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Web liturgia: alcune dovute precisazioni
Don Antonio Sorrentino risponde

Riportiamo integralmente quanto scritto da don Antonio Sorrentino, in piena sinergia con la nostra linea editoriale.  Le rispote agli ultimi 28 interventi con ben 81 quesiti saranno sviluppate in ragione di tre al giorno da lunedì prossimo 8 novembre 2010.


Cari internauti,

1) Giungono quesiti su dettagli minimi, a volte anche interpretando in maniera oppositiva alcune norme, quasi a evidenziarne il contrasto.

Per favore, non si pretendano dai libri liturgici indicazioni minuziose, date al millesimo di tempo e di spazio, come accadeva talvolta prima del Concilio, quando si determinavano geometricamente le posizioni delle mani (da allargare non oltre le spalle, da alzare non oltre il mento) oppure il numero delle gocce d’acqua nel calice ( non meno di tre non più di sette) o l’angolatura precisa dell’inchino del capo, fino a creare ansietà e scrupoli. Noi dobbiamo celebrare serenamente da figli di Dio, non da soldatini comandati a bacchetta.

Certo le disposizioni ci sono e vanno rispettate. Tuttavia, riconosciamo una certa libertà di adattamento, tenuto conto [e] dei margini tipici in ciò che è facoltativo [delle situazioni concrete].

Non possiamo ricadere in quel ritualismo preconciliare che aveva ridotto tante celebrazioni a cerimonialismo formale. Recentemente (30.08.2010) Benedetto XVI ha affermato: “Nella liturgia non sono importanti gli aspetti esteriori, ma la profondità spirituale”. Oltretutto c’è il rischio che l’eccessiva preoccupazione per la precisione assorba il cuore dalla preghiera. Può accadere che un cerimoniere troppo pignolo, tutto preso dall’estetica rituale, non preghi. Oppure, cantori troppo preoccupati dell’esattezza musicale e dal desiderio di “far bella figura” non preghino cantando, ma semplicemente “fanno musica”.

2) Alcuni quesiti sono stati già precedentemente trattati e vi si è già data risposta. Conviene non concedere ulteriore spazio e rimandare alle puntate precedenti .

3) Alcuni “mettono troppa carne a cuocere”, presentando quesiti molteplici e anche non liturgici. Un po’ di discrezione e l’attenersi al campo strettamente liturgico consentono risposte più adeguiate e tempestive.

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Scritto da il 3 novembre 2010 . Registrato sotto In evidenza, Notizie, Web Liturgia . Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0 . Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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