Benvenuti! Oggi è domenica 27 maggio 2018 - Liturgia del giorno

Web Liturgia

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Di seguito vi proponiamo le risposte che don Antonio Sorrentino (insegnante di lituriga e direttore dell’ufficio liturgico diocesano) ha dato a tutte le vostre  domande postate nella rubrica web liturgia. Chiunque volesse proporre altri quesiti può farlo inserendo la domanda nel link preposto per i commenti in fondo alla pagina dopo tutti i commenti già ricevuti.
 

Leggi la presentazione alla  rubrica, clicca qui.

Don Antonio Sorrentino presenta il nuovo direttorio per la celebrazione dei Sacramenti 6 luglio 2012

Vademecum del “Ministro straordinario della Comunione” a cura dell’ufficio liturgico dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno

  • Web liturgia del 14 dicembre 2010
    Natale

 

  • Web liturgia del 26 agosto 2010
    Cliccando qui si possono trovare le risposte date da don Sorrentino sui seguenti temi: Liturgia delle Ore e Messa; Le “Stole” della via Crucis; Petali di rose a Pentecoste e segno della pace del sacerdote; Bambini che corrono… e atteggiamento dell’assemblea verso il Santissimo; “Il Signore sia con voi”… l’Omelia; Il segno di Croce: come, dove, quando e perchè; Raccolta delle offerte.… istruzioni per l’uso; Benedizioni, rito breve e…; litanie dei Santi, in ginochio…prostati a terra…il Santo Rosario; memoria del dolore della Beata Vergine Maria il Venerdì Santo; atteggiamento da assumere dinanzi all’Eucaristia; di chi è la SS Messa? – Offerta-tassa per il catechismo; Sordomuti a Messa; I ministri straordinari della Comunione.
  • Web liturgia del 30 maggio 2010
    Cliccando qui si possono trovare le risposte date da don Sorrentino sui seguenti temi: Benedizione Eucaristica e genuflessioni (prima e dopo); La Comunione, prima e dopo. Preghiere in silenzio durante la consacrazione; Come chiamare Gesù? e i “libri” da posare sull’ambone; Risposta dei fanciulli alla “prima comunione”. Come inchinarsi alla Benedizione solenne; Invocazioni in Quaresima. Beata Vergine Maria e il mese di maggio; Valorizziamo il passaggio tra liturgia della “parola” e liturgia “Eucaristica”; Promesse Battesimali, come rinnovarle; Coinvolgiamo i fedeli. Neocatecumeni e il crocifisso; Cantiamo il “salmo”… e poi silenzio!; Quale “Tovaglia”. Altare spoglio. Processione; Padre Nostro o segno di pace. “Saluto al tabernacolo”; Cresimandi in piedi o in ginocchio. Catechismo senza la Messa domenicale;
  • Web liturgia del 01 APRILE 2010
    Cliccando qui si possono trovare le risposte date da don Sorrentino sui seguenti temi:

    Musica Sacra e direttore di coro;  esporre, portare, accogliere Gesù; introdurre nel Venerdì santo il rito della Memoria del dolore della B. V. Maria; come allestire l’altare della reposizione; il bacio del piede alla lavanda, accompagnare la croce il venerdì Santo e portarla in processione durante la veglia pasquale; deporre la Pisside nel tabernacolo; chi legge la Passsione la “domenica delle palme”?; uso di più calici durante la Messa, benedizione eucaristica, incensare  le specie eucaristiche;

 

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Inchino all’altare da parte dei lettori

381 Commenti per “Web Liturgia”

  1. Immacolata

    Caro don vorrei chiederle un chiarimento : ma durante la lettura del vangelo di può stare in ginocchio se si sente di farlo o bisogna necessariamente stare in piedi??? Grazie mille

  2. usare candele elettriche e non ceri è liturgico ?

  3. piero macchi

    è liturgico (servizio per ilpopolo) utilizzare lampadine elettriche al posto dei ceri in Chiesa ?

  4. Antonio A.

    Carissimo don Antonio,

    vorrei chiederle un approfondimento ad una domanda che le ho rivolto:

    Al quesito se “i ministranti, da dopo l’orazione sulle offerte, che gesto devono compiere quando si spostano dietro l‘altare, passando da un lato all’altro lato del presbiterio? Dovrebbero fare un inchino all’altare facendolo concretamente alle spalle del sacerdote che si trova lì già dalla presentazione del pane e del vino? Un secondo quesito: dal momento della consacrazione in poi i ministranti spostandosi dagli stessi punti devono fare genuflessione, anche se lo farebbero davanti al sacerdote (alle sue spalle) che è al centro dell’altare e non vedendo naturalmente nè il Corpo nè il calice?”

    Lei ha risposto:

    Passando davanti all’altare si fa l’inchino profondo, anche se al centro di esso vi è il sacerdote celebrante. Se vi è l’Eucaristia (cioè dalla consacrazione alla Comunione inclusa) si fa la genuflessione.

    Le chiedo:

    che gesto devono compiere i ministranti, sia prima e sia dopo la consacrazione, quando passano dietro l’altare e precisamente tra la sede del celebrante, che è libera trovandoci dall’orazione sulle offerte in poi, e dietro il sacerdote che quindi è già all’altare?

    L’inchino o la genuflessione vanno fatti quindi dietro le spalle del sacerdote?

    Grazie di vero cuore.

  5. Angelo

    Carissimo Don Antonio, al momento della comunione il celebrante può chiamare un Ministro Straordinario della Comunione per andare a prendere dal Tabernacolo la Pisside con le ostie consacrate per la comunione, ultimata la comunione sempre la stessa persona che ripone la Pisside nel Tabernacolo. Non è compito del celebrante.
    Al termine della comunione sotto le due specie il vino che rimane lo fa bere al Ministro Straordinario (che non indossa vesti sacre) girando le spalle all’assemblea.
    Quando e chi consegna al Ministro Straordinario la teca con le ostie da portare agli ammalati. Puoò il Ministro Straordinario lui direttamente prendere le ostie dal Tabernacolo quando vuole.
    Un Ministro Straordinario può al momento della celebrazione disporre il corporale, il purificatoio, il calice, la Pisside, il Messale a chi spetta questo compito. Attendo una vostra risposta vi saluto fraternamente.

  6. Antonio A.

    Carissimo don Antonio,

    i ministranti, da dopo l’orazione sulle offerte, che gesto devono compiere quando si spostano dietro l‘altare, passando da un lato all’altro lato del presbiterio?

    Dovrebbero fare un inchino all’altare facendolo concretamente alle spalle del sacerdote che si trova lì già dalla presentazione del pane e del vino?

    Un secondo quesito: dal momento della consacrazione in poi i ministranti spostandosi dagli stessi punti devono fare genuflessione, anche se lo farebbero davanti al sacerdote (alle sue spalle) che è al centro dell’altare e non vedendo naturalmente nè il Corpo nè il calice?

    Grazie sempre di tutto.

  7. Andrea

    Caro Padre,
    Gradirei la risposta inerente la seguente domanda:
    Durante la celebrazione della Santa Messa se c’e’ un sacerdote concelebrante (soltanto uno accanto a coului che presiede) dove deve stare il medesimo concelebrante, alla destra o alla sinistra del celebrante principale? Esistono delle fonti che danno indicazioni chiare a tal riguardo?
    Grazie anticipate per la risposta.
    Padre Andrea

  8. Marco

    Buon giorno Padre, l’inchino profondo è un atto di adorazione?
    Grazie.

  9. Elena C.

    Carissimo don Antonio,

    le scrivo per rivolgerle un quesito sui formulari di Messe e Orazioni per varie necessità che troviamo nel Messale Romano da pag. 773.

    La Messa per le Vocazioni agli Ordini sacri è possibile celebrarla una volta a settimana? Oppure è bene celebrarla in occasioni particolari?

    Anche la Messa per la Pace e la Giustizia si può celebrare ogni settimana oppure una volta al mese? O solo in circostanze particolari?

    Le stesse domande anche per le Messe per i Laici, per l’Unità dei cristiani, per l’Evangelizzazione dei popoli, per la Santificazione del lavoro, per la fame nel mondo…

    Qual è il criterio da seguire per celebrare con uno dei formulari Messe e Orazioni per varie necessità?

    La ringrazio per il suo costante e proficuo lavoro.

  10. Elvira E.

    Carissimo don Antonio,

    ho partecipato ad una Messa in cui il sacerdote ha invitato i fedeli a scambiarsi il segno di pace non stringendosi la mano ma facendo fare ad ognuno un segno di croce sulla fronte dell’altro.

    Le chiedo: è possibile compiere questo gesto al segno di pace? Oppure può essere opportuno farlo fare solo in alcune circostanze? E in quali, eventualmente?

    In ogni caso ho saputo che questo sacerdote fa tracciare il segno di croce sulla fronte in ogni Messa che celebra e quindi anche in tutti i giorni feriali.

    Grazie di vero cuore.

  11. don Vincenzo

    Caro don Antonio,
    auguri di una Santa e serana Pasqua.
    Volevo sapere dove trovare la norma liturgica che vieta l’uso del catafalco per la celebrazione esequiale.
    Purtroppo nella parrocchia dove sono parroco da piu di un anno, si usa ancora il catafalco, ma io ho intenzione di toglierlo, ma mi serve la norma liturgica e il riferimento a qualche documento.
    Nella certezza e speranza di una Vostra risposta in merito, la saluto e la ringrazio per la sua disponibilità.
    Don Vincenzo, parroco San Giovanni Battista Roccarainola

  12. Antonio N.

    Carissimo don Antonio,

    in una sua risposta del 15 gennaio 2009 ci ha insegnato:

    Se nel presbiterio c’è il tabernacolo e vi si passa davanti, si fa solo l’inchino profondo (cioè con il corpo). L’OGMR, al nr 274, modificando quanto disposto al nr 233 del precedente IGMR, prescrive che se nel presbiterio c’è il SS. mo , Gli si fa genuflessione solo nel principio alla fine della celebrazione, perchè “l’attenzione sia rivolta all’altare, che è il punto focale della celebrazione eucaristica in atto,” (F. Pio Tamburrino).

    Poichè il n.274 continua affermando che: Inoltre genuflettono tutti coloro che passano davanti al Ss.mo Sacramento, se non procedono in processione,

    le chiedo: passando davanti al tabernacolo non bisognerebbe invece genuflettersi anzichè fare solo l’inchino?

    E‘ possibile che il n. 274 inviti a non genuflettere coloro che non sono in presbiterio dato che afferma: …e gli altri ministri genuflettono quando giungono all’altare o quando si allontanano…?

    Distinti saluti.

  13. daniela de caro

    Preg.mo don Antonio, ho una curiosità: perchè la veglia Pasquale non si svolge in tutte le parrocchie in concomitanza con quella in Vaticano?
    Cordialmente la saluto, aspettando una sua risposta
    Daniela De Caro

  14. Sabatino C.

    Carissimo don Antonio,

    L’OGMR al n. 63 c recita: l’Alleluia e il versetto prima del Vangelo, se non si cantano, si possono tralasciare.

    Le chiedo: in parrocchia siamo abituati sia nei giorni feriali e sia la domenica a cantare l’Alleluia ma non il versetto che viene recitato. In virtù della norma suddetta stiamo commettendo un errore?

    Bisognerebbe soltanto cantare l’Alleluia e proclamare direttamente il Vangelo dato che il versetto non è cantato?

    Grazie del suo prezioso aiuto.

  15. Mariarosaria L.

    Carissimo don Antonio,

    alcune volte sento frasi del genere: recitiamo un’Ave Maria, oppure un Padre nostro o un Gloria al Padre per una persona.

    Qual è il significato di queste espressioni?

    Cosa vuol dire recitare una di queste tre preghiere per una persona?

    Questa domanda nasce dalla consapevolezza che recitare un Ave Maria significa rivolgersi direttamente alla Madre di Dio. Affermare di recitare questa preghiera per una persona, significa applicare per quest’ultima l’Ave Maria. Che significato può avere?

    Ho lo stesso dubbio per le altre due preghiere.

    Grazie di vero cuore.

  16. Pietro

    Caro don Antonio

    Oggi sono stato a Monserrato -CA-, parrocchia del Redentore, per la SS. Messa di trigesimo di mio fratello Giovanni. Ogni qualvolta che ho assistito a tali Messe il prete ha sempre pregato per suffragare l’anima del defunto, invece il prete, penso il parroco, ha snocciolato una serie di nomi di defunti morti due, tre anni, e uno anche di 11 anni per un totale di cinque defunti. Una mancanza di rispetto per i familiari (in questo caso di mio fratello).
    Mi piacerebbe sapere se esiste una regola precisa per le Messe di trigesimo.

  17. Ciro N.

    Rev.mo don Antonio,

    sono un diacono permanente e desidero chiederle dei chiarimenti sulla proclamazione del santo Vangelo.

    Quando la celebrazione eucaristica è presieduta dal vescovo e si usa l‘Evangeliario, il diacono dopo aver proclamato il Vangelo può baciare la Parola di Dio? Oppure il diacono porta l’Evangeliario al vescovo, in modo che lo baci solo quest‘ultimo?

    Sarebbe possibile anche la seguente soluzione: l’Evangeliario viene baciato prima dal diacono e poi dal vescovo?

    Infine se non si usa l’Evangeliario ma solo il Lezionario, dopo la proclamazione del Vangelo il diacono deve portare il Lezionario al vescovo per farlo baciare, anche se il vescovo non benedirà l’assemblea con esso dato che benedice con l’Evangeliario?

    Cordiali saluti.

  18. Maurizio S.

    Carissimo don Antonio,

    al centro della chiesa nella cappella laterale abbiamo un mosaico raffigurante il santo patrono.

    Le chiedo: in qualunque giorno dell’anno, se si usa l’incenso, durante il canto d’ingresso, oltre all’altare e alla croce è possibile sempre incensare il santo patrono?

    Ad esempio anche quando celebriamo una solennità che cade in un giorno feriale?

    Oppure è opportuno incensare il santo patrono soltanto in occasioni particolari?

    Cordiali saluti.

  19. Don Giovanni N.

    Rev.mo don Antonio,

    in quest’Anno della fede la Chiesa suggerisce di recitare ogni giorno il Credo.

    Per questo motivo le chiedo: prima di iniziare a celebrare un funerale, sia con la Messa oppure senza la Messa, sarebbe opportuno far recitare a tutta l’assemblea il Credo?

    Penso che sia un momento di preghiera che potrebbe favorire un clima di raccoglimento prima di iniziare la celebrazione.

    La saluto sempre con grande affetto.

  20. Flavio F.

    Carissimo don Antonio,

    il 19 giugno 2012 in una risposta lei ha scritto:

    Non è previsto che il celebrante tracci un segno di croce sulla fronte di chi presenta i doni all’altare. Il Papa usa farlo: è un segno di benedizione.

    Le chiedo un approfondimento:
    anche se non è previsto, il sacerdote può tracciare un segno di croce sulla fronte di chi presenta i doni all’altare? Oppure non essendo previsto dal rito, può farlo solo il Papa?

    Distinti saluti.

  21. Giancarlo

    Rev.mo don Antonio,
    nella festa dell’Ipapante, da dove attingere la fiamma per accendere le candele dei fedeli e in che momento della celebrazione spegnerle ? Il rito straordinario prevede che siano spente dopo la proclamazione del Vangelo, si può riproporre tale prassi anche nel rito ordinario ?
    Grazie infinite.

  22. Mena Pizzuti

    Rev,mo don Antonio, vorrei farle una domanda che mi viene posta spesso:quando si effettua un raschiamento per aborto ritenuto il bambino nato morto (anche se nelle prime settimane) e spesso in cattive condizioni può ricevere il battesimo?
    Grazie per la disponibilità
    Mena Pizzuti

  23. Giancarlo

    Caro don Antonio, volevo chiederle se è lecito utilizzare i paramenti liturgici di colore ceruleo anche in Italia, ove, per quanto ne so, non vige alcun indulto come in Spagna.
    Grazie.

    Cordiali saluti.

  24. Eugenio

    Gent.mo don Antonio, il nostro don ..la sera del 31 dicembre era indeciso se celebrare la “vespertina” della solennità di Maria S.ma Madre di Dio, oppure la liturgia del giorno lunedì 31/12.

    Infine ha celebrato la s.messa delle 18,30 la liturgia del lunedì 31/12, specificando ai fedeli che la solennità si sarebbe celebrata il giorno seguente. Trovandoci una Solennità non si doveva celebrare la “vespertina”? Grazie tantissime e buon anno.

  25. ivano Pesci

    Sono Ivano Pesci Ministro Straordinario della EUCARESTIA – ho fatto il corso 35 anni fa- Io ho compreso che la fiamma dei ceri sull’altare serva per illuminare la parola – quindi debbano essere messi vicini al Messale –
    Devo contatare che i Sacerdoti non osservano questa regola perchè mettono i ceri vicino alle ampolle – per il sottoscritto le ampolle non hanno esigenza di essere illuminate – Mi dici se ho ragione o torto?
    In attesa ringrazio e porgo distinti saluti , ed un felice anno nuovo –
    grazie ————-

  26. Don Giovanni N.

    Rev.mo don Antonio,

    il Rito delle Esequie nella Celebrazione esequiale nella Liturgia della Parola non prevede la distribuzione della santa Comunione.

    Le chiedo per quale motivo non è possibile distribuire l’Eucaristia.

    Comprendo che si può preferire la Liturgia della Parola quando l’assemblea è formata soprattutto da fedeli che abitualmente non partecipano all’Eucaristia, ma non distribuendola non si priva della santa Comunione altri fedeli che frequentano regolarmente la santa Messa domenicale e in alcuni casi anche quella feriale?

    La ringrazio di vero cuore e lo porgo distinti saluti.

  27. Maurizio S.

    Carissimo don Antonio,

    recentemente lei ha risposto insegnandoci: Terminata la proclamazione del Vangelo, l’Evangeliario resti all’ambone (che è il suo luogo proprio): non è prevista alcuna processione, a meno che non presieda un vescovo, a cui si porta l’Evangeliario per il bacio e la benedizione.

    Ho letto nel libro L’Evangeliario nella storia e nella liturgia – Edizioni Qiqajon Comunità di Bose a pag. 98: Esistono anche degli amboni provvisti di un supporto per il libro rivolto verso l’assemblea, sul quale si può deporre l’evangeliario dopo l’acclamazione dei fedeli. Si può inoltre auspicare che l’evangeliario venga lasciato sull’ambone durante l’omelia e spostato successivamente: si manifesterebbe così il legame fra la Parola evangelica ascoltata e il commento che sta per essere proposto … Naturalmente è anche possibile lasciare l’evangeliario all’ambone sino al termine della celebrazione.

    Le chiedo: possiamo adottare anche le altre due soluzioni, cioè l’evangeliario rivolto verso l’assemblea dopo l’acclamazione dei fedeli e l’evangeliario spostato dopo l’omelia?

    Grazie per tutto ciò che mi sta insegnando.

    Distinti saluti.

  28. Marina I.

    Carissimo don Antonio,

    durante la Messa della domenica a cui partecipano i ragazzi del catechismo per la prima Comunione eucartistica e dell’Azione Cattolica, è possibile alla Presentazione dei doni far iniziare la processione offertoriale con due ragazzi, di cui sopra, aventi due lampade accese, dopo i quali far procedere chi porta la patena con l’ostia?

    Inoltre questi due ragazzi che portano le lampade non essendo ministranti possono stare senza il camice?

    Infine le due lampade possono essere messe sull’altare o in qualche altro luogo?

    Ho mantenuto la promessa e sono ritornata perchè non è possibile stare senza di voi……….

    Un forte abbraccio.

  29. Salve, da un mese è cambiato il parroco e la prima cosa che sta pensando di fare è coprire la nicchia dell’altare maggiore dove è collocata la statua della nostra patrona S.Margherita per mettere un drappo a coprire e collocare il crocifisso che a suo dire è obbligatorio sull’altare, aggiungo che la chiesa è del 1600 e che da sempre sull’altare ha troneggiato la statua della nostra santa patrona. saluti.

  30. Giancarlo

    Salve caro don Antonio, grazie per la sua attenzione e le sue preziose, precise e dettagliate risposte. Le volevo chiedere se una antica cattedra episcopale, in una concattedrale (antica cattedrale di Santa Lucia del Mela ora divenuta concattedrale poichè la prelatura Nullius è stata accorpata all’Arcidiocesi di Messina, insieme a quella di Lipari) può essere utilizzata come sede del presbitero celebrante.
    Anche se il Vescovo, quando celebra, siede sull’antica cattedra ? Grazie infinite.

  31. Marina I.

    Redazione tanto carina,

    il problema è stato risolto alla grande. Grazieeeeee……….

    In segno di gratitudine elaboro una domanda e la invierò quanto prima.

    Vi saluto molto cordialmente.

    A presto.

  32. Marina I.

    Santa Redazione web liturgia,

    come tanto tempo fa, mi permetto di far notare un piccolo particolare……

    Non tutte le risposte del 6 novembre 2012 vengono visualizzate.

    Sono consapevole che si è trattato di un difetto voluto, per verificare l’attenzione di noi lettori……

    Grazie per la grande disponibilità.

    • Cara Marina la cosa era voluta visto che capita sempre con le tue domande…. scherzo… grazie per la tua preziosa collaborazione facci sapere se il problema è stato risolto.
      grazie

  33. vincenzo

    caro don antonio desidererei porle alcuni quesiti:è vero che il calice non va più coperto con la palla?
    in una celebrazione dove si usano più calici, l’acqua va messa in uno solo dei calici o in tutti?
    il diacono prima di proclamare il vangelo, ricevendo la benedizione dal celebrante deve segnarsi col segno della croce po rispondere solo amene se a cimpartire la benedizione è un vescovo, allora si deve segnare?grazie e saluti affettuosi,vincenzo

  34. Salve Don Antonio,
    in una certa parrocchia a me cara il Parroco ha invitato le donne che dovevano leggere all’ambone ad indossare un velo bianco in testa.
    Coloro che si sono rifiutate sono state pubblicamente invitate all'”obbedienza”.
    La richiesta del presbitero è congrua o è un “capriccio”?
    Grazie e complimenti per la chiarezza delle sue esposizioni!

    V.M.

  35. Giustino Melillo

    Carissimo don Antonio le voglio chiedere l’uso del campanello per richiamare l’attenzione dei fedeli è ancora in uso? Perchè in molte parrocchie non viene più usato.Saluti

  36. eugenio

    Una domanda:Il canone ella Messa inizia col prefatio e infatti al vescovo celebrante solo allora viene tolto lo zucchetto e solo allora anche il clero assistente alla mesa si alzava in piedi;ora noto che i fedeli dovrebbero alzasi in piedi prima dell’antico orate fratres…mi vorrebbe dare un perchè? grazie!

  37. Giancarlo

    Salve don Antonio !
    Le premesse del nuovo Rito delle esequie stabiliscono che il colore esequiale per gli adulti sia il viola, ma L’Ordinamento generale del Messale Romano III editio continua ad elencare il nero fra i colori delle esequie, colore liturgico molto usato in alcuni parti d’Italia e, un tempo, presente in tutte le parrocchie come attestano gli antichi parati che si conservano. La mia domanda è questa: è ancora possibile, in Italia, utilizzare il colore liturgico nero ? Grazie.
    Cordiali saluti.

  38. Giancarlo

    Salve Reverendo.
    E’ possibile rinnovare, anche più volte, il rito dell’incoronazione di una immagine della Beata Vergine Maria così come proposto dall’Ordo coronandi imaginem Beatae Mariae Virginis ? Cioè è possibile rinnovare il rito ogni qual volta si incorona solennemente un simulacro che durante il resto dell’anno rimane senza la corona ? E’ possibile incoronare una immagine della Beata Vergine Maria, una seconda volta, dopo un restauro ? Grazie infinite per la sua dedizione e il suo amore per la liturgia e per le sue cortesi e minuziosissime risposte.

    Cordiali saluti.

  39. Giancarlo

    Salve Reverendo.
    Il celebrante, anche se presbitero, durante la Santa Messa solenne, può impartire la benedizione con l’Evangeliario, dopo che è stata proclamata la pericope evangelica ?
    Grazie.

  40. Claudia F.

    Carissimo don Antonio,

    lei ci ha insegnato che il ministro straodinario dell’Eucaristia sale all’altare, per dare una mano al sacerdote, durante l’Agnello di Dio.

    E’ giusto?

    Trovo conferma nel Messale Romano a pag. 1046 dove è scritto al n. 3: Alla frazione del Pane colui che è chiamato a distribuire la Comunione si porta all’altare e rimane vicino al celebrante.

    A questa indicazione del Messale fa riferimento la nota 98 del n. 162 dell’OGMR: […] In caso di necessità, il sacerdote può incaricare volta per volta fedeli idonei (nota 98: Cf. Messale Romano, Appendice III, Rito per incaricare volta per volta un fedele per la distribuzione dell’Eucaristia).

    A seguire subito dopo lo stesso n. 162 offre un’indicazione diversa da quella del Messale a cui fa riferimento la nota 98 dello stesso n. 162: Questi ministri non salgano all’altare prima che il sacerdote abbia fatto la Comunione e ricevano sempre dalla mano del sacerdote il vaso in cui si custodiscono le specie della Ss.ma Eucaristia da distribuire ai fedeli.

    Le chiedo:

    i ministri della Comunione devono salire all’Agnello di Dio com’è indicato al n. 3 del Messale Romano a pag. 1046 indicato dalla nota 98 del n. 162 dell’OGMR, oppure soltanto dopo che il sacerdote si è comunicato com’è specificato nel continuo dello stesso numero 162?

    Un’altra domanda:

    il ministro straordinario dell’Eucaristia, salendo, deve fare l’inchino all’altare oppure la genuflessione perchè ci sono il pane ed il vino già consacrati?

    E’ un quesito che nasce riflettendo su una sua risposta del 15 gennaio 2009:

    L’OGMR, al nr 274, modificando quanto disposto al nr 233 del precedente IGMR, prescrive che se nel presbiterio c’è il SS. mo , Gli si fa genuflessione solo nel principio alla fine della celebrazione, perchè “l’attenzione sia rivolta all’altare, che è il punto focale della celebrazione eucaristica in atto,” (F. Pio Tamburrino).

    La ringrazio profondamente e le porgo cordiali saluti.

  41. Elena C.

    Carissimo don Antonio,

    nella solennità dell’Assunzione durante il canto d’ingresso si incensa l’altare, la croce e la statua della Vergine. Poichè quest’ultima si trova all’ingresso della chiesa nella navata laterale, il sacerdote dopo aver incensato la croce percorre tutta la navata centrale per incensare l’immagine di Maria.

    Le chiedo: mentre il sacerdote va verso la statua di Maria, i fedeli possono voltarsi per seguire con lo sguardo il cammino del sacerdote per guardare la statua della Madonna che viene incensata?

    Oppure è bene che non si voltino e guardino sempre in avanti verso l’altare?

    Un’altra domanda: nel Benedizionale da pag. 459 troviamo il cap. XXXVII sulla Benezione alla mensa.

    Le chiedo: perchè è scritto benedizione alla mensa e non della mensa?

    Infine, perchè i diversi formulari prevedono il pranzo e la cena e non la colazione?

    Sia prima e sia dopo la colazione, è bene farsi almeno il segno di croce?
    Oppure per la colazione si può anche non pregare?

    Grazie per tutto.

  42. Antonio N.

    Carissimo don Antonio,

    è possibile al termine della S. Messa, prima della benedizione finale oppure dopo il congedo, benedire una statua della Vergine Maria che riproduca l’immagine della Madonna che sarebbe apparsa a Medjugorje?

    Oppure è bene benedire statue con immagini tradizionali della Beata Vergine Maria?

    Un’altra domanda:

    poichè nel territorio della nostra parrocchia visitiamo le famiglie recitando il S. Rosario nelle loro case o nel condominio, è possibile portare la statua della Madonna di Medjugorje? Oppure, come ipotizzavamo prima, bisogna utilizzare anche in questi casi, statue con immagini tradizionali della Beata Vergine Maria?

    Inoltre perchè la statua della Madonna di Medjugorje è definita “Regina della pace”?

    Infine qual è la pronuncia esatta di Medjugorje? La “e” finale va pronunciata oppura no?

    La ringrazio del suo importante aiuto.

  43. Nicola M.

    Caro don Antonio,

    lei ci ha insegnato il 26 giugno 2012 che:

    Poiché qualsiasi fedele può fare da ministrante, nulla vieta che un(a) partecipante alla Messa porti alla credenza quanto è servito per la celebrazione.

    Le chiedo: può portare alla credenza quanto è servito per la celebrazione un ministro della Comunione che già si trova all’altare per aver aiutato il sacerdote a distribuire la Comunione sotto le due specie se al collo porta già con sè la teca con le Ostie consacrate?

    Oppure è bene che non lo faccia, perchè avendo il Corpo di Cristo nella teca è opportuno che ritorni subito al proprio posto?

    In un’altra risposta, precisamente del 19 giugno 2012 lei ci ha scritto:

    Non è previsto che il celebrante tracci un segno di croce sulla fronte di chi presenta i doni all’altare. Il Papa usa farlo: è un segno di benedizione.

    Le domando: un sacerdote può tracciare questo segno di croce ai fedeli? Se il sacerdote può farlo, potrebbe anche dire qualcosa?

    Grazie di tutto.

  44. Gino F.

    Carissimo don Antonio,

    quando i lettori vanno insieme a proclamare la Parola di Dio, è bene che facciano l’inchino davanti al centro dell’altare allineandosi, oppure possono farlo anche lateralmente, ad esempio tra l’ambone e l’altare?

    Durante la proclamazione del salmo, se solo il ritornello viene cantato, è possibile recitare tutto il salmo con un sottofondo musicale?

    Oppure il sottofondo musicale è possibile eseguirlo solo se il ritornello non è cantato ma anch’esso è recitato?

    Cordiali saluti.

  45. redazione web

    Mozilla Firefox e risolve il problema
    buone vacanze

  46. Marina I.

    Santa Redazione web,

    è vero che la risposte del 15 giugno 2012 è tutta lì……

    Ma con il mio computer, e non solo, dopo la domenda di Vincenzo, compare solo: Don Antonio risponde…

    ma la risposta, ahimè, non c’è.

    Siate fiduciosi, perchè questa volta andrà meglio………

    Un caro abbraccio, e non ringraziatemi troppo……………

  47. redazione web

    Cara Marina anche i capi redattori ad honorem a volte, causa il caldo, possono errare, la risposta è tutta lì.
    Buone vacanze

  48. Marina I.

    Gent.ma, anzi Santa Redazione,

    sono sempre io, Marina I., denominata simpaticamente il 4 luglio: caporedattore Ad honorem…………….

    Ho notato che nelle risposte del 15 giugno 2012, la seconda risposta non si visualizza.

    Ma devo verificare proprio tutto io……………………..

    Grazie di cuore e cari saluti.

  49. Alessandro S.

    Carissimo don Antonio,

    nella nostra parrocchia su una parete non abbiamo immagini. Poichè è vuota abbiamo pensato di mettere delle tende che abbelliscono la parete.

    Le chiedo se è corretto usare tende in chiesa, oppure se sarebbe stato meglio pensare ad una soluzione diversa.

    Le chiedo pure: la domenica dopo la proclamazione del Vangelo il ministro porta l’evangeliario su un leggio preparato accanto ad un altare che si trova alla sinistra della navata, anzichè lasciarlo sull’ambone. E’ possibile farlo?

    Portare l’evangeliario in processione dopo aver ascoltato il Vangelo può aiutare i fedeli a dare maggiore importanza alla Parola del Signore?

    Un grazie dal profondo del cuore.

  50. Maurizio S.

    Caro don Antonio,

    quando un sacerdote distribuisce l’Eucaristia sotto le due specie facendosi aiutare da un ministro straordinario della Comunione, è possibile che terminata la distribuzione il ministro salga in presbiterio portando ancora con sé il calice contenente il Sangue di Cristo che è rimasto, fino ad arrivare all’altare per poi poggiarvi ( il ministro della Comunione stesso) il calice?

    Oppure è il sacerdote che deve poggiare sull’altare il calice contenente il Sangue di Cristo rimasto, prendendo quest’ultimo dalle mani del ministro della Comunione?

    Un secondo quesito.

    Quest’altra domanda ha senso solo se il ministro della Comunione può trovarsi all’altare dopo la distribuzione sotto le due specie, a cui ho fatto riferimento nella domanda precedente.

    In questo caso il celebrante deve consumare solo lui il Sangue di Cristo che è rimasto nel calice?

    Oppure può farlo consumare completamente al ministro della Comunione che ha sorretto il calice durante la distribuzione sotto le due specie?

    Distinti saluti.

  51. Ciro N.

    Gent.ma Redazione,

    il 13 novembre 2011 ho inviato queste domande a cui non ho avuto ancora risposta.

    Mi rendo conto che nella nostra vita terrena dobbiamo prepararci ai tempi biblici………

    Scherzi a parte, le invio di nuovo e grazie sempre per il vostro aiuto preziosissimo.

    Carissimo don Antonio,

    recentemente sulla preghiera rivolta ai nostri cari defunti, lei ha scritto: Sperando che siano in paradiso o ancora in purgatorio, si può invocare la loro preghiera di intercessione presso il Signore, perché tra tutti i battezzati c’è un vincolo in Cristo che neppure la morte può spezzare.

    Le chiedo se è corretto anche usare il verbo immaginare e quindi dire la seguente affermazione: possiamo immaginare che siano in paradiso o ancora in purgatorio.

    Infine: quando si celebra un funerale, nella preghiera dei fedeli è opportuno pregare per i defunti di tutte le persone presenti? O è bene pregare in particolare per il defunto di cui si celebra il funerale?

  52. Antonio A.

    Caro don Antonio,

    nelle Precisazioni della Conferenza Episcopale Italiana che si trovano nel Messale Romano è scritto che: In piedi dall’orazione sulle offerte …

    Nell’Ordinamento Generale del Messale Romano al n. 43 invece è scritto: I fedeli stiano in piedi … dall’invito Pregate fratelli prima dell’orazione sulle offerte.

    Le chiedo: Qual è il motivo di questo cambiamento?

    Inoltre i fedeli devono alzarsi prima che il sacerdote dica Pregate, fratelli e sorelle, … oppure si mettono in piedi mentre il sacerdote dice quest’ultima frase?

    Un’ultima domanda: il 6 agosto si celebra la festa della Trasfigurazione del Signore.

    Le domando: perchè in questo giorno coloro che si chiamano Salvatore festeggiano l’onomastico?

    Infine è saggio consigliare ai cristiani di cercare di partecipare alla Messa nel giorno del proprio onomastico?

    Grazie sempre del suo preziosissimo aiuto.

  53. Mariarosaria L.

    Carissimo don Antonio,

    l’OGMR al n. 83 insegna che l’invocazione Agnello di Dio accompagna la frazione del pane.

    Le chiedo: quando il sacerdote prima di spezzare l’Ostia grande va a prendere la pisside con le ostie consacrate che sta nel tabernacolo, l’assemblea può iniziare a recitare o cantare l’Agnello di Dio?

    Oppure sia se il tabernacolo è dietro all’altare e sia se si trova in una cappella distante dall’altare, l’assemblea deve in ogni caso aspettare il sacerdote che ritornato all’altare inizia a spezzare l’Ostia grande per recitare o cantare l’Agnello di Dio?

    Un’altra domanda.

    In parrocchia per la proclamazione della Parola di Dio ci siamo organizzati nel seguente modo: terminata la colletta tutti i lettori si dirigono verso l’altare e allineandosi davanti al centro di esso fanno un profondo inchino. Dopo essere saliti in presbiterio, chi proclama va all’ambone e gli altri si siedono accanto ai ministranti dal lato più vicino all’ambone.

    E’ corretto tutto questo?
    Anche il sedersi accanto ai ministranti?

    Infine il lettore quando si alza, mentre l’altro si viene a sedere, deve fare da dove si trova un inchino al celebrante prima di girarsi verso l’ambone?
    Questo inchino lo deve fare dopo aver proclamato prima di sedersi, mentre l’altro lettore va all’ambone?

