, che non risponde a un regolare ricorso, che perseguita un suo esponente da anni,forse perché è capace di pensare con la sua testa, ti dico francamente che non mi piace, ma ciò non disorienta nessuno perché io resto un riformista e, andando via dal PD, non ho alcuna intenzione di aderire ad altri partiti.
    Oggi io sono il Sindaco di Baronissi. Di tutta Baronissi.
    Ho giurato che la mia lotta sarebbe stata per la nostra gente e per la nostra terra:tu mi conosci:così sarà!
    Infine,un appunto storico-gionalistico.
    Anche i Moicani,fino all’ultimo uomo del loro nobile popolo, lottarono per la loro terra, non per qualche fumisteria.
    Persero, ma senza vendersi a nessuno Noi, ti assicuro, vinceremo la nostra piccola battaglia per lo sviluppo della Valle dell’Irno, ma senza vederci a nessuno.
    Giovanni Moscatiello

    • catilina

      Signor sindaco Moscatiello

      Da vero opportunista ha cancellato idee che molti uomini da molti anni non riescono a farlo..lei da sinistra altri da destra …
      Bene in nome ‘interesse del bene della collettività esaltando il fattore territoriale’.
      Ebbene molti elettori di sinistra al nord votano da anni ,almeno ultime tornate elettorali, la lega…in nome dei principi che lei ha nominato nel suo sopra scritto articolo.

      resta duro riconoscere per molti di aver sbagliato per anni…quindi chiudersi in trincea e sparare…unica reazione un pò istintiva…ma da comprendere…

      Da buon e attento professionista delle amministrazioni pubbliche lei questo l’ha compreso…

      il popolo della lega questo l’ha compreso…
      siam noi popolo meridionale in genere che non abbiamo ancora compreso…i partiti…ormai vuoti, in particolar a sinistra non possono farlo capire questo…

      Buon lavoro

  13. Mimmo Iodice

    Anzitutto auguro a tutti Buona Pasqua.
    L’evento pasquale ha ripercussioni anche in chiave laica, invitando tutti a riflettere sul senso dell’”altro”, del “diverso” (anche politicamente) inteso come parte contraddittoria di sè, sfida continua per la ricerca di una superiore comprensione: tutti gli uomini sono parte di un progetto di redenzione.
    Fatta tale premessa, occorre tuttavia chiedersi se sia opportuno (ed anzi: addirittura lecito), in un momento storico di grande disorientamento culturale e di estraniamento dei cittadini dalla vita politica, dare esempio di bruschi mutamenti di rotta e di direzione politica, IN CORSO DI MANDATO. Sull’inopportunità, mi sembra ci sia molto poco da dire. Va da sè che tale scelta non può che ulteriormente disorientare gli elettori, e cinicamente avvilire il loro senso di corresponsabilità politica espresso nel voto. Ciascuno si sentirà sempre meno importante, se dovrà mettere in conto la possibilità che il suo candidato cambi schieramento, coalizione, orientamento (o cos’altro? mi spiace, ma la lista civica non è un’esimente…)in corso di mandato. Un senso di “farsa” del voto ormai spinge i cittadini all’astensionismo.
    Sulla illiceità, invece, avrei al contrario molto da dire in chiave etica e costituzionalistica.
    Il “nodo” rimane il diritto individuale di partecipare alla costruzione delle “formazioni sociali dove si svolge la personalità” (art. 2 Cost.). Tale diritto si esplica sia partecipando attivamente alla vita politica, sia attuando, mediante il proprio voto, le più alte forme di “democrazia rappresentativa”. Il rispetto del mandato politico ricevuto mediante l’elettorato passivo incorpora inevitabilmente anche il rispetto dei connessi elementi valoriali: che, in quanto muovono (o dovrebbero farlo!) le persone al voto, vanni rispettati.
    Il rinnegarli bruscamente, se pure è legittimo esercizio individuale di diritto di opinione, è invece illecito abuso del mandato ricevuto. E’ comportamento gravemente lesivo dei diritti e delle aspettative di valore degli elettori. E’ comportamento oggettivamente censurabile. E ancor più grave è, a mio avviso, addurre a giustificazione di ciò che, a proposito dei valori di cui sopra, si tratterebbe di “concetti e argomenti che hanno ormai perso i loro significati originari, nel contesto della moderna società globalizzata:ideologia, le idee, le azioni, il marxismo, il proletariato, l’intolleranza”.
    Finchè i valori della solidarietà verso gli ultimi e della coesione nazionale saranno valori esistenti nelle coscienze delle persone, e conseguentemente scelte di campo politico mediante il voro, questi argomenti non perderanno il loro significato originario… E’ triste, perchè paurosamente vero, che tali valori siano considerati disvalori “di sinistra” e “fuori tempo massimo” in una società che urge comportamenti utilitaristici e che è avviata verso la sua disgregazione in chiave federalistica e localistica.
    Non occorre “vendersi a qualcuno” per tradire questi valori.
    Per tradirlo, basta lasciarli sopire, piano piano, nell’assordante silenzio della partecipazione popolare alla lontanissima politica politicante…
    Avv. Domenico Iodice,
    cittadino elettore di Baronissi

    • SERAFINO DE SALVO

      Desidero farle i miei complimenti per la lucidissima ed inconfutabile analisi svolta… sapere che esistono cittadini elettori come lei mi conforta e rallegra enormemente… sapere che sono così pochi però mi rattrista molto.

