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In preghiera con Giovanni Paolo II

Giovanni_Paolo_II_Beato
G: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
T: Amen.
G: In questa veglia vogliamo ricordare Giovanni Paolo II, il “Papa dei giovani”. Egli diceva: “Se tu vivi con i giovani, tu dovrai anche diventare giovane”. La domenica delle Palme del 31 marzo 1985, mentre migliaia di giovani da tutto il mondo erano radunati a Roma per celebrare insieme a Giovanni Paolo II l’Anno Internazionale della Gioventù, gli venne l’idea di istituire delle Giornate Mondiali della Gioventù (GMG), in cui i giovani da tutto il mondo potessero incontrare il Santo Padre e con lui rinnovare la propria fede.
Vogliamo pregare insieme e incontrare la figura di san Giovanni Paolo II proprio attraverso alcune delle GMG più importanti, ripercorrendo il loro messaggio alla luce della nostra esperienza di fede.

Gesto- Viene portato all’altare un cartellone con il simbolo e il tema della prima GMG, Roma 1985.

G: Per il primo raduno mondiale, Giovanni Paolo II scelse un brano del Vangelo molto noto, che tutti noi avremo certamente ascoltato, analizzato e riflettuto nei nostri percorsi parrocchiali. Il cammino dei giovani di tutto il mondo prende il via da una semplice frase: “Vieni e seguimi”. E’ la mia, la tua, la nostra chiamata.

L1: Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19, 16-22)
Ed ecco, un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!». Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.

L2: Dal discorso di Giovanni Paolo II in occasione della veglia dei giovani a Parigi (1980)
Il giovane chiese: “Maestro, che devo fare di buono per avere la vita eterna?” Ora mi ponete questa domanda: Si può essere felici nel mondo d’oggi? In verità mi ponete la stessa domanda di quel giovane! Cristo risponde – a lui e a voi, a ciascuno di voi: si può. È questo infatti ciò che lui risponde, anche se le sue parole sono queste: “Se vuoi entrare nella vita osserva i comandamenti”. E più tardi risponderà ancora: “Se vuoi essere perfetto, va, vendi ciò che possiedi, dallo ai poveri e seguimi”. Tali parole vogliono dire che l’uomo può essere felice solo nella misura in cui è capace di accettare le esigenze che la propria umanità, la sua dignità d’uomo gli impongono. Quelle esigenze che Dio stesso gli impone. Così Cristo non risponde solo alla domanda se si può essere felici, ma dice di più: ci dice come si può essere felici, a quale condizione. Questa risposta è del tutto originale, non può essere superata ed è sempre attuale. Dovete rifletterci bene, e adattarla a voi stessi. (…) Questo “vieni e seguimi” è un punto centrale e culminante di tutto questo episodio. Queste parole significano che non si può imparare il cristianesimo come una lezione composta da capitoli numerosi e diversi ma che lo si deve associare sempre ad una persona, ad una persona viva: Gesù Cristo. Gesù Cristo è la guida: egli è il modello. Lo si può imitare in diverse maniere e in dimensioni diverse. Si può in diverse maniere e in dimensioni diverse fare di lui la propria “regola di vita”.

G: Seguire Gesù presuppone il lasciarsi alle spalle ciò che è superfluo, che rischia di diventare per noi un peso inutile. Sui nostri banchi ci sono dei foglietti e delle penne: vi invitiamo a scrivervi sopra ciò che intendiamo lasciare per seguire l’invito “Vieni e seguimi”. (Gesto)

CANTO

Gesto- Viene portato all’altare un cartellone con il simbolo e il tema della GMG di Santiago de Compostela (Spagna), 1989.

L2: Dal messaggio di Giovanni Paolo II per la IV Giornata Mondiale della Gioventù
La verità è l’esigenza più profonda dello spirito umano. Soprattutto i giovani sono affamati della verità intorno a Dio e all’uomo, alla vita ed al mondo. (…) Ciascuno di voi desidera tanto vivere la vita nella sua pienezza. Vivete animati da grandi speranze, da tanti bei progetti per l’avvenire. Non dimenticate, però, che la vera pienezza della vita si trova solo in Cristo, morto e risorto per noi. Solo Cristo è capace di riempire fino in fondo lo spazio del cuore umano. Egli solo dà la forza e la gioia di vivere, e ciò nonostante ogni limite o impedimento esterno.
Sì, scoprire Cristo è la più bella avventura della vostra vita. Ma non basta scoprirlo una volta sola. Ogni scoperta, che si fa di lui, diventa un invito a cercarlo sempre di più, a conoscerlo ancora meglio mediante la preghiera, la partecipazione ai sacramenti, la meditazione della sua Parola, la catechesi, l’ascolto degli insegnamenti della Chiesa. E’, questo, il nostro compito più importante, come aveva capito molto bene san Paolo, quando scriveva: «Per me, infatti, il vivere è Cristo».
G: Il tema della Giornata Mondiale della Gioventù di Santiago de Compostela riprende le parole contenute nel Vangelo di Giovanni: «Io sono la Via, la Verità, la Vita». Non c’è forse nei Vangeli una forma più alta e più completa della definizione che Gesù dà di se stesso. E’ una sintesi della sua missione e della sua identità. Ed è detta per noi, perché possiamo trovare in lui l’unica e la più sicura via al Padre. Termina infatti il versetto con le parole: “Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. Preghiamo insieme:

T: Gesù, leggo le tue parole:
«Io sono la Via, la Verità, la Vita»
Mi affascinano.
Tu sei la Via. Quando ti contemplo, trovo una via nella vita.
Non rimango disorientato in questo mondo dalle mille lusinghe.
In te mi si rivela il mistero del mondo.
Tu sei la Verità. Se mi immergo nelle tue parole, capisco tutto.
Vedo fino in fondo. E nonostante la confusione che regna in superficie,
ho l’impressione che nel profondo tutto sia chiaro.
Tu sei la Vita, Gesù. Ma talvolta ti sento estraneo.
Non ti capisco. Ti nascondi, come dietro un muro.
Se però prendo sul serio le tue parole, mi avvicino a te,
lungo il cammino, quando mi muovo, interiormente come esteriormente.
E quando mi viene un’idea, finalmente ti riconosco.
Quando sono pieno di vita, ti sento.
Nella mia vitalità mi si svela il tuo mistero. E così non sei più lontano.
Per ogni via, in ogni verità che capisco, nella vita che sento,
entro anche in contatto con te, so che mi sei vicino.

L3: Io sono la Via, la Verità, la Vita… (Portiamo all’altare dei simboli)
Ti offriamo delle scarpe da ginnastica e delle indicazioni stradali: rappresentano la fatica della strada da percorrere e la nostra ricerca della Tua Via.
Ti presentiamo Signore questa candela che con la sua fiamma rappresenta la vita, vita che Tu ci hai donato e che ogni giorno ci cresce tra le mani.
Ti presentiamo la Bibbia, la parola di Dio che è verità, perché con la sua luce ci illumini e ci guidi nelle nostre scelte e nel nostro cammino.

CANTO

Gesto- Viene portato all’altare un cartellone con il simbolo e il tema della GMG di Manila (Filippine), 1995.

L4: Dal Vangelo secondo Giovanni
Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi».

G: Nelle prime due tappe, Gesù ci ha invitati a seguirlo e a fare dei suoi insegnamenti la nostra via e il nostro faro nel cammino della vita. Ma se ci impegniamo a percorrere la strada di Cristo, non possiamo esimerci dall’annuncio ai fratelli. Ogni cristiano ha in sé il seme della missione: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. Ascoltiamo le parole pronunciate da Giovanni Paolo II durante la Giornata Mondiale della Gioventù di Manila:

L5: Ai giovani la Chiesa affida il compito di gridare al mondo la gioia che scaturisce dall’aver incontrato Cristo. Cari amici, lasciatevi sedurre da Cristo; accogliete il Suo invito e seguitelo. Diventate comunicatori di speranza in un mondo non di rado tentato dalla disperazione, comunicatori di fede in una società che sembra talora rassegnarsi all’incredulità; comunicatori di amore fra avvenimenti quotidiani spesso scanditi dalla logica del più sfrenato egoismo. Ognuno di voi è mandato nel mondo, specialmente fra i propri coetanei, a comunicare con la testimonianza della vita e delle opere il messaggio evangelico della riconciliazione e della pace. (…) Essere oggi missionari nel cuore della nostra società, significa anche utilizzare al meglio i mezzi della comunicazione per tale compito religioso e pastorale. Divenuti ardenti comunicatori della Parola che salva e testimoni della gioia della Pasqua, sarete anche costruttori di pace in un mondo che questa pace insegue come un’utopia, dimenticando spesso le sue radici profonde. A voi giovani è affidato in modo particolare il compito di diventare comunicatori di speranza ed operatori di pace in un mondo sempre più bisognoso di testimoni credibili e di annunciatori coerenti. Sappiate parlare al cuore dei vostri coetanei assetati di verità e di felicità, in costante, anche se spesso inconsapevole ricerca di Dio.