    Grazie di cuore.

  54. Marina I.

    Carissimo don Antonio,

    Le chiedo di comprendere meglio come comportarsi al termine della Messa quando si espone il Santissimo Sacramento.

    Lei ci ha insegnato che al termine dell’orazione dopo la Comunione tutti si inginocchiano perchè il Santissimo è esposto nell’ostensorio.

    Quale atteggiamento deve assumere il ministro della Comunione che oltre ad essersi comunicato ha con sè la teca con le ostie consacrate da portare agli ammalati?

    Deve inginocchiarsi lo stesso, pur portando con sè il Corpo di Cristo nella teca? Oppure è preferibile che resti in piedi, a scapito però dell’uniformità dei gesti, perchè tutti sono in ginocchio?

    Un’ultima domanda sui ministranti:
    durante la S. Messa può servire all’altare indossando il camice una signora di 50 oppure di 60 anni?

    Grazie sempre di cuore.

  55. Elvira E.

    Caro don Antonio,

    qual è la posizione giusta per il ministrante o per il fedele che sorregge il piattino?
    Deve stare alla destra o alla sinistra del celebrante?

    Inoltre le chiedo un approfondimento.

    Alla domanda se è possibile, terminata la proclamazione del vangelo, che il ministro che lo ha proclamato alzi il libro aperto davanti all’assemblea, lei ha risposto che:
    non è previsto. Se lo si eleva (soprattutto se poi il diacono deve portare l’Evangelario al bacio del Vescovo) è bene farlo stando ancora all’ambone, mentre l’assemblea acclama “Lode a te, o Cristo” oppure “Alleluia”.

    Le domando: quando il ministro eleva il libro, quest’ultimo deve essere necessariamente l’Evangeliario? Oppure può essere anche il Lezionario?

    Inoltre il Lezionario o l’Evangeliario va mostrato aperto sulla pagina che è stata letta oppure va elevato chiuso?

    Infine i fedeli è preferibile che guardino il libro o è meglio che inchinino la testa?

    La ringrazio per il suo prezioso aiuto.

  56. Marcello

    Carissimo don Antonio,

    le scrivo nuovamente per chiederle un ulteriore approfondimento sulla domanda sulle diverse opinioni dei liturgisti.

    In una risposta lei ha scritto che nel campo più strettamente liturgico, quando non ci sono prescrizioni precise e si entra nel campo del facoltativo, è lecito avere orientamenti diversi.

    La mia domanda è:

    un fedele deve seguire sempre gli orientamenti di uno stesso e solo liturgista?

    Ad esempio io che nutro una profonda stima per lei, devo fare riferimento in ciò che è opinabile e facoltativo sempre a ciò che lei ci insegna?

    Oppure anche se seguo sempre i suoi insegnamenti, posso mettere in pratica un’opinione di un altro liturgista diversa dalla sua se personalmente lo ritengo più opportuna?

    La ringrazio per il suo preziosissimo aiuto.

  57. redazione web

    Cara Marina
    caporedattore Ad honorem

  58. Marina I.

    Gent.ma Redazione,

    vi ringrazio della risposta puntualissima.

    Molto probabilmente però non mi sono espresso bene.
    Don Antonio ha già risposto ai miei quesiti. E’ l’elenco che andrebbe semplicemente aggiornato. Nella pagina iniziale infatti questo elenco inizia con il 25 giugno, ma dovrebbe iniziare il 26 giugno perchè fino a poco tempo fa le risposte di questo giorno c’erano.

    Ah, se non ci fossi io a far notare questi particolari………..

    Grazie sempre di cuore.

  59. redazione web

    Cara signora Marina
    don Antonio nelle ultime domande ha risposto a quesiti di dicembre, purtroppo per quelli di aprile, visti i numerosi impegni del noto liturgista, bisogna avere ancora un poco di pazienza, cosa del resto che voi affezionati internauti, avete per la nostra rubrica.
    grazie e continui a seguirci

  60. Marina I.

    Gent.ma Redazione,

    con grande gioia ho “apprezzato” che i titoli delle risposte ai miei quesiti non sono stati pubblicati. Ci si è fermati a quelli del 25 giugno. Probabilmente ciò è successo perchè si trattava delle ultime risposte. Ma com’è scritto: gli ultimi saranno i primi…………………………….

    Scherzi a parte colgo l’occasione per chiedere a don Antonio un approfondimento. Nella sua risposta ha scritto:
    In assenza del diacono spetta all’accolito istituito purificare i vasi sacri all’altare oppure portarli alla credenza e ivi purificali (OGMR, n. 192).

    Chiedo: se il sacerdote ha pensato di purificare i vasi sacri dopo la S. Messa e durante la celebrazione all’altare serve un ministrante che non è un accolito istituito, è sempre il sacerdote che porta alla credenza i vasi sacri con i frammenti di ostie e il calice con le gocce di vino rimaste, oppure li può portare un semplice ministrante?

    Una seconda ed ultima domanda:

    Nel nuovo Rito delle Esequie la parte che riguarda l’Esequie in caso di cremazione è messo in Appendice.

    Le chiedo: l’inserimento di questa parte in Appendice non fa pensare che si tratti di un rito di minore importanza?
    Perchè è stato inserito in Appendice e non in una terza parte, come esiste la Parte Prima per l’Esequie degli adulti e la Parte seconda per l’Esequie dei bambini?

    Distinti saluti.

  61. pietrina
    18 giugno 2012 – 14:31(Correggi)

    un ministro straordinario può fare il sindaco?

  62. Giancarlo

    Giancarlo
    15 giugno 2012 – 21:53

    Salve Padre,
    su un catalogo di arte sacra ho scorto uno zucchetto nero; i sacerdoti possono portarlo ? Grazie.

  63. Mariarosaria L.

    Caro don Antonio,

    dopo la distribuzione della S. Comunione se restano molte particole consacrate che il celebrante non può consumare da solo (ad esempio quando si celebra la S. Messa in un luogo diverso dalla parrocchia, come la palestra di una scuola), il sacerdote può distribuire il Corpo di Cristo una seconda volta ad alcuni fedeli fin quando tutte le particole non vengono consumate?

    In questo caso, il sacerdote deve ripetere la formula Il Corpo di Cristo ai fedeli che per la seconda volta ricevono la S. Comunione?

    Oppure il sacerdote distribuisce il Corpo di Cristo per la seconda volta senza dire nulla?

    Grazie di cuore.

  64. Stefania P.

    Caro don Antonio,

    le chiedo di spiegarmi qual è l’atteggiamento che deve assumere il ministro della Comunione, che porta con sé la teca col Corpo di Cristo, dopo che il Santissimo è stato riposto nel tabernacolo.

    Mentre tutti sono seduti, il ministro resta in piedi (assumendo un atteggiamento diverso da tutti i presenti) o si siede anche lui, pur avendo con sè Gesù Eucaristia?

    Un altro quesito: lei in una risposta relativa ad una domanda in cui si chiedeva se chi raccoglie le offerte deve fare oppure no un inchino all’altare quando è una sola persona, ha scritto: Non è prescritto, ma sembra buona cosa che la persona incaricata di raccogliere le offerte, dovendo evidentemente cominciare dalle prime file, prima di voltarsi, faccia un inchino all’altare.

    Le chiedo: per inchino all’altare si intende che la persona incaricata fa l’inchino dal posto dove si trova oppure va prima verso l’altare per fare l’inchino trovandosi proprio di fronte al centro dell’altare stesso per poi raccogliere le offerte?

    Infine quando ha terminato di raccogliere le offerte, è bene che la persona faccia l’inchino stando sempre di fronte al centro dell’altare?

    La ringrazio immensamente.

  65. Flavio F.

    Caro don Antonio,

    le chiedo un approfondimento sull’uso del piattino.

    Quando un fedele sceglie di ricevere la S. Comunione sulla mano, il piattino va posto sotto le sue mani?

    Oppure non è necessario usare il piattino quando la Comunione si riceve sulle mani, dato che non si corre il rischio che l’Ostia cada a terra?

    Infine: quando la S. Comunione è stata distribuita sotto le due specie, il ministro della Comunione quando restituisce al sacerdote il calice è bene che faccia un inchino al calice, dopo che il sacerdote l’ha preso, perchè contiene ancora il Sangue di Cristo?

    Grazie davvero di cuore per la sua squisita disponibilità.

  66. Antonina

    Rev.do Don Antonio,vorrei sapere come si svolge la processione offertoriale nella messa degli sposi.Che cosa portare,la possono fare gli sposi?La ringrazio e le porgo cordiali saluti.

  67. Marina I.

    Caro don Antonio,

    nei giorni feriali il nostro sacerdote presiede i riti iniziali alla sede lasciando sulla credenza le ampolline, il calice e la patena che alla presentazione dei doni vengono portati all’altare.

    Lei ci ha insegnato che, in assenza di ministranti, possono portare tutti questi oggetti anche colui che ha letto la preghiera dei fedeli.

    Le chiedo: dopo la distribuzione della S. Comunione, sempre in assenza di ministranti, può salire in presbiterio un fedele che porti gli oggetti usati che stanno sull’altare (in questo caso il calice, la patena e la pisside dato che le ampolline sono state già riportate sulla credenza dopo il lavabo prima della orazione sulle offerte) per riporli sulla credenza per evitare che lo faccia il celebrante?

    Infine se il celebrante ha pensato di purificare i vasi sacri dopo la S. Messa, il fedele può portarli sulla credenza? Oppure non è possibile perche la patena e la pisside contengono frammenti di Ostia e nel calice c’è qualche goccia di vino e quindi tutto potrebbe essere toccato solo da un accolito?

    Grazie in anticipo per le sue risposte illuminanti.

  68. Alessandro

    Rev.mo Don Antonio chiedo conferma, consigli e suggerimenti per quando togliere il SS. Sacramento dall’altare della reposizione del Giovedì Santo e quando smontarlo. In base alle Norme Liturgiche sostengo che debba essere portato all’Altare il Venerdì Santo consumando le Specie alla Liturgia pomeridiana e dopodichè smontare l’altare della reposizione. Il parroco invece sostiene che alle dodici del Vemerdì Santo debba essere tolto il SS. e smontato l’altare. Grazie.
    Alessandro.

  69. Flavio F.

    Caro don Antonio,

    quando la S. Comunione è distribuita sotto le due specie, il ministro che sorregge il calice (diacono, accolito o ministro della Comunione) è conveniente che stia alla destra o alla sinistra del celebrante?

    Un’altra domanda: anche quando la Comunione viene distribuita sotto le due specie è bene usare il piattino?

    Grazie per la sua profonda disponibilità.

  70. Giancarlo

    Salve don Antonio, sono un ragazzo appassionato di liturgia e cerimoniere della mia parrocchia; avvicinandosi la Santa Pasqua mi sorge una domanda: le premesse del Benedizionale affermano che anche i laici possono celebrare alcune benedizioni, dove indicato, col consenso dell’ordinario.
    Ora, le benedizioni della mensa e quelle pasquali dell’agnello e delle uova, dato il loro carattere familiare, sembra che non presuppongano una esplicita autorizzazione dell’ordinario del luogo, è così ? Chiunque può celebrare questo tipo di benedizioni ? Grazie.

  71. Carissimo don Antonio, faccio parte del gruppo liturgico dell’unità pastorale lone-pastena- pogerola della costiera amalfitana, cerchiamo di rispettare le norme liturgiche che faticosamente cerchiamo di recepire da internet e soprattutto dal Messale. Volevo chiederLe perchè i vari presbiteri non rispettano le norme liturgiche oppure ognuno fa di testa sua. Chi deve intervenire poichè la maggior parte di noi fedeli non conosce le varie norme
    un abbraccio. pasquale

  72. enzo

    domando, al rev.mo liturgista, se l’esecuzione di brani musicali registrati per sostenere il clima meditativo durante l’adorazione eucaristica contravviene alle norme.Grazie.

  73. Francesco Pinto Paola (cs)

    Carissimo don Antonio le riporto quanto ripreso da una pubblicazione della chiesa di Bologna del 2003 dove vengono citati i compiti del Lettore isituito.
    questi che sono denominati come punto B rispondono ad un ordimnamento generale o sono disposizioni della chiesa locale? grazie
    B) In mancanza del diacono può:
    1) portare il libro dei Vangeli nella processione introitale, procedendo
    davanti al celebrante (PNMR 82/d. 148-149; IM 6);
    2) introdurre la liturgia del giorno, dopo il saluto del celebrante,
    ma non l’atto penitenziale (PNMR 29.86; MRI p. 294);
    3) proporre, dall’ambone o altro luogo, le intenzioni della
    preghiera universale, rispettando lo schema proposto nel
    Messale (PNMR 45-46) e nell’introduzione all’Orazionale
    (PNMR 47.151.272; Precisazioni, n. 8; MQ V);
    4) in assenza del diacono o dell’accolito, reggere uno dei vasi
    sacri nella comunione sotto le due specie.

  74. Flavio F.

    Carissimo don Antonio,

    durante la Presentazione dei doni, è bene che il celebrante tracci un segno di croce sulla fronte di chi gli porta i doni?

    Se fosse possibile, quale sarebbe il significato di questo gesto?

    Infine il sacerdote mentre traccia questo segno di croce sulla fronte, può dire qualche formula? O lo fa senza dire nulla?

    Grazie per la sua grande disponibilità.

  75. Gianluca

    Carissimo Don Antonio,

    le chiedo: è possibile celebrare il rito di dedicazione di una nuova chiesa o di un nuovo altare in una domenica di quaresima o di avvento, e se sì, si celebra la messa della dedicazione o la messa della domenica?

    E ancora: sull’altare dove viene celebrata la messa ci devono essere necessariamente due candelieri o è sufficiente anche una sola lampada?

    Grazie molte.

  76. Marina I.

    Carissimo don Antonio,

    lei ci ha insegnato:

    Quando c’è l’esposizione del SS.mo per l’adorazione a fine Messa (e come suo prolungamento) sembra giusto regolarsi così: terminata la distribuzione dell’Eucaristia, tutti restano ancora in piedi, perché sull’altare c’è ancora Gesù. Il sacerdote purifica il calice, espone il SS.mo e recita l’ultima preghiera della Messa. Poi tutti si inginocchiano, mentre si intona un canto adatto, il sacerdote infonde l’incenso nel turibolo e si inginocchia per incensare il SS.mo Sacramento.

    Le chiedo: poichè al termine dell’orazione dopo la Comunione tutti si inginocchiano, come lei ha scritto, che atteggiamento deve assumere il ministro della Comunione che oltre ad essersi comunicato ha con sè la teca con le ostie consacrate da portare agli ammalati?

    Deve inginocchiarsi lo stesso, pur portando con sè il Corpo di Cristo nella teca? Oppure è preferibile che resti in piedi, a scapito però dell’uniformità dei gesti, perchè tutti sono in ginocchio?

    Grazie sempre di vero cuore.

  77. Antonio A.

    Carissimo don Antonio,

    lei ci ha insegnato che: siccome la benedizione eucaristica viene impartita senza alcuna preghiera verbale, nulla vieta che possa essere accompagnata da un leggero sottofondo musicale.

    Le chiedo:poichè in OGMR 313 è scritto: In tempo di Quaresima è permesso il suono dell’organo e di altri strumenti musicali soltanto per sostenere il canto, mentre il ministro al termine dell’adorazione eucaristica benedice con l’ostensorio, nel tempo di Quaresima è possibile suonare un sottofondo musicale?

    Grazie sempre del suo preziosissimo aiuto.

  78. vincenzo

    Rev.mo don Antonio, le chiedo gentilmente di fare chiarezza rispondendo ad un mio quesito: il diacono quando riceve la benedizione prima di proclamare il vangelo, risponde solo amen( come da principi e norme del messale romano, o è tenuto a segnarsi anche con il segno della croce, sempre ricevendo la suddetta benedizione? A me sembra, mi corregga se sbaglio che solo se presiede un vescovo il diacono si segna col segno della croce, ricevendo la benedizione.In attesa di una sua risposta, la saluto e ringrazio anticipatamente .vincenzo

  79. anna maria

    nelle celebrazioni il sabato in quaresima, i catecumeni possono battere le mani durante i canti? si può ballare alla fine della celebrazione?

  80. Salvatore F.

    Carissimo don Antonio,

    le chiedo: il leggìo da altare che sostiene il Messale è preferibile che sia di legno anziché d’oro o di qualche altro materiale pregiato, al fine di sottolineare il valore della semplicità?

    Inoltre sull’altare per il Messale è preferibile l’uso di un leggìo oppure di un cuscino ?

    Infine: quando si incensa l’altare alla Presentazione dei doni il Messale deve o non deve stare sull’altare?
    Leggendo l’OGMR dal n. 139 al n. 144 mi sembra di capire di sì. Ma alcuni sacerdoti impegnati nella liturgia insegnano che è preferibile preparare il Messale sull’altare mentre il ministro si lava le mani, in modo tale da far risaltare soltanto ciò che viene incensato, cioè l’altare, il pane e il vino.
    Può chiarirmi questo dubbio?

    La ringrazio di vero cuore per la sua profonda disponibilità.

  81. Marcello M.

    Carissimo don Antonio,

    è possibile preparare sull’altare delle candele a forma di rosa di cera naturale? Oppure devono avere necessariamente la forma tradizionale cilindrica?

    Un approfondimento sulle diverse opinioni dei liturgisti.

    In una sua risposta lei ha scritto: Siccome i pii esercizi vanno relazionati al tempo liturgico, è preferibile che ne assumano anche il colore. Quindi in Quaresima, per la Via Crucis è preferibile il colore viola.

    Sullo stesso argomento un altro liturgista, Matias Augè, ha invece scritto: La Via Crucis è un pio esercizio relativo alla Passione di Cristo. Non trattandosi di una celebrazione liturgica, non c’è una normativa sui colori. Credo perciò più consono che si adoperi sempre in qualsiasi data il colore rosso, che è il colore dei martiri, di cui Cristo è il supremo modello.

    Poichè lei in un’altra risposta ci ha insegnato che nel campo più strettamente liturgico, quando non ci sono prescrizioni precise e si entra nel campo del facoltativo, è lecito avere orientamenti diversi, le chiedo:
    un fedele deve seguire sempre gli orientamenti di uno stesso e solo liturgista?

    Ad esempio nel mio caso, devo fare riferimento in ciò che è opinabile e facoltativo sempre a ciò che lei ci insegna? Oppure anche se seguo sempre i suoi insegnamenti, posso mettere in pratica un’opinione di un altro liturgista diversa dalla sua se personalmente lo ritengo più opportuna?

    Ad esempio nel caso su indicato del colore della stola per la Via Crucis nei venerdì di Quaresima?

    Grazie per le sue risposte chiarissime.

  82. Marina I.

    Caro don Antonio,

    nel libro Pregate, pregate, pregate (Editrice Shalom) a pag. 137 è scritto sulla Divina misericordia che a suor Faustina, Gesù ha posto tre condizioni necessarie perché le preghiere innalzate nell’Ora della misericordia siano ascoltate: la preghiera deve essere rivolta a Gesù, deve aver luogo alle tre del pomeriggio…

    Le chiedo: com’è possibile che Gesù esaudisca solo se la preghiera è recitata ad un’ora ben precisa della giornata?

    Un approfondimento: è bene recitare ogni giorno prima che inizi ogni Messa una preghiera rivolta al patrono della chiesa? Oppure è opportuno recitarla non tutti i 365 giorni dell’anno ma solo in alcuni momenti?

    Grazie di vero cuore.

  83. Elvira E.

    Caro don Antonio,

    1) E’ possibile, terminata la proclamazione del vangelo, che il ministro che lo ha proclamato alzi il libro aperto davanti all’assemblea?

    2) Può essere fatto sia con il Lezionario che con l’Evangeliario?

    3) E’ bene che il ministro lo faccia restando all’ambone o davanti all’altare?

    4) Infine: i fedeli è preferibile che guardino il libro aperto o è meglio che inchinino la testa?

    La ringrazio per il suo prezioso aiuto.

  84. Mariarosaria L.

    Carissimo don Antonio,

    all’inizio della navata centrale della chiesa è bene tenere sempre, cioè sia durante le celebrazioni liturgiche e sia durante tutta la giornata, un leggio con la Bibbia aperta?

    Se fosse possibile si potrebbe usare al posto della Bibbia l’Evangeliario?

    Accanto a questo leggio possiamo prepare dei fiori oppure delle piante?

    Infine è bene, sempre accanto al leggio con la Parola, tenere una lampada o più lampade?

    Vanno accese durante le celebrazioni o solo al di fuore di queste e quindi per tutta la giornata?

    Un’ultima richiesta: le risposte che don Antonio darà alle domande poste prima di me dal sig. Ivano Pesci possono essere pubblicate, perchè interessano molto anche a me.

    Grazie sempre di tutto.

  85. Sono convinto che i ceri sull’altare devono illuminare la PAROLA ( quindi il Messale ) quindi per il sottoscritto i ceri devo essere posti alla sinistra del celebrante . Perchè im questo posto illuminano la Parla –
    Certi alari sono disposti al contrario quindi illuminano non la parola ma le ampolle – è giusto come lo preparo io oppure sto SBAGLIANDO –
    Mi rispondi per via e mail –
    GRAZIE Ivano Pesci –
    ivanopesci@libero.it

  86. Elena C.

    Caro don Antonio,

    alla domanda: se sarebbe una buona idea preparare sul limitare del presbiterio un inginocchiatoio per dare la possibilità ai fedeli di pregare in ginocchio davanti al Santissimo Sacramento, quando il tabernacolo è nel presbiterio, e precisamente non proprio dietro all’altare ma di lato e rivolto verso l’assemblea, lei ha risposto scrivendo che se lo spazio è ristretto, conviene non ingombrarlo con un inginocchiatoio. Ci si può inginocchiare sul gradino di accesso al presbiterio o su uno dei primi banchi.

    Le chiedo un approfondimento: se lo spazio non è ristretto, è possibile mettere l’inginocchiatoio?
    Se fosse possibile, l’inginocchiatoio va tolto durante lo svolgimento delle celebrazioni?

    Grazie sempre di tutto?

  87. Flavio F.

    Carissimo don Antonio,

    accanto al tabernacolo è preferibile che ci sia una lampada con cera liquida o un cero naturale?

    Se si dovessero usare i ceri naturali, è bene non mettere quelli preparati con l’involucro rosso per evitare di far pensare ai lumi che si trovano nel cimitero?

    Infine qual é il significato etimologico della parola tabernacolo?

    Grazie di cuore.

  88. Salvatore F.

    Alleluia. Le risposte sono proprio queste.

    Lo dicevo io che bisogna credere ai miracoli………

    Colgo l’occasione, per non rendere la vita monotona, che mancherebbero le risposte alle domande inviate dal 29 agosto 2010 al 11 novembre 2010.

    Probabilmente dovrebbero essere comprese tra il 14 dicembre 2010 e il 4 gennaio 2011.

    Vi ringrazio per la santa pazienza che avete………. volevo dire per il vostro aiuto.

    Grazie di cuore.

  89. redazione web liturgia

    Caro Salvatore siamo contenti per la fiducia che riponi nelle nostre piccole capacità speriamo di averti accontentato:
    http://www.parrocchiasanpietro.it/2010/11/17/web-liturgia-te-deum-ostie-e-mistero-della-fede/
    facci sapere se sono queste nel contempo cercheremo di ripristinare i contatti con la pagina madre in modo da renderli sempre disponibili.
    grazie ancora per la segnalazione

  90. Salvatore F.

    Per le risposte vi do un piccolo aiuto………

    Furono pubblicate tra quelle del 14 dicembre 2010 e quelle del 16 novembre 2010.

    Queste due date si trovano gia sul sito.

    Sono convinto che farete il miracolo……

  91. Salvatore F.

    Gentilissima, oserei dire precisissima……… redazione web liturgia,

    leggendo le risposte passate di don Antonio, non ho trovato più le quattro relative alle domande di Salvatore del 18 agosto 2010, Pasquale del 20 agosto 2010, Mariarosaria L. del 22 agosto 2010 e Claudia F. del 25 agosto 2010.

    Tanto tempo fa le ho lette, ma poi sono svanite nel nulla!!!!!!!!!!!

    Abbiamo la possibilità di farle ricomparire?

    Sono fiducioso nei vostri miracoli………

    Grazie di cuore.

  92. Rosanna M.

    Carissimo don Antonio,

    La corona di Avvento deve essere necessariamente circolare?
    Oppure può essere formata da un tronco di albero dalla forma lineare?

    Inoltre lei in una risposta ha scritto: Le candele della Corona di Avvento possono essere accese – già all’inizio della celebrazione, a evitare spostamenti e distrazioni.

    Le chiedo: faremmo un errore se le accendessimo dopo la colletta e prima di ascoltare la prima lettura?

    La ringrazio di vero cuore.

  93. Domenico

    Salve. Vorrei porre una domanda per quando riguarda gli inchini da parte dei lettori. Il lettore, quando si reca all’ambone si inchina davanti all’altare o davanti al celebrante?

  94. Francesco Pinto

    Caro Ciro, l’inciampo è sintomo di cammino, come la fiducia è l’anima del cristiano… saranno lette

  95. Ciro N.

    Riprendiamo con domande innocenti con la speranza che siano lette………… Sono profondamente fiducioso.

    Carissimo don Antonio,

    recentemente sulla preghiera rivolta ai nostri cari defunti, lei ha scritto: Sperando che siano in paradiso o ancora in purgatorio, si può invocare la loro preghiera di intercessione presso il Signore, perché tra tutti i battezzati c’è un vincolo in Cristo che neppure la morte può spezzare.

    Le chiedo se è corretto anche usare il verbo immaginare e quindi dire la seguente affermazione: possiamo immaginare che siano in paradiso o ancora in purgatorio.

    Infine: quando si celebra un funerale, nella preghiera dei fedeli è opportuno pregare per i defunti di tutte le persone presenti? O è bene pregare in particolare per il defunto di cui si celebra il funerale?

    Grazie sempre per il suo aiuto preziosissimo.

  96. redazione web liturgia

    Siamo contenti, in fondo stiamo mettendo a dura prova la vostra cristiana pazienza… cmq scherzi a parte caro Giovanni anche per te abbiamo rinviato il tutto a don Antonio…

  97. Giovanni

    Sono di nuovo io. In quel lontano periodo scrissi due volte. Ahimè, entrambe le volte con risultati eccezionali……………… Ma ci riprovo, perchè il cristiano deve essere sempre ottimista !!!

    Scrissi in un giorno d’estate del 21 luglio 2011.

    Carissimo don Antonio,

    durante la Veglia pasquale a cui sono presenti un diacono che non sa cantare ed un cantore laico, il preconio pasquale a chi dei due deve essere affidato: al diacono che leggerà e non canterà il preconio, oppure al cantore laico in modo che il preconio sia cantato? Bisogna sottolineare il ministero ordinato oppure il canto trattandosi di un testo della Veglia pasquale molto importante?

    Durante la Messa quando il sacerdote distribuisce la Comunione sotto le due specie e non c’è né un diacono e né un accolito istituito, ma un ministro straordinario della Comunione che non sta servendo all’altare ma sta partecipando tra i banchi della chiesa insieme ai presenti, il celebrante può far reggere il calice ad un fedele oppure la precedenza deve essere data al ministro della Comunione?

    Spesso durante un battesimo, un funerale o un matrimonio il celebrante, sacerdote o diacono, si trova a proclamare sia la prima lettura, il salmo responsoriale e il Vangelo. Prima di proclamare il Vangelo il sacerdote o il diacono per recitare la preghiera Purifica il mio cuore deve andare davanti all’altare per inchinarsi, o può inchinarsi verso l’altare stando all’ambone oppure si inchina all’ambone, precisamente al lezionario che sta sull’ambone?

    Cordiali saluti.

  98. redazione web liturgia

    Caro Antonio siamo contenti di rileggerti, anche la tua domanda è stata postata a don Antonio…

  99. Antonio A

    E’ giunto il mio momento. Avevo capito che eravate ansiosi in attesa della mia comparsa. E allora, eccomi qui…………..

    Io appartengo al 5 agosto.

    Carissimo don Antonio,

    lei ci ha insegnato che in nessun libro liturgico è specificato che i ministranti quando lavano le mani al sacerdote devono fare l’inchino sia prima che dopo.

    Nel libro il Manuale del ministrante di Riccardo Pane EDB a pag. 31 è scritto: Dopo che il celebrante è stato incensato, i due ministri addetti al lavabo dovranno accostarsi all’altare da destra (dove prima c’era il turiferario). Fatta la debita riverenza, il ministro con la brocca verserà l’acqua, e l’altro porgerà il manutergio leggermente aperto. Al termine del lavabo, i due ministri, prima di allontanarsi, facciano riverenza.

    Le chiedo: alla luce di ciò che è scritto in questo libro, anche se i libri liturgici non prevedono l’inchino da parte dei ministranti per il lavabo, è in ogni caso opportuno fare questo inchino?

    Un secondo quesito: nel Benedizionale a pag. 691 è previsto il rito della benedizione in famiglia nel giorno di Pasqua quando si porta a casa l’acqua benedetta e a pag. 693 il n. 1692 recita: il capofamiglia con un ramoscello d’olivo porge l’acqua benedetta e ciascuno si fa il segno della croce.

    Poiché fin da piccolo sono stato abituato che nostro padre con il ramoscello d’olivo ci aspergeva con l’acqua benedetta e noi accompagnavamo questo gesto facendoci il segno della croce, le chiedo se questo modo di benedire è sbagliato e se bisogna fare solamente come indica il n. 1692.
    Inoltre il segno della croce va fatto intingendo le dita nell’acqua benedetta oppure intingendo in quest’acqua il ramoscello d’olivo e fare con questo il segno della croce?

    Infine in una famiglia dove il padre non c’è, il ruolo del capofamiglia indicato sempre al n. 1692 è affidato al figlio maschio maggiore oppure alla madre?

    La ringrazio profondamente.

  100. redazione web liturgia

    Ciao Maurizio, grazie ed anche per la tua domanda abbiamo provveduto a girarla al nostro caro daon Antonio.

  101. Maurizio S.

    Lo so benissimo che stavate aspettando anche me……..

    Potevo mai deludervi?

    Il mio quesito risale al lontano 11 luglio 2011……………….

    Carissimo don Antonio,

    lei ci ha insegnato che: In latino è “resurrectio” (con la “e”); in italiano è prevalsa al dizione “risurrezione” (con la “i”).

    Leggendo il Dizionario della lingua italiana ho trovato scritto che si può dire in entrambi i modi: risurrezione e resurrezione.
    Le chiedo: nei testi che non sono liturgici è possibile usare la dizione resurrezione (con la “e”)?

    La domenica se non c’è un numero sufficiente di ministranti è opportuno preparare la processione d’ingresso soltanto con la croce? E così anche la processione finale? O è necessario che accanto la croce ci siano due candele?

    Un ultima domanda: è possibile esporre il Santissimo per l’adorazione, dedicare subito dopo l’esposizione e prima della benedizione 10 minuti di preghiera silenziosa e tra questi due momenti recitare il S. Rosario? Oppure non è opportuno perché è come se il Santissimo venisse esposto per la recita del Rosario? O è bene recitare il Rosario dinanzi a Gesù Eucarestia?

    Distinti saluti.

  102. redazione web liturgia

    Effettivamente ci eravamo un tantino preooccupati… scherzi a parte, quesito girato già a don Antonio…

  103. Salvatore F.

    Pensavate che ero scomparso? Non potevo farvi soffrire di nostalgia!

    Il mio quesito è del 2 agosto.

    Carissimo don Antonio,

    durante il S. Rosario è tradizione recitare cinque decine di Ave, Maria. Lei ci ha insegnato che in alcune occasioni può essere opportuno recitarne solo alcune, ad esempio tre.

    In questo caso quale criterio seguire nella scelta di tre misteri su cinque?
    Si scelgono i primi tre misteri consecutivi? O gli ultimi tre? Oppure il primo, il terzo ed il quinto? O che altro?

    Recentemente lei ha scritto: La notte di Pasqua l’assemblea viene aspersa con l’acqua benedetta appunto nella veglia pasquale.
    Le chiedo un approfondimento: l’acqua con la quale l’assemblea viene aspersa è quella contenuta nel bacile dove pochi minuti prima è stato celebrato il battesimo per immersione?
    E’ bene di conseguenza prendere il secchiello ed immergerlo in questo bacile per riempirlo?

    Infine: l’OGMR al n. 274 recita: La genuflessione, che si fa piegando il ginocchio destro fino a terra, significa adorazione.
    Le chiedo: un fedele che è abituato quando fa la genuflessione a piegare il ginocchio sinistro anziché quello destro, sbaglia? E con delicatezza e amore è bene suggerire a queste persone di genuflettersi con il ginocchio destro, come suggerisce la norma?

    La ringrazio profondamente.

  104. redazione web liturgia

    Caro Nicola anche il tuo quesito è stato girato a don Antonio, grazie!

  105. Nicola M.

    Tra tutti gli internauti non potevo certo mancare proprio io……!!!!!!

    Sono quello dell’8 luglio.

    Caro don Antonio,

    durante la distribuzione della Comunione, penso che sia normale che il piattino venga posto sotto il mento dei fedeli.
    Ma quando il Corpo di Cristo viene ricevuto sulla mano, il piattino va posto sotto le mani dei fedeli? Oppure il ministro lo porge soltanto quando il fedele riceve la Comunione in bocca?

    Nella Domenica delle Palme nella nostra parrocchia facciamo in questo modo. Il sabato sera per la Messa vespertina organizziamo una processione con i rami di ulivo che vengono benedetti con la partecipazione in particolare e non solo dei ragazzi del catechismo con le loro famiglie. La domenica mattina prepariamo un’altra processione a cui partecipano come sempre tanti fedeli. E’ corretto preparare due processioni per dare la possibilità ai ragazzi del catechismo di vivere una celebrazione in cui un’attenzione particolare è data a loro?

    Infine quando viene esposto l’Eucaristia con l’ostensorio per l’adorazione eucaristica, sull’altare possono stare 5 candele?

    Grazie di cuore per i suoi insegnamenti.

  106. redazione web liturgia

    Anche per lei, gino, vale il discorso fatto con gli altri internauti.
    Grazie

  107. Gino F.

    Ed ora tocca a me con alcune domande che desteranno uno stupore unico…….

    del 9 luglio, volendo essere precisi alle 22:53

    Carissimo don Antonio,

    è corretto che i ministranti, subito dopo che l’assemblea ha detto O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato, tolgano dall’altare il messale e il microfono per lasciare soltanto l’Eucaristia mentre il celebrante si comunica?

    Recentemente lei ha scritto: Se, in occasione della Pasqua, vengono distribuite delle bottigliette per la benedizione pasquale della mensa o della famiglia, il Benedizionale (nn.1686-1692) prevede che esse vengano riempite con l’acqua attinta al fonte battesimale, benedetta nella Veglia pasquale.
    Le chiedo: poiché nel giorno di Pasqua i fedeli sono numerosi, anche un po’ più di mille in poche ore, non si farebbe troppa confusione in chiesa nell’attingere dal fonte acqua per tante persone?

    Infine le chiedo: nella Messa durante la consacrazione del pane e del vino che diventano il Corpo e il Sangue di Cristo è possibile eseguire un sottofondo musicale?
    Invece mentre il celebrante benedice l’assemblea con l’ostensorio al termine di un’adorazione eucaristica, si può eseguire un sottofondo musicale?

    Grazie sempre di tutto.

  108. redazione web liturgia

    Quasi quasi, siamo contenti del piccolo inconveniente, in quanto abbiamo avuto la possibilità di scambiarci qualche parola e constatare la vostra cortesia e disponibilità.

  109. Alessandro S.

    Questa volta è il mio turno……..