      • Mimmo Iodice

        “Non devo nè voglio sottrarmi, d’ora innanzi, all’obbligo che ho verso la collettività”. Fare propria e ripetere questa formula, in forma singolare; farlo incondizionatamente, senza attendere che siano altri a cominciare: ecco il cambiamento possibile. Io me lo sono proposto, anzitutto come forma di rispetto di me stesso. Forse possiamo cominciare da qui… ciascuno di noi…

  14. Francesco Caldarelli

    Dopo la lettura dei vari commenti che si sono susseguiti ho iniziato a fare “qualche riflessione”. Ho pensato a come è ingarbugliata nuovamente la situazione politica a meno di un anno dalle elezioni comunali di Baronissi. Sono quindici anni che vivo nel comune di Baronissi, posso affermare che da sempre regna una grande confusione, e che da allora ad oggi “nulla è cambiato” Allora cosa vogliamo fare per la città e per i cittadini? E’ mai possibile che nessuno riesca a capire come intervenire, che nessuno si accorga che siamo stanchi delle solite tiritere? Vogliamo raggiungere obiettivi concreti per il bene comune di tutti, vogliamo smetterla di fare sterili ed inutile polemiche che non portano alla crescita? Che senso ha scagliarsi contro Don Nello reo di non schierarsi apertamente e prendere le difese di Tizio o di Caio? La sua unica ” colpa “ è quella di informarci con la sua correttezza ed onesta’ intellettuale degli avvenimenti. Indipendentemente dal mio pensiero, che potete condividere o meno, personalmente non accetto e non condivido che la vita, e quindi anche la mia, e lo sviluppo di una cittadina debba essere in ostaggio dello scontro fra poteri, fra personalismi , e che “la vita pubblica” coincida, spesso, con le faccende private. Ed i partiti dove sono? Cosa fanno? Impegnati nella solita guerra fratricida? Una volta esisteva il comitato cittadino per ogni partito, ora sono spariti.. Il bello è che ogni occasione è quella buona per parlare di avvicinamento della politica alla gente e della “politica nuova”!! Ah si? E come? Perché ci si ricorda di fare partecipare la gente alla politica solo in periodo elettorale? Perché ci si ricorda della gente solo per portarla alle urne.? Cari partiti politici, volete avvicinare i cittadini alla politica? Allora, incominciate a scendete tra coloro che soffrono. Ai tanti candidati dico in modo veramente amichevole e disinteressato: chi di voi ama veramente Baronissi, dovrebbe saper fare anche un passo indietro, consapevole che è il cittadino che lo vuole. Bisogna amare Baronissi senza se e senza ma, anche senza incarichi istituzionali e, soprattutto, senza tornaconto personale. Baronissi, la nostra cittadina, con i suoi tanti problemi di varia natura: sviluppo occupazionale, economico, finanziario, industriale, commerciale, urbanistico, ambientale etc. etc. Tutto ciò non è uno scherzo, sono questioni molto serie e pertanto devono essere affrontati con l’unione di tutti, con il buonsenso e tanto rispetto per la gente. Ci vuole tanto amore per questa città, ci vuole una forte personalità morale al dì sopra di ogni sospetto ed interessi personalistici. E’ difficile farlo?
    Francesco Caldarelli

  15. L'ARRIVISTA

    IL DADO E’ TRATTO, ALTRO GIRO ALTRA CORSA, IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI, CAMBIA L’ORCHESTRA MA LA MUSICA E IL MUSICO RESTANO GLI STESSI, VERGOGNA? NO NEW AGE!