T: Da “Senza misura” di Mons. Antonio Bello
Non possiamo tenere più per noi l’annuncio che abbiamo ricevuto. Noi siamo mandati. Non siamo soltanto dei chiamati.
Siamo, sì, dei chiamati; anzi il Signore ci chiama per nome. E quando uno sente il suo nome ha un soprassalto nel cuore. Ti chiama per nome. Ti chiama per nome, e ti manda anche. Quindi siamo degli inviati. Siamo dei mandati. (…) Vivete la vita che state vivendo con una forte passione. Non recintatevi dentro di voi circoscrivendo la vostra vita in piccoli ambiti egoistici, invidiosi, incapaci di aprirsi agli altri. Appassionatevi alla vita perché è dolcissima.
Mordete la vita!
Non coltivate pensieri di afflizione, di chiusura, di precauzioni.
Mandate indietro la tentazione di sentirvi incompresi.
Non chiudetevi in voi stessi, ma sprizzate gioia da tutti i pori.
Bruciate… perché quando sarete grandi potrete scaldarvi ai carboni divampati nella vostra giovinezza.

L3: Ti offriamo, Signore, uno smile: rappresenta il nostro sorriso e la nostra energia di giovani cristiani e il proposito di portare la gioia ai nostri fratelli.
Portiamo all’altare un rosario missionario: ci ricorda la nostra chiamata all’annuncio fino agli estremi confini della Terra. Fa che sappiamo essere tuoi testimoni dovunque ci chiamerai a vivere il nostro essere cristiani.

CANTO

Gesto- Viene portato all’altare un cartellone con il simbolo e il tema della GMG di Roma, 2000.
G: La GMG del 2000, la GMG del Giubileo… Un papa, Giovanni Paolo II, ormai stanco e provato dalla malattia, eppure pieno di gioia ed entusiasmo nell’incontrare i giovani. La sua omelia partì da un versetto di Giovanni “Signore, dove andremo? Tu solo hai parole di vita eterna”. Ci viene ricordato che l’unico Maestro che vogliamo seguire è Gesù, anche quando le sue parole possono sembrare dure o troppo esigenti: essere onesti nel lavoro e nello studio, perdonare, mettersi a servizio dell’altro piuttosto che pensare egoisticamente a se stessi, rimanere fedeli nella vita familiare… Ci sono tanti maestri che ci invitano a soluzioni facili, a compromessi. Vogliamo ascoltare l’unico Maestro e seguire lui, che solo dice la verità ed ha “parole di vita eterna”. Recitiamo il Salmo 15 a cori alterni, ragazze e ragazzi.
T: Signore, chi abiterà nella tua tenda?
Chi dimorerà sulla tua santa montagna?

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua,
non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.

Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.
Anche se ha giurato a proprio danno,
mantiene la parola.

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

L: Gv 6, 59-69
Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao. Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». (…)Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio»

L5: Dall’omelia di Giovanni Paolo II per la XV Giornata Mondiale della Gioventù
“Forse anche voi?”. La domanda di Cristo scavalca i secoli e giunge fino a noi, ci interpella personalmente e sollecita una decisione. Quale è la nostra risposta? Cari giovani, se siamo qui oggi, è perché ci riconosciamo nell’affermazione dell’apostolo Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”. Di parole intorno a voi ne risuonano tante, ma Cristo soltanto ha parole che resistono all’usura del tempo e restano per l’eternità. La stagione che state vivendo vi impone alcune scelte decisive: la specializzazione nello studio, l’orientamento nel lavoro, lo stesso impegno da assumere nella società e nella Chiesa. E’ importante rendersi conto che, tra le tante domande affioranti al vostro spirito, quelle decisive non riguardano il “che cosa”. La domanda di fondo è ” chi”: verso “chi” andare, “chi” seguire, “a chi” affidare la propria vita. (…) Nella domanda di Pietro: “Da chi andremo?” c’è già la risposta circa il cammino da percorrere. E’ il cammino che porta a Cristo. E il Maestro divino è raggiungibile personalmente: è infatti presente sull’altare nella realtà del suo corpo e del suo sangue. Nel sacrificio eucaristico noi possiamo entrare in contatto, in modo misterioso ma reale, con la sua persona, attingendo alla sorgente inesauribile della sua vita di Risorto.

G: Prima di terminare questo momento di preghiera, vogliamo prenderci per mano come fratelli e sorelle, sentirci vicini e in comunione con tutti i giovani che hanno partecipato e parteciperanno alle GMG.
Padre nostro…

Benedizione finale

CANTO
Giovanni_Paolo_II_Beato

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Scritto da il 1 giugno 2015 . Registrato sotto Spazio Giovani . Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0 . Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

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