    Ho preparato i quesiti il giorno 12 luglio 2011:

    Carissimo don Antonio,

    durante la S. Messa dopo la distribuzione della Comunione che è avvenuta sotto la sola specie del pane, l’accolito può consumare il Sangue di Cristo che è rimasto nel calice? Oppure è bene che lo consumi il celebrante?

    Nella chiesa abbiamo sia statue di santi che quadri. Le chiedo: dinanzi ad ogni statua, quadro e immagine di Gesù, Maria e Santi è bene che ci sia un inginocchiatoio? O è preferibile che non ci sia?

    Per l’adorazione della Croce lei ci ha insegnato che potendolo si faccia una bella genuflessione, e non un semplice inchino. Le domando: se una persona per motivi fisici non può genuflettersi, può il Venerdì santo adorare la Croce facendo davanti ad essa solamente un inchino? Se fosse possibile, l’inchino dovrà essere profondo o solo col capo? Infine può soltanto inchinarsi e non baciare la Croce?

    La ringrazio profondamente.

  110. redazione web liturgia

    grazie Roberta inoltrata anche la tua domanda.

  111. Roberta B.

    Ci sono anch’io……………

    Le mie domande sono del 23 luglio.

    Il testo:

    Carissimo don Antonio,

    in una risposta lei ha sottolineato l’importanza del Rito per la riconciliazione di più penitenti con la confessione e l’assoluzione individuale.

    Le chiedo: in una comunità parrocchiale è opportuno celebrarla una volta al mese oppure soltanto nei tempi forti (Avvento, Natale, Quaresima, Pasqua)?

    Inoltre: qual è il significato, dopo aver allargato le braccia, di tenere le mani giunte quando al termine di una preghiera, come la colletta, il sacerdote dice: Per il nostro Signore Gesù Cristo…

    Il n. 48 di pag. 182 del Messale Romano relativo alla Veglia pasquale recita: … Se la benedizione dell’acqua battesimale è stata compiuta nel presbiterio, i ministri portano al battistero il bacile con l’acqua.

    Le domando: nella nostra parrocchia durante la Veglia pasquale usiamo un bacile contenente acqua che viene benedetta e che usiamo per celebrare anche i battesimi sia in forma tradizionale che per immersione. Per questo motivo l’acqua è molta e il bacile particolarmente pesante.

    Non sarebbe opportuno togliere questo bacile al termine della celebrazione della Veglia?
    Oppure non potrebbe restare per tutta l’ottava come segno di ciò che abbiamo vissuto durante la notte di Pasqua?

    Grazie per tutto ciò che ci insegna.

  112. redazione web

    Già inoltrata a don Antonio Sorrentino, grazie!

  113. Andrea F.

    Anch’io ho “subito la stessa sorte” di coloro che non hanno ricevuto la risposta…

    Scherzi a parte, ecco il testo della domanda del 18 luglio:

    Carissimo don Antonio,

    il Messale Romano per la Domenica delle Palme a pag. 114 al n 1. scrive: … in tutte le Messe si fa la memoria di questo ingresso del Signore: con la processione (I) o con l’ingresso solenne (II) prima della Messa principale, oppure con l’ingresso semplice (III) prima delle altre Messe. L’ingresso solenne, ma senza processione, si può ripetere prima di altre Messe con grande concorso di fedeli.

    Le chiedo: è possibile in tutte le Messe, compresa quella vespertina del sabato, iniziare invitando i fedeli a portare in mano i rami di ulivo e benedirli, proclamare il Vangelo dell’ingresso del Signore e recitare la colletta? Se fosse possibile, sarebbe anche consigliabile?

    Durante la proclamazione del Vangelo i ministranti che tengono in mano i candelieri è bene che si facciano il segno della croce sulla fronte, sulle labbra e sul petto?

    Infine: alcune volte lei ha citato un detto: “De minimis non curat praetor”. Qual è la traduzione in italiano di questa espressione? Perché è adatta nella liturgia?

    Grazie per la sua disponibilità.

  114. redazione web

    Grazie per la collaborazione

  115. Giovanni

    Il 3 luglio anch’io ho mandato dei quesiti le cui risposte non sono state pubblicate.

    Invio di nuovo il testo:

    Caro don Antonio,

    spesso ho sentito alla conclusione del S. Rosario recitato al mattino una preghiera che inizia così: Buon giorno, Madonnina mia…

    E’ corretto rivolgersi alla Beata Vergine Maria augurandole il “Buon giorno”?
    E’ opportuno usare il titolo di Madonnina mia?

    Lei ci ha insegnato, se ho compreso bene, che quando al termine della Messa si espone il Santissimo Sacramento, mentre il celebrante lo incensa inginocchiato dopo l’orazione post-communio i fedeli stanno tutti in ginocchio.

    Il Giovedì Santo invece quando il sacerdote incensa in ginocchio il Santissimo che è sull’altare tutti i fedeli restano invece in piedi, mentre quando il celebrante incensa in ginocchio la pisside nel luogo della Riposizione, tutti si inginocchiano.

    Le chiedo: perché l’atteggiamento dei fedeli quando il sacerdote incensa il Santissimo che è sull’altare è diverso il Giovedì santo (restano in piedi) rispetto a quando lo si espone per l’adorazione eucaristica (stanno in ginocchio)?

    Infine: potrebbe spiegarmi il significato degli ex-voto?
    Perché si chiamano in questo modo?
    E’ bene che stiano in chiesa accanto alle immagini dei santi, di Gesù e Maria?

    Cordiali saluti.

  116. Sabatino C.

    Caro don Antonio,

    durante la celebrazione eucaristica mentre viene letto il salmo responsoriale, che quindi non viene cantato, è bene accompagnare la lettura con un sottofondo musicale?

    Nel Rito del Battesimo dei bambini a pag. 145 – Capitolo V 1. Battesimo durante la Veglia pasquale al n. 167 è scritto: Uniche varianti: … non si fa la consegna del cero acceso.
    Nel rito dell’iniziazione cristiana degli adulti invece a pag. 135 al n. 226 è prescritta la consegna del cero acceso.

    Le chiedo: perché durante la Veglia pasquale la consegna del cero si svolge solo se i battezzati sono adulti?

    La candela che viene consegnata sia al bambino o all’adulto, quindi anche quando il battesimo non è celebrato durante la Veglia pasquale, va conservato come ricordo oppure può essere acceso in alcuni giorni dell’anno?

    Grazie di vero cuore.

  117. redazione web

    Caro Sabatino le confermo la pubblicazioni in ottobre dei quesiti di agosto, e ad agosto quelli di lugio. Purtroppo, il ritardo è dovuto ai numerosi impegni di don Antonio Sorrentino, comunque facendo un rapido controllo le risposte alle domande di agosto sono state tutte pubblicate se non avesse trovato la sua domanda la può rinivare che controlliamo altrimenti la faremo rispondere nuovamente da don Antonio grazie

  118. Sabatino C.

    Gent.ma Redazione,

    grazie della risposta. Ho verificato ma non ho trovato la risposta al mio quesito del 3 luglio così come quelle relative alle domande da questa data fino al 5 agosto degli altri lettori.

    Grazie sempre di tutto.

  119. redazione web

    Carissimo Sabatino, nel ringraziarla di cuore della sua assiduità al nostro sito ed alla rubrica di don Antonio Sorrentino, le comunico che la risposta alla sua domanda è stata pubblicata in data 14 ottobre di seguito le forniamo anche il link http://www.parrocchiasanpietro.it/2011/10/14/web-liturgia-il-post-comunione-la-recita-del-ss-rosario-come-onorare-il-santo-patrono-come-disfarsi-delle-immaginette-sacre/
    grazie ancora di cuore e continui a … navigare con noi!

  120. Sabatino C.

    Vorrei chiedere alla redazione Web Liturgia se le domande inviate dal giorno 3 luglio 2011 fino al 5 agosto 2011 riceveranno una risposta. Rivolgo questa domanda perchè in quest’ultimo periodo ho trovato le risposte a partire dal 9 agosto 2011.

    Grazie per aver pensato a questa utilissima rubrica.

    Distinti saluti.

  121. Simona F.

    Caro don Antonio,

    lei ci ha insegnato più volte che il celebrante dopo aver distribuito la santa Comunione ripone prima nel tabernacolo le Ostie consacrate eventualmente rimaste e poi consuma il Sangue di Cristo presente ancora nel calice.

    Ma leggo in OGMR 163: Terminata la distribuzione della Comunione, il sacerdote all’altare consuma subito e totalmente il vino consacrato rimasto; invece le ostie consacrate, che sono avanzate, o le consuma all’altare o le porta al luogo destinato alla conservazione dell’Eucaristia.

    Questa norma sembra che faccia capire che il sacerdote consuma prima il Sangue (si usa il termine Subito) e poi ripone il Santissimo.

    Mi può chiarire questo dubbio?

    Una curiosità: leggendo le ultime risposte ho notato che mancavano quelle precedenti, cioè quelle relative all’inizio di luglio.

    Chiedo semplicemente se verranno pubblicate.

    Complimenti per il preziosissimo servizio che state rendendo.

    Distinti saluti.

  122. Pino Tripepi

    Reverendissimo Don Antonio Sorrentino,

    1° – nella celebrazione eucaristica, dopo essersi comunicati, i fedeli sono usuali nel sedersi. Dopo che si è terminato di distribuire la Santa Comunione si procede per reporre la Pisside nel Tabernacolo che si trova poco distante dall’altare. Il Diacono, a questo punto, fa alzare tutti i fedeli, e li fa rimanre tali, fino a quando non viene chiuso lo sportello del Tabernacolo.

    2° – Prima della presentazione dei doni il Diacono fa porre sull’alltare, dall’accolito, il corporale e a questi chiede che provveda pure alla purificazione dei vasi sacri.

    Chiedo:
    1° – I fedeli devono sedersi dopo aver ricevuto la Comunione?
    2° – Il Diacono fa bene a farli rialzare dopo che essi hanno ricevuto la Comunione?
    3° – In presenza del Diacono, spetta all’Accolito porre il Corporale sull’altare e purificare?

    Grazie per le risposte che Ella vorrà cortesemente accordarmi.
    Dio la benedica. Saluti.

  123. Roberta B.

    Carissimo don Antonio,

    quando a fare la questua durante la celebrazione eucaristica è una sola persona, questi prima di iniziare a raccogliere le offerte è bene che vada davanti all’altare per fare l’inchino? Oppure può iniziare dal posto in cui si trova essendo un solo fedele e fare l’inchino davanti all’altare quando vi passa davanti?

    Poiché lei ci ha insegnato che chi proclama la Parola di Dio può recitare una preghiera nel proprio cuore mentre va all’ambone, anche coloro che raccolgono le offerte possono recitare una preghiera?
    Se fosse possibile potrebbe suggerirci una?

    Mi sembra di aver sentito parlare del valore teologico della questua. Cosa significa?

    La ringrazio di vero cuore.

  124. Salvatore F.

    Caro don Antonio,

    quando si recita il Rosario sento spesso una preghiera con la quale si invoca la benedizione della Vergine Maria.
    Poiché è Dio che ci benedice, sono corrette preghiere del genere?

    Il dubbio mi nasce anche dall’orazione dopo la Comunione della Messa del 12 settembre del Ss.mo Nome di Maria: O Signore, fa’ che per intercessione di Maria, Madre di Dio, otteniamo il dono della tua benedizione…

    In questa preghiera si invoca la Vergine Maria per essere benedetti non da lei ma da Dio.

    Per la stessa ragione sono corrette le preghiere rivolte ai santi per essere da loro benedetti? O si tratta di preghiere devozionali teologicamente non corrette?

    In conclusione è solo Dio che può benedire, o possono benedire sia la Vergine Maria e i santi?

    Una seconda domanda di tutt’altro genere:

    le riviste come settimanali o mensili del tipo di quelli inviati da conventi che contengono immagini religiose, di santi e della Vergine Maria possono essere eliminati nella raccolta differenziata oppure vanno bruciati?

    Grazie sempre per le sue chiarissime risposte.

  125. Giovanni

    Caro don Antonio,

    al termine di un’adorazione eucaristica mentre il sacerdote benedice l’assemblea facendo su di essa il segno della croce con l’ostensorio, è possibile eseguire un canto eucaristico, cioè musica più parole?

    Prima della proclamazione del Vangelo quando il sacerdote o il diacono fa l’inchino prima e dopo l’incensazione del Lezionario o dell’Evangeliario, è bene che faccia l’inchino anche il turiferario che naturalmente in quel momento si trova accanto al ministro?

    Nelle Lodi e nei Vespri in genere i salmi vengono recitati a cori alterni. In questo caso cioè quando il salmo è recitato da due parti dell’assemblea che si alternano, il Gloria al Padre va recitato allo stesso modo oppure va recitato dall’inizio alla fine da tutta l’assemblea e non da due parti di esso che si alternano, o si può scegliere l’una o l’altra soluzione?

    Grazie di cuore.

  126. Claudia F.

    Carissimo don Antonio,

    quando durante la Messa si distribuisce l’Eucaristia sotto le due specie, il celebrante consegna il calice all’accolito o al ministro della Comunione subito dopo che questi ha ricevuto il Corpo e il Sangue di Cristo oppure dopo una pausa per dargli la possibilità di rimanere un po’ in silenzio adorante e riconoscente?

    Inoltre il ministro stesso è bene che faccia un inchino col capo quando riceve dal celebrante il calice col Sangue di Cristo per aiutarlo nella distribuzione dell’Eucaristia sotto le due specie, anche se questo inchino non è previsto dalle norme liturgiche?

    Il Benedizionale a pag. 700 prevede il Rito di benedizione degli oggetti di pietà.
    Perché non è previsto l’aspersione con l’acqua benedetta di persone e cose, come invece è prescritto nel Benedizionale per molti altri riti?

    Inoltre le chiedo: se per benedire gli oggetti di pietà si asperge con l’acqua benedetta l’oggetto e chi l’ha portato, si commette un errore?

    Grazie per i suoi preziosissimi insegnamenti.

  127. Maria Rosaria S.

    Caro don Antonio,

    il Rito del Matrimonio a pag. 100 prevede la Consegna della Bibbia. Il n. 142 recita: Qualora non sia stata distribuita la santa comunione e il sacerdote (o il diacono) lo ritenga opportuno, viene consegnata la Bibbia agli sposi.
    Le chiedo: trattandosi di un rito così significativo ed educativo, bisogna evitare di consegnare la Parola di Dio se è stata distribuito il Corpo di Cristo? Non mi sembra che la distribuzione della Comunione e la consegna della Bibbia si oppongano.

    Il Messale Romano a pag. 131 sull’Accoglienza degli oli santi durante la Messa nella Cena del Signore il giovedì santo scrive : … e poi depone le ampolle nel luogo adatto loro riservato.

    Le chiedo: qual è questo luogo adatto?

    Un ultima domanda: al canto dell’Alleluia per amministrare l’incenso con il turiferario e il navicolaio più agevolmente, il sacerdote può scendere il gradino su cui si trova la sede del celebrante e fermarsi di conseguenza direttamente sul presbiterio? Oppure è bene che il sacerdote stia in piedi accanto alla sede e il turiferario e il navicolaio si avvicino a lui?

    Grazie sempre di tutto.

  128. Pasquale N.

    Carissimo don Antonio,

    durante la Via Crucis siamo abituati ad organizzare ad ogni stazione il cambio delle persone che portano i ceri e la croce.
    E’ opportuno fare così? O è meglio che siano sempre e solo le stesse tre persone a portare i ceri e la croce dalla prima fino all’ultima stazione?
    Se avviene il cambio, chi riceve la croce è bene che faccia un inchino ad essa prima di prenderla?

    Quando all’altare serve solo un ministrante che deve lavare le mani al sacerdote alla presentazione dei doni, il manutergio deve essere tenuto dal ministrante stesso? Se sì, in che posizione? Sul braccio ben piegato o aperto?
    Oppure il manutergio va lasciato sull’altare? In questo caso, deve stare piegato o aperto?

    Il Messale Romano a pag. 311 indica come si devono tenere le braccia durante il prefazio. Mi può aiutare a capire la sequenza?

    Che differenza passa tra allargare le braccia (Il Signore sia con voi) e alzare le braccia (In alto i nostri cuori)?
    E con le braccia allargate (Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio) significa non cambiare l’atteggiamento di prima cioè le braccia alzate per “In alto i nostri cuori”? Oppure allargarle di più?
    Alcune volte ho visto invece che al “ Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio” il sacerdote congiunge le mani. E’ corretto fare così?

    Grazie di cuore.

  129. Marcello E.

    Caro don Antonio,

    nel libro di Ludovico Trimeloni Compendio di liturgia pratica a pag. 336 è scritto: Il corpo e il capo durante la genuflessione stiano eretti; non deve chinare il capo…
    Le domando: quando facciamo genuflessione dinanzi al tabernacolo bisogna avere lo sguardo rivolto al tabernacolo stesso?

    Lei ci ha insegnato per il giovedì santo che: Il Messale dà univocamente questo nome: “Luogo della reposizione”.
    Sarebbe un errore dire: Luogo della riposizione? Cioè usare la “i”?
    Rivolgo questa domanda perché ho letto che il verbo può essere coniugato anche con la “i” com’è scritto nel n. 117 di pag.85 del Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico : Il ministro … ripone il Sacramento…

    Un ultima domanda: il n. 46 a pag. 179 del Messale Romano sulla Veglia Pasquale recita: Terminato il rito del Battesimo (e della Confermazione) oppure, se questo non ha avuto luogo, dopo la benedizione dell’acqua, tutti stando in piedi e con in mano la candela accesa, rinnovano le promesse del Battesimo.

    Poiché il n. 22 a pag. 169 stabilisce che le candele vanno spente dopo il preconio, in quale preciso momento devono essere accese un’altra volta, come afferma il n. 46 sopra citato?

    Per riaccenderle bisogna procedere come all’inizio della Veglia? Cioè accendere di nuovo dal cero pasquale i primi ceri dai quali poi accendere tutti gli altri?
    Ma in questo modo la celebrazione, che già di per sé ha la sua durata, non si appesantisce?
    Queste candele quando vanno spente un’altra volta? Dopo l’aspersione e prima della preghiera dei fedeli oppure quando ci si siede al termine della preghiera dei fedeli?

    Infine: a proposito del n. 46 lei tempo fa ha scritto: I nn. 44 e 46 del Messale –ponendo attenzione alla punteggiatura- non sono in contraddizione.

    Mi può aiutare a capire a quale punteggiatura devo fare riferimento?

    La ringrazio immensamente.

  130. Antonio N.

    Caro don Antonio,

    lei ci ha insegnato che durante la Messa i fedeli non possono salire all’altare come se fossero dei concelebranti. Le chiedo: poiché all’altare servono i ministranti, che appunto non sono concelebranti, sarebbe possibile far stare i fedeli, naturalmente quando sono pochi, in presbiterio all’incirca alla stessa distanza che c’è tra l’altare e i ministranti?

    Se ciò fosse possibile, i fedeli possono stare in presbiterio dall’inizio della celebrazione o dalla presentazione dei doni? E poi restare fino al congedo o ritornare tra i banchi dopo aver ricevuto la S. Comunione?

    Nel Rito del Battesimo dei bambini a pag. 145 c’è il paragrafo sul Battesimo durante la Veglia pasquale e al n. 167 è scritto: Uniche varianti: si omette l’assenso di fede del celebrante e della comunità (n. 68 e n. 116).
    Invece il n. 44 a pag. 178 del Messale Romano relativo alla Veglia Pasquale scrive: … fanno la professione di fede con l’assenso della comunità, Questa è la nostra fede.

    Le chiedo: perché il Rito del battesimo e il Messale Romano scrivono due cose diverse, anzi opposte?

    Infine: la corona di Avvento può essere accesa non solo durante la Messa delle domenica ma anche in ogni feria di Avvento?

    Anche nella solennità dell’Immacolata Concezione?

    Quando ci troviamo nella terza settimana di Avvento si accendono contemporaneamente le tre candele? Oppure due vengono accese prima del canto d’ingresso e la terza prima che venga proclamata la prima lettura o prima del Vangelo?

    Questa sequenza si può svolgere anche in ogni feria di Avvento?

    Grazie di vero cuore.

  131. Marcello M.

    Carissimo don Antonio,

    se durante la settimana si celebra una festa di un santo come il 4 ottobre in cui ricordiamo S. Francesco d’Assisi e non ci sono ministranti all’altare, per la proclamazione del Vangelo è possibile che due fedeli che partecipano alla Messa e quindi che hanno abiti civili al canto dell’Alleluia prendano le due candele che stanno sull’altare e vanno all’ambone mentre il ministro proclama il Vangelo utilizzando il Lezionario e non l’Evangeliario?
    Tutto ciò si potrebbe fare anche in qualunque giorno, anche ad esempio in una feria del tempo ordinario, se si tratta di una situazione particolare?

    Inoltre in una risposta lei ci ha insegnato: La fiducia che si accorda ad un liturgista in materia di interpretazione delle norme su dettagli opinabili dipende dalla credibilità e autorevolezza che gli si riconosce. In tal caso conviene che si sia fedeli a lui.

    Ho compreso l’importanza di affidarsi ad un solo liturgista come lei ci ha spiegato. Tuttavia quando abbiamo la possibilità di conoscere le posizioni liturgiche di più liturgisti che fondamentalmente hanno le stesse idee, non sarebbe opportuno seguire le interpretazioni di uno o dell’altro indifferentemente?
    Ad esempio a me sembra che lei come don Silvano Sirboni e Rinaldo Falsini abbiate sostanzialmente lo stesso modo di vedere e quindi mi sembra naturale seguire l’interpretazione di uno o dell’altro serenamente, anche se qualche volta i vostri insegnamenti possono essere diverse.

    La ringrazio per il suo preziosissimo aiuto per vivere la liturgia come incontro vero e profondo con Cristo Risorto.

  132. Marina I.

    Caro don Antonio,

    ho notato nelle chiese che i fedeli lasciano sulle mani della statua della Vergine Maria o dei santi le corone del S. Rosario che in alcune occasione diventano numerose.
    Le chiedo se è bene lasciarle per rispettare le intenzioni dei fedeli, oppure toglierle per rispettare la bellezza e il decoro delle immagini dei santi.
    In quest’ultimo caso, cosa fare di queste corone del Rosario?

    Il 2 novembre durante la celebrazione eucaristica della Commemorazione dei fedeli defunti, è opportuno preparare il cero pasquale?
    Se fosse possibile dove sarebbe meglio collocarlo? Al centro del presbiterio oppure accanto all’ambone?

    Infine il cero pasquale in ogni celebrazione eucaristica in cui viene usato può essere incensato sia all’inizio che alla presentazione dei doni? Oppure segue la normativa che regola l’incensazione delle immagini dei santi, cioè anche il cero pasquale andrebbe incensato solo all’inizio durante il canto d’ingresso?

    La ringrazio tanto.

  133. Andrea F.

    Carissimo don Antonio,

    sia la prima domenica di ottobre che l’8 maggio recitiamo la Supplica alla beata Vergine Maria di Pompei.

    Le chiedo: perché la Supplica viene recitata in questi due giorni?
    E perché alle ore 12?

    E’ possibile recitare questa Supplica in tutti i giorni del mese di ottobre e di maggio prima che inizi la S. Messa e non alle ore 12? E in qualunque altro giorno dell’anno in cui si celebra una memoria mariana?

    La Supplica viene recitata solo dal celebrante e l’assemblea partecipa recitando l’Ave Maria, o viene recitata da tutti contemporaneamente?

    Infine: in una risposta lei ha scritto: Pertanto, in cose opinabili, nelle quali cioè la norma liturgica non scende nei dettagli, ci si orienta dando più o meno credito a un liturgista e seguendone l’interpretazione.

    Le chiedo: può fare un esempio concreto di cose opinabili?

    Grazie di tutto.

  134. Gino F.

    Carissimo don Antonio,

    nel tempo di Natale è consuetudine rivolgere preghiere a Gesù Bambino. Vorrei chiederle se è una cosa buona farlo.
    La mia domanda nasce dal fatto che Gesù è morto da adulto e quindi penso che non sia corretto rivolgerci a lui come bambino. Oltretutto da bambino, Gesù non aveva la coscienza di poter capire, proprio come tutti i bambini.
    Inoltre è bene che si rivolgano al Bambino Gesù solo i fanciulli?
    Sono utili pertanto le devozioni al Bambino Gesù di Praga e di Gallinaro?

    Nella nostra parrocchia prima di celebrare la S. Messa siamo abituati a recitare il S. Rosario e al termine di esso, senza una pausa di silenzio, spesso si intona subito il canto d’ingresso della celebrazione eucaristica.
    Le chiedo: è bene fare cosi? Non sarebbe meglio che ci siano dei minuti di silenzio tra le preghiere che precedono la Messa e il canto d’ingresso?

    Cordiali saluti.

  135. Nicola M.

    Carissimo don Antonio,

    durante la S. Messa prima di ascoltare la prima lettura è possibile eseguire un canto?

    Qualche volta ho ascoltato il canto “Ascolta Israel” proposto dal Rinnovamento nello Spirito le cui parole sono: Oh, ascolta Israel, ascolta Israel Io sono Yahvè.

    E’ bene eseguire questo canto?
    Non penso che sia opportuno perché è rivolto ad Israele e noi celebriamo l’Eucaristia come cristiani.

    Inoltre è corretto in un canto menzionare Yahvè, essendo un nome che appartiene propriamente alla tradizione ebraica?
    Mi sembra strano che debba essere menzionato in un canto cristiano.

    Ho trovato infatti molto interessante ciò che è scritto nel Catechismo degli Adulti, La Verità vi farà liberi della Conferenza episcopale italiana scrive a pag. 38 nella nota 6:
    Il tetragramma sacro andrebbe letto “Jahvèh”, ma la tradizione ebraica considera questo nome impronunziabile e suggerisce di dire in suo luogo “Adonài”, cioè “Signore”, o di pronunziare un altro titolo divino. Per rispetto ai nostri fratelli ebrei, questo catechismo invita a fare altrettanto e in ogni caso riduce all’indispensabile l’uso del tetragramma sacro.

    Distinti saluti.

  136. Giulia S.

    Carissimo don Antonio,

    leggendo il libro “Preghiere ai dolori e alle lacrime della Madonna” ed. Shalom ho trovato a pag. 51 “Il Rosario dell’Addolorata”.
    Non ha 5 misteri da contemplare ma 7 dolori da meditare. Inoltre si recitano 7 Ave Maria e non 10.

    Le domando: poiché da sempre ho recitato lo schema tradizionale del Rosario che tutti conoscono, “Il Rosario dell’Addolorata” ha la stessa importanza del Rosario tradizionale?

    Inoltre è bene recitare “Il Rosario dell’Addolorata” ogni giorno?

    Infine che valore hanno questi schemi nuovi di Rosario che troviamo scritti in alcuni libri, come quello che ho citato? Questi schemi nuovi vanno valorizzati e promossi? Mi danno l’idea di formule nuove che favoriscono un devozionismo non sano ed equilibrato.

    Un ultimo quesito: lei in una risposta ha scritto: I cinque grani d’incenso, che si infiggono a forma di croce nel cero pasqiale sono segno delle 5 piaghe di Gesù.
    Quali sono le 5 piaghe?

    Grazie di tutto.

  137. Alessandro S.

    Carissimo don Antonio,

    in ogni parrocchia si celebra il santo patrono una volta l’anno. Per questa celebrazione si prepara in genere un triduo o una novena in onore del santo. Ma le chiedo:
    1) Per favorire l’amore verso il santo è possibile recitare ogni giorno una preghiera in onore del patrono prima che inizi la S. Messa?
    2) Anche prima di tutte le Messe della domenica?
    3) Se recitare questa preghiera ogni giorno è eccessivo, con quale frequenza è opportuno recitarla?
    4) Poiché la Messa non è ancora iniziata, la preghiera al santo va recitata solo dal sacerdote o può essere recitata contemporaneamente da tutti i fedeli?
    5) Infine le chiedo: le immaginette dei santi se non vengono conservate, in che modo vanno eliminate? Possono essere messe nei contenitori della raccolta differenziata della carta oppure devono essere necessariamente bruciate?

    Grazie per la sua profonda disponibilità.

  138. Sabatino C.

    Carissimo don Antonio,

    quando durante la Messa si distribuisce la Comunione sotto le due specie, se il calice è sorretto da un ministro straordinario dell’Eucaristia, quest’ultimo al termine della distribuzione del Corpo e Sangue di Cristo può salire in presbiterio col sacerdote tenendo in mano il calice che poi metterà lui stesso sull’altare? Oppure è preferibile che dopo la distribuzione della Comunione il ministro straordinario restituisca il calice al sacerdote che ritorna all’altare sia con la patena che col calice?

    Quando si recita il Santo Rosario si usa offrire le decine per alcune precise intenzioni. Ad esempio: la prima decina per la pace nelle famiglie, la seconda decina per la conversione di un peccatore, e così via.

    E’ giusto dare un’intenzione diversa ad ogni decina? Oppure è meglio pregare tutto il Rosario per una sola intenzione?

    Infine le chiedo il significato di un’intenzione che spesso sento: la conversione dei peccatori.
    Perché pregare per la loro conversione se già Dio in ogni momento dono loro la grazia per convertirsi? Pregare per loro non dà l’idea che il Signore aspetta le nostre preghiere affinché i peccatori si convertano? Questo non mi sembra vero, perché se ad esempio nessuno pregasse per le conversioni non credo che Dio aspetterebbe più tempo per donare la grazia del pentimento. Oppure il Signore realmente concede la grazia della conversione ad una precisa persona se c’è chi prega per lei?

    Grazie di vero cuore.

  139. Ciro N.

    Carissimo don Antonio,

    vorrei chiederle un approfondimento sul canto dell’Agnello di Dio e del versetto alleluiatico.
    Nelle Messe feriali del tempo ordinario è consigliabile cantare sempre
    sia l’Agnello di Dio che il versetto alleluiatico?
    Oppure è opportuno cantare qualche volta l’uno e qualche altra volta l’altro?
    O in questo tempo liturgico è bene cantare sempre il versetto alleluiatico e ogni tanto l’Agnello di Dio?

    Inoltre nella Domenica delle Palme e il Venerdì santo chi svolge la parte
    del narratore deve trovarsi a destra oppure a sinistra dell’altare? Oppure sempre all’ambone?

    Infine leggendo nel Messale Romano i formulari delle Messe dei defunti emerge chiaramente che ogni preghiera è rivolta al Signore.
    Le chiedo: nella preghiera personale e privata è bene rivolgersi ai propri cari defunti? Ad esempio è giusto pregare il proprio padre, la madre, il fratello che ci hanno anticipato nella casa del Padre? Oppure non è opportuno rivolgersi a loro perchè non abbiamo la certezza che vivano in paradiso?

    Cordiali saluti.

  140. Elvira E.

    Carissimo don Antonio,

    recentemente lei ha scritto: Nè il Messale Romano nè il Caerimoniale Episcoporum prevedono inchini al sacerdote o al vescovo prima e dopo il lavabo.

    Ho letto il n. 76 del Caerimoniale Episcoporum che recita: Salutano il vescovo con un inchino profondo i ministri, coloro che si accostano a lui per compiere un servizio, o se ne allontanano al suo termine, coloro che passano davanti a lui.

    Le domando: coloro che si occupano del lavabo non sono tra quelli che il Caerimoniale Episcoporum al n.76 definisce come i ministri che si accostano al vescovo per compiere un servizio, o se ne allontanano al suo termine?
    Da questo numero mi sembra di capire che i ministri devono fare l’inchino al sacerdote o al vescovo prima e dopo il lavabo.

    Il Giovedì santo, poichè il n. 21 del Messale Romano a pag. 144 prescrive l’adorazione, perchè il Santissimo Sacramento viene riposto in un tabernacolo e l’Ostia grande non viene riposta invece nell’ostensorio?

    Infine quando il ministro porta all’ambone l’Evangeliario per proclamare il Vangelo durante una Messa solenne, i ministri al passaggio dell’Evangeliario è opportuno che si inchinino?

    La ringrazio per la sua squisita disponibilità.

  141. Elena C.

    Carissimo don Antonio,

    lei ci ha insegnato che i fedeli dopo aver ricevuto la santa Comunione restano in piedi quando sono tornati al loro posto e si siedono quando il celebrante ripone la pisside nel tabernacolo.
    Personalmente condivido questa norma.
    Ma mi è sorto un dubbio da un’altra sua risposta in cui ha scritto che se dopo la distribuzione della Comunione resta nel calice del vino consacrato, il celebrante ripone prima il Santissimo nel tabernacolo e poi consuma il Sangue di Cristo rimasto.
    Le chiedo: in questo caso i fedeli non devono sedersi quando la pisside è stata riposta nel tabernacolo perché sull’altare c’è ancora il vino consacrato e quindi Gesù Eucaristia. Perciò l’assemblea si deve sedere aspettando prima che il sacerdote consumi completamente il Sangue di Cristo?

    Un’altra domanda: per la Veglia pasquale il Messale Romano prescrive al n. 47 di pag. 182: Il sacerdote asperge l’assemblea con l’acqua benedetta…
    Le domando: il sacerdote non deve segnare se stesso con l’acqua benedetta, non essendoci scritto, come invece diversamente prescrive per il celebrante il Rito del Matrimonio al n. 57 di pag. 41?

    Infine: nella nostra chiesa il tabernacolo è nel presbiterio, e precisamente non proprio dietro all’altare ma di lato e rivolto verso l’assemblea. Sarebbe una buona idea preparare sul limitare del presbiterio un inginocchiatoio per dare la possibilità ai fedeli di pregare in ginocchio davanti al Santissimo Sacramento?
    Se fosse possibile, sarebbe opportuno toglierlo durante lo svolgimento delle celebrazioni?

    Distinti saluti.

  142. Claudia F.

    Carissimo don Antonio,

    è opportuno celebrare una Messa di trigesimo per un bambino che ha tra i 2 e i 9 anni?
    La mia domanda nasce da un altro quesito: possiamo affermare con certezza che un bambino di questa età sia in paradiso?
    E se la risposta è affermativa, perché celebrare una Messa di trigesimo se l’anima del bambino non ha bisogno di purificazione?

    Le chiedo anche: nella nostra chiesa ogni giovedì esponiamo il Santissimo Sacramento. Anche se la nostra chiesa non è particolarmente grande, possiamo usare un ostensorio che contenga un’Ostia molto grande, come quelle che si usano nei luoghi di pellegrinaggio? Oppure è bene usare l’Ostia grande tradizionale?

    Infine quando si recita il S. Rosario, prima di annunciare un mistero è obbligatorio recitare il Credo, un Padre nostro, 3 Ave Maria ciascuna delle quali per la fede, la speranza, la carità e il Gloria al Padre?
    Se non fosse obbligatorio, sarebbe opportuno?
    E’ vero, che il Credo corrisponde all’immagine del crocifisso della corona, il Padre nostro e le tre Ave Maria con il Gloria al Padre ai grani che precedono quelli della decina?

    La ringrazio profondamente.

  143. Mariarosaria L.

    Carissimo don Antonio,

    prima di iniziare il Rosario è bene recitare l’Angelus? E’ opportuno fare così in qualunque momento della giornata? Ad esempio nella nostra comunità parrocchiale alle ore 18 recitiamo il Rosario e alle 18,30 la S. Messa. Anche a questa ora è consigliabile iniziare con l’Angelus e subito dopo recitare il Rosario e poi la Messa?

    In Avvento in chiesa prepariamo la corona di Avvento. Le chiedo se è meglio che i quattro ceri siano tutti bianchi, o tutti viola, oppure una di esse, in riferimento alla terza domenica definita Gaudete, di colore rosa?

    Infine le domando: durante la celebrazione di un funerale è bene preparare dei fiori davanti al cero pasquale? Oppure sarebbe meglio una pianta?
    E il termine addio, che nei funerali è usato, che significato ha?

    Grazie di cuore.

  144. Ciro B.

    Carissimo don Antonio,

    sull’altare è preferibile che ci siano lampade con cera liquida oppure ceri naturali?