  16. Michele Pirone

    Caro Nello,

    ho letto con qualche ritardo, ma con molta attenzione, la Tua nota “l’ultimo dei Mohicani a difesa di un ideale” con il sottotitolo “confusione, confusione, confusione”.
    Mi dolgo del ritardo e mi permetto alcune considerazioni.
    Innanzitutto mi congratulo con Te per essere “l’ultimo” dei Mohicani dove “ultimo” non significa “unico superstite” ma invece “arrivato più recentemente”.
    Quella dei Mohicani a Baronissi è una tribù che da anni lotta con archi e frecce contro la cavalleria e i cannoni di quelle truppe che vedevano anche Te non certo nella logistica ma nel quartier generale.
    Ma io, pur non essendo credente in senso religioso, ritenendomi cristiano (nel senso che mi rifaccio molto al messaggio “umano e rivoluzionario” del Nazareno) e sapendo di non essere mondo da peccati, non scaglierò alcuna pietra contro di Te, novella Maddalena, in quanto che penso d’ora in avanti potrai dare un grande contributo alla causa dei Mohicani.
    Venendo al merito della nota, devo dirti che non sono del tutto convinto del sottotitolo almeno non per le ragioni che Tu argomenti.
    Se Tu ritieni che la confusione sia dovuta alla transumanza di Giovanni Moscatiello verso i pascoli della destra, oggi assai più rigogliosi di quelli ampiamente brucati fino a ieri, allora non sono affatto d’accordo con Te, anzi al contrario potrei affermare “ finalmente chiarezza, chiarezza, chiarezza”.
    Infatti anche a un occhio poco esperto non possono sfuggire una serie di analogie fra la politica di questa destra e il modo di vedere del nostro sindaco pro tempore, di cui potrei fare solo un incompleto elenco:
    l’assenza di senso etico e lo scarso rispetto delle istituzioni permette sia al nostro sindaco che al nostro premier di continuare a ricoprire cariche che, almeno per decenza, dovrebbero lasciare, considerata la loro posizione di fronte alla legge per reati gravissimi;
    il modo di intendere la politica come acceleratore della propria carriera personale o come business per la propria azienda;
    una visione machista della donna e anche del suo ruolo in politica che ha portato, sia al Comune che al Governo, a nomine tecniche, politiche e istituzionali per meriti acquisiti “sul campo”;
    utilizzo spregiudicato della fede e della religione per il raggiungimento dei propri obiettivi personali e politici;
    la capacità di mentire alla propria gente soprattutto in campagna elettorale, facendo sognare cose irrealizzabili;
    il despotismo e l’intolleranza verso le critiche;
    l’adorazione di se stesso e della cosiddetta “politica del fare” che diventa quasi un ossimoro: la politica è ascolto, elaborazione, confronto, dibattito, pensiero che poi diventa in modo naturale “fare”; in caso contrario diventa “politica del fare e far fare affari”.
    Quindi la collocazione di Giovanni Moscatiello è del tutto naturale nella destra e fa chiarezza.
    Invece confusione hanno fatto nel passato, e fanno oggi, quelli che pur aderendo a ideali (o peggio) a partiti del centro-sinistra sostengono questa amministrazione.
    Infatti è del tutto errata l’argomentazione che questa è un’esperienza civica che si basa sul programma in quanto ormai non lo è più poiché una formazione politica che si è presentata con un simbolo di partito, quello del PdL, oggi è parte integrante indispensabile della maggioranza: quindi questa è un’amministrazione civica di destra: ne prendano atto i consiglieri e gli assessori iscritti a partiti di orientamento diverso e si dimettano o dai loro incarichi o dal loro partito.
    Forse è il caso che un giornalista stimato come Te possa aprire un confronto pubblico su questo tema, coinvolgendo anche qualche assessore che Tu hai sostenuto fortemente in campagna elettorale e che oggi è fonte di confusione.
    Intanto, caro Nello, potresti iniziare Tu a dare un segnale di chiarezza dimettendoti da quella foglia di fico che è il Comitato per la legalità che a nulla è servito quando la camorra ha assaltato il nostro Comune e a nulla serve oggi quando, dopo anni di quarantena, ritornano ad avere incarichi dal Comune quei personaggi che devono rispondere davanti ai giudici di reati gravissimi.
    Con immutata stima,
    Michele Pirone

    • catilina

      Sig.Pirone lei a sostegno del Sig. De Salvo…
      Inguaribili…così facendo non posso che sostenere il pragmatismo di moscatiello…number one nel capire e conoscere fino in fondo la sinistra a Baronissi…

      Ebbene…anche il capo tribù dei mohicani(ndr) ha dato una grossa mano…al signor sindaco…

      Anche lui…

      La destra..e che c’entra…possibile che si deve andare alle urne ogni anno a Baronissi…

      solo perchè voi di sinistra litigate in continuazione ed il popolo non ha il coraggio di votare una volta per tutte con un suffragio a centrodestra…

      Baronissi…bel laboratorio politico…buon lavoro signor sindaco navighi tranquillo…no problem…tanto con questi mohicani…

  17. Claudio

    Caro Don Nello visto che il caro sindaco volta bandiera ha anche ufficializzato l’ingresso in giunta del centro destra con la nomina dei tre esponenti del pdl….perchè il vostro assessore che tanto avete sostenuto non si DIMETTE!! Ed esce anche lui dalla giunta? Quanto questa specie di “opposizione” del comune di baronissi si apparentava con altri facevate le barricate adesso tutto tace e nessuno muove un dito per dare a casa un personaggio che è solo un arrivista passando da comunista a fascista ma come si può fare. Che schifo…e non ci venite a raccontare la favoletta della lista civica per piacere…

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