    Inoltre per il rito della lavanda dei piedi il Giovedì santo è bene chiedere un’uniformità del gesto ai prescelti per il rito facendo preparare a tutti o il piede destro oppure quello sinistro? Oppure alcuni possono prepararsi o il piede destro o quello sinistro?
    Nel passato invece è vero che era prescritto il piede destro per tutti? Qual’era il significato di questa rubrica?

    Durante l’adorazione eucaristica ho visto qualche volta dei fedeli che hanno baciato l’ostensorio, precisamente il vetro dietro il quale c’è l’Ostia consacrata. Chiaramente è un modo per baciare Gesù.

    Le chiedo: si tratta di un gesto che può essere fatto o è proibito?

    La ringrazio per la sua disponibilità.

  145. Antonio A.

    Carissimo don Antonio,

    lei ci ha insegnato che in nessun libro liturgico è specificato che i ministranti quando lavano le mani al sacerdote devono fare l’inchino sia prima che dopo.

    Nel libro il Manuale del ministrante di Riccardo Pane EDB a pag. 31 è scritto: Dopo che il celebrante è stato incensato, i due ministri addetti al lavabo dovranno accostarsi all’altare da destra (dove prima c’era il turiferario). Fatta la debita riverenza, il ministro con la brocca verserà l’acqua, e l’altro porgerà il manutergio leggermente aperto. Al termine del lavabo, i due ministri, prima di allontanarsi, facciano riverenza.

    Le chiedo: alla luce di ciò che è scritto in questo libro, anche se i libri liturgici non prevedono l’inchino da parte dei ministranti per il lavabo, è in ogni caso opportuno fare questo inchino?

    Un secondo quesito: nel Benedizionale a pag. 691 è previsto il rito della benedizione in famiglia nel giorno di Pasqua quando si porta a casa l’acqua benedetta e a pag. 693 il n. 1692 recita: il capofamiglia con un ramoscello d’olivo porge l’acqua benedetta e ciascuno si fa il segno della croce.

    Poiché fin da piccolo sono stato abituato che nostro padre con il ramoscello d’olivo ci aspergeva con l’acqua benedetta e noi accompagnavamo questo gesto facendoci il segno della croce, le chiedo se questo modo di benedire è sbagliato e se bisogna fare solamente come indica il n. 1692.
    Inoltre il segno della croce va fatto intingendo le dita nell’acqua benedetta oppure intingendo in quest’acqua il ramoscello d’olivo e fare con questo il segno della croce?

    Infine in una famiglia dove il padre non c’è, il ruolo del capofamiglia indicato sempre al n. 1692 è affidato al figlio maschio maggiore oppure alla madre?

    La ringrazio profondamente.

  146. Salvatore F.

    Carissimo don Antonio,

    durante il S. Rosario è tradizione recitare cinque decine di Ave, Maria. Lei ci ha insegnato che in alcune occasioni può essere opportuno recitarne solo alcune, ad esempio tre.

    In questo caso quale criterio seguire nella scelta di tre misteri su cinque?
    Si scelgono i primi tre misteri consecutivi? O gli ultimi tre? Oppure il primo, il terzo ed il quinto? O che altro?

    Recentemente lei ha scritto: La notte di Pasqua l’assemblea viene aspersa con l’acqua benedetta appunto nella veglia pasquale.
    Le chiedo un approfondimento: l’acqua con la quale l’assemblea viene aspersa è quella contenuta nel bacile dove pochi minuti prima è stato celebrato il battesimo per immersione?
    E’ bene di conseguenza prendere il secchiello ed immergerlo in questo bacile per riempirlo?
    Infine: l’OGMR al n. 274 recita: La genuflessione, che si fa piegando il ginocchio destro fino a terra, significa adorazione.
    Le chiedo: un fedele che è abituato quando fa la genuflessione a piegare il ginocchio sinistro anziché quello destro, sbaglia? E con delicatezza e amore è bene suggerire a queste persone di genuflettersi con il ginocchio destro, come suggerisce la norma?
    La ringrazio profondamente.

  147. Roberta B.

    Carissimo don Antonio,

    in una risposta lei ha sottolineato l’importanza del Rito per la riconciliazione di più penitenti con la confessione e l’assoluzione individuale.

    Le chiedo: in una comunità parrocchiale è opportuno celebrarla una volta al mese oppure soltanto nei tempi forti (Avvento, Natale, Quaresima, Pasqua)?

    Inoltre: qual è il significato, dopo aver allargato le braccia, di tenere le mani giunte quando al termine di una preghiera, come la colletta, il sacerdote dice: Per il nostro Signore Gesù Cristo…

    Il n. 48 di pag. 182 del Messale Romano relativo alla Veglia pasquale recita: … Se la benedizione dell’acqua battesimale è stata compiuta nel presbiterio, i ministri portano al battistero il bacile con l’acqua.

    Le domando: nella nostra parrocchia durante la Veglia pasquale usiamo un bacile contenente acqua che viene benedetta e che usiamo per celebrare anche i battesimi sia in forma tradizionale che per immersione. Per questo motivo l’acqua è molta e il bacile particolarmente pesante.

    Non sarebbe opportuno togliere questo bacile al termine della celebrazione della Veglia?
    Oppure non potrebbe restare per tutta l’ottava come segno di ciò che abbiamo vissuto durante la notte di Pasqua?

    Grazie per tutto ciò che ci insegna.

  148. Giovanni

    Carissimo don Antonio,

    durante la Veglia pasquale a cui sono presenti un diacono che non sa cantare ed un cantore laico, il preconio pasquale a chi dei due deve essere affidato: al diacono che leggerà e non canterà il preconio, oppure al cantore laico in modo che il preconio sia cantato? Bisogna sottolineare il ministero ordinato oppure il canto trattandosi di un testo della Veglia pasquale molto importante?

    Durante la Messa quando il sacerdote distribuisce la Comunione sotto le due specie e non c’è né un diacono e né un accolito istituito, ma un ministro straordinario della Comunione che non sta servendo all’altare ma sta partecipando tra i banchi della chiesa insieme ai presenti, il celebrante può far reggere il calice ad un fedele oppure la precedenza deve essere data al ministro della Comunione?

    Spesso durante un battesimo, un funerale o un matrimonio il celebrante, sacerdote o diacono, si trova a proclamare sia la prima lettura, il salmo responsoriale e il Vangelo. Prima di proclamare il Vangelo il sacerdote o il diacono per recitare la preghiera Purifica il mio cuore deve andare davanti all’altare per inchinarsi, o può inchinarsi verso l’altare stando all’ambone oppure si inchina all’ambone, precisamente al lezionario che sta sull’ambone?

    Cordiali saluti.

  149. Andrea F.

    Carissimo don Antonio,

    il Messale Romano per la Domenica delle Palme a pag. 114 al n 1. scrive: … in tutte le Messe si fa la memoria di questo ingresso del Signore: con la processione (I) o con l’ingresso solenne (II) prima della Messa principale, oppure con l’ingresso semplice (III) prima delle altre Messe. L’ingresso solenne, ma senza processione, si può ripetere prima di altre Messe con grande concorso di fedeli.

    Le chiedo: è possibile in tutte le Messe, compresa quella vespertina del sabato, iniziare invitando i fedeli a portare in mano i rami di ulivo e benedirli, proclamare il Vangelo dell’ingresso del Signore e recitare la colletta? Se fosse possibile, sarebbe anche consigliabile?

    Durante la proclamazione del Vangelo i ministranti che tengono in mano i candelieri è bene che si facciano il segno della croce sulla fronte, sulle labbra e sul petto?

    Infine: alcune volte lei ha citato un detto: “De minimis non curat praetor”. Qual è la traduzione in italiano di questa espressione? Perché è adatta nella liturgia?

    Grazie per la sua disponibilità.

  150. Alessandro S.

    Carissimo don Antonio,

    durante la S. Messa dopo la distribuzione della Comunione che è avvenuta sotto la sola specie del pane, l’accolito può consumare il Sangue di Cristo che è rimasto nel calice? Oppure è bene che lo consumi il celebrante?

    Nella chiesa abbiamo sia statue di santi che quadri. Le chiedo: dinanzi ad ogni statua, quadro e immagine di Gesù, Maria e Santi è bene che ci sia un inginocchiatoio? O è preferibile che non ci sia?

    Per l’adorazione della Croce lei ci ha insegnato che potendolo si faccia una bella genuflessione, e non un semplice inchino. Le domando: se una persona per motivi fisici non può genuflettersi, può il Venerdì santo adorare la Croce facendo davanti ad essa solamente un inchino? Se fosse possibile, l’inchino dovrà essere profondo o solo col capo? Infine può soltanto inchinarsi e non baciare la Croce?

    La ringrazio profondamente.

  151. Maurizio S.

    Carissimo don Antonio,

    lei ci ha insegnato che: In latino è “resurrectio” (con la “e”); in italiano è prevalsa al dizione “risurrezione” (con la “i”).

    Leggendo il Dizionario della lingua italiana ho trovato scritto che si può dire in entrambi i modi: risurrezione e resurrezione.
    Le chiedo: nei testi che non sono liturgici è possibile usare la dizione resurrezione (con la “e”)?

    La domenica se non c’è un numero sufficiente di ministranti è opportuno preparare la processione d’ingresso soltanto con la croce? E così anche la processione finale? O è necessario che accanto la croce ci siano due candele?

    Un ultima domanda: è possibile esporre il Santissimo per l’adorazione, dedicare subito dopo l’esposizione e prima della benedizione 10 minuti di preghiera silenziosa e tra questi due momenti recitare il S. Rosario? Oppure non è opportuno perché è come se il Santissimo venisse esposto per la recita del Rosario? O è bene recitare il Rosario dinanzi a Gesù Eucarestia?

    Distinti saluti.

  152. Gino F.

    Carissimo don Antonio,

    è corretto che i ministranti, subito dopo che l’assemblea ha detto O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato, tolgano dall’altare il messale e il microfono per lasciare soltanto l’Eucaristia mentre il celebrante si comunica?

    Recentemente lei ha scritto: Se, in occasione della Pasqua, vengono distribuite delle bottigliette per la benedizione pasquale della mensa o della famiglia, il Benedizionale (nn.1686-1692) prevede che esse vengano riempite con l’acqua attinta al fonte battesimale, benedetta nella Veglia pasquale.
    Le chiedo: poiché nel giorno di Pasqua i fedeli sono numerosi, anche un po’ più di mille in poche ore, non si farebbe troppa confusione in chiesa nell’attingere dal fonte acqua per tante persone?

    Infine le chiedo: nella Messa durante la consacrazione del pane e del vino che diventano il Corpo e il Sangue di Cristo è possibile eseguire un sottofondo musicale?
    Invece mentre il celebrante benedice l’assemblea con l’ostensorio al termine di un’adorazione eucaristica, si può eseguire un sottofondo musicale?

    Grazie sempre di tutto.

  153. Nicola M.

    Caro don Antonio,

    durante la distribuzione della Comunione, penso che sia normale che il piattino venga posto sotto il mento dei fedeli.
    Ma quando il Corpo di Cristo viene ricevuto sulla mano, il piattino va posto sotto le mani dei fedeli? Oppure il ministro lo porge soltanto quando il fedele riceve la Comunione in bocca?

    Nella Domenica delle Palme nella nostra parrocchia facciamo in questo modo. Il sabato sera per la Messa vespertina organizziamo una processione con i rami di ulivo che vengono benedetti con la partecipazione in particolare e non solo dei ragazzi del catechismo con le loro famiglie. La domenica mattina prepariamo un’altra processione a cui partecipano come sempre tanti fedeli. E’ corretto preparare due processioni per dare la possibilità ai ragazzi del catechismo di vivere una celebrazione in cui un’attenzione particolare è data a loro?

    Infine quando viene esposto l’Eucaristia con l’ostensorio per l’adorazione eucaristica, sull’altare possono stare 5 candele?

    Grazie di cuore per i suoi insegnamenti.

  154. Giovanni

    Caro don Antonio,

    spesso ho sentito alla conclusione del S. Rosario recitato al mattino una preghiera che inizia così: Buon giorno, Madonnina mia…
    E’ corretto rivolgersi alla Beata Vergine Maria augurandole il “Buon giorno”?
    E’ opportuno usare il titolo di Madonnina mia?

    Lei ci ha insegnato, se ho compreso bene, che quando al termine della Messa si espone il Santissimo Sacramento, mentre il celebrante lo incensa inginocchiato dopo l’orazione post-communio i fedeli stanno tutti in ginocchio.
    Il Giovedì Santo invece quando il sacerdote incensa in ginocchio il Santissimo che è sull’altare tutti i fedeli restano invece in piedi, mentre quando il celebrante incensa in ginocchio la pisside nel luogo della Riposizione, tutti si inginocchiano.
    Le chiedo: perché l’atteggiamento dei fedeli quando il sacerdote incensa il Santissimo che è sull’altare è diverso il Giovedì santo (restano in piedi) rispetto a quando lo si espone per l’adorazione eucaristica (stanno in ginocchio)?

    Infine: potrebbe spiegarmi il significato degli ex-voto?
    Perché si chiamano in questo modo?
    E’ bene che stiano in chiesa accanto alle immagini dei santi, di Gesù e Maria?

    Cordiali saluti.

  155. Sabatino C.

    Caro don Antonio,

    durante la celebrazione eucaristica mentre viene letto il salmo responsoriale, che quindi non viene cantato, è bene accompagnare la lettura con un sottofondo musicale?

    Nel Rito del Battesimo dei bambini a pag. 145 – Capitolo V 1. Battesimo durante la Veglia pasquale al n. 167 è scritto: Uniche varianti: … non si fa la consegna del cero acceso.
    Nel rito dell’iniziazione cristiana degli adulti invece a pag. 135 al n. 226 è prescritta la consegna del cero acceso.

    Le chiedo: perché durante la Veglia pasquale la consegna del cero si svolge solo se i battezzati sono adulti?

    La candela che viene consegnata sia al bambino o all’adulto, quindi anche quando il battesimo non è celebrato durante la Veglia pasquale, va conservato come ricordo oppure può essere acceso in alcuni giorni dell’anno?

    Grazie di vero cuore.

  156. Antonio A.

    Caro don Antonio,

    il Mercoledì delle Ceneri e in tutto il tempo di Quaresima accanto all’altare, all’ambone e nel presbiterio si possono preparare piante senza fiori?

    Si potrebbe ad esempio per tutta la lunghezza dell’altare usare solo tante piante verdi unite?

    Quando si recita il Rosario, si può concludere con questa benedizione che ho sentito qualche volta: “Il Signore ci benedica e ci accompagni sempre”?

    Infine durante la Messa della notte di Natale la statuetta di Gesù Bambino nella processione d’ingresso deve essere portata dal ministro subito dopo la croce, o subito dopo l’Evangeliario o davanti al sacerdote celebrante?

    La ringrazio per il suo preziosissimo aiuto.

  157. Mariarosaria L.

    Carissimo don Antonio,

    durante una celebrazione eucaristica domenicale durante la quale l’Evangeliario viene portato in processione oppure è preparato sulla mensa dall’inizio, è bene che mentre si esegue il canto d’ingresso il sacerdote incensi oltre l’altare e il crocifisso, anche l’Evangeliario stesso?

    Dopo la distribuzione della santa Comunione, se normalmente restano poche particole e il tabernacolo è dietro all’altare, è sempre opportuno consumarle o è meglio aggiungerle nella pisside contenenti già le ostie consacrate nel tabernacolo?

    Il Venerdì Santo il rito dell’Ostensione della santa Croce può svolgersi in questo modo: dalla porta della chiesa si forma una processione per portare all’altare la Croce velata facendo tre soste cioè una presso la porta, la seconda in mezzo alla chiesa e la terza davanti all’ingresso del presbiterio ed in ognuna delle soste scoprire prima la parte superiore e poi i due bracci.

    Grazie di cuore.

  158. Elvira E.

    Carissimo don Antonio,

    vorrei prima di tutto precisare una domanda che le ho scritto.
    I rami di ulivo all’esterno delle porte di casa possono restare per tutto l’anno, cioè fino alla Domenica delle Palme dell’anno successivo, oppure solo fino a Pentecoste?

    Inoltre durante la Messa del Mercoledì delle Ceneri il Messale Romano prevede a pag. 66 due orazioni. Nella seconda il sacerdote dicendo benedici queste ceneri traccia un segno di croce sulle ceneri stesse.
    Mentre il celebrante compie questo gesto, anche i fedeli devono farsi il segno della croce?

    Infine ho notato che nelle celebrazioni presiedute dal Papa durante il canto al Vangelo i ministranti che portano il turibolo e la navicella sono in ginocchio davanti al lui mentre amministra l’incenso.
    Le chiedo: anche durante la Messa presieduta da un sacerdote i ministranti del turibolo e della navetta devono inginocchiarsi?

    Grazie sempre di cuore per i suoi insegnamenti.

  159. Ciro B.

    Carissimo don Antonio,

    nel rito della Veglia pasquale è previsto al n. 47 del Messale Romano a pag. 182 l’aspersione dell’assemblea. E’ scritto infatti: Il sacerdote asperge l’assemblea con l’acqua benedetta…
    Le domando: il sacerdote per questa aspersione può utilizzare un secchiello vuoto da riempire con l’acqua che è stata benedetta e che è contenuta nel bacile dove poco prima è stato immerso il bambino battezzato?

    Un secondo quesito. Quando durante la celebrazione eucaristica la comunione viene distribuita sotto le due specie con la collaborazione di un ministro della Comunione, è corretto fare nel seguente modo? All’Agnello di Dio il ministro sale in presbiterio, va accanto all’altare e si avvicina al sacerdote che dopo essersi comunicato distribuisce la Comunione al ministro, il quale subito dopo riceve dalle mani del celebrante il calice e insieme a lui, col calice in mano, si dirige al luogo dove viene distribuito il Corpo e il Sangue di Cristo.

    Infine lei ci ha insegnato che quando si recita il Gloria al Padre è importante aggiungere la vocale e prima di nominare il Figlio e lo Spirito Santo per sottolineare l’uguaglianza di gloria che si deve sia al Padre, sia al Figlio sia allo Spirito Santo, in quanto partecipano dell’unica natura divina e sono un solo Dio in tre persone, uguali e distinte. Le chiedo: questa spiegazione riguarda anche il tradizionale segno della croce? Cioè quando ci segniamo dobbiamo premettere la vocale e prima del Figlio e prima dello Spirito Santo?

    Distinti saluti.

  160. Marcello

    Carissimo don Antonio,

    lei ci ha insegnato che come segno di adorazione della croce il venerdì santo si va in processione verso il presbiterio e lì, a uno a uno, ciascun fedele genuflette oppure bacia la croce. Qualcuno, infatti, non gradisce baciarla – per motivi igienici. Ma se alcuni o molti preferiscono – secondo la consuetudine (n. 19) – unire insieme i due gesti, cioè la genuflessione e il bacio, fa una cosa buona e non sembra doversi rimproverare.

    Le chiedo: per favorire l’uniformità dei gesti di tutta l’assemblea, è opportuno invitare i fedeli a compiere lo stesso gesto? Ad esempio chiedere a tutti o di genuflettersi, o di baciarla? Oppure lasciare tutti i fedeli liberi di scegliere il gesto che ciascuno preferisce, anche se non si garantisce l’uniformità dei gesti?

    Quando un diacono presiede un battesimo, o un funerale oppure un matrimonio senza Messa, prima di proclamare il Vangelo deve inchinarsi davanti all’altare dicendo sottovoce: Purifica il mio cuore, come è prescritto per il sacerdote nel Messale Romano a pag. 303?
    O questa preghiera è solo per il sacerdote?

    Infine quando si va via dalla chiesa si è soliti dire: vado a salutare il Santissimo. E’ corretto usare il verbo salutare?

    La ringrazio profondamente.

  161. Elvira E.

    Carissimo don Antonio,

    nella nostra comunità parrocchiale organizziamo periodicamente delle celebrazioni penitenziali comunitarie durante le quali i fedeli, particolarmente numerosi, si confessano. In queste circostanze si presenta spesso una difficoltà: il tempo dedicato alle confessioni individuali è molto e i fedeli aspettano anche due o tre ore. Pertanto ai penitenti viene dato un consiglio: di elencare i peccati senza fermarsi troppo col sacerdote.
    Le chiedo: vale la pena celebrare la confessione in questo modo? Confessarsi preoccupandosi di non impiegare molto tempo può veramente far celebrare il sacramento della Penitenza in modo dignitoso e fruttuoso sia dal confessore che dal penitente?

    Un’altra domanda: Nel Rito del Battesimo dei bambini l’orazione di esorcismo a pag. 54 n. 56 e la preghiera prima dell’unzione con il sacro crisma a pag. 67 n. 71 devono essere recitate con le braccia allargate o con le mani giunte?

    Infine chiedo un approfondimento: i rami di ulivo è opportuno metterli, non solo all’interno della casa, ma anche all’esterno, sulle porte come testimonianza della propria fede, essendo visibili da tutti coloro che salgono le scale? O è meglio tenere i rami di ulivo soltanto all’interno della casa?

    Grazie di cuore per i suoi insegnamenti.

  162. Simona F.

    Carissimo don Antonio,

    una celebrazione eucaristica della domenica è dedicata particolarmente ai ragazzi del catechismo e dell’ACR. Naturalmente sono presenti anche tanti adulti. In questa celebrazione è possibile mettere in pratica tutte le indicazioni del Direttorio per le messe dei fanciulli contenute da pag. 14 a pag. 20 del Rito della Messa dei fanciulli, Capitolo III col titolo Messe per i fanciulli con la partecipazione di alcuni adulti, nn. 20-55?

    In queste celebrazioni domenicali spesso viene cantato il cosiddetto “Alleluia delle lampadine” durante il quale sia i ragazzi che gli adulti battono le mani e muovono le braccia.

    Le chiedo: perché questo canto dell’Alleluia si chiama delle lampadine?

    E’ opportuno cantarlo nella celebrazione eucaristica domenicale dedicata particolarmente ai ragazzi del catechismo e dell’ACR?

    Infine: è bene che anche il sacerdote e i ministranti battano le mani e muovano le braccia?

    La ringrazio per il suo aiuto.

  163. Elena C.

    Caro don Antonio,

    è scritto nel Messale Romano a pag. 303 che durante la Messa il sacerdote prima di proclamare il Vangelo si inchina davanti all’altare dicendo sottovoce: Purifica il mio cuore …
    Le chiedo: è opportuno che il sacerdote quando recita questa preghiera si faccia il segno della croce?
    Inoltre cosa s’intende per davanti all’altare? S’intende tra la sede del celebrante e l’altare oppure tra il limitare del presbiterio e l’altare?

    Rispondendo ad un quesito lei ha scritto: Pertanto, nella veglia pasquale, anche se ci sono i battesimi, si rinnovano una sola volta gli impegni battesimali. I nn. 44 e 46 del Messale –ponendo attenzione alla punteggiatura- non sono in contraddizione.

    Facendo attenzione alla punteggiatura non sono riuscito ad avere le idee chiare, perché il n. 46 a pag. 179 invita chiaramente a rinnovare le promesse battesimali anche dopo il battesimo, durante il quale già vengono rinnovate. E’ scritto infatti: Terminato il rito del Battesimo…
    Le promesse battesimali vanno rinnovate soltanto durante la celebrazione del battesimo? Oppure durante il battesimo vengono omesse e vengono rinnovate dopo che il rito del battesimo si è concluso?

    Quando durante la Messa è terminata la distribuzione della Comunione e bisogna riporre nel tabernacolo le ostie consacrate rimaste, è bene consumare prima il Sangue di Cristo rimasto nel calice e poi portare la pisside nel tabernacolo? Oppure si ripone prima la pisside col Corpo di Cristo e subito dopo si consuma il Sangue del Signore?

    Grazie di cuore.

  164. Stefania P.

    Caro don Antonio,

    quando la Domenica delle Palme e il Venerdì santo si proclama il Passio, colui che svolge la parte del narratore deve trovarsi alla destra dell’altare? Oppure può stare anche alla sinistra?
    E’ bene dire il Passio oppure la Passio? Oppure si può dire in entrambi i modi?

    Spesso ho visto, quando all’aperto è stata celebrata la S. Messa a cui hanno partecipato moltissimi fedeli, consacrare sull’altare una pisside con le ostie e un calice col vino mentre le altre pissidi con le ostie per l’assemblea formata da migliaia di fedeli sono state preparate su dei tavolini all’esterno di un palco allestito come presbiterio. Le chiedo: in questo modo la consacrazione delle ostie di queste pissidi è valida? Il dubbio nasce dal fatto che queste pissidi sono distanti dall’altare del palco dove avviene l’imposizione delle mani.

    Un’ultima domanda: i ministranti quando durante la S. Messa lavano le mani al celebrante alla presentazione dei doni è bene che facciano un inchino prima e dopo il cosiddetto lavabo? Questi due inchini andrebbero fatti anche dal tradizionale sacrestano che può trovarsi da solo ad aiutare il sacerdote durante la Messa?

    Grazie di vero cuore.

  165. Giulia S.

    Carissimo don Antonio,

    quando si recitano le Lodi o i Vespri il sacerdote oppure il diacono che presiede all’inizio venera l’altare col bacio come fa per la S. Messa? E bacia l’altare anche dopo la benedizione? Oppure il bacio dell’altare è un gesto riservato solo per la celebrazione eucaristica?

    Le chiedo anche: per quale motivo nella solennità dell’Epifania del Signore è previsto l’annunzio del giorno della Pasqua?
    Questo annunzio può essere proclamato il 5 gennaio nella Messa vespertina? Oppure è riservato per il 6 gennaio?

    Quando si celebra un funerale lei quale modo consiglia per incensare il corpo del defunto: il ministro resta fermo a capo della bara incensando il corpo con tre tiri doppi centro-sinistra-destra oppure girando intorno alla bara?
    Infine in un’omelia ho sentito questa frase: è più facile andare in paradiso che all’inferno. E’ giusta questa affermazione?

    Cordiali saluti.

  166. Flavio F.

    Carissimo don Antonio,

    nella Veglia pasquale quando per la terza volta si canta Cristo, luce del mondo e si accendono le luci della chiesa, si possono tenere spente solo alcune per accenderle poi tutte al canto del Gloria a Dio?

    In una risposta lei ha scritto: Pertanto, in cose opinabili, nelle quali cioè la norma liturgica non scende nei dettagli, ci si orienta dando più o meno credito a un liturgista e seguendone l’interpretazione.
    Per capire meglio le chiedo: ci si orienta dando più o meno credito a uno stesso liturgista seguendone di conseguenza la sua interpretazione o dando più o meno credito a un liturgista oppure ad un altro seguendone l’interpretazione?

    Quando si celebra un battesimo, dopo che il sacerdote ha detto N., io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, è bene rispondere dicendo Amen?

    Come sempre, la ringrazio per il suo aiuto a vivere la liturgia con un profondo senso di responsabilità.

  167. Simona F.

    Carissimo don Antonio,

    è noto che nelle nostre liturgie si dà importanza alla genuflessione.
    Perciò le chiedo: ai ragazzi del catechismo è opportuno insegnare a fare la genuflessione quando salutano il Santissimo Sacramento? Oppure è bene insegnare come si fa l’inchino che è più semplice, e non la genuflessione?

    Durante la Messa colui che canta il versetto alleluiatico deve stare all’ambone? Oppure, lasciando l’ambone vuoto, può cantarlo stando tra i banchi della chiesa?
    Inoltre se alla Messa partecipa un fedele che sa cantare il versetto alleluiatico, è opportuno cantarlo sempre, cioè anche in tutte le Messe feriali del tempo ordinario?

    Le chiedo infine un approfondimento per il rito della Lavanda dei piedi del giovedì santo.
    I prescelti per questo rito possono indossare un camice? O è opportuno che stiano con abiti civili?

    Grazie di vero cuore.

  168. Gino F.

    Caro don Antonio,

    diverse volte i fedeli dopo aver partecipato alla S. Messa chiedono di confessarsi. Le chiedo: è bene confessarsi dopo aver partecipato alla celebrazione eucaristica durante la quale si è ricevuta anche la santa Comunione? Mi pongo questa domanda perché sappiamo che l’Eucaristia ci riempie già della grazia di Cristo.

    Quando durante la Messa si recita all’atto penitenziale il Confesso a Dio, si può battere il petto due volte, precisamente al per mia colpa ( subito dopo ad omissioni ) e al mia grandissima colpa?

    Lei ci ha insegnato che nella Veglia pasquale non è opportuno portare l’Evangeliario nella processione d’ingresso in modo da sottolineare l’importanza del cero pasquale. Le chiedo: nella Veglia pasquale l’Evangeliario potrebbe stare sull’altare dall’inizio della celebrazione quando le candele dell’altare sono ancora spente e la chiesa è buia?

    Grazie sempre di tutto.

  169. Salvatore F.

    Carissimo don Antonio,

    le Acclamazioni previste nel Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico al n. 237 a pag. 118 possono essere recitate in forma alternata? Ad esempio: il sacerdote in ginocchio dice Dio sia benedetto e i fedeli rispondono dicendo: Benedetto il suo santo nome. E così fino all’ultima acclamazione.

    Lei ha scritto: La proclamazione della passione di Gesù, anche nella sua forma dialogata, per antica tradizione è austera: infatti, non si usano né ceri né incenso né saluto iniziale né segni di croce sul libro e sulla persona né bacio del libro alla fine. Però si conclude regolarmente con l’acclamazione “Parola del Signore – Lode a te, o Cristo” (Messale Romano, n. 23, p. 122).
    Perché non baciare il libro alla fine è un segno austero?
    Cosa s’intende per austerità?

    Infine: il sacerdote, quando alla presentazione dei doni viene incensato, è bene che faccia due volte l’inchino insieme al ministro che lo incensa e che si inchina prima e dopo averlo incensato?

    La ringrazio profondamente.

  170. Alessandro S.

    Caro don Antonio,

    lei ci ha insegnato che durante la proclamazione del Vangelo i ministranti che portano i ceri devono stare l’uno di fronte all’altro.
    Se i ministranti per motivi di spazio possono stare indietro o davanti rispetto all’ambone e non a destra e a sinistra dell’Evangeliario, dove è opportuno che si rivolgano: sempre l’uno di fronte all’altro oppure verso l’Evangeliario come prescrive l’OGMR 133: I presenti si rivolgono verso l’ambone, per manifestare una particolare riverenza al Vangelo di Cristo?

    Le chiedo di spiegarmi meglio l’atteggiamento da assumere quando si riceve il Corpo di Cristo. Lei ci ha insegnato che Il “leggero inchino” prima di ricevere l’Eucarestia, apre e chiude la sequenza rituale (ostensione dell’Ostia, atto di fede, ricezione).
    Poiché il n. 4 dell’Istruzione della Conferenza episcopale italiana del 1989 che permette la Comunione sulla mano scrive: Il fedele che desidera ricevere la comunione sulla mano presenta al ministro entrambe le mani, … e mentre riceve con rispetto il Corpo di Cristo risponde Amen facendo un leggero inchino, le domando: dato che l’inchino è previsto quando si dice Amen, non è eccessivo fare un leggero inchino, qualche istante prima, per aprire la sequenza rituale?

    Un ultima domanda: nel Messale compare in tutte le preghiere il termine Risurrezione. E’ sbagliato usare la vocale e, cioè dire Resurrezione?

    Grazie per le sue importanti spiegazioni.

  171. Claudia F.

    Carissimo don Antonio,

    qual è il nome preciso del luogo di preghiera che si prepara il giovedì santo al termine della Messa in Coena Domini?

    E’ corretto dire altare della reposizione o luogo della reposizione?

    Inoltre le chiedo: quando all’inizio della Messa si fa il segno di croce, bisogna inchinare un po’ il capo mentre ci si segna?

    Infine considerando il caso in cui il tabernacolo è dietro all’altare e per la distribuzione della Comunione è necessario prendere la pisside con le Ostie già consacrate, la porticina del tabernacolo deve restare aperta fin quando non è finita la distribuzione dell’Eucaristia? Oppure è opportuno chiudere con la chiave il tabernacolo subito dopo aver preso la pisside per poi riaprirlo per riporlo?

    La ringrazio profondamente.

  172. Simona

    Carissimo don Antonio,

    nella S. Messa è bene cantare sempre l’Agnello di Dio durante la frazione del pane, cioè in ogni Messa feriale?
    Oppure è opportuno cantarlo solo in alcune celebrazioni e in alcuni tempi?

    Inoltre durante l’adorazione della Croce il Venerdì santo è noto che è bene fare dinanzi ad essa la genuflessione.
    I fedeli per evitare per motivi igienici di baciare la Croce e preferendo il gesto dell’inchino rispetto alla genuflessione, possono adorare la Croce facendo davanti ad essa solo un inchino?

    Infine le chiedo: quando si recita il Gloria al Padre nel S. Rosario è bene farsi il segno della croce?

    Grazie sempre di tutto.

  173. Antonio A.

    Carissimo don Antonio,

    sia al termine della Veglia pasquale e sia nel giorno di Pasqua in parrocchia distribuiamo delle piccole bottiglie di plastica contenenti acqua benedetta.

    Le domando: l’acqua contenuta in queste bottiglie può essere benedetta durante la giornata del sabato santo?
    E se fosse possibile, in quale libro liturgico c’è la preghiera di benedizione?

    Inoltre nelle Messe feriali spesso all’altare i ministranti non ci sono e il sacerdote è solo. In questi casi è opportuno non usare il piattino per non far cadere per terra frammenti dell’Ostia? Oppure è meglio che un fedele che sta partecipando alla Messa si avvicini per mantenere il piattino mentre il sacerdote distribuisce la Comunione?

    Infine le chiedo: quando all’altare si portano i doni durante il rito della presentazione dei doni, è opportuno che il sacerdote li riceva alla sede stando seduto o in piedi davanti all’altare?

    La ringrazio per il suo preziosissimo aiuto.

  174. Sabatino C.

    Carissimo don Antonio,

    durante la veglia pasquale il Messale Romano scrive a pag. 169 al n. 22: Prima di iniziare la lettura della parola di Dio, il sacerdote si rivolge all’assemblea con queste parole o con altre simili: Fratelli …

    Le chiedo: il sacerdote quando legge questa introduzione è in piedi o seduto?

    Durante la S. Messa noto in molte chiese che al momento della comunione il sacerdote dopo aver bevuto al calice prende subito la pisside con le ostie per distribuire il Corpo di Cristo ai fedeli.

    Le chiedo: ma non sarebbe opportuno che il sacerdote dopo aver bevuto al calice si fermi qualche attimo in raccoglimento e prenda poi la pisside per andare verso i fedeli?

    Un ultima domanda.

    Quale di queste due soluzioni è migliore per la purificazione dei vasi sacri:

    dopo il congedo il sacerdote con la casula purifica i vasi alla credenza e poi ritorna in sacrestia;
    oppure dopo il congedo il sacerdote rientra in sacrestia e tolta la casula ritorna in presbiterio indossando il camice e purifica i vasi sacri alla credenza.

    Grazie di vero cuore.

  175. ,con gesù sollenemente esposto per l’adorazione e bene accendere il cero pasquale ai vespri?grazie

  176. Mariarosaria L.

    Caro don Antonio,

    le chiedo un approfondimento sulla Quaresima. Durante questo tempo liturgico, davanti alla statua del Sacro Cuore di Gesù, della Vergine Maria, del santo patrono e dei santi, possono esserci i fiori?

    Inoltre il n. 277 deIl’ OGMR recita:

    … Prima e dopo l’incensazione si fa un profondo inchino alla persona o alla cosa che viene incensata, non però all’altare e alle offerte per il sacrificio della Messa.

    Perché all’altare e alle offerte non si fa l’inchino?
    Il sacerdote inizia ad incensare muovendosi direttamente?

    Infine: all’atto penitenziale quando il sacerdote recita la formula dell’Assoluzione: Dio onnipotente abbia misericordia… , è bene che i fedeli facciano un inchino?

    Grazie di cuore.

  177. Giovanni

    Carissimo don Antonio,

    in una risposta lei ha scritto sull’atteggiamento da assumere dopo aver ricevuto il Corpo di Cristo durante la Messa:

    La normativa attuale non è troppo precisa e univoca e conviene interpretarla. È vero, finita la Comunione di tutti e portate nel tabernacolo le ostie eventualmente rimaste, si può stare in ginocchio oppure seduti per il ringraziamento e un eventuale canto.

    Com’è possibile che una normativa non sia troppo precisa e univoca se è preparata da commissioni di esperti e approvata dall’autorità competente?

    Un secondo quesito:

    l’OGMR 275 recita:

    a) L’inchino del capo si fa quando vengono nominate insieme le tre divine Persone; al nome di Gesù, della beata Vergine Maria e del Santo in onore del quale si celebra la Messa.

    In virtù di questa norma durante la Messa gli inchini non sarebbero troppi? Ad esempio considerando il nome di Gesù solo all’inizio della celebrazione si avrebbero:

    2 inchini al Gloria ( due volte c’è il nome di Gesù ), subito dopo alla colletta ( Per il nostro Signore Gesù Cristo… ), al saluto iniziale dopo il segno della croce ( La grazia del Signore nostro Gesù Cristo… ).

    Infine le domando:

    in genere al termine della Messa i ministranti col sacerdote quando entrano in sacrestia fanno l’inchino alla croce.
    Si fa questo inchino dopo la celebrazione della Passione del Signore il Venerdì santo?

    Cordiali saluti.

  178. Giulia S.

    Caro don Antonio,

    prima di ricevere la S. Comunione si dice: O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato.

    Le chiedo:
    le donne possono dire : non sono degn(a) e salvat(a)?
    Oppure è opportuno che tutti usino la forma maschile per esprimere uniformità con le parole ed evitare espressioni diverse dette contemporaneamente?

    Quando partecipo ai funerali noto spesso che al momento della distribuzione della Comunione, si salutano i familiari del defunto. Le chiedo se è bene evitare di salutare avendo ricevuto il Corpo di Cristo e se è opportuno che il celebrante inviti i fedeli a non farlo prima di distribuire la S. Comunione.

    Quando inizia il S. Rosario spesso sento dire: O Dio, vieni a salvarci. E’ corretto usare la forma al plurale? O è bene dire: O Dio vieni a salvarmi? Cioè la forma al singolare?

    Grazie sempre di tutto.

  179. Flavio F.

    Caro don Antonio,

    in una risposta lei ha scritto:

    Daniele Piazzi ritiene possibile questo rito facoltativo in sintonia con la celebrazione. Non fa meraviglia che ci siano posizioni diversificate. La Chiesa esige uniformità sui contenuti della fede, non sulle loro espressioni teologiche e liturgiche. Difatti abbiamo diverse scuole teologiche e tante famiglie liturgiche. Nel campo più strettamente liturgico, quando non ci sono prescrizioni precise e si entra nel campo del facoltativo, è lecito avere orientamenti diversi. Interpretazioni diverse corrispondono a diverse sensibilità e a considerazioni di carattere pastorale, per evidenziare una qualità della celebrazione che si ritiene più importante anche dal punto di vista di una partecipazione migliore. Vale sempre l’antico principio: “in necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas”.

    Le chiedo: qual è il significato dell’antico principio: “in necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas”?

    Inoltre le rivolgo un altro quesito: poiché i liturgisti possono avere idee diverse, è opportuno che si scelga di seguire sempre e solo il pensiero di un determinato liturgista, in modo da seguire una sola scuola di pensiero? Oppure è bene accogliere l’insegnamento qualche volta dell’uno e altre volte di un altro in base a ciò che si ritiene più opportuno e giusto?

    Un esempio concreto: io seguo tutti i suoi insegnamenti. Per ipotesi condivido l’orientamento del liturgista Felice Ferraris solo sulla posizione dei ministranti al Vangelo, quella di essere rivolti all’ambone e non, come invece ci insegna lei, l’uno di fronte all’altro. Si tratta di un semplice esempio per chiederle se è opportuno che io, che condivido tutti i suoi insegnamenti, possa accogliere un’indicazione diversa di un altro liturgista.

    La ringrazio per il suo aiuto a vivere la liturgia con un profondo senso di responsabilità.

    • Flavio F.

      Carissimo don Antonio,

      ho inviato queste domande scrivendole in fondo alla pagina, nello spazio dedicato ai commenti. Poiché si tratta di un approfondimento ad una mia domanda mi è sembrato più opportuno inviarlo come replica.

      Il primo quesito è:

      nella Veglia pasquale quando per la terza volta si canta Cristo, luce del mondo e si accendono le luci della chiesa, si possono tenere spente solo alcune per accenderle poi tutte al canto del Gloria a Dio?

      In una risposta lei ha scritto: Pertanto, in cose opinabili, nelle quali cioè la norma liturgica non scende nei dettagli, ci si orienta dando più o meno credito a un liturgista e seguendone l’interpretazione.
      Per capire meglio le chiedo: ci si orienta dando più o meno credito a uno stesso liturgista seguendone di conseguenza la sua interpretazione o dando più o meno credito a un liturgista oppure ad un altro seguendone l’interpretazione?

      Quando si celebra un battesimo, dopo che il sacerdote ha detto N., io ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, è bene rispondere dicendo Amen?

      Come sempre, la ringrazio per il suo aiuto a vivere la liturgia con un profondo senso di responsabilità.

  180. Don Giovanni

    Rev.mo don Antonio,

    le scrivo un quesito relativo alle promesse battesimali nella Veglia pasquale.

    Nel Messale romano a pag. 178 il n. 44 afferma che: … Quindi, omessa la rinnovazione delle promesse battesimali, dopo una breve monizione, il sacerdote dice. . .
    Si tratta di un’indicazione saggia, perché invita a non rinnovare le promesse battesimali perché è stato già fatto precedentemente, com’è scritto subito prima: I battezzandi, dopo la triplice rinunzia, fanno la professione di fede…

    Il n. 46 a pag. 179 recita: Terminato il rito del Battesimo (e della Confermazione) oppure, se questo non ha avuto luogo, dopo la benedizione dell’acqua, tutti, stando in piedi e con in mano la candela accesa, rinnovano le promesse del Battesimo.

    Quest’ultimo numero, cioè il 46, sembra prescrivere invece le promesse battesimali una seconda volta, cioè anche dopo il rito del Battesimo durante il quale già si rinnovano, com’è scritto nel n. 44 citato precedentemente.

    Le chiedo: perché le promesse battesimali vanno rinnovate terminato il rito del Battesimo, se la rinunzia e la professione sono state fatte durante lo stesso rito del Battesimo?

    Il concilio invita a evitare “inutili ripetizioni” (SC n.34).

    Distinti saluti.

    • gerry

      Rev. don Antonio vorrei chiederle 2 cose : l’altare della reposizione quando è opportuno dismetterlo ;la sera stessa della celebrazione o all ‘indomani mattina?E poi l ‘altare va ornato molto o poco .la ringrazio per la sua disponibilità Gerry

  181. Gino F.

    Caro don Antonio,

    le chiedo un chiarimento sulla Veglia pasquale: il n. 44 a pag. 178 del Messale Romano scrive: … con l’assenso della comunità, Questa è la nostra fede.

    Invece il Rito del Battesimo dei bambini non prevede l’assenso della comunità.
    A pag. 145 al capitolo V il n. 1. Battesimo durante la Veglia Pasquale al n. 167 scrive: Uniche varianti: si omette l’assenso di fede del celebrante e della comunità.

    Le domando: ci deve essere oppure no l’assenso della comunità durante la Veglia pasquale?

    Un altro quesito:

    Quando si distribuisce la Comunione è opportuno usare il piattino?
    Oppure si tratta di un uso superato?

    Diverse volte ho visto che il piattino viene usato solo per il presidente della celebrazione ma non per i ministri straordinari della Comunione.
    Non sarebbe più corretto usarlo per tutti coloro che distribuiscono la Comunione e non soltanto per chi presiede la celebrazione, fosse anche il vescovo?

    Grazie di vero cuore.

  182. Claudia F.

    Carissimo don Antonio,

    le chiedo un consiglio spirituale.
    Quando si fa genuflessione al tabernacolo durante la S. Messa, oppure durante una qualsiasi celebrazione liturgica o anche quando ci si trova in chiesa da soli, è opportuno esprimere in cuor proprio l’adorazione verso il Signore dicendogli ad esempio: Ti adoro, ti amo? Oppure è bene compiere la genuflessione pensando solo al significato di questo gesto senza recitare preghiere personali, in particolar modo quando si sta partecipando ad una celebrazione già caratterizzata da preghiere?

    Un’altra domanda: in tutti i 50 giorni del tempo di Pasqua nelle Messe dei giorni feriali, è bene usare sempre l’incenso all’inizio della celebrazione per incensare l’altare, il crocifisso ed il cero pasquale? Il cero pasquale va incensato prima o dopo il crocifisso? O dipende dalla sua collocazione?

    Infine le domando: quando si celebra la Via Crucis si canta: Santa Madre, deh! Voi fate …
    Cosa significa deh! ?

    La ringrazio profondamente.

  183. Mariarosaria L.

    Carissimo don Antonio,

    è bene che i fedeli dopo aver ricevuto la S. Comunione non cantino più? Rivolgo questa domanda perché mi sembra normale che coloro che hanno ricevuto il Corpo di Cristo non cantano, sia perché materialmente non possono e sia per ringraziare il Signore subito dopo essersi comunicati.

    Le chiedo anche: perché quando si legge il Passio, il sacerdote celebrante, gli altri sacerdoti e i diaconi che hanno proclamato non baciano il Vangelo come si fa in ogni Messa? Oppure è bene baciarlo?

    Infine, i rami di ulivo benedetti possono essere messi dalle famiglie sull’esterno della porta di casa? Penso che sia una significativa espressione di fede, edificante anche per coloro che salgono e scendono per le scale di un palazzo. Lei cosa ne pensa?

    E’ possibile ricevere le risposte, o soltanto le ultime due, anche solo qualche giorno prima della Domenica delle Palme?

    La ringrazio per la sua profonda disponibilità.

  184. Sabatino C.

    Caro don Antonio,

    ieri le ho mandato alcuni quesiti dei quali uno sulla Veglia di Natale e di Pasqua. Mi sono reso conto che una domanda molto simile è stata formulata già in precedenza. Probabilmente avendola letta in passato, è sorto anche in me l’interrogativo dimenticando poi che la domanda era stata già inviata.

    Colgo l’occasione per rivolgerle un altro quesito.

    Ho visto spesso un segno cristiano: IHS

    Cosa significa?

    Alcuni mi hanno detto che H non è la nostra H della lingua italiana ma si tratta di una E maiuscola. E’ vero?

    La ringrazio ancora.

  185. Sabatino C.

    Caro don Antonio,

    nella Messa durante la consacrazione del pane e del vino, è opportuno che il celebrante mostri l’Ostia non solo al centro ma anche voltandosi a destra e a sinistra per dare la possibilità di adorare Gesù eucaristico ai fedeli che si trovano, come nella nostra chiesa che è grande, al lato destro e sinistro rispetto all’altare? E anche per il calice?

    Lei ci ha insegnato che chi partecipa alla Veglia di Natale o alla Veglia di Pasqua ha già santificato la festa e quindi può anche non partecipare alla Messa nel giorno stesso di Natale o di Pasqua. Le chiedo: non sarebbe opportuno invitare i fedeli, oppure in particolare tutti gli operatori pastorali, a partecipare sia alla Veglia di Natale e di Pasqua e che alla Messa nel giorno di Natale e nel giorno di Pasqua, dato che le due Veglie costituiscono due eventi unici di tutto l’anno liturgico che richiederebbero la presenza di tutta la comunità?

    Recentemente lei ha scritto: Il n. 134 dell’OGMR prescrive che il ministro e di fedeli traccino tre piccoli segni di croce “in fronte, sulla bocca e sul petto”, senza specificare il modo geometrico o spaziale. Il secondo segno di croce si usa farlo un po’ a sinistra, perché – dicono – in tale direzione è situata la parte superiore del cuore. Le chiedo: il riferimento è al terzo segno di croce e non al secondo com’è scritto e che dovrebbe trattarsi di un errore di stampa.

    Grazie di cuore per i suoi insegnamenti.

  186. Stefania P.

    Caro don Antonio,

    lei ci ha insegnato che è possibile dopo l’orazione postcommunio incensare la statua di un santo e recitare una preghiera. Le chiedo: è bene incensare e poi recitare la preghiera, o viceversa?

    Se la statua del santo o della Vergine è piuttosto lontano dall’altare, è bene impartire la benedizione dal luogo dove si trova la statua o bisogna ritornare all’altare?

    Infine le chiedo: quando la S. Comunione è distribuita sotto le due specie, è opportuno che il celebrante si comunichi intingendo l’Ostia nel vino anziché bere direttamente al calice? Questo per rispettare una sensibilità per l’igiene per cui i fedeli non riceveranno l’Ostia intinta nel vino bevuto da altri cioè dal sacerdote.

    La ringrazio di vero cuore.

  187. Marina I.

    Carissimo don Antonio,

    diversi fedeli quando ricevono la Comunione non mangiano l’Ostia ma la conservano in bocca aspettando che si sciolga per una forma di rispetto verso il Corpo di Cristo.
    Le chiedo: è bene mangiare l’Ostia masticandola?

    Quando si legge il Passio la Domenica delle Palme e il Venerdì santo i fedeli, pur trattandosi del Vangelo, per la sua lunghezza possono restare seduti fino all’annuncio della morte di Gesù e a questo punto genuflettersi? E poi restare in piedi fino alla conclusione del brano?

    Infine: ho compreso il significato dell’acqua lustrale. Ma qual è il significato etimologico del termine lustrale?

    Grazie di vero cuore.

  188. Ciro N.

    Carissimo don Antonio,
    recentemente, precisamente il 4 gennaio, ho inviato una domanda che, credo, non sia stata presa in considerazione per un mio errore, avendola inviata su Web Liturgia: le “Sacre Ceneri”, il Credo e l’Evangelario e non su Web Liturgia.

    La ringrazio per le sue risposte frutto di saggezza ed esperienza e le scrivo di nuovo il quesito:

    Carissimo don Antonio, nel caso il sacerdote, come avviene nella mia parrocchia, si porti all’ambone per l’omelia e vuole servirsi del lezionario per alcune citazioni, è bene riporre sull’altare l’Evangeliario aperto (segno della Parola proclamata)?
    Oppure cosa consiglia?

    Grazie sempre per la sua chiarezza.

    Ciro N.

  189. Antonio A.

    Carissimo don Antonio,

    per il rito della Lavanda dei piedi del giovedì santo si possono scegliere dei fanciulli che non hanno ricevuto la prima Comunione eucaristica?
    Se non fosse possibile, possono essere scelti dei fanciulli di 9-10 anni che hanno già ricevuto per la prima volta l’Eucaristia?

    E’ opportuno lavare il piede destro? O è indifferente scegliere il destro o il sinistro?
    Se fosse indifferente, è bene che tutti scelgano o l’uno o l’altro per avere una uniformità?

    Inoltre è bene che i 12 prescelti per la Lavanda dei piedi indossino il camice bianco?

    Infine è buona questa soluzione: i 12 prescelti durante la celebrazione si trovano nei primi banchi della chiesa e al momento del rito si preparano altri banchi o sedie sul presbiterio o sul limitare del presbiterio dove si posizioneranno per essere rivolti verso l’assemblea. Tutto queste verrebbe fatto in modo che tutti i fedeli possano vedere come si svolge il rito.
    Lei cosa ne pensa?

    La ringrazio profondamente.

  190. DON PASQUALE RICCIO

    CARISSIMO DON ANTONIO. DURANTE LA PREGHIERA DEI FEDELI SI FA MENZIONE DEI DEFUNTI. L’INTENZIONE A CHI SPETTA? AL SACERDOTE O AL LETTORE?
    QUANDO SI FA LA COMUNIONE SOTTO LE DUE SPECIE. VA BENE OGNI DOMENICA?
    GRAZIE
    DON PASQUALE RICCIO

  191. Pasquale N.

    Caro don Antonio,

    se al termine della Messa si espone il santissimo Sacramento per l’adorazione eucaristica, è opportuno che i fedeli si inginocchino quando il ministro pone l’Ostia nell’ostensorio prima di recitare l’orazione postcommunio ?

    Inoltre i fedeli possono ascoltare in ginocchio l’orazione postcommunio che il sacerdote recita subito dopo aver messo l’Ostia nell’ostensorio?

    Dopo che il ministro ha messo l’Ostia nell’ostensorio, tenendo in considerazione che c’è stato un canto di comunione, è bene eseguire un canto eucaristico oppure un ritornello come il canone Nulla ti turbi prima di recitare l’orazione postcommunio?

    Infine dopo l’orazione postcommunio il sacerdote incensa il Santissimo stando in ginocchio. Durante l’incensazione i concelebranti, i ministranti e i fedeli stanno in piedi o in ginocchio?

    Grazie di cuore.

  192. Ciro B.

    Carissimo don Antonio,

    durante la Veglia pasquale quando il cero pasquale è stato acceso chi lo porta in processione per entrare in chiesa nel caso in cui il diacono non c’è e sono presenti invece i seguenti ministri: il parroco, il viceparroco, due accoliti istituiti di cui uno è seminarista, ministranti adulti, ragazzi e ragazze?

    Inoltre il ministro che porta il cero dopo che è stato acceso è lo stesso che lo porta nel luogo dove viene benedetto il fuoco?
    Questa domanda nasce dal fatto che il n. 14 a pag. 164 del Messale Romano specifica il ministro che deve portare il cero mentre il n. 7 a pag. 162 non fa riferimento a nessun ministro in particolare.

    Durante la Messa è opportuno in ogni giorno feriale della settimana inserire tra le preghiere dei fedeli proposte dall’orazionale un’intenzione preparata precedentemente da un fedele dopo aver meditato la Parola di Dio nei giorni precedenti? Mi sembra un’idea per far partecipare sempre più attivamente i fedeli alla Messa quotidiana e allo stesso tempo per dare più importanza e rendere più attuale la Preghiera dei fedeli.

    La ringrazio per la sua disponibilità.

  193. Giulia S.

    Carissimo don Antonio,

    il Giovedì santo quando il celebrante porta la pisside con le particole consacrate dall’altare al luogo della riposizione, i fedeli che ringraziano il Signore per essersi comunicati, quando devono alzarsi? Quando tutti i ministri che hanno distribuito la Comunione hanno portato il Santissimo all’altare oppure quando il celebrante prende la pisside con il velo omerale?

    Inoltre il n. 15 del Messale Romano a pag. 143 specifica che il sacerdote in ginocchio incensa il Santissimo Sacramento. Durante questa incensazione i fedeli stanno anche loro inginocchiati, come lei ci ha insegnato quando il ministro incensa il Sacramento prima della benedizione eucaristica? Oppure si inginocchiano solo i ministranti?

    Lei ci ha anche spiegato che chi partecipa alla Veglia di Natale o alla Veglia di Pasqua può anche non partecipare alla Messa nel giorno di Natale o nel giorno di Pasqua per soddisfare il precetto. Le chiedo: poiché queste ultime due sono Veglie importantissime, non sarebbe opportuno che tutti i fedeli vi partecipino?
    Non sarebbe bene che tutti gli operatori pastorali partecipino a queste due Veglie e anche alla Messa del giorno seguente dove normalmente sono impegnati durante tutto l’anno?

    La ringrazio profondamente.

  194. PASQUALE

    Caro don Antonio come va?
    Una domanda: durante la preghiera dei fedeli si puo’ fare il ricordo dei defunti. A chi tocca pregare per loro? Al sacerdote o al lettore?
    La comunione sotto le 2 specie quando si può fare ? Grazie di cuore. Il Signore ti benedica

  195. Claudia

    Carissimo don Antonio,

    il n. 24. a pag. 38 del Rito della Confermazione recita: …
    Se i cresimandi sono molto numerosi, non vengono chiamati per nome; tutti però si dispongono in luogo opportuno davanti al vescovo.
    Le chiedo: i cresimandi, se sono numerosi e non possono disporsi davanti al vescovo per ragioni di spazio, è opportuno che siano chiamati per nome e alzandosi rispondano dicendo Eccomi? Tutto questo restando al proprio posto tra i banchi.

    Le domando anche: quando in una parrocchia si celebrano le cresime, è bene invitare a questa celebrazione la comunità parrocchiale, oppure soltanto il consiglio pastorale? O evitare di fare qualunque genere di invito per non creare troppa confusione essendoci già i cresimandi, i familiari, amici e quindi fedeli che non sono abituati a conservare un clima di raccoglimento e preghiera?

    Un ultimo quesito: i fedeli quando ricevono le ceneri sul capo è opportuno che si facciano il segno della croce?

    Grazie di cuore.

  196. Andrea F.

    Caro don Antonio,

    per il rito dell’adorazione della Croce il Venerdì santo, il Messale Romano a pag. 153 al n. 18 recita: il sacerdote, il clero e i fedeli si recano processionalmente all’adorazione della Croce, facendo davanti ad essa genuflessione semplice o un altro segno di venerazione (ad esempio baciando la Croce).
    Ho notato che molti fedeli baciano la Croce stando genuflessi o in ginocchio. Mi sembra che non sia un atteggiamento corretto perché il n. 18 dice esplicitamente di stare o genuflessi o di baciare e di non unire i due gesti cioè bacio e genuflessione. Può chiarirmi questo punto?
    Inoltre la genuflessione o il bacio possono essere sostituiti dal mettersi in ginocchio? Anche in questo caso mi sembra che stando a ciò che è scritto al n. 18 non sia possibile.

    Un altro quesito: quando i fedeli vengono aspersi con l’acqua benedetta la domenica o durante un’altra celebrazione devono segnarsi con il segno della croce?
    I fedeli si segnano col segno della croce anche quando con l’acqua santa si aspergono gli oggetti e non le persone, come alla Candelora e alla Domenica delle Palme in cui rispettivamente si benedicono e poi si aspergono con l’acqua benedetta le candele e i rami di ulivo?

    Grazie per la sua disponibilità.

  197. Giuseppe Giordano

    Caro don Antonio potrebbe consigliarmi un libro di liturgica dove vengono spiegati in modo semplice e chiaro tutti i passaggi da eseguire per una buona riuscita delle varie celebrazioni? grazie

  198. Nicola M.

    Rev. mo don Antonio,

    la preghiera di benedizione del fuoco nella Veglia pasquale riportata al n. 9 pag. 162 del Messale Romano è: O Padre, che per mezzo del tuo Figlio ci hai comunicato la fiamma viva della tua gloria, benedici questo fuoco nuovo…
    Da questa preghiera mi sembra di capire che il fuoco simboleggi la gloria di Dio. E’ giusto?
    Cos’è la gloria di Dio?
    Per la benedizione del fuoco, perché non si usa l’acqua benedetta?

    Un’ultima domanda: al termine della Via Crucis quando il ministro benedice l’assemblea tracciando il segno della croce su di essa usando la croce utilizzata nelle stazioni, è opportuno che i fedeli siano in ginocchio o genuflessi? Lei cosa consiglia quando il ministro benedice con la croce: di dire oppure no Vi benedica Dio onnipotente, Padre…?
    Infine è più significativo benedire con la croce oppure con la mano nella Via Crucis?

    Grazie di cuore per i suoi insegnamenti.

  199. Roberta B.

    Caro don Antonio,

    lei ci ha insegnato che nella Domenica delle Palme i rami di ulivo vanno benedetti solo alla Messa principale. Le chiedo: coloro che partecipano alla Messa vespertina del sabato e coloro che partecipano alla Messa domenicale prima di quella principale non possono ricevere i rami di ulivo? Questa domanda nasce dalla difficoltà che hanno diversi fedeli a partecipare alla Messa principale per motivi legati all’ora d’inizio della celebrazione.

    Il Messale Romano per il Giovedì santo a pag. 143 al n. 16 scrive: Si forma la processione che, attraverso la chiesa, accompagna il Santissimo Sacramento al luogo della reposizione. Qual è l’atteggiamento dei fedeli quando il celebrante passa accanto a loro con la pisside? Si segnano col segno della croce? E lo fa tutta l’assemblea contemporaneamente oppure soltanto quei fedeli accanto ai quali si avvicina il ministro con la pisside?

    Infine vorrei capire meglio se è bene nella Messa vespertina del 31 dicembre durante il canto del Te Deum usare un braciere con carboncini e infondere l’incenso per esprimere in questo modo la preghiera che sale a Dio. Inoltre chi presiede la celebrazione anche in questo caso benedice l’incenso?

    La ringrazio per il suo aiuto

  200. Alessandro S.

    Caro don Antonio,
    durante la S. Messa alla consacrazione del pane e del vino, il sacerdote quando genuflette dopo aver mostrato l’Ostia e il calice, è bene che guardi l’Ostia e il calice restando genuflesso? Oppure è opportuno che sia genuflesso con il capo inchinato e gli occhi chiusi? Naturalmente e saggiamente il Messale Romano non scende in questi dettagli, ma lei cosa ne pensa di questo atteggiamento?

    Recentemente ha scritto in una risposta: Pertanto, stando alle norme attuali, l’accolito non versi l’acqua nel vino. Per capire meglio i compiti dell’accolito, quando il diacono non c’è, l’accolito è opportuno che versi almeno il vino nel calice?

    Per ultimo le chiedo: in Principi e norme per la Liturgia delle Ore al n. 263 è scritto che: Tutti i partecipanti stanno in piedi: c) al cantico evangelico. Noto sempre che i fedeli si alzano subito dopo il responsorio breve per recitare l’antifona al Benedictus e/o al Magnificat stando già in piedi. E’ giusto fare così?

    Distinti saluti.

  201. Flavio F.

    Carissimo don Antonio,

    le chiedo un approfondimento sulla preghiera dei fedeli durante la celebrazione eucaristica. E’ opportuno aggiungere una preghiera per un ammalato dicendo il nome, l’età e il tipo di malattia? Oppure la preghiera deve essere generica?

    Alcune volte trovo in chiesa dei fogli con preghiere rivolte ai santi. Le scrivo una per santa Rita: Consola S. Rita le mie pene. Consola il mio povero cuore. Accetta le mie suppliche ed io non mancherò di glorificare il Tuo Santo Nome. Tre Pater, Ave e Gloria. Chi trova questa preghiera ne faccia 25 copie e ne lasci una al giorno in Chiesa. Il 26° giorno riceverà una grazia impossibile.

    Può mai essere vero che il 26° giorno si riceverà una grazia?

    Infine le chiedo se queste espressioni possono considerarsi superate: Sia lodato ogni momento Gesù mio nel Sacramento. A cui si risponde: Oggi e sempre sia lodato Gesù mio Sacramentato.

    Grazie di cuore per tutto ciò che fa.

  202. Salvatore F.

    Caro don Antonio,

    quando inizia una celebrazione eucaristica con la processione d’ingresso dove si usano l’incenso, la croce, le candele, l’evangeliario, noto che i fedeli al passaggio della croce e/o dell’evangeliario fanno un inchino e/o un segno di croce. E’ giusto questo atteggiamento? Oppure è bene che i fedeli non facciano nessun inchino e nessun segno di croce?

    Le chiedo un chiarimento su come proclamare il Vangelo durante gli incontri di preghiera che non siano la celebrazione eucaristica.
    Quando si recita ad esempio il S. Rosario e la Via Crucis, i brani del Vangelo possono essere proclamati da un laico quando sono presenti anche sacerdoti e diaconi?
    Se li proclama il laico, questi può dire Dal Vangelo secondo … e concludere dicendo Parola del Signore oppure è opportuno che usi un’altra formula, come Dal Vangelo di (e non secondo), come ho sentito fare?

    Leggendo il Benedizionale ho notato che i laici per proclamare il Vangelo usano la seguente formula: Ascoltate la parola del Signore dal Vangelo secondo … come è scritto ad esempio a pag. 311 n. 731 per il rito della Benedizione per una nuova abitazione.

    Anche il sussidio Proclamiamo la tua Risurrezione della CEI offre la stessa indicazione, ad esempio a pag. 61 in cui è scritto che: … un ministro non ordinato … introduce la lettura con queste parole: Ascoltate la parola del Signore dal Vangelo secondo …

    Se il laico deve usare quest’ultima formula, dopo aver proclamato il Vangelo è bene che dica sempre Parola del Signore? Oppure terminata la lettura del Vangelo non dice nulla?

    Grazie di vero cuore

  203. Claudia F.

    Carissimo don Antonio,

    il n. 277 dell’OGMR insegna: Con due colpi si incensano le reliquie e le immagini dei Santi esposte alla pubblica venerazione, unicamente all’inizio della celebrazione, quando si incensa l’altare.

    Per quale motivo i Santi possono essere incensati solo all’inizio della celebrazione?
    Inoltre se si celebra la solennità del santo Patrono, in questa occasione particolare l’immagine del santo può essere incensata in più momenti della S. Messa?

    Leggendo il Rito della Comunione fuori della Messa e culto eucaristico ho trovato scritto a pag. 35 il n. 36 dove si specifica che il ministro può comunicarsi e il n. 39 che prescrive che questi riponendo il Santissimo nel tabernacolo fa genuflessione.

    Dato che lei ci insegna che quando si è ricevuto il Corpo di Cristo non bisogna genuflettersi perché si ha il Signore con sé, perché in questo rito le rubriche prescrivono un’indicazione diversa?

    La ringrazio per le sue preziosissime risposte.

  204. Simona F.

    Caro don Antonio,

    lei ci ha insegnato che durante la distribuzione della Comunione non bisogna inginocchiarsi.

    Ho letto con attenzione un libro: Come andare a Messa e non perdere la fede di Nicola Bux – Piemme. A pag. 149 è scritto invece: Mentre viene amministrata la comunione rimaniamo in ginocchio in segno di adorazione; ci possiamo sedere dopo che il Sacramento viene riposto nel tabernacolo. Si obbietta da taluno che non ha senso stare in ginocchio, in quanto il Signore ce l’abbiamo in noi. Ma la verità del segno, esige di far corrispondere al gesto esteriore di adorazione quello interiore, nel raccoglimento di noi stessi in lui.

    Mi può aiutare ad avere idee più chiare su questo momento della celebrazione eucaristica?

    Una semplice domanda su come si preparano gli oggetti sacri. Guardando la copertina di questo libro ho visto un calice con un purificatoio su di esso aperto al centro. Quando si prepara dall’inizio della celebrazione il calice sia sull’altare o sulla credenza, il purificatoio va preparato come si vede dalla foto in copertina o anche in qualche altro modo?
    Infine è indifferente che sul purificatoio, sul manutergio, sul corporale e sulla palla ci sia la croce o qualche altro segno? O si dà un consiglio?

    Complimenti per il suo apostolato.

  205. Sabatino C.

    Carissimo don Antonio,

    in una risposta lei ci ha insegnato che i due ministranti che portano i ceri al Vangelo è bene che si mettano l’uno di fronte all’altro, ai lati dell’Evangeliario.

    Un liturgista scrive: i ministri con i ceri prendono posto ai lati dell’ambone, rivolti al libro e partecipano alla proclamazione del Vangelo.

    Quest’ultimo suggerimento mi sembra in linea con quanto prescrive l’OGMR 133: I presenti si rivolgono verso l’ambone, per manifestare una particolare riverenza al Vangelo di Cristo.

    Potrebbe chiarirmi l’atteggiamento dei ministranti durante la proclamazione del vangelo?

    Un secondo quesito: Quando si ricevono le ceneri i fedeli, dopo che il ministro ha detto: Convertitevi, e credete al Vangelo; oppure Ricordati che sei polvere, e in polvere tornerai, è opportuno che rispondano dicendo Amen?

    La ringrazio per la sua disponibilità.

  206. Don Giovanni N.

    Rev.mo don Antonio,

    la ringrazio di vero cuore per le sue preziose risposte. Vorrei inviarle la copia della lettera di Rinaldo Falsini che mi ha chiesto. Lei preferisce riceverla per posta, per fax o per e-mail? E a quale indirizzo?

    Colgo l’occasione per chiederle un suo parere. Cosa ne pensa se una volte al mese oppure ogni quindici giorni celebriamo in parrocchia il rito per la riconciliazione di più penitenti con la confessione e l’assoluzione individuale?

    Le chiedo infine come dovrei preparare i riti di introduzione per la Messa della prima Comunione eucaristica inserendo la memoria del Battesimo come lei suggerisce.
    Dopo il segno di croce e il saluto è bene rivolgere le tre domande sulla rinuncia a Satana e poi le altre tre sulla professione di fede come è indicato nei nn. 66,67 a pag. 64 del Rito del battesimo dei bambini?
    Oppure si rivolgono solo le ultime tre domande sulla professione di fede?
    A queste domande è bene che rispondano solo i ragazzi che devono ricevere per la prima volta l’Eucaristia o tutta l’assemblea?
    Infine l’aspersione con l’acqua benedetta in che momento va svolto?

    La ringrazio per la sua profonda disponibilità nel rispondere ai quesiti posti e le porgo con grande stima e affetto cordiali saluti.

  207. enzo c.

    caro don Antonio, ai primi di gennaio, le porsi il seguente quesito che le ripropongo, non avendo letto la risposta: il diacono prima della proclamazione del vangelo, riceve dal celebrante la benedizione e come da principi e norme del messale romano, risponde amen; qualcuno dice invece che ricevendo la benedizione, deve a sua volta segnarsi con il segno della croce. Quale è il comportamento esatto? saluto fraternamente in Cristo, enzo.

    • redazione web

      Egregio diacono, don Antonio Sorrentino tra i tantissimi impegni risponde ciclicamente a tutte le domande, i tempi a volte non sono brevi ma vedrà che anche il suo quesito sarà soddisfatto.
      Cordialmente. La redazione web

  208. Elvira E.

    Carissimo don Antonio,

    in una risposta lei ha citato l’istruzione della Congregazione per la dottrina della fede del 14.09.2000 “nella celebrazione della SSma Eucarestia, dei sacramenti e della liturgia delle ore non si possono introdurre preghiere di guarigione liturgiche e non liturgiche. Si può introdurre qualche intenzione nella preghiera dei fedeli”.

    Le chiedo: durante l’adorazione eucaristica si possono recitare preghiere di liberazione e guarigione?

    Ad esempio si possono recitare diverse invocazioni con il seguente ritornello: Gesù per le tue Sante piaghe liberami.

    Una delle preghiere ad esempio è: Per il tuo santo e sanguinante capo trafitto da pungentissime spine guariscimi dalle malattie del corpo (nominare le proprie malattie e ricordare le persone ammalate). Signore Gesù con il tuo sangue versato dal tuo capo santo e benedetto guarisci questi mali perché solo Tu puoi sanare le mie infermità.

    La ringrazio anticipatamente per le sue risposte.

  209. Antonio N.

    Carissimo don Antonio,

    lei ci ha spiegato che colui che proclama la prima, la seconda lettura e il salmo può recitare nel proprio cuore l’invocazione “Apri, Signore, le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode”.

    Le domando: anche chi legge la preghiera dei fedeli è opportuno che reciti questa invocazione?

    Nella nostra parrocchia al pomeriggio del giovedì all’incirca un’ora prima che inizi la S. Messa si espone il SS. Sacramento e questa adorazione si conclude con la benedizione eucaristica. Dopo un quarto d’ora circa inizia la S. Messa al termine della quale si espone di nuovo Gesù Eucaristia. Viviamo un’ora di adorazione che si conclude di nuovo con la benedizione eucaristica. Invece al mattino sempre del giovedì si espone il Santissimo solo dopo la S. Messa e l’adorazione si conclude sempre con la benedizione eucaristica. Le chiedo: è possibile organizzare la giornata del giovedì in questo modo? Quindi con tre benedizioni eucaristiche?

    Infine le domando: il contenitore dell’incenso si chiama navetta o navicella? E il ministrante che lo porta si chiama navicolaio o navicelliere? Le rivolgo questa domanda perché ho notato che si usano tutti e quattro le parole.

    Grazie di vero cuore.

  210. Mariarosaria L.

    Caro don Antonio,

    leggendo una domanda sull’opportunità di incensare le 12 croci della dedicazione, poiché l’OGMR 277 scrive che prima e dopo l’incensazione si fa un profondo inchino alla persona o alla cosa che viene incensata, le chiedo: il ministro deve fare gli inchini ogni volta, cioè 24 volte?

    Inoltre se la celebrazione è presieduta dal vescovo, e sono presenti alcuni sacerdoti, accoliti istituiti, ministranti ma nessun diacono, quale ministro incensa queste 12 croci?

    Una domanda sulla Liturgia delle Ore: quando si uniscono Lodi e Vespri durante la celebrazione eucaristica, le quattro antifone che vengono recitate prima dei tre salmi e prima del Benedictus o del Magnificat, se non c’è un cantore, possono essere recitate da quattro persone diverse o è opportuno che sia soltanto uno?
    Questa persona la recita stando seduta al suo banco, semmai col microfono, o alzandosi in piedi?
    Oppure è opportuno che vada all’ambone?
    Infine il modo di recitare le antifone cambia se le Lodi o i Vespri sono uniti oppure no alla Messa?

    La ringrazio profondamente.

  211. Stefania P.

    Carissimo don Antonio,

    nei primi venerdì del mese in cui viviamo la devozione al sacro Cuore di Gesù, è opportuno distribuire la Comunione sotto le due specie se il numero dei fedeli non è eccessivo tale da non prolungare troppo la durata della celebrazione eucaristica?

    Inoltre poiché nei primi venerdì del mese usiamo l’incenso, la statua del sacro cuore va incensata con due o tre tiri doppi?

    Recentemente lei ha scritto che per quanto riguarda la giaculatoria insegnata dalla Madonna a Lucia la versione più diffusa sembra la seguente: “O Gesù, perdona le nostre colpe. Preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia” (cioè: senza “mio” e senza “divina”).
    Mi risulta chiaro omettere “divina”. Perché omettere anche “mio”? Questo termine compare, come lei ha scritto, nel testo originario: “O mio Gesù, perdonaci, liberaci … “
    Infine perché all’inizio di questa preghiera si usa la vocale “O”?
    Nel libro “Pregate, pregate, pregate” ed. Shalom a pag. 189 questa preghiera inizia così: “Gesù, perdona le nostre colpe…”. Non si inizia con la vocale “o” ma direttamente con Gesù.
    Caro Padre, grazie per le sue illuminanti risposte.

  212. Rosanna M.

    Caro don Antonio,

    nella nostra parrocchia celebriamo la S. Messa anche alle 12. E’ bene prima di iniziare la celebrazione eucaristica recitare l’Angelus e nel tempo di Pasqua il Regina caeli?
    E’ opportuno fare tutto questo in parrocchia anche in altre ore della giornata?

    Le chiedo anche: per l’adorazione della santa Croce del Venerdì santo il Messale Romano a pag. 153 al n. 18 scrive: Il sacerdote, il clero e i fedeli si recano processionalmente all’adorazione della Croce, facendo davanti ad essa genuflessione semplice o un altro segno di venerazione (ad esempio baciando la Croce), secondo l’uso del luogo.
    Poiché, come lei c’insegna, è bene che ci sia uniformità nei gesti dell’assemblea, è opportuno che si invitino tutti i fedeli o a fare la genuflessione semplice oppure a baciare la Croce?
    Inoltre perché si parla di genuflessione semplice? Esiste un altro tipo di genuflessione?

    Infine le chiedo: lei ci ha insegnato che quando si recita il Gloria al Padre nella Liturgia delle ore si fa un inchino col capo. Questo inchino va fatto ad ogni Gloria al Padre quando si recita il Rosario?

    Le porgo cordiali saluti.

  213. Marina I.

    Rev.mo don Antonio,

    perché nella Domenica delle Palme e nel Venerdì santo durante la proclamazione del Vangelo non si usa l’incenso e non si usano le candele?

    Una semplicissima domanda: quando si tracciano i tre segni di croce prima di ascoltare il Vangelo, l’ultimo va fatto al centro del petto o a sinistra sul cuore?

    In chiesa accanto alle croci che ricordano i punti delle pareti che il nostro vescovo ha unto con il sacro crisma nel giorno della dedicazione, si possono accendere le lampade di cera liquida nell’anniversario della dedicazione, in tutte le domeniche e solennità? Anche nelle feste, in alcune memorie di santi e in altre circostanze particolari?

    Le lampade di cera liquida possono essere sostituite da lampadine elettriche?

    La ringrazio profondamente.

  214. Giovanni

    Carissimo don Antonio,

    lei ci ha insegnato che è una buona iniziativa quella di far portare da alcuni ragazzi del catechismo, in Avvento, delle lampade accese, da posare accanto all’ambone, per esprimere attesa e vigilanza.
    Le chiedo: invece nel tempo di Quaresima durante la celebrazione eucaristica la domenica cosa è possibile proporre di particolare ai ragazzi del catechismo?

    Quando si celebra la Via Crucis alle parole: Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua Santa croce hai redento il mondo, i fedeli devono genuflettersi? Qual è il motivo?
    Ci si genuflette fino alle parole ti benediciamo oppure fino alla fine cioè alle parole hai redento il mondo?
    La genuflessione deve essere fatta anche da chi porta la croce e le candele che si mettono ai lati della croce? Oppure questi ultimi tre è bene che facciano solo un inchino profondo o solo col capo? O è opportuno che non facciano nessun gesto?

    Infine le domando: il Messale Romano a pag. 178 sulla Veglia pasquale al n. 45 fa riferimento alla benedizione dell’acqua lustrale. Cos’è l’acqua lustrale?

    Grazie per la sua profonda disponibilità.

  215. Antonio A.

    Carissimo don Antonio,

    alla domenica delle Palme è possibile ornare l’altare con fiori rossi oppure non si può trovandoci ancora in Quaresima?

    Si possono preparare sull’altare i rami di ulivo? E anche le palme intorno all’altare nel presbiterio?

    E’ opportuno al termine della S. Messa che i fedeli si fermino dinanzi al tabernacolo per ringraziare il Signore? E in particolare il sacerdote?
    Oppure è bene che subito dopo la Messa sul sagrato o fuori la sacrestia ci si saluti?

    Infine lei ci ha insegnato che durante la Messa il ministro che ripone le Ostie avanzate nel tabernacolo non fa né genuflessione e né l’inchino, a meno ché non abbia ricevuto la S. Comunione ed in questo caso si genuflette.

    Ho letto recentemente uno scritto di un liturgista che invece insegna: Se un’emergenza richiede il ricorso alla riserva eucaristica (eventualità che, a differenza dell’ordo preconciliare, l’attuale Ordinamento della messa evita significativamente di prendere in considerazione) si applicano le norme previste dal rituale per la comunione fuori della messa, dove la genuflessione è prevista quando si depone la pisside sull’altare e quando la si ripone nel tabernacolo (cf Culto eucaristico 33 e 39). La prima genuflessione dovrebbe coincidere con quella prevista per il presidente prima di presentare ai fedeli l’ostia consacrata nella santa messa (cf OGMR 157).

    Le chiedo di approfondire l’argomento per capire meglio se il ministro che si è comunicato deve genuflettersi oppure no quando ripone la pisside con le Ostie nel tabernacolo.

    Grazie di vero cuore per questa splendida rubrica.

  216. Simona

    Caro don Antonio,

    il Messale Romano a pag. 165 scrive al n. 18 sulla Veglia pasquale: Il diacono o, in sua assenza, lo stesso sacerdote, dopo aver eventualmente incensato il libro e il cero, proclama…

    Le chiedo: qual è il libro da incensare?

    Questo libro va incensato con tre tiri doppi al centro, a sinistra e a destra?

    In questo modo va incensato l’Evangeliario?

    Un secondo quesito: lei ci ha ricordato che il messale non prescrive più di tracciare un segno di croce con le ceneri sul capo dei fedeli. Questo gesto durante la celebrazione del mercoledì delle ceneri però è opportuno farlo o è bene evitarlo?

    Infine le domando: il sacerdote al termine dell’omelia dice: Sia lodato Gesù Cristo. La risposta giusta dei fedeli deve essere: Sempre sia lodato! Oppure Oggi e sempre sia lodato!

    La ringrazio come sempre della vostra squisita disponibilità.

  217. Maurizio S.

    Carissimo don Antonio,

    le scrivo per chiederle quale formulario di Messa dobbiamo usare per il seguente caso: è domenica, celebriamo alla sera, è anche l’anniversario della dedicazione della chiesa e il giorno seguente è la festa del santo patrono della parrocchia.

    Invece al mattino della domenica, essendo l’anniversario della dedicazione della chiesa, quale formulario va usato?

    Le chiedo anche: si dice che la Quaresima costituisce un tempo di quaranta giorni prima di Pasqua. Ma contando i giorni ci si rende conto che non è così. Perché la Quaresima è legata al numero 40? E’ corretto dire che sono quaranta giorni prima di Pasqua?

    Un ultimo quesito: lei recentemente ha scritto: se i ministranti passano tra l’altare e il presidente, devono fare riverenza al celebrante. Però nel Manuale del ministrante di Riccardo Pane EDB che lei ha consigliato è scritto a pag. 22 : Se invece risulta più semplice passare tra i due, la riverenza si faccia normalmente all’altare, tranne il caso in cui si stia accedendo al celebrante, ad esempio per porgergli il messale. In tal caso la riverenza andrà fatta al celebrante.
    Le chiedo un chiarimento su queste diverse indicazioni.

    La ringrazio come sempre per il suo preziosissimo aiuto.

  218. Elena C.

    Carissimo don Antonio,

    rispondendo ad un quesito ha scritto: Pertanto, finita la Comunione di tutti e portate le Ostie avanzate al tabernacolo, tutti compreso il presidente, ringraziano il Signore stando seduti.

    Le chiedo perché lei indica come atteggiamento di ringraziamento soltanto lo stare seduti mentre le Precisazioni della Conferenza Episcopale Italiana al n. 1 fa riferimento anche allo stare in ginocchio: In piedi da Mistero della fede fino alla comunione inclusa, fatta la quale si potrà stare in ginocchio o seduti fino all’orazione dopo la comunione.
    Mi sembra di capire che le norme indichino indistintamente il sedersi o l’inginocchiarsi. Potrebbe approfondire questo punto?

    Le chiedo anche: Durante la Veglia pasquale è opportuno portare l’Evangeliario nella processione d’ingresso?

    Infine se ho compreso bene nella preghiera mariana si aggiunge la vocale “o” all’inizio: Ave, o Maria. Per questo il titolo della preghiera è Ave, Maria oppure Ave, o Maria?

    La ringrazio infinitamente.

  219. Ciro B.

    Carissimo don Antonio,

    durante la Messa della notte di Natale, è opportuno incensare il bambino Gesù durante il canto del Gloria anziché all’inizio della celebrazione?

    Il bambino Gesù va incensato con due o tre tiri doppi?

    E va incensato in ginocchio?

    Infine le chiedo se è bene durante la celebrazione eucaristica in occasione dell’anniversario della dedicazione della chiesa preparare il rito dell’aspersione con l’acqua benedetta in sostituzione dell’atto penitenziale.

    Grazie di cuore per i suoi insegnamenti.

  220. enzo c.

    innanzi tutto buon anno; desidererei sapere se il diacono prima di proclamare il vangelo, chiedendo la benedizione al celebrante, ricevendola, si deve segnare con il segno della croce, o dire solo amen, come da principi e norme del messale romano cap.IV, n. 131 del 1983. ancora auguri e grazie, diac. enzo c.

  221. Pasquale N.

    Caro don Antonio,

    nella nostra chiesa in una rientranza laterale è presente un mosaico che raffigura il patrono e sotto di esso c’è un altare dove naturalmente non si celebra la S. Messa.

    Le chiedo:

    nel giorno in cui si celebra la festa del patrono questo altare può essere ricoperto da una tovaglia?

    Su di esso si possono preparare dei ceri e accenderli durante la celebrazione eucaristica che si svolge presso l’altare che si usa normalmente? C’è un numero preciso di ceri da usare?

    Sull’altare del patrono si può preparare un leggio con la Parola di Dio? Se sì, è possibile usare indifferentemente un lezionario qualsiasi, la Bibbia o solo l’Evangeliario?

    Di tutto questo cosa è opportuno fare nelle domeniche, nelle solennità, nei giorni festivi e in quelli feriali?

    Infine le chiedo un approfondimento su una sua risposta in cui ha scritto: “Certo, il Natale è buono se al suo centro c’è Gesù e se induce a essere buoni, non genericamente, ma imitando, seguendo e amando Gesù. Perciò sembra ottimo l’invito del Suo parroco ad augurarsi “Santo Natale”.
    Le chiedo: è bene augurarsi ogni giorno non tanto una buona giornata ma una santa giornata come invita il parroco che è stato citato?
    La ringrazio profondamente.

  222. Giulia S.

    Caro don Antonio,

    l’OGMR al n. 305 scrive: Nel tempo di Quaresima è proibito ornare l’altare con fiori.

    Le chiedo:

    in Quaresima si possono preparare i fiori all’ambone?

    i fiori possono esserci davanti alle statue ed immagini dei santi?

    Una seconda domanda: durante la celebrazione eucaristica nell’anniversario della dedicazione si possono incensare le 12 croci che si trovano nei punti in cui il vescovo unse le pareti con il sacro crisma?
    Che altri segni o gesti ci suggerisce durante questa celebrazione?

    Mi continuo a congratulare per questa rubrica.

  223. Alessandro S.

    Rev. mo don Antonio,

    le chiedo un consiglio sull’atteggiamento da avere durante una celebrazione. Spesso si vive la preoccupazione di sbagliare alcune cose, ad esempio se fare o no la genuflessione, fare o no un inchino, aggiungere oppure no una preghiera, e altro simile. Si vive tutto questo per la preoccupazione di fare cose sbagliate in sé e di dare un cattivo esempio per l’assemblea.
    Lei cosa pensa di tutto ciò?

    Vorrei avere un chiarimento sulla giaculatoria insegnata ai tre pastorelli dall’Angelo. Si possono aggiungere O – mio – divina nei punti sottolineati “ O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci … della tua divina misericordia? Mi sembra che manchino nel testo ufficiale.

    Infine è per una regola grammaticale che l’articolo “la” non va aggiunto a “benedetta” nell’Ave, o Maria?
    La ringrazio profondamente.

  224. Antonio N.

    Caro don Antonio,

    le catechiste per la prima comunione eucaristica espongono una difficoltà molto comprensibile: partecipando alla Messa, a cui sono presenti sia gli adulti che i ragazzi dei loro gruppi, non riescono né a concentrarsi, né ad ascoltare con la dovuta attenzione la Parola di Dio e né a vivere bene gli altri momenti della celebrazione, perché sono impegnati a stare accanto ai ragazzi per evitare che parlino tra loro, che si distraggano, che creino confusione. Si è pensato ad una soluzione: che partecipino ad un’altra Messa oltre a questa per partecipare all’Eucaristia con raccoglimento.
    Lei cosa ne pensa?

    Una seconda domanda per capire meglio, alla luce del n. 194 dell’OGMR dove è scritto che: Nella processione all’altare, in assenza del diacono, il lettore, indossata una veste approvata, può portare l’Evangeliario un po’ elevato, se l’accolito istituito in assenza del diacono e di un lettore istituito può portare l’Evangeliario nella processione d’ingresso. Oppure se è opportuno evitare per sottolineare il suo servizio all’altare. Se fosse così, in assenza del diacono e in presenza di un accolito e di un concelebrante, nella processione d’ingresso è bene che l’Evangeliario sia portato dal concelebrante o da colui che presiede?

    La ringrazio di vero cuore.

  225. Angelo

    Carissimo don Antonio,
    il Giovedi mattina, nella mia parrocchia, si espone il Santissimo Sacramento per l’adorazione personale e silenziosa. Un Giovedi mi sono recato in chiesa per l’adorazione ma, stranamente, una decina di brave signore erano tutte impegnate a fare le pulizie della stessa chiesa chiacchierando tra di loro. Ho manifestato il mio disappunto e sono andato via.
    Cosa ne pensa?

  226. Flavio F.

    Rev.mo don Antonio,

    vorrei avere un chiarimento su alcune risposte che lei ci ha dato e per le quali la ringrazio moltissimo.

    I due o tre lettori che proclamano il salmo, la prima e la seconda lettura salgono tutti insieme in presbiterio?

    Mentre uno proclama, l’altro lettore o gli altri due restano in piedi o sono seduti? Poiché in genere in un presbiterio ci sono posti per i ministranti e non per i lettori, quest’ultimi in attesa di proclamare la Parola di Dio possono sedersi dove si siedono i ministranti?

    Quando si celebra la S. Messa noto che la maggior parte dei sacerdoti al termine della preghiera colletta alle parole Per il nostro Signore Gesù Cristo … non hanno più le braccia allargate ma tengono le mani giunte. Alcuni sacerdoti invece restano con le braccia allargate. Ho letto l’OGMR ma non mi sembra di aver trovato una norma che prescrive di avere le mani giunte. Le chiedo qual è l’atteggiamento giusto e il relativo significato del gesto delle mani.

    Grazie per le sue importanti spiegazioni.

  227. Salvatore F.

    Carissimo don Antonio,

    in ogni domenica di avvento nella processione d’ingresso durante la S. Messa a cui partecipano, oltre agli adulti naturalmente anche i ragazzi del catechismo, alcuni di quest’ultimi portano delle lampade accese che poi poseranno accanto all’ambone per esprimere l’attesa e la vigilanza.

    Le chiedo se è bene fare così e se è opportuno far portare le lampade o dei ceri ad alcuni ragazzi del catechismo nella processione d’ingresso anche in tutte le domeniche dell’anno liturgico.

    Le chiedo infine un suggerimento: è bene proporre alle famiglie che chiedono di far battezzare i propri figli durante la veglia pasquale un cammino di catechesi un po’ più impegnativo rispetto a quello proposto per i battesimi durante l’anno? Ed è opportuno indicare un numero ben preciso di bambini da battezzare durante la Veglia pasquale oppure accettare tutte le richieste anche se numerose?

    La ringrazio infinitamente.

  228. Rosanna M.

    Caro don Antonio,

    rispondendo ad un quesito ha scritto: L’Avvento ha anche una connotazione mariana … Pertanto ci sta bene un riferimento a Maria, con eventuale preghiera e incensazione di una sua immagine, preferibilmente a fine Messa.

    Le chiedo un approfondimento.

    La preghiera e l’incensazione durante l’Avvento possono essere fatte ogni giorno o soltanto nei giorni festivi?
    E’ bene recitare prima la preghiera e poi incensare o viceversa?
    Per fine Messa, lei cosa intende? Dopo l’orazione post communio e prima della benedizione? O dopo la benedizione e prima del congedo?

    Infine le chiedo: OGMR dà la possibilità di incensare l’altare e la croce sia all’inizio della Messa che alla presentazione dei doni.

    Ma questa norma non mi sembra in linea con il criterio della semplificazione richiesta dal Concilio al n. 34 della Costituzione liturgica dove si suggerisce di evitare inutili ripetizioni.

    Perché incensare due volte le stesse cose?

    Grazie di cuore per il suo preziosissimo aiuto.

  229. Paola

    Rev.mo don Antonio, se un cristiano partecipa alla messa prefestiva e poi l’ indomani anche a quella dominicale, oppure a più messe nella stessa domenica…..quante volte può fare la Comunione? Ci si può avvicinare al Sacramento eucaristico una volta sola o più volte cambiando l’ intenzione? Sin da quando ero bambina i parroci della mia parrocchia, che con gli anni sono anche cambiati, dicono solo in qualche occasione ( ad esempio a Natale per chi partecipa alla messa di mezzanotte) “CHI HA GIÀ FATTO LA COMUNIONE SE VUOLE PUÒ RIPETERLA”.
    Con la speranza di essermi fatta capire nell’intenzione la ringrazio antcipatamente

  230. Sabatino C.

    Rev.mo don Antonio,

    durante una celebrazione i ministranti quando passano tra l’altare e la croce, a quale dei due devono fare l’inchino?

    Un secondo quesito: so che durante una giornata si può ricevere la S. Comunione non più di due volte.

    Le chiedo: si può riceverla partecipando a due celebrazioni che si svolgono una dopo l’altra? Oppure è opportuno che passi un determinato tempo tra le due?

    Inoltre chi partecipa alla S. Messa vespertina del sabato può ricevere due volte la Comunione la domenica?
    Oppure ci si può comunicare solo una volta il giorno seguente ?

    Allo stesso modo, chi riceve la Comunione alla Messa della notte di Natale o alla Veglia pasquale, il giorno seguente può riceverla altre due volte?

    La ringrazio per il suo aiuto con cui possiamo amare sempre più la liturgia.

  231. Claudia F.

    Carissimo don Antonio,

    quando nella Liturgia delle Ore si recita il Gloria al Padre al termine di ogni salmo, o di ogni cantico, o altro, bisogna fare l’inchino col capo o col corpo?

    Questo inchino va fatto sia se si sta in piedi e sia se si sta seduti?

    Se l’inchino va fatto, perché non è indicato da nessuna norma?

    Bisogna inchinarsi fin quando si nomina lo Spirito Santo o durante tutta la preghiera fino ad Amen?

    In una recente risposta lei ha scritto: Il Gloria al Padre non ha un “Sia” iniziale, però esige la congiunzione “e” al Figlio “e” allo Spirito santo.
    Perché bisogna usare la congiunzione “e”?

    Infine è importante dire la congiunzione “e” sempre al Gloria al Padre subito dopo Come era nel principio? Perché? O può essere omesso?

    La ringrazio per le risposte che ci scrive.

  232. Michele S.

    Caro Don Antonio,
    ho letto con attenzione il ruolo dell’accolito, e sono soddisfatto della risposta.
    Ora vorrei chiedervi il ruolo del lettore
    quando si deve “comunicare”?
    sotto le due specie?
    dopo il sacerdote?
    che servizio può svolgere all’altare?
    se non è ministro straordinario della comunione può distribuire le Ostie consacrate in chiesa?
    Grazie

  233. Mariarosaria L.

    Caro don Antonio,

    molti si pongono una domanda: se si partecipa alla Messa della Notte di Natale si santifica la solennità pur non partecipando alla Messa il giorno 25?

    Allo stesso modo: chi partecipa alla Messa vespertina il 31 dicembre può evitare di partecipare alle Messe che si celebrano il
    1 gennaio?

    Se chi partecipa alla Messa della notte di Natale e a quella vespertina del 31 dicembre già santifica la festa, è opportuno che partecipi ugualmente alla celebrazione eucaristica del giorno seguente?

    Le chiedo infine un chiarimento su una sua risposta in cui ha scritto: Non è previsto che (l’accolito) possa infondere l’acqua e il vino nel calice (spetta al diacono).

    In assenza del diacono e con la presenza di un accolito, è il sacerdote che prende l’ampollina per versare il vino nel calice?
    Perché questo gesto così semplice e che è solo un atto per la preparazione dell’altare viene riservato al ministro ordinato?
    E’ dunque un errore da evitare che l’accolito versi il vino nel calice?

    Cordiali saluti.

  234. Elvira E.

    Caro don Antonio,

    nella nostra chiesa lateralmente ci sono delle rientranze in ognuna delle quali è collocata la statua di un santo. In una di queste c’è la statua dell’Immacolata. Le chiedo: se l’estetica e l’armonia sono garantite, è possibile affiancare la statua dell’Immacolata con quella di san Giuseppe?

    Infine le chiedo di capire meglio un gesto: durante l’adorazione eucaristica il ministro dopo che ha messo l’Ostia nell’ostensorio è bene che genufletta? Allo stesso modo il ministro è opportuno che faccia genuflessione quando toglie l’Ostia dall’ostensorio per poi riporlo?

    Grazie per l’immenso aiuto che ci dona.

  235. Stefania P.

    Carissimo don Antonio,

    è bene durante i giorni feriali celebrare l’Eucaristia sia con la presenza o meno dei ministranti nel seguente modo:

    tutti gli oggetti per la celebrazione sono su una credenza a lato e sull’altare viene preparata solo la tovaglia. Il celebrante svolge i riti di introduzione alla sede dove c’è un leggìo per il messale. Qui presiede anche la preghiera dei fedeli. Al termine di questa, se non ci sono ministranti, il celebrante stesso va alla credenza per portare uno dopo l’altro gli oggetti sull’altare. Dopo aver distribuito la Comunione e riposto il SS.mo Sacramento nel tabernacolo, riporta tutti gli oggetti alla credenza dove purifica i vasi sacri.

    E’ opportuno fare così o è bene per l’assenza dei ministranti lasciare il messale e/o qualche altro oggetto sull’altare dall’inizio della celebrazione essendo un giorno feriale?

    Inoltre sempre quando i ministranti non ci sono, è bene che chi ha letto la preghiera dei fedeli aiuti il celebrante a portare gli oggetti dalla credenza all’altare? Ciò potrebbe essere fatto anche se si tratta di una signora che non indossa il camice?

    Infine un approfondimento su una domanda sul buon senso e sul buon gusto: colui che ha terminato di leggere le intenzioni della preghiera dei fedeli è bene che aspetti all’ambone con l’orazionale aperto tra le mani fin quando il celebrante concluda con l’Orazione presidenziale conclusiva?

    Grazie infinite.

  236. Don Giovanni N.

    Rev.mo don Antonio,

    le scrivo per chiederle un suggerimento per la distribuzione della santa Comunione sotto le due specie.

    E’ chiaro che la domenica è opportuno evitare per ragioni pratiche.

    Ma durante la settimana quando il numero dei fedeli lo consente è bene distribuire la Comunione sotto le due specie per intinzione nelle solennità, nelle feste e in qualche particolare memoria?

    Cordiali saluti.

  237. Giulia S.

    Caro don Antonio,

    la domenica è bene usare l’Evangeliario in tutte le Messe? Anche in quella vespertina del sabato sera? Oppure è opportuno utilizzarlo solo in quella principale?

    L’OGMR 175 insegna che dopo che è stato proclamato il Vangelo, l’Evangeliario infine può essere portato alla credenza o in altro luogo adatto e degno.

    Le chiedo: non sarebbe opportuno dopo che è stato proclamato il Vangelo portare l’Evangeliario su un leggìo, eventualmente di legno ornato con fiori e con una lampada e/o con i due ceri usati per accompagnare l’Evangeliario? Se fosse possibile, questo leggìo dove è opportuno prepararlo: accanto al limitare del presbiterio e lateralmente? Al centro della navata centrale? All’ingresso della chiesa? In una navata laterale?
    Infine sul leggìo l’Evangeliario va messo chiuso o aperto?

    Caro Padre, grazie per le sue illuminanti risposte.

  238. Giovanni

    Caro don Antonio,

    complimenti per questa utilissima rubrica.

    Le scrivo per chiederle:

    1) Per quale motivo mentre si recita il Credo alle parole: e per opera dello Spirito Santo … si è fatto uomo, tutti si inchinano?

    2) Perché invece a Natale e all’Annunciazione del Signore si genuflette?

    3) In quest’ultimo caso coloro che per motivi fisici non possono genuflettersi, è opportuno che facciano l’inchino oppure che non sostituiscano la genuflessione con alcun altro gesto?

    4) In una risposta del 15 gennaio 2009 lei ha scritto: Se nel presbiterio c’è il tabernacolo e vi si passa davanti, si fa solo l’inchino profondo. In un’altra risposta del 26 agosto 2010 invece ha scritto: Nella liturgia latina il segno di adorazione all’Eucaristia (e solo all’Eucaristia) è la genuflessione, non l’inchino profondo, che invece è tipico della liturgia orientale.
    Non sono riuscito a capire bene perché in certi casi davanti al tabernacolo è giusto fare l’inchino.

    Grazie di cuore.

  239. Maurizio S.

    Rev. mo don Antonio,

    il Mercoledì delle Ceneri i fedeli quando ricevono le sacre ceneri è opportuno che si facciano il segno della croce?

    Dopo che il sacerdote ha detto: Convertitevi, e credete al Vangelo. Oppure Ricordati che sei polvere, e in polvere tornerai, i fedeli è bene che rispondano dicendo Amen?

    Il sacerdote può imporre le ceneri solo sul capo o anche sulla fronte? In entrambi i casi, con le ceneri può tracciare un segno di croce?

    Spesso dopo aver partecipato a questa Messa, i fedeli si pongono la domanda se possono lavarsi i capelli oppure evitare di farlo per una forma di rispetto. E’ bene che ci sia questa preoccupazione?

    In questa celebrazione succede che tutti i fedeli ricevono le sacre ceneri ma non il Corpo di Cristo. Le chiedo: chi sa di non ricevere la Comunione per coerenza non dovrebbe neanche partecipare alla processione per ricevere le ceneri? Ad esempio i divorziati che si trovano nella situazione di non potersi accostare all’Eucaristia.

    Le pongo un ultimo quesito: l’Evangeliario è bene usarlo solo le domeniche e le solennità? Oppure anche nei giorni feriali quando ricorre una festa importante, una memoria obbligatoria o facoltativa o se è soltanto una feria del tempo ordinario?

    Grazie per la sua disponibilità, per la sua preparazione e chiarezza.

  240. Marina I.

    Carissimo don Antonio,

    nella domanda finale che ho inviato mi è sfuggito di menzionare i fedeli. Per questo la riscrivo:
    Chi presiede, i concelebranti, i ministranti e tutti i fedeli presenti possono riprendere e tenere in mano i rami di ulivo durante la proclamazione della Passione del Signore?
    Colgo l’occasione per rivolgere un ultimo quesito.
    Lei, sia nelle risposte che ha dato e sia nei suoi libri, insegna che quando si recita il Padre nostro non è bene tenersi per mano, offrendo motivazioni che condivido pienamente.
    Nel n. 2-3/10 dell’Animatore missionario che è il periodico trimestrale del Missio che è l’organismo pastorale della CEI, a pag. 28 per la celebrazione eucaristica del 24 ottobre, giornata missionaria mondiale, per la recita del Padre nostro scrive: Per dare visibilità all’idea di Chiesa chiamata a pregare per tutto il mondo, ci si può tenere per mano, seguendo l’esempio di molte comunità che compiono questo gesto abitualmente.
    Le chiedo:
    Perché la CEI, che dovrebbe dare suggerimenti corretti, offre un’indicazione non opportuna per la recita del Padre nostro?
    Inoltre in particolari celebrazioni eucaristiche è bene allora tenersi per mano? Come quelle celebrate con una grande partecipazione del Rinnovamento nello Spirito?
    La ringrazio per il suo preziosissimo aiuto.

  241. Marina I.

    Carissimo don Antonio,

    in una sua recente risposta lei ha scritto a proposito dei gesti durante l’adorazione: Durante l’esposizione dell’Eucaristia (breve o prolungata) vi sono atteggiamenti diversificati: in ginocchio per l’adorazione (e quindi anche durante l’incensazione e la benedizione)…

    Le chiedo: Mentre il ministro si alza per recitare la preghiera, com’è scritto nel Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico al n. 115 a pag. 83, i fedeli devono stare in ginocchio o in piedi?

    Un secondo quesito per approfondire ciò che lei ha scritto sulla questua:

    Se la persona che raccoglie le offerte è una, è opportuno che faccia l’inchino davanti all’altare all’inizio e alla fine della raccolta? Oppure avendo con sé il cestino inizia a raccogliere le offerte dal punto in cui si trova?

    Chi raccoglie le offerte deve aspettare l’inizio del canto alla presentazione dei doni oppure inizia a raccogliere al termine della preghiera dei fedeli prima che il canto inizi?

    Nella Domenica delle Palme c’è la tradizione di benedire i rami di ulivo soltanto durante la Messa principale.

    E’ invece possibile e opportuno iniziare ogni Messa della domenica e anche quella vespertina del sabato facendo portare in mano ai fedeli i rami di ulivo e benedirli?

    Chi presiede, i concelebranti e i ministranti possono riprendere e tenere in mano i rami di ulivo durante tutta la proclamazione della Passione del Signore?

    Distinti saluti.

  242. Michele M.

    Rev.mo don Antonio,

    le chiedo un approfondimento sull’atteggiamento da assumere dopo aver ricevuto il Corpo di Cristo.

    In una risposta lei ha scritto che: pertanto, tutti (comunicati, comunicandi e non) stiano in piedi, non chi seduto, chi in piedi, e chi in ginocchio. D’altra parte, il n. 43 prevede che si stia “seduti durante il sacro silenzio dopo la Comunione”. Terminata la Comunione e portate le Ostie eventualmente rimaste nella custodia eucaristica, tutti siedono per il sacro silenzio o per un salmo o canto di ringraziamento.

    Nelle Precisazioni della Conferenza Episcopale Italiana al n. 1 troviamo scritto: In piedi da Mistero della fede fino alla comunione inclusa, fatta la quale si potrà stare in ginocchio o seduti fino all’orazione dopo la comunione.

    Mi sembra di capire che i comunicati non devono stare in piedi e né aspettare che le Ostie eventualmente rimaste siano portate nella custodia eucaristica, come lei ha scritto.

    Le domando: chi ha ricevuto il Corpo di Cristo può subito inginocchiarsi ( come affermano le Precisazioni C. E. I. )?

    Possono stare in ginocchio per il sacro silenzio o per un salmo o canto di ringraziamento?

    Sul segno della pace lei ha scritto: È bene che il sacerdote, per dare la pace, non abbandoni l’altare, quasi disinteressandosi di Gesù Cristo lì presente: resti lì al centro dell’altare. Chi vuol ricevere la pace si avvicini al sacerdote.

    E’ bene invitare sia la domenica e sia nei giorni feriali alcuni fedeli a salire sul presbiterio per dare la pace al celebrante?

    Grazie di cuore.

    Michele

  243. Don Giovanni N.

    Rev.mo don Antonio,
    ho letto e riflettuto su una risposta che lei ha dato sull’opportunità o meno di genuflettersi per la benedizione eucaristica.

    Lei saggiamente insegna che nel rito della Benedizione Eucaristica a conclusione dell’adorazione, non si genuflette più immediatamente prima e dopo aver preso tra le mani la pisside o l’ostensorio, mentre don Sirboni scrive: Per quanto riguarda le genuflessioni prima e dopo la benedizione eucaristica, è il Cerimoniale dei vescovi che fa testo sia per la sua autorevolezza riguardo alle cerimonie, sia per la sua pubblicazione successiva che corregge o integra il rituale precedente (cf 394 e 1114).

    Lei approfondendo la questione scrive che effettivamente c’è differenza tra quanto prescrive il “Rito del culto Eucaristico fuori la Messa” e il pontificale romano e conclude insegnando: checché ne sia l’interpretazione, siccome il Pontificale è posteriore, fa testo e bisogna attenersi.

    Il liturgista Rinaldo Falsini, attraverso la rubrica Risponde il teologo di Famiglia Cristiana mi ha inviato il 4 novembre 2003 una lettera, che se desiderate vi invierò, in cui rispondendo ad un quesito ha scritto: il cerimoniale dei vescovi è a loro riservato, mentre per il sacerdote ci si attiene all’introduzione generale del Messale e dei singoli riti sacramentali. Le consiglierei di mettere da parte il cerimoniale dei vescovi che la Consulta Pastorale dei vescovi a suo tempo ha deciso di non tradurre in italiano onde evitare il vecchio ritualismo.

    Riflettendo sull’insegnamento di R. Falsini mi sembra di capire che tra la risposta di don Sirboni, che lei ha fatto sua, e ciò che lei ha scritto in Incontri eucaristici Edizioni Dottrinari, la soluzione giusta sia quella che lei ha offerto in questo libro.

    Le chiedo di chiarirmi questa questione che naturalmente va al di là di un semplice gesto del corpo.

    Cordiali saluti.

  244. Antonio

    Carissimo padre,
    qual è il significato del fuoco che viene acceso all’inizio della Veglia pasquale? Simboleggia qualcosa?
    Perché viene benedetto?
    Durante la celebrazione eucaristica non abbiamo un’idea chiara su un atteggiamento: quando il sacerdote sta o in piedi o seduto alla sede che si trova esattamente dietro l’altare, i ministranti quando passano tra essi, a chi devono fare riverenza? Al celebrante o all’altare?
    Una domanda se ho compreso bene una sua risposta relativa al Venerdì santo: i ministranti possono partecipare alla processione d’ingresso e possono anche prostrarsi a terra?
    Le chiedo un approfondimento perché ho sempre sentito che i ministranti non possono prostrarsi a terra, perché è un gesto riservato ai ministri ordinati.
    Infine che testo per la formazione dei ministranti può suggerirci?
    Grazie infinite.

  245. Clara R.

    Gent.mo don Antonio,
    le scrivo per chiederle una spiegazione sulla frequenza della celebrazione del sacramento della Penitenza.
    Alcuni fedeli, in particolare quelli che fanno parte del Rinnovamento nello Spirito oppure di un gruppo carismatico, ricevono questo insegnamento dai loro formatori: quando si commette un peccato, bisogna subito confessarlo perché può favorire l’attaccamento ad un vizio e quindi a fare più peccati.
    La conseguenza di questo insegnamento è che si confessano ogni settimana. E se non ci riescono non si sentono bene spiritualmente.
    Io penso invece che non sia necessario confessarsi perché si è commesso un solo peccato.
    Caro padre, cosa pensa di tutto ciò?

    Il Messale Romano a pag. 418 prevede quattro formule per introdurre il Padre nostro. A pag. 420 prevede ancora quattro formule per introdurre il segno di pace. A pag. 425 indica invece cinque formule per il congedo.
    Le domando: per il Padre nostro, per il segno di pace e per il congedo bisogna usare solo questi testi indicati dal Messale oppure per questi tre casi si possono inventare altre formule che riflettano la Liturgia del giorno?

    Le chiedo anche un approfondimento sulla risposta relativa ai petali di rose a Pentecoste.
    I fedeli quando sono aspersi dai petali di rose, devono inchinare il capo e segnarsi col segno della croce?

    Qual è il modo giusto per iniziare il S. Rosario?
    In un libro ho trovato il seguente schema: Nel nome del Padre … O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre…
    Ma è corretto unire il segno della croce con il tradizionale versetto iniziale delle Ore della Liturgia delle Ore? Leggendo il n. 94 di Principi e Norme per la Liturgia delle Ore sembrerebbe di no.

    Grazie di vero cuore per questa splendida rubrica.

  246. luciana

    vorrei tanto sapere se le candele e i fiori vanno posti sull’Altare dove viene celebrata la S. messa, chiedo questa domanda perchè il nostro parroco dice che vanno posti al fianco ad una distanza di 2 metri sia i fiori che i candelabri; vorrei tanto sapere se il vaticano permette questo, l’Altare così è nudo, aspetto una Vostra risposta e ringrazio cordiali saluti Luciana

  247. andrea F.

    Carissimo don Antonio,

    Al termine della Messa, precisamente durante il canto finale, si possono invitare i fedeli a baciare il Bambino Gesù? Se è possibile, è opportuno lasciare il Bambino nel luogo preparato oppure farlo mantenere da qualcuno? In quest’ultimo caso è bene che lo mantenga il celebrante, il diacono, l’accolito istituito, il lettore o un ministrante? Se c’è chi lo mantiene, è bene che accanto al Bambino ci siano due ministranti che sostengono i candelieri? Se sì, devono essere rivolti verso il Bambino dando quindi le spalle ai fedeli, oppure devono stare l’uno di fronte all’altro, o rivolti invece verso i fedeli?

    Si può suggerire ai fedeli una preghiera da recitare prima di baciare il Bambino?

    Per questo gesto di adorazione, è sufficiente baciare il Bambino? O fare davanti a esso un inchino profondo? Oppure la genuflessione come si fa per l’adorazione della croce il Venerdì santo? O ancora dopo l’inchino o la genuflessione aggiungere il bacio? Compiuto l’atto di adorazione, si va via direttamente o si fa prima l’inchino al Bambino Gesù?

    E’ di buon gusto che accanto al Bambino ci sia un ministrante che con un manutergio (è il panno giusto?) lo pulisca dai segni di rossetto che le signore possono lasciare?

    Il nostro parroco ci ha insegnato di augurarci non tanto un Buon Natale (spiegandoci che è comunque lodevole) ma un Santo Natale, sottolineando che la santità è la vocazione fondamentale di ogni cristiano. Per lo stesso motivo ogni giorno ci augura non tanto una buona giornata ma una santa giornata. E’ un augurio da imitare? E’ bene che anche le persone che si salutano sia in chiesa ma anche nel quartiere si scambino questo augurio che ho notato fa tanto bene a chi lo dona e a chi lo riceve quotidianamente?

    Distinti saluti

  248. gino F

    Gent.mo don Antonio,

    durante la Messa della Notte di Natale è opportuno iniziare la celebrazione con il Bambino Gesù coperto da un panno che viene scoperto durante il canto del Gloria? Dopo che è stato scoperto, può essere incensato?

    E’ opportuno far suonare le campane della chiesa mentre si canta il Gloria, come si fa per la Messa nella Cena del Signore il Giovedì santo e nella Veglia pasquale? Oltre alle campane del campanile è bene far suonare il campanello che si usa per indicare l’inizio della S. Messa?

    E’ tradizione nella Messa della notte cantare o recitare il testo della Kalenda. In quale momento è bene inserirlo? Deve essere cantato dal diacono? Se quest’ultimo non riesce a cantarlo, è opportuno che lo reciti sempre lui o che sia cantato da un cantore? Il diacono prima di iniziare la Kalenda deve chiedere la benedizione al sacerdote come fa per il preconio nella Veglia pasquale? In assenza del cantore è invece indifferente che sia recitato da un diacono o da un lettore?

    E’ edificante consigliare ai fedeli che non possono partecipare alla S. Messa della Notte di Natale farsi il segno della croce al suono delle campane corrispondente al canto del Gloria oppure a mezzanotte? E anche una preghiera davanti al presepe?

    Accanto all’immagine di Gesù Bambino che viene preparata in chiesa o in un altro luogo adatto, può essere preparato l’Evangeliario o il Lezionario?
    Vicino al Bambino Gesù si può preparare una lampada? O più lumi?

    In base alla sua esperienza di parroco, volendo fare un dono ai fedeli dopo le S. Messe della Notte e del giorno di Natale, che cosa ci consiglia?

    La ringrazio come sempre della vostra squisita disponibilità.

  249. Simona F.

    Carissimo don Antonio,
    è normale nei giorni feriali celebrare S. Messe con intenzioni cioè con nomi di defunti.

    Le chiedo: perché i nomi dei defunti vengono chiamati “intenzioni”?

    Durante la S. Messa i nomi dei defunti, se non ricorre un trigesimo o un anniversario, in che momenti della celebrazioni vanno detti: sia all’inizio dopo il saluto, nella preghiera dei fedeli e durante la preghiera eucaristica? O è opportuno nominarli una sola volta?

    Durante la novena dell’Immacolata è opportuno durante la recita del S. Rosario accendere un cero dinanzi all’immagine della Vergine ogni volta che si annuncia un mistero in modo da giungere al termine di questa preghiera mariana ad avere cinque ceri accesi?
    Che termini è bene usare quando si annuncia un mistero: “Nel primo mistero si contempla l’agonia nel Getsemani” … oppure “Contempliamo l’agonia nel Getsemani” … o direttamente “l’agonia nel Getsemani”? Qual è la forma letteraria più corretta?

    Le chiedo un chiarimento su una risposta che lei ha dato sull’atteggiamento da assumere quando si ripone l’Eucaristia.
    Il ministro che al termine della Messa ripone la pisside con le ostie consacrate nel tabernacolo se per disposizioni interiori non ha ricevuto il Corpo di Cristo deve genuflettersi? C’è differenza di atteggiamento se il tabernacolo è dietro all’altare o se si trova in una cappella, sempre considerando il caso in cui il ministro non si è comunicato?
    Carissimo padre, il suo aiuto è sempre particolarmente prezioso.

  250. Claudia F.

    Carissimo e rev.mo don Antonio,

    qual è il momento preciso in cui i membri del coro devono ricevere la Comunione?
    Prima che inizi il canto d’ingresso? Penso di no perché l’OGMR al n. 159 scrive: Mentre il sacerdote si comunica, si inizia il canto alla Comunione (Cf. n. 86).
    Oppure al termine del canto d’ingresso?
    Spesso succede che il ministro con la pisside con le particole consacrate resta fermo in attesa che i cantori finiscano di cantare. Mi sembra una mancanza di delicatezza verso il Santissimo. Lei cosa ne pensa?
    E’ bene che coloro che suonano gli strumenti musicali ricevano il Corpo di Cristo mentre stanno ancora suonando?
    E’ corretto che i fedeli dopo aver ricevuto la Comunione continuino a cantare? Non sarebbe opportuno che ritornando al proprio posto restino in silenzio a pregare e a ringraziare il Signore? Quando si riceve il Corpo di Cristo penso che l’atteggiamento migliore sia il raccoglimento.

    E’ giusto al termine della S. Messa recitare oppure cantare la Salve Regina?
    Il canto finale può essere un canto mariano anche se durante la liturgia non c’è stato un riferimento a Maria?

    Nel tempo di Avvento durante la S. Messa a cui partecipano i ragazzi del catechismo è giusto in ogni domenica far portare o durante la presentazione dei doni oppure all’inizio prima del Confesso a Dio, un pastore soltanto per preparare la Natività gradualmente? La Natività può essere realizzata con il cartone in modo da creare un lavoro che piace ai bambini?

    Durante la celebrazione eucaristica può un ministro straordinario della Comunione o un accolito istituito prendere la pisside con le particole consacrate e appoggiarla sull’altare? Oppure è bene che sia lo stesso celebrante a farlo? O dipende se il tabernacolo è dietro all’altare oppure in una cappella del Santissimo?
    In entrambi i casi, chi ha preso la pisside fa genuflessione al Santissimo che ha portato sull’altare?
    La ringrazio come sempre per il suo preziosissimo aiuto.

  251. Mariarosaria L.

    Rev.mo don Antonio,

    il Messale Romano a Mistero della fede prevede tre risposte dell’assemblea:
    Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta. Oppure: Ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo a questo calice annunziamo la tua morte, Signore, nell’attesa della tua venuta.
    Oppure: Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione:
    salvaci, o Salvatore del mondo.
    Quali sono le risposte più opportune nei diversi tempi liturgici, in particolare in Avvento che inizierà tra qualche mese?

    I fedeli poiché durante la consacrazione sono in ginocchio recitano la risposta a Mistero della fede stando in piedi? Concretamente si alzano insieme al sacerdote che prima era genuflesso per iniziare a dire la risposta tutti contemporaneamente in piedi? Questa soluzione mi sembra poco praticabile perché i fedeli avendo la testa chinata non riuscirebbero a vedere quando il celebrante si alza. Oppure si alzano quando il sacerdote dice Mistero della fede recitando però la risposta mentre si alzano e quindi in movimento?

    Sia la domenica e sia nei giorni feriali coloro che proclamano le letture ed il salmista è bene che vadano all’ambone uno alla volta o tutti insieme? E’ opportuno che per tutta la Messa o fino all’inizio della Liturgia della Parola stiano al primo banco di fronte all’ambone? Se vanno insieme, mentre uno proclama, l’altro o gli altri lettori possono restare seduti in presbiterio sui posti dove si siedono anche i ministranti? Oppure c’è qualche soluzione migliore?
    In una risposta lei ha scritto: Anche il lettore facendo il suo bello inchino davanti all’altare, potrebbe in silenzio pregare: “Apri, Signore, le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode”.
    Questa preghiera è bene che la reciti anche chi proclama il salmo? E anche chi recita la preghiera dei fedeli?

    Un abbraccio e un grazie di cuore per tutto ciò che fa.

  252. Pasquale

    Caro don Antonio,

    il sacerdote o diacono quando portano la Comunione ad un ammalato durante la giornata al di fuori della S. Messa e aprono il tabernacolo, avendo naturalmente abiti civili e non il camice, è opportuno che indossino almeno la stola?

    Se sono presenti alcuni fedeli, quando il sacerdote o il diacono o l’accolito o il ministro straordinario aprono il tabernacolo bisogna invitare a recitare qualche preghiera come il Gloria al Padre oppure Sia lodato e ringraziato in ogni momento …? O che altro?

    E’ un errore aprire il tabernacolo per vedere soltanto quante particole consacrate sono rimaste per organizzarsi per le celebrazioni?

    Quando si espone il Santissimo per l’adorazione, il celebrante dopo l’incensazione dice abitualmente per tre volte Sia lodato e ringraziato in ogni momento a cui si risponde il Santissimo e Divinissimo Sacramento? E’ corretta questa formula di domanda e risposta? A seguire il ministro dice una volta o tre volte il Gloria al Padre. E’ giusto? Si tratta di uno schema fisso oppure si può anche non dire nulla o recitare altre preghiere? Tutte queste preghiere dopo l’incensazione può recitarle anche un accolito oppure un ministro straordinario?

    Anche se è presente un sacerdote o un diacono, il Santissimo può essere esposto da un neo accolito oppure da un neo ministro straordinario per insegnare praticamente come si svolge il rito?

    Quando un sacerdote al termine della giornata si trova da solo in chiesa, per adorare il Santissimo oltre a pregare davanti al tabernacolo chiuso, può aprire il tabernacolo per adorare guardando la pisside? Questo si può fare anche alla presenza di fedeli che sono rimasti a pregare?

    Carissimo don Antonio, grazie per il suo ministero pieno di amore.

  253. Salvatore

    Carissimo don Antonio,
    la sera del 31 dicembre al termine della Messa vespertina di Maria Santissima Madre di Dio, prima che inizi il canto del Te Deum il sacerdote può recarsi all’altare per infondere l’incenso nel turibolo e porre quest’ultimo fumigante dinanzi all’altare? In sostituzione del turibolo si può usare un braciere? Anche usando il braciere, si può benedire l’incenso?
    Terminato il canto il sacerdote può recitare l’orazione n. 59 o n. 60 che si trova a pag. 49 del libro del Benedizionale? E’ bene, anche, affidare l’umanità alla protezione di Maria con un canto durante il quale viene incensata una sua immagine e subito dopo l’incensazione recitare una preghiera? Inoltre se dinanzi all’immagine c’è un inginocchiatoio, il ministro può incensare la Vergine in ginocchio oppure deve stare in piedi?
    In questo schema dov’è opportuno inserire l’orazione dopo la comunione?
    Inoltre se la preghiera alla Vergine fosse l’ultimo momento rituale di questa sequenza, il celebrante può impartire la benedizione finale dal luogo dove si trova l’immagine di Maria? Oppure deve ritornare alla sede percorrendo di nuovo la navata centrale? Se benedice da dove ha recitato la preghiera mariana, ritorna comunque all’altare per venerarlo col bacio oppure può baciare l’altare prima di andare davanti all’immagine della Vergine?
    E’ opportuno invitare i fedeli alla sera del 31 dicembre allo scoccare della mezzanotte a farsi almeno un segno della croce, e poi iniziare a festeggiare?
    Infine per quanto riguarda la tradizionale preghiera rivolta alla Vergine, il titolo preciso è Ave, Maria oppure Ave, o Maria? Allo stesso modo in quale dei due modi bisogna iniziare? La vocale “o” va detta?

    Congratulazioni per aver pensato ad una rubrica così interessante.

  254. Maria Rosaria S.

    Carissimo don Antonio,
    in parrocchia mi occupo della pulizia dell’altare. Per questo desidero rivolgerle alcune domande.

    Il manutergio ed il purificatoio vanno sostituiti dopo ogni celebrazione? Ad esempio se uno stesso sacerdote celebra sia al mattino che alla sera, con quale frequenza vanno cambiati? La frequenza è la stessa per il corporale e palla? Si possono preparare manutergi e purificatoi avendo anziché la croce un segno eucaristico?
    Dentro il tabernacolo è bene che ci sia sempre una palla per appoggiarvi la pisside con le particole consacrate?

    Le chiedo inoltre: cosa sono le Messe di guarigione che spesso sento che vengono celebrate? So che qualche volta presiede il parroco, altre volte un sacerdote carismatico, altre volte ancora un esorcista. Cos’è tutto questo?
    In queste Messe so che vengono benedetti i medicinali per rendere più sicura la guarigione, le tovaglie per il pranzo o la cena per favorire la comunione tra i familiari quando si riuniscono per mangiare, le chiavi di casa, ecc. Si portano anche le foto di persone vive per pregare per la loro guarigione sia spirituale ma anche fisica se hanno malattie.
    Si può fare tutto questo?

    Durante la S. Messa della notte di Natale è possibile mentre si canta il Gloria portare in processione dal fondo della chiesa il Bambino Gesù accompagnato da due ministranti che portano le candele? In questo caso chi deve essere il ministro che porta il Bambino: il celebrante, il diacono, l’accolito, il lettore istituito o un ministrante? Chi porta il Bambino può usare il velo omerale o un altro tipo di velo? Dopo aver riposto il Bambino in un luogo adatto e mentre si continua a cantare il Gloria, il celebrante lo può incensare? E prima di incensarlo è opportuno che lo baci?

    Complimenti per il suo apostolato.

  255. Flavio F.

    Caro don Antonio,

    in una parrocchia dove è presente il viceparroco, è consigliabile che i funerali siano presieduti dal parroco, essendo lui il pastore della comunità?

    Tra i termini funerale ed esequie, qual è il più idoneo? Oppure si possono usare entrambi indistintamente?

    Il n. 277 dell’OGMR afferma: Prima e dopo l’incensazione si fa un profondo inchino alla persona o alla cosa che viene incensata, non però all’altare e alle offerte per il sacrificio della Messa.
    Il ministro al termine del funerale anche quando asperge con l’acqua benedetta il corpo del defunto, gli fa un profondo inchino prima e dopo l’aspersione? O l’inchino è riservato per l’incensazione?

    Perché quando si incensano l’altare e le offerte non si fa l’inchino?

    Il n. 132 dell’OGMR prescrive che per il Vangelo il sacerdote benedice l’incenso. L’incenso va benedetto tracciando un segno di croce? L’OGMR non lo specifica!
    L’incenso va benedetto ogni volta che si usa durante la Messa? Inoltre va benedetto ogni volta che si usa nella preghiera? Ad esempio dopo aver esposto il Santissimo, prima della benedizione eucaristica, alle Lodi e ai Vespri, in una Liturgia della Parola, in una veglia di preghiera, in un incontro di meditazione con giovani o bambini del catechismo, ecc. ?

    Un accolito o un ministro straordinario, al termine dell’adorazione prima di incensare il Santissimo, può mettere l’incenso nel turibolo? Può anche tracciare poi sull’incenso il segno di croce? O non può benedirlo?

    Durante il tempo di Avvento, che è un tempo favorevole per riflettere sulla Vergine Maria, è opportuno nelle Messe della domenica o di tutti i giorni della settimana incensare la statua od un’icona della Vergine Maria? Se fosse possibile in che momento è opportuno? Al termine dell’orazione dopo la Comunione e prima della benedizione finale? E dopo l’incensazione si può recitare una preghiera con un riferimento a Maria?

    Grazie di vero cuore.

  256. Antonio

    Rev. mo don Antonio,
    le chiedo dei chiarimenti sui compiti dell’accolito istituito.

    Durante la presentazione dei doni, in assenza del diacono l’accolito apre il corporale sull’altare?
    Può versare il vino nel calice?
    Può anche versare un po’ d’acqua nel calice dicendo sottovoce: L’acqua unita al vino …? O solo versare l’acqua?
    Se lo potesse fare, è opportuno farlo alla credenza o direttamente all’altare?
    L’accolito quando aiuta il celebrante a distribuire la Comunione prende da sé la pisside che è sull’altare o deve riceverla dal celebrante? In quest’ultimo caso (e questo riguarda anche il ministro straordinario della Comunione), il ministro quando riceve la pisside fa l’inchino al Corpo di Cristo o riceve la pisside senza fare nessun segno di riverenza?
    Dopo la distribuzione della Comunione, può consumare il Sangue di Cristo che è rimasto nel calice?
    Inoltre, di tutto questo l’accolito cosa fa se invece è presente il diacono?
    Quando il tabernacolo è dietro all’altare, in assenza del diacono l’accolito oppure il ministro straordinario della Comunione possono riporre il Santissimo nel tabernacolo? O è bene che lo faccia il celebrante? Anche quando il tabernacolo è in una cappella?
    Quando i ministri portano la Comunione agli ammalati, ho visto che mettono la teca col Santissimo in tasca. Io credo che non sia corretto. Lei cosa ne pensa? E di portare la teca col Santissimo nel taschino della camicia? E’ opportuno?
    Infine è bene che un ministro che porta con sé la teca con Gesù Eucaristia si fermi a parlare con qualcuno?

    Caro padre, grazie per i suoi meravigliosi insegnamenti.

  257. Elena C.

    Carissimo don Antonio,
    durante la S. Messa di “trigesimo” ci troviamo spesso ad affrontare una difficoltà: i fedeli che partecipano, non frequentando la chiesa, mentre si celebra l’Eucaristia non prestano attenzione, parlano e generano confusione. Spesso il celebrante interviene con richiami. Cosa ci consiglia per vivere queste celebrazioni nel silenzio e in modo dignitoso?
    E’ bene celebrare il trigesimo nell’orario stabilito delle Messe, oppure è opportuno scegliere un momento diverso per non creare disagio ai fedeli che partecipano abitualmente all’Eucaristia?
    Il trigesimo ricorre un mese dalla morte. Spesso i familiari del defunto, se il trigesimo non può essere celebrato il giorno esatto che corrisponde al mese precedente, esternano critiche. Cosa fare in queste occasioni?
    Il trigesimo necessariamente deve essere celebrato precisamente un mese dopo la morte del defunto?
    In un trigesimo il defunto è nominato dopo il saluto iniziale, durante l’omelia, nella preghiera dei fedeli e durante la preghiera eucaristica. E’ giusto fare così?
    Cosa può consigliarci per far partecipare attivamente i fedeli che sono presenti al trigesimo anziché essere “muti spettatori”?
    In genere non si accostano all’Eucaristia. E’ opportuno invitarli a ricevere la santa Comunione e confessarsi prossimamente? Se fosse possibile, in che momento andrebbe detto? E che tempi si possono indicare, a partire dal trigesimo, per offrire un indicazione chiara e precisa?
    Infine quando si proclama il Vangelo in OGMR n. 134 è scritto che il ministro traccia con il pollice il segno di croce sul libro e sulla propria persona, in fronte, sulla bocca e sul petto, gesto che compiono anche tutti i presenti. Le domando: i fedeli iniziano a segnarsi sulla fronte quando il ministro già traccia il segno di croce sul libro oppure quando anche lui si segna sulla fronte?

    La ringrazio profondamente.

  258. Elvira

    Caro don Antonio,
    vorrei capire qual è il modo giusto di proclamare il Vangelo durante il Rosario. Se lo legge un laico, deve dire: Dal Vangelo secondo … e poi concluderlo dicendo Parola del Signore? Oppure deve dire, come trovo scritto nel Benedizionale quando il Vangelo è proclamato da un laico, Ascoltate la parola del Signore dal Vangelo secondo …? In quest’ultimo caso il lettore cosa dice quando conclude la lettura? Inoltre quando si proclama il Vangelo tutti devono stare in piedi, oppure si può stare seduti o in ginocchio trattandosi della preghiera del Rosario? Il lettore può leggere il Vangelo al suo posto tra i banchi della chiesa (stando seduto o in piedi?) oppure deve andare all’ambone? Il modo di proclamare il Vangelo da parte di un laico durante il Rosario è lo stesso se si celebra una veglia di preghiera, una Liturgia della Parola, un incontro di preghiera, mentre si adora il santissimo Sacramento?
    Invece se durante il Rosario il Vangelo è proclamato dal sacerdote o dal diacono, tutto avviene come si fa per la Messa?

    Le chiedo un consiglio: quando si inizia il Rosario con la consapevolezza che non c’è il tempo per concluderlo perché inizia una celebrazione, per recitarlo con calma e senza fretta è consigliabile fermarsi quando non si può più continuare, oppure per ogni mistero recitare 5 Ave Maria anziché 10, o che altro?

    Nella nostra parrocchia la sacrestia si trova come in tante altre chiese accanto all’altare ed ha due porte. All’ingresso della chiesa c’è una cappella senza il Santissimo Sacramento. Forse sarà messo in futuro. E’ opportuno che il sacerdote pur stando da solo inizi la processione d’ingresso dalla cappella e per giungere all’altare percorrendo la navata centrale, per poi ritornare nella processione finale nella sacrestia e non nella cappella? Tutto questo è bene farlo solo la domenica, nelle solennità e nelle feste oppure ogni giorno?

    La saluto con grande affetto.

  259. Nicola M.

    Caro don Antonio,

    in Avvento è tradizione usare la corona di Avvento.
    In quale luogo della chiesa è bene collocarla?
    Le candele della corona vengono accese soltanto la domenica o anche durante la settimana?
    Si possono accendere durante la S. Messa anziché dall’inizio? Se fosse possibile, in quale momento bisogna accenderle? E quest’ultimo gesto si può ripetere durante la settimana per coinvolgere l’assemblea? Li può accendere un laico, fanciullo compreso? Considerando il caso della seconda settimana, bisogna accendere entrambe le candele contemporaneamente oppure la prima è già accesa dall’inizio?

    Durante la Messa della domenica a cui partecipano i fanciulli del catechismo per la Prima Comunione eucaristica e tanti altri ragazzi oltre agli adulti naturalmente, che segni o altro si può pensare di preparare nelle quattro domeniche di Avvento per far vivere questo tempo liturgico in modo nuovo e diverso? Potrebbe suggerire qualcosa anche per i giorni feriali?
    In una risposta lei ha scritto: … Parlare di “classe” in chiesa (o al catechismo) sembra non idoneo.
    Le chiedo: Anziché classe, quale termine è idoneo?

    Le pongo una domanda anche sul linguaggio da usare durante le celebrazioni. Se durante la S. Messa sono presenti soltanto donne, il celebrante può usare, ad esempio nella prima formula dell’atto penitenziale (pag. 295 del Messale Romano) oppure in altri momenti della celebrazione, soltanto il termine fratelli? Oppure è bene che dica solo sorelle? O fratelli e sorelle?

    Infine il lettore o i lettori che proclamano le intenzioni della preghiera dei fedeli, in che momento deve o devono recarsi all’ambone: alla fine della pausa di silenzio dopo l’omelia o verso la fine del Credo in modo da trovarsi all’ambone un attimo prima che il sacerdote legga la monizione iniziale della preghiera universale, oppure mentre il sacerdote legge questa monizione, o in che altro momento ancora?

    Grazie per la sua squisita disponibilità.

  260. Daniela E.

    Caro don Antonio,
    è bene che la Parola di Dio che si ascolta la domenica possa essere meditata durante la settimana, in modo da illuminarla? Oppure dal lunedì è opportuno che si inizi a meditare la Parola che verrà proclamata la domenica seguente, per una forma di preparazione?
    Alla luce di ciò, negli incontri di catechesi per adulti, per i ragazzi del catechismo che devono ricevere per la prima volta l’Eucaristia e per l’ACR è consigliabile meditare la Parola di Dio della domenica trascorsa oppure la Parola della domenica successiva?
    Durante questi incontri di catechesi anche se non sono celebrazioni della Parola si può preparare una Bibbia aperta con fiori e una o più candele accese?

    Durante la S. Messa della domenica, a cui partecipano adulti, i ragazzi del catechismo e dell’Azione Cattolica, è bene far sedere i ragazzi ai primi banchi e dopo di loro far sedere, nei banchi che sono rimasti vuoti, gli adulti, essendo la Messa dedicata particolarmente ai fanciulli? E’ opportuno che i fanciulli siano seduti insieme o è bene che siano mescolati con gli adulti? E’ preferibile che i fanciulli stiano accanto ai genitori, o alle mamme che in genere sono più presenti rispetto ai papà? Ed i catechisti o le catechiste dove è bene che stiano?
    Infine questa celebrazione dedicata particolarmente ai ragazzi può essere celebrata il sabato come Messa vespertina?

    Grazie per la sua vicinanza nei nostri confronti.

  261. Ciro B.

    Gent. mo don Antonio,
    le chiedo un chiarimento sullo scambio della pace. In OGMR al n. 154 è scritto: «Quando si dà la pace, si può dire: “La pace del Signore sia sempre con te”, a cui si risponde: “Amen”». Le domando: Questo tipo di saluto riguarda solo i fedeli o anche il celebrante con i ministri? Se riguarda anche i fedeli, questi come fanno a stabilire chi dice la prima parte e chi risponde Amen?
    Nelle Precisazioni della Cei del 1983 al n. 6 (Segno di pace) invece è scritto: «Scambiandosi il segno di pace, si può dire: La pace sia con te». Non compare «[…] del Signore […] sempre» e manca la risposta Amen.
    Bisogna quindi seguire l’indicazione delle Precisazioni della Cei oppure l’OGMR? Inoltre poiché la traduzione italiana della terza edizione del Messale Romano non è stata ancora pubblicata, l’OGMR è già in vigore, oppure lo sarà solo quando sarà pubblicata la traduzione nuova del Messale? L’indicazione dell’OGMR del suddetto n. 154 non potrebbe poi essere modificata dalle nuove Precisazioni della Cei della prossima edizione del Messale?
    Inoltre perché la risposta è Amen mentre in altri casi è: E con il tuo spirito? Nel Rito della Confermazione al n. 32 infatti è scritto: «Vescovo: La pace sia con te; Cresimato: E con il tuo spirito». Anche nel Rito dell’Ordinazione dei presbiteri al n. 151 (come per l’ordinazione dei diaconi) l’abbraccio di pace tra il vescovo e gli ordinati è: «La pace sia con te a cui si risponde E con il tuo spirito». Anche in questi casi non compare «[…] del Signore […] sempre» e manca la risposta Amen, com’è stato notato anche prima.
    Qual è dunque la formula da usare?
    Quando durante la S. Messa è presente un lettore istituito, è sempre lui che proclama la prima o la seconda lettura?
    Se è presente invece un accolito, quest’ultimo proclama una delle due letture, dato che conserva il ministero di lettore?
    La ringrazio per la sua preziosissima collaborazione.

  262. Roberta B.

    Caro padre,
    l’OGMR scrive nel n. 63, c che L’alleluia e il versetto prima del Vangelo, se non si cantano, si possono tralasciare. Questo possono come va interpretato? Quando non si possono cantare, è preferibile ometterli? Quindi dopo il salmo responsoriale o dopo la seconda lettura quando c’è, il ministro dice subito Il Signore sia con voi?

    E’ bene omettere sia l’Alleluia e sia il versetto se si cantasse soltanto l’Alleluia prima e dopo il versetto che invece verrebbe recitato?

    In ogni Messa, e quindi anche in quelle feriali (è giusta l’espressione Messa feriale?), bisogna cantare sempre l’Alleluia con il suo versetto, e il ritornello del salmo responsoriale?

    Dando una risposta lei ha scritto che: Dopo il Vangelo si acclama: “Lode a te, o Cristo”. Si può aggiungere il canto dell’Alleluia? Non è previsto, però, soprattutto nel tempo pasquale, potrebbe essere considerato un prolungamento e una caratterizzazione gioiosa, come quando alle antifone si aggiunge l’alleluia.
    Ma nel suo libro Celebriamo con gioia nella nota a pag. 178 ha scritto invece che: …si potrebbe fare intervenire i fedeli e la schola riprendendo, al posto di “Lode a te, o Cristo”, l’Alleluia cantato prima del Vangelo.
    Pertanto le chiedo perché nel suo libro è scritto che l’Alleluia sostituisce Lode a te, o Cristo mentre nella sua risposta è scritto invece che si aggiunge? Non sono due suggerimenti opposti?

    Durante la proclamazione del Vangelo i ministranti portano i ceri. Quando si trovano all’ambone devono stare l’uno di fronte all’altro o rivolti verso l’Evangeliario cioè verso chi proclama? Qual è il significato che si dà a questi ceri? Il significato è lo stesso per i ceri che si usano per accompagnare il Santissimo quando lo si ripone al termine della distribuzione della santa comunione? Ed anche per i ceri che accompagnano la croce per il rito dell’ostensione e adorazione della santa croce il Venerdì santo? Oppure per questi ultimi due casi il significato dei ceri è diverso?

    Grazie di cuore.

  263. Giulia S.

    Carissimo don Antonio,
    vorrei avere qualche chiarimento sull’uso del velo omerale.

    Quali sono le sue origini?

    Il Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico ai nn. 116-117 prescrive l’uso del velo omerale solo per la benedizione eucaristica ma non per la Reposizione. Credo che il velo omerale sia usato per una forma di rispetto per l’Eucaristia. Se è così, perché per benedire con l’ostensorio o con la pisside si usa, mentre per riporla no? Eppure per la Reposizione si ha sempre tra le mani il santissimo Sacramento, anche se si trova nella teca. Non sarebbe opportuno che anche il ministro che ripone il Santissimo indossi il velo omerale sia se il tabernacolo si trova in una cappella e sia se si trova dietro all’altare su cui è stato esposto?
    Durante la Messa nella Cena del Signore per riporre il Santissimo si usa infatti il velo omerale come precisa il n. 15 del Messale Romano a pag. 143, cosi come lo si usa il Venerdì santo per riportare il Santissimo Sacramento dal luogo della reposizione all’altare, come indica il Cerimoniale dei Vescovi al n. 325. Inoltre perché l’uso del velo omerale nel Venerdì santo è indicato nel Cerimoniale dei Vescovi e non nel Messale Romano?
    Secondo lei, quando si usa l’ostensorio è buona norma genuflettersi per l’esposizione e la riposizione quando la porticina dell’ostensorio è aperta o chiusa?
    Inoltre mentre il sacerdote benedice con l’ostensorio, un ministro può incensare il santissimo Sacramento? Se è possibile, è consigliabile? Con i tiri del turibolo si traccia un segno della croce, come si fa per il Vangelo, oppure i tiri sono rivolti direttamente al Santissimo come si fa per il sacerdote?

    Le porgo cordiali saluti.

  264. Michele M.

    Carissimo don Antonio,
    poco tempo fa ha scritto:
    … i ragazzi o i fedeli tornano ordinatamente ai propri posti, senza disporsi intorno all’altare, quasi fossero dei concelebranti.
    Ho studiato in un libro: Exsultet – Enciclopedia pratica della liturgia del Centro Nazionale di Pastorale liturgica – Parigi, ed. Queriniana a pag. 174 nella rubrica Fare con competenza: … in certe occasioni … tutta l’assemblea (e non soltanto alcuni dei suoi componenti) … al momento della presentazione delle offerte, i fedeli saranno invitati a recarsi in processione in presbiterio, disponendosi attorno alla mensa eucaristica.
    Perché un testo di liturgia offre un insegnamento non corretto?

    Ho letto in un libro sui ministranti, Manuale del ministrante di Riccardo Pane EDB a pag. 48 che prima della benedizione eucaristica esiste questa sequenza rituale: Detta l’orazione, il celebrante si inginocchia, mentre un ministro gli pone sulle spalle il velo omerale … Terminata la benedizione, il celebrante ripone l’ostensorio sull’altare, si inginocchia, un ministro toglie il velo omerale.
    Perché il celebrante quando riceve e toglie il velo omerale è in ginocchio? Non ho trovato questa rubrica in nessun libro liturgico. Non mi sembra che nemmeno il Cerimoniale dei Vescovi lo precisi. Non sarebbe più comodo e quindi più opportuno stare in piedi?

    Le chiedo un ultimo chiarimento. Nel libro di Felice Ferraris, Regia delle celebrazioni liturgiche, San Paolo a pag. 104 l’autore scrive: … all’atto penitenziale … oltre al battersi il petto … si può variare utilizzando l’inchino profondo o il mettersi in ginocchio. Invece nella rivista La Vita in Cristo e nella Chiesa, il n. 7 Agosto-Settembre 2009 a pag. 8, il liturgista don Silvano Sirboni insegna che non si fa né l’inchino profondo e né si inginocchia perché: i vescovi italiani precisano che i fedeli stanno “in piedi dal canto d’ingresso fino alla colletta compresa” (Messale Romano, Precisazioni CEI,1).
    Anche in questo caso due liturgisti che su una stessa tematica offrono soluzioni diverse, opposte. In questo modo, le domando, non si disorientano i lettori?
    Ma le chiedo pure se all’atto penitenziale ci si può inchinare in modo profondo e/o inginocchiarsi?

    Grazie di tutto.
    Michele

  265. Alessandro S.

    Caro don Antonio,
    vorrei avere dei chiarimenti su alcune sue risposte.

    Sulla benedizione eucaristica lei ha scritto: Il diacono porge l’ostensorio al presbitero per la benedizione, che può essere impartita sia da dietro sia davanti all’altare, dipende dalla situazione concreta. Il rito non specifica.
    Il Cerimoniale dei vescovi al n. 1114 sull’esposizione e benedizione eucaristica scrive: Detta l’orazione, il vescovo … aiutato dal diacono, prende l’ostensorio … si volta verso il popolo e traccia su di esso un segno di croce, senza dire nulla.
    Se il vescovo si volta, mi sembra implicito che si trova davanti all’altare, e non dietro dove spontaneamente non avrebbe bisogno di voltarsi. Le chiedo se la benedizione eucaristica non va impartita sempre davanti all’altare.

    Inoltre mentre il sacerdote con l’ostensorio fa il segno della croce, è bene eseguire un canto eucaristico, oppure un canone come Nulla ti turbi, oppure suonare solo una musica?

    Durante la concelebrazione qual è la posizione più giusta delle mano destra alle parole del racconto della consacrazione? Con la mano stesa verso il pane e il vino oppure con la palma della mano rivolta a lato?

    In una risposta relativa al cero pasquale lei ha scritto che: … resta acceso (almeno la domenica) fino a Pentecoste accanto all’ambone. Così è attestato anche dalla meravigliosa tradizione dell’arte cristiana …
    Ma il Messale Romano a pag. 165 al n. 17 afferma che: … Il diacono pone il cero pasquale sul candelabro, preparato nel mezzo del presbiterio o presso l’ambone. Pertanto le chiedo perché lei ha fatto riferimento solo all’ambone se il cero può stare anche nel mezzo del presbiterio? Inoltre nel Messale il n. 12 di pag. 164 fa riferimento a cinque grani d’incenso da infiggere nel cero. Che significato hanno i cinque grani d’incenso? Per praticità i grani d’incenso possono essere messi nel cero prima che inizi la Veglia e quando si giunge al n. 12 suddetto, si può leggere direttamente i punti: 1. , 2. , 3. , 4. , 5, senza mettere i grani? E’ vero infine che quando l’annuncio pasquale è proclamato dal cantore, il cero pasquale non viene incensato?

    Grazie perché la vostra rubrica è una ricchezza per tutti noi che amiamo la liturgia.

  266. Ciro N.

    Rev. mo don Antonio,

    nel n. 194 dell’Ordinamento generale del Messale Romano è scritto che:
    Nella processione all’altare, in assenza del diacono, il lettore, indossata
    una veste approvata, può portare l’Evangeliario un po’ elevato.

    Il quesito che pongo è:
    in assenza del diacono e del lettore, l’accolito istituito nella processione
    all’altare può portare l’Evangeliario? In fondo un accolito resta sempre un lettore. O mi sbaglio? Oppure è preferibile evitare per sottolineare il suo servizio all’altare? In quest’ultimo caso, è bene che porti l’Evangeliario un concelebrante, se c’è, o chi presiede la celebrazione oppure lasciare il libro dei Vangeli sull’altare dall’inizio della S. Messa?

    Un secondo quesito: nel Messale Romano a pag. 1059 per quanto riguarda la melodia per il Rito della Messa, sul canto dopo il Vangelo, è scritto che: si canta Alleluia, oppure Lode e onore come prima senza il versetto.
    Le chiedo: perché il versetto non va cantato? Bisogna accompagnare la
    processione con l’Evangeliario, dopo la proclamazione del Vangelo, cantando continuamente solo Alleluia, oppure Lode e onore?

    Un’ultima domanda: è corretto mescolare acqua che non è stata benedetta con acqua già benedetta e considerare il tutto benedetto? Allo stesso modo, unire dell’olio con gli oli santi e utilizzarli direttamente per la celebrazione dei sacramenti? Non sarebbe giusto benedire ciò che non è stato ancora benedetto? La benedizione non avviene se non con la preghiera, e non per contatto come se fosse qualcosa di magico?

    Grazie di vero cuore e le porgo cordiali saluti.

  267. Don Giovanni N.

    Rev.mo don Antonio,

    le scrivo per chiederle un consiglio su come recitare l’atto penitenziale durante la celebrazione eucaristica.

    Il Messale Romano suggerisce alcune frasi che il sacerdote può dire, ad esempio:

    Fratelli, per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati.

    Oppure:
    Il Signore Gesù, che ci invita alla mensa della Parola e dell’Eucaristia, ci chiama alla conversione. Riconosciamo di essere peccatori e invochiamo con fiducia la misericordia di Dio.

    Oppure, specialmente nelle domeniche:
    Nel giorno in cui celebriamo la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, anche noi siamo chiamati a morire al peccato per risorgere alla vita nuova. Riconosciamoci bisognosi della misericordia del Padre.

    Le chiedo: anziché queste frasi, posso invitare a fare un esame di coscienza tenendo in considerazione ciò ché è scritto nel Vangelo, o in una delle letture che lo precedono oppure nel salmo? Ad esempio, se una lettura fa riferimento alla virtù della pazienza, posso invitare a fare un esame di coscienza sull’impegno quotidiano di essere pazienti? Inoltre se si fa memoria di un santo che è particolarmente ricordato per l’amore verso i sofferenti, posso far riflettere su ciò che facciamo per chi soffre?
    Oppure l’esame di coscienza durante l’atto penitenziale deve avere un carattere generico?

    Carissimo don Antonio, la ringrazio molto per l’aiuto che mi dà per vivere sempre meglio le celebrazioni.

  268. Teresa L.

    Caro don Antonio,

    le scrivo per un suggerimento in virtù della sua esperienza di parroco.
    Lei ha scritto in una risposta sulla Visita pasquale del parroco alle famiglie: Sembra inopportuno raccogliere offerte, ad evitare il rischio di una interpretazione errata della visita.
    Alla luce della sua esperienza, per far svolgere dei lavori in una parrocchia e renderla più bella è opportuno coinvolgere i fedeli dal punto di vista economico? Se fosse così, in che modo andrebbero coinvolti?
    Le pongo anche un quesito sulla liturgia:
    Durante la S. Messa di Prima Comunione eucaristica è opportuno invitare i fanciulli, che devono ricevere per la prima volta Gesù Eucaristia, dopo aver ascoltato il Vangelo a venire in processione a baciare l’Evangeliario che il sacerdote tiene aperto? Il sacerdote dovrà stare accanto all’ambone oppure può stare al centro davanti all’altare? E’ bene invitare anche i loro genitori a compiere questo gesto? Anche i catechisti del gruppo che riceve il Sacramento o tutti i catechisti presenti? Chi altro ancora?
    Prima e dopo aver baciato l’Evangeliario si fa un inchino? Se fosse così, l’inchino è solo col capo o profondo?
    Per questo rito se non si avesse a disposizione un’Evangeliario, si potrebbe usare il Lezionario aperto per il bacio sulla pagina del Vangelo?
    Infine i fanciulli possono entrare con un fiore, ad esempio un giglio, come vedo fare un po’ dovunque? Qual è il significato del giglio? Perché si porta un fiore nella processione d’ingresso?
    Complimenti per aver creato una rubrica così interessante ed utile.

  269. Marcello M.

    Rev. mo don Antonio,

    vorrei avere qualche chiarimento sull’uso dei campanelli e delle campane.

    E’ bene suonare il campanello prima che inizi la S. Messa anche se c’è il canto d’ingresso?
    Questo campanello può essere messo in chiesa, vicino alla porta della sacrestia in modo che il celebrante quando esce può suonarlo? Oppure può stare ovunque se viene suonato dai fedeli?

    In alcune chiese sento che alla consacrazione si suona il campanello quattro volte. Quando il sacerdote stende le mani sul pane e sul vino, quando li presenta per l’adorazione e quando il celebrante dice Mistero della fede. Dopo la riforma liturgica è giusto suonarlo? E anche quattro volte? A me sembra che l’OGMR indichi tre volte al n. 150 che recita: Poco prima della consacrazione, il ministro, se è opportuno, avverte i fedeli con un segno di campanello. Così pure suona il campanello alla presentazione al popolo dell’ostia consacrata e del calice secondo le consuetudini locali.

    Durante la Messa in Coena Domini alla sera del Giovedì santo e durante la Veglia pasquale mentre si canta Il Gloria si suonano le campane. Allo stesso tempo all’interno della chiesa dove sono radunati i fedeli si può suonare il campanello che si usa per l’inizio della S. Messa e/o i campanelli che si usano per la consacrazione?

    Le campane invece quando devono essere suonate? Quando il sacerdote sta per iniziare a celebrare? Un tempo ben preciso prima che inizi la celebrazione? In questo caso quanto tempo prima?

    E’ bene e consigliabile far suonare le campane della chiesa quando si celebra la S. Messa durante la consacrazione per avvertire i fedeli del quartiere che in quel momento nella propria parrocchia si sta vivendo questo momento rituale così importante? Se è bene farlo, i fedeli che si trovano nelle strade devono segnarsi col segno della croce? E anche possibile suggerire di fermare le attività per qualche secondo per orientare il proprio pensiero a Dio?
    Il segno della croce infine va fatto ogni volta che si sente il suono della campana che indica l’ora, la mezz’ora e il quarto d’ora?

    Le porgo cordiali saluti.

    Marcello M.

  270. Simona

    Carissimo don Antonio,

    esiste uno schema ben preciso per la recita del Rosario, come c’è per i riti, oppure gli schemi possono essere diversi?

    Quando si recita o si canta il Gloria al Padre, si può dire come sento spesso: Sia Gloria …? Oppure il termine Sia non va aggiunto? Quando si recita o si canta questa preghiera durante il Rosario vedo fare il segno della croce. E’ bene farlo? Inoltre alle parole Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo si fa un inchino. E’ corretto questo gesto? Se lo fosse, l’inchino deve essere solo col capo o profondo cioè con tutto il corpo?

    Nella preghiera dell’Ave Maria sento dire spesso: … Tu sei la benedetta fra le donne. Si può far precedere il termine benedetta con l’articolo “la”?

    Quando si recita il Padre nostro durante il Rosario bisogna concluderlo con Amen? Si conclude con Amen anche ogni Ave Maria e Gloria al Padre?
    Il Padre nostro va recitato con le braccia allargate come si fa per la S. Messa?

    Quando per ogni mistero si recita il Padre nostro, 10 Ave Maria e il Gloria al Padre bisogna stare seduti, in piedi o in ginocchio?

    Il Salve Regina va recitato o cantato stando in piedi?

    La preghiera dopo le litanie va recitata dal celebrante stando in piedi, mentre tutti i fedeli stanno seduti?

    La preghiera “ O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci … della tua divina misericordia. Questa preghiera riguarda un’apparizione di Fatima? Si può aggiungere: O – mio – divina nei punti sopra indicati come sento dire?

    L’editrice Shalom ha pubblicato un libro che è sempre più diffuso: “Pregate, pregate, pregate”. Sembra che alimenti troppe novene, devozioni avendo eccessivi riferimenti alle cosiddette rivelazioni private . E’ positivo questo? Cosa ne pensa di questo libro? Si può consigliare ai fedeli sicuri che porterà solo benefici?

    Grazie per tutto ciò che fa per noi.

  271. Rosaria S.

    Caro don Antonio,

    le vorrei chiedere una precisazione su una risposta che lei ha dato sulla riverenza da fare quando si riceve la Comunione in mano o direttamente in bocca. Lei ha scritto facendo riferimento a OGMR n.160: Fino a oggi, nessuna indicazione precisa è stata data a riguardo. Pertanto, basta un leggero inchino, che apre la sequenza rituale della Comunione: riverenza, astensione dell’Ostia, atto di fede (“il Corpo di Cristo. Amen.”).
    A me sembra che sia stata data dai vescovi italiani una norma chiara. Faccio riferimento all’Indicazioni particolari, n. 4 dell’Istruzione della Conferenza episcopale italiana del 1989 che permette la Comunione sulla mano: Il fedele che desidera ricevere la comunione sulla mano presenta al ministro entrambe le mani, … e mentre riceve con rispetto il Corpo di Cristo risponde Amen facendo un leggero inchino.
    Da questo documento mi sembra di capire che l’inchino vada fatto non per aprire la sequenza rituale ma per concluderla dovendola fare quando si dice Amen. Mi può chiarire questo dubbio?

    Inoltre bisogna invitare ad assumere l’atteggiamento giusto coloro che prima di ricevere la Comunione, davanti al sacerdote, invece dell’inchino fanno la genuflessione?

    In diverse risposte lei ci ha insegnato che è preferibile evitare l’espressione Gesù Sacramentato preferendo Gesù Eucaristia o Gesù Eucaristico. E’ opportuno usare altre due espressioni: Gesù Comunione e Santissimo Sacramento?

    Vorrei considerare il caso in cui un ministro straordinario porta la Comunione agli ammalati in un momento della giornata al di fuori della celebrazione eucaristica. E’ possibile questo? Oppure i ministri devono ricevere la Comunione da portare ai malati solo durante la Messa? Se è possibile portarla anche durante la giornata, è corretto da parte del ministro straordinario dire quando si rivolge al sacerdote: Posso avere delle particole, oppure delle Ostie? I ministri straordinari possono aprire il tabernacolo e prendere Gesù Eucaristia da sé, o devono riceverla dal sacerdote? Se possono farlo da soli, è bene che genuflettano prima o dopo aver aperto la porticina del tabernacolo? Inoltre è opportuno che prendano le Ostie consacrate direttamente dalla pisside che sta nel tabernacolo oppure è bene portare la pisside sull’altare e lì mettere nella teca le particole consacrate e poi riporre la pisside nel tabernacolo? In quest’ultimo caso è bene accendere le candele dell’altare? Il ministro dopo aver riposto la pisside nel tabernacolo deve genuflettersi o inchinarsi oppure non compie nessun segno di riverenza portando con sé la teca con Gesù Eucarestia?
    Infine non deve esserci nessun segno per far comprendere che il ministro che sta camminando per strada porta con sé la teca contenente Gesù Eucaristia?

    Le sono profondamente grato e le porgo distinti saluti.

  272. Sabatino C.

    Rev. mo don Antonio,
    le scrivo per rivolgerle alcune domande sui ministranti.

    Prima che inizi la processione d’ingresso e dopo che la celebrazione è terminata, i ministri e i ministranti devono fare in sacrestia un inchino alla croce? Se è bene farla e se nella sacrestia c’è una croce, l’inchino va fatto a quest’ultima oppure alla croce processionale? Quando si fa l’inchino il celebrante recita una formula, del genere Procediamo in pace. In questo caso qual è la risposta dei ministranti? Al termine della celebrazione i ministranti dicono Prosit. Questo va detto mentre si fa l’inchino alla croce o subito dopo? Qual è la risposta del celebrante se i ministranti sono molti?
    L’inchino alla croce prima e dopo la celebrazione va fatto solo se si tratta della
    S. Messa o si fa anche prima e dopo di iniziare un matrimonio, un funerale, una liturgia della Parola, una veglia di preghiera, ecc.? L’inchino va fatto anche prima di iniziare un momento di adorazione eucaristica essendoci sull’altare il Santissimo Sacramento? Quando si fa l’inchino all’inizio e alla fine e si recita la formula bisogna farsi il segno della croce?

    Quando si canta l’Alleluia i ministranti che portano il turibolo e la navicella
    devono mettersi in ginocchio per far amministrare l’incenso al sacerdote? Il
    sacerdote amministra l’incenso stando seduto, come vedo spesso, o in piedi? Dopo aver amministrato l’incenso, il sacerdote tracciando un segno di croce benedice l’incenso. Perché l’incenso viene benedetto? Inoltre è possibile usare in sostituzione dell’incenso la mirra, se questa come prodotto assomiglia molto all’incenso? I ministranti che portano il turibolo e la navicella devono fare un inchino al sacerdote sia prima che dopo aver fatto amministrare l’incenso? L’inchino lo fanno anche quando il sacerdote benedice l’incenso? Infine è corretto che dopo che l’incenso è stato amministrato, chi porta la navicella ritorna in sacrestia o si mette in un posto
    riservato ai ministranti, mentre solo chi porta il turibolo con i ceroferari accompagna il ministro all’ambone per la proclamazione del Vangelo?

    La ringrazio di vero cuore per ciò che ci insegnerà e che metteremo in pratica in parrocchia.

  273. Rosanna M.

    Caro don Antonio,

    le rivolgo alcuni quesiti sulla celebrazione di un funerale.

    Al termine del rito dell’esequie è previsto l’uso dell’incenso per il corpo del defunto. E’ obbligatorio oppure è facoltativo?

    Oltre al corpo del defunto è opportuno incensare anche il cero pasquale? Se fosse possibile va incensato prima o dopo il corpo del defunto?

    Inoltre è bene mettere l’Evangeliario sulla bara sempre, oppure è opportuno riservare questo segno ai fedeli che in parrocchia si sono impegnati nella catechesi oppure in altre attività pastorali?

    Durante il rito dell’aspersione dell’acqua benedetta i ministri, i ministranti e i fedeli possono segnarsi col segno della croce? Poiché questo gesto non è previsto dal rito, è bene suggerirlo ai fedeli?

    Il sacerdote quando usa l’acqua santa e poi l’incenso, può prima aspergere e incensare tracciando prima il segno della croce sul corpo e poi girare intorno, oppure bisogna scegliere tra la prima e la seconda modalità?

    Qual è il significato di girare intorno? Il significato è lo stesso quando s’incensa l’altare durante la celebrazione eucaristica?

    Infine sotto la bara si prepara un tappeto. Poiché mi sembra che non sia previsto dalle norme, che significato ha?

    Caro padre, che suggerimenti può darci per far partecipare attivamente in queste celebrazioni i fedeli che in genere non vengono in chiesa?

    La ringrazio per la sua disponibilità e per gli insegnamenti preziosi che ci donerà.

    Rosanna M.

  274. Flavio F.

    Gent. mo don Antonio,

    dopo la distribuzione dell’Eucaristia, quando il ministro porta nella cappella del Santissimo le particole avanzate percorrendo la navata dove naturalmente ci sono i banchi, i fedeli che in genere sono seduti devono alzarsi in segno di venerazione? E’ bene fare un inchino sia restando seduti e sia dopo essersi alzati?
    Ho letto l’Ordinamento generale del Messale Romano ma non ho trovato nessuna rubrica a riguardo.

    Il Rito della Comunione fuori della Messa e culto eucaristico al n. 114 a pag. 83 prescrive: …il ministro genuflesso incensa il santissimo Sacramento.
    Invece il n. 117 a pag. 85 recita: Il ministro straordinario …stando in ginocchio, mentre si fa un canto adatto, incensa il Sacramento.
    Il Cerimoniale dei Vescovi al n. 94 scrive: Per incensare il ss. Sacramento si sta in ginocchio.
    Le chiedo: Il santissimo Sacramento va incensato stando genuflessi o in ginocchio?

    L’Ordinamento generale del Messale Romano al n. 277 afferma: … Con tre colpi del turibolo si incensano: il Ss.mo Sacramento …
    In una recente risposta lei ha scritto: E’ previsto che vi sia incensazione (con tre tiri doppi) a ciascuna delle due elevazioni dopo la consacrazione.
    Le domando: I tre colpi del turibolo di cui parla OGMR 277 significano i tre tiri doppi, come lei ha scritto, e significano anche i tre tratti di turibolo com’è scritto nel Cerimoniale dei Vescovi al n. 92?
    A coloro che sono abituati ad incensare il Ss.mo Sacramento con tre tiri tripli, bisogna spiegare che è sbagliato?
    Com’è nata l’abitudine dei tre tiri tripli?

    In una risposta, sull’uso dell’incenso durante la consacrazione lei ha scritto: … e si alzano al “Mistero della fede”. Il turiferario, fatta la genuflessione all’eucarestia, ritorna in sacrestia… (e questo l’ho visto fare in piazza san Pietro nelle celebrazioni presiedute dal Papa.
    Ma l’Ordinamento generale del Messale Romano al n. 274 scrive: … I ministri che portano la croce processionale o i ceri, al posto della genuflessione fanno un inchino col capo. Questa rubrica credo che sia un richiamo del n. 70 del Cerimoniale dei Vescovi che afferma: Non compiono né la genuflessione, né l’inchino profondo coloro che portano oggetti che servono per la celebrazione, ad esempio la croce, i candelieri, il libro dei vangeli.
    Sembra implicito il riferimento al turiferario che portando un oggetto non deve genuflettersi. Può chiarirmi anche questo dubbio, cioè se il turiferario deve genuflettersi oppure no?

    La saluto molto cordialmente nella consapevolezza che ciò che ci insegnerà verrà messo in pratica nella nostra comunità.

  275. Stefania P.

    Carissimo don Antonio,
    l’Ordinamento generale del Messale Romano al n. 54 relativo alla Colletta recita: Poi il sacerdote invita il popolo a pregare e tutti insieme con lui stanno per qualche momento in silenzio, per prendere coscienza di essere alla presenza di Dio e poter formulare nel cuore le proprie intenzioni di preghiera.
    L’Orazionale per la preghiera dei fedeli a pag. 11 prescrive prima dell’Orazione presidenziale conclusiva: Ciascuno quindi prega brevemente in silenzio.
    Le chiedo: la preghiera che si formula nel proprio cuore in questi due momenti dovrà ispirarsi a qualche criterio particolare, distinto nei due casi, oppure si formulano con una profonda spontaneità?
    Inoltre durante la celebrazione eucaristica nella Preghiera dei fedeli è possibile aggiungere intenzioni specifiche facenti riferimento a situazioni concrete e precise? Ad esempio pregare per una persona specificando il suo nome ed il suo problema che può essere una malattia, un intervento chirurgico, difficoltà familiari, ecc.?
    Se durante la S. Messa è presente un diacono, è opportuno che la preghiera dei fedeli sia letta da lettori laici?
    Invece quando il diacono è assente, le singole intenzioni possono essere affidate a più lettori, o è opportuno che sia un unico lettore a proporre tutte le intenzioni?
    Infine una domanda non sulle rubriche ma sul buon senso e sul buon gusto :colui che ha terminato di leggere le intenzioni è bene che aspetti all’ambone con l’orazionale aperto tra le mani per poi metterlo a posto solo dopo che il celebrante ha recitato l’Orazione presidenziale conclusiva?
    Complimenti per aver pensato ad una rubrica che offre risposte chiare e precise.

  276. Elvira

    Rev. mo don Antonio,

    il Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico al n. 237 a pag. 118 sulle Acclamazioni afferma: Se si ritiene opportuno, dopo la benedizione eucaristica (com’è anche scritto nel Benedizionale al n. 2526 a pag. 1148) o prima della reposizione si possono dire, secondo le consuetudini locali, le acclamazioni seguenti: Dio sia benedetto…

    Il n. 117 a pag. 85 recita invece: … Durante la reposizione il popolo conclude, secondo l’opportunità, con qualche acclamazione (Cfr n. 237).

    Le chiedo: Perché i due numeri del Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico indicano due soluzioni diverse?
    Il n. 117 infatti afferma: Durante la reposizione, mentre il n. 237 recita: dopo la benedizione eucaristica o prima della reposizione.

    Di queste due indicazioni, quale bisogna seguire?

    Inoltre le acclamazioni vanno solo recitate o possono essere anche cantate? E devono essere recitate o cantate prima dal solista e poi ripetute da tutta l’assemblea, oppure recitate o cantate da tutti contemporaneamente?

    Nel primo caso, quello del solista, quest’ultimo può essere il celebrante stesso?

    Le acclamazioni vanno recitate o cantate in ginocchio, seduti o in piedi? Perché non è stata scritta una rubrica che indichi qual è il giusto atteggiamento?

    Mentre il ministro toglie l’Ostia dall’ostensorio (è bene dire togliere l’Ostia?) e la ripone nel tabernacolo, si può eseguire un canto? Potrebbe essere mariano, oppure il riferimento a Maria non è opportuno? Oppure è bene che la riposizione avvenga nel silenzio?

    Infine considerando che il tabernacolo sia dietro all’altare, il ministro al termine dell’adorazione genuflette 3 volte? Prima di togliere l’Ostia, prima di chiudere la portoncina del tabernacolo e infine davanti all’altare per ritirarsi come si fa dopo la celebrazione eucaristica?

    Caro don Antonio, grazie per l’aiuto che ci dà sempre per capire come comportarsi durante le celebrazioni.

  277. Salvatore Festinese

    Carissimo don Antonio,

    tra poco celebreremo la solennità dell’Assunzione della B. V. Maria.

    L’affermazione che questa festa è la memoria della Pasqua della Madre di Dio, è corretta?

    Sarebbe significativo accendere il cero pasquale durante la celebrazione vespertina del 14 e anche del 15?

    Il cero dove potrebbe essere messo?

    Potrebbe anche essere incensato all’inizio, durante la preparazione dei doni e alla fine?

    Infine è vero che parlando della Madre di Dio è bene evitare il termine Madonna, perchè ha un riferimento generico alle donne ed invece è meglio usare espressioni del tipo la Vergine, l’Immacolata? E’ questo il motivo per cui nel Messale Romano in nessuna preghiera compare il termine Madonna? Ed è per lo stesso motivo che il Messale a pag. 440 ha il titolo della benedizione solenne “Nelle feste della Madonna” scritto in rosso, che dovrebbe essere un modo di scrivere per indicare che non va letto?

    Grazie per la sua profonda disponibilità.

  278. Clara

    Caro don Antonio,

    le scrivo confidando nella sua profonda preparazione.

    E’ giusto che i ministri straordinari della Comunione per portare il Corpo di Cristo agli ammalati si mettano in processione con i fedeli che devono comunicarsi e giunti davanti al sacerdote aprano la teca dove quest’ultimo pone le ostie consacrate, e subito dopo chiusa la teca lo stesso ministro riceva l’Eucaristia? Oppure i ministri devono salire in presbiterio e in un altro momento?

    I ministri portando la teca col Santissimo vanno subito dagli ammalati o aspettano la benedizione finale e il congedo? Se restano fino alla fine della S. Messa ricevendo la benedizione devono segnarsi col segno della croce oppure portando con sé l’Eucaristia non è opportuno?

    Considerando il caso in cui il sacerdote distribuisce la santa Comunione sotto le due specie facendosi aiutare da un ministro straordinario, può quest’ultimo mantenere la pisside mentre il sacerdote calice?

    Per la distribuzione sotto le due specie è corretto che il sacerdote scenda dall’altare con la pisside e il calice per poi farsi aiutare dal ministro che aspetta sul limitare del presbiterio e che prima di ricevere il vaso sacro fa la genuflessione o l’inchino?

    Infine c’è un documento o libro liturgico che spiega dettagliatamente gli atteggiamenti dei ministri straordinari della Comunione durante una celebrazione?

    La ringrazio per le risposte chiare e precise che ci dà sempre.

  279. Elena C.

    Rev. mo don Antonio,

    vorrei chiederle alcune spiegazioni sulla presenza dei sordomuti in una celebrazione eucaristica.

    E’ bene che durante l’omelia ci sia un interprete che con il linguaggio dei gesti traduce ciò che dice il sacerdote ai sordomuti? Se fosse possibile, la presenza dell’interprete sarebbe auspicabile solo per l’omelia o anche per qualche altra parte della Messa oppure per tutta la celebrazione?

    Inoltre l’interprete dove dovrebbe stare? Sul presbiterio o in altro luogo più adatto?

    E’ consigliabile preparare una celebrazione eucaristica dove sono presenti soltanto i sordomuti? Oppure è opportuno evitare questa soluzione per farli partecipare ad una Messa di orario della comunità parrocchiale per non farli sentire fratelli “diversi”? In quest’ultimo caso è bene scegliere un giorno feriale o anche la domenica?

    Carissimo don Antonio, cosa può suggerirci ancora per far sentire questi fratelli profondamente inseriti nella vita della comunità parrocchiale?

    Infine ci sono documenti in merito a tutto ciò?

    La ringrazio di vero cuore per le sue risposte che saranno preziosissime per rendere un servizio pieno di amore per i nostri fratelli sordomuti e di conseguenza per tutta la nostra parrocchia.

  280. Andrea F.

    Caro don Antonio,

    il Direttorio della Messa dei fanciulli recita al n. 36 a pag. 17 che … può essere utile anche l’uso di immagini e disegni preparati dagli stessi fanciulli, per esempio, per illustrare l’omelia, per esprimere visivamente le intenzioni della preghiera universale, per suggerire la meditazione.

    In base a questa norma sarei felice di sapere se, durante la S. Messa che si celebra in parrocchia con la partecipazione sia dei fedeli che vengono abitualmente, sia dei ragazzi del catechismo e sia dei genitori, è opportuno che il sacerdote tenga l’omelia mostrando un disegno preparato dagli stessi ragazzi durante gli incontri di catechismo.

    Se fosse possibile questo, è bene che accanto al sacerdote, mentre questi tiene l’omelia, ci siano i ragazzi che hanno preparato il disegno con le loro catechiste?

    E’ consigliabile che il sacerdote durante la S. Messa, a cui partecipano molti ragazzi ma anche molti adulti, faccia l’omelia dialogando con i ragazzi?

    Inoltre in che modo mettere in pratica le indicazioni finali del n. 36 e cioè quelle relative alla preghiera universale e alla meditazione?

    Le chiedo infine un suggerimento pratico da realizzare nella nostra comunità parrocchiale.

    Quando i genitori vengono ad iscrivere i ragazzi al catechismo, si chiede un’offerta che è una quota ben precisa anche se bassa, comprendente il libro e il materiale da usare.

    E’ opportuno chiedere una somma già stabilita?
    Oppure sarebbe meglio chiedere un’offerta libera cioè a piacere?
    Se l’offerta ha un valore già fissato, si può parlare di offerta?
    E’ bene non chiedere nulla?

    Caro padre, cos’altro può consigliarci?

    La ringrazio per il suo aiuto e la sua disponibilità e complimenti per questa rubrica.

  281. Gino F

    Carissimo don Antonio,

    in una risposta che lei ha dato recentemente sul rito della Memoria del dolore della B. V. Maria durante la celebrazione del Venerdì santo ha scritto facendo poi riferimento alla Marialis cultus di Paolo VI: … sembra non opportuno introdurre nella celebrazione liturgica un pio esercizio mariano.
    Personalmente apprezzo molto la sua risposta. Ma le chiedo perché nel libro Preparare e celebrare il Triduo Pasquale a cura di Daniele Piazzi ed. Queriniana viene riportato, come facoltativo, il rito della memoria del dolore della beata Vergine Maria presso la croce?
    Inoltre si specifica a pag. 100 che approvato dalla CEI per l’anno mariano, questo rito può aggiungere una nota popolare alla liturgia di questo giorno. E’ in sintonia con la celebrazione del mistero pasquale e ben esprime il dolore carico di speranza sia della Madre sia della Chiesa.
    L’autore scrive invece che è in sintonia con la celebrazione. Sembra che la posizione di Daniele Piazzi sia diversa dalla sua. E’ opportuno oppure no introdurre questo rito?
    Le chiedo anche perché gli studiosi di liturgia, come lei e Daniele Piazzi, possono avere opinioni diverse sulle norme liturgiche che dovrebbero avere una stessa interpretazione da tutti?

    La celebrazione del Venerdì santo inizia nel silenzio con una processione come indica il Messale Romano ai n. 4-5 a pag. 145: Il sacerdote e il diacono indossano le vesti di color rosso, come per la Messa. Si recano poi all’altare e, fatta la debita riverenza, si prostrano a terra o, secondo l’opportunità, s’inginocchiano. Tutti, in silenzio, pregano per breve tempo. Quindi il sacerdote con i sacri ministri si reca alla sede.

    Sembra che i numeri 4 e 5 facendo riferimento solo ai ministri ordinati escludano la presenza dei ministranti. I ministranti quindi possono partecipare a questa processione d’ingresso? Se ne fanno parte si prostrano anche loro? Oppure la prostrazione è riservata ai ministri ordinati per cui ministranti si inginocchiano? Tutti i fedeli presenti che atteggiamento dovranno assumere? Stare in piedi inchinati, in ginocchio o cos’altro?

    La celebrazione del Venerdì santo si conclude con l’orazione sul popolo. Perché non termina con la benedizione col segno della croce come si fa al termine di ogni celebrazione?

    Complimenti per questa rubrica e grazie per la vostra disponibilità.

    Cordiali saluti.

    • Antonio

      Carissimo don Antonio,

      le scrivo per avere idee più chiare sull’atteggiamento da assumere dinanzi all’Eucaristia.

      Recentemente rispondendo ad una domanda lei ha scritto: A ogni modo, quando il ministro, al momento della Comunione, va a prendere la pisside, apre il tabernacolo, non è necessario fare la genuflessione, perché nel presbiterio è già presente, sull’altare della celebrazione in atto, Gesù eucaristico.

      Il ministro invece se prende la pisside da un tabernacolo che non si trova dietro all’altare ma in un luogo a parte cioè nella cappella del Santissimo Sacramento, è opportuno che faccia la genuflessione oppure un inchino?

      Lei ha scritto pure: Nel riporre la pisside a fine Comunione, se il ministro ha ricevuto l’Eucarestia, ha già presente Gesù in sé e pertanto non genuflette, ma semplicemente depone la pisside e chiude il tabernacolo.

      Se il ministro che va a riporre il santissimo Sacramento nella cappella è un diacono oppure un accolito o un ministro straordinario che non ha ricevuto l’Eucaristia ( per motivi personali di quel momento ) non avendo presente Gesù in sé quando depone la pisside deve genuflettersi o inchinarsi?

      Inoltre in un’altra sua risposta trovo scritto: Invece, sembra normale che si faccia genuflessione quando, fuori Messa si apre il tabernacolo, per prendere la pisside, fare l’adorazione e la Comunione.

      Poiché in SC n. 34, come lei spesso cita, si afferma che “I riti splendano per nobile semplicità, siano trasparenti per la loro brevità e senza inutili ripetizioni” e dato che il nuovo Rito del Matrimonio a pag. 99 al n. 136 relativo alla Celebrazione della Parola scrive: … Il diacono si avvicina al luogo dove sono conservate le sacre specie, prende la pisside, pone l’Eucaristia sull’altare e genuflette, le chiedo: non è una ripetizione la genuflessione che nel caso del matrimonio senza la Messa il ministro fa sia quando prende la pisside e sia quando subito dopo la ripone sull’altare?
      Questa duplice genuflessione andrebbe fatta sia se la pisside è dietro all’altare e sia se è in una cappella?

      Lei ha anche affermato che: I fedeli, quasi per salutare Gesù che viene “chiuso” nel tabernacolo, fanno a volte una genuflessione o un inchino. È un di più non richiesto e quanto alla genuflessione al SS. mo prima di chiudere la custodia da parte di un ministro che si è comunicato, il nuovo Ordinamento generale del Messale Romano non ne parla (n.163). Se il ministro lo fa, non è deplorevole, ma sembra un di più un non necessario; non è prescritto.

      E’ bene spiegare ai fedeli che non è opportuno compiere i gesti che vanno considerati come lei dice: un di più non richiesto, non è deplorevole, ma sembra un di più un non necessario; non è prescritto; non è previsto ( come alcun segno di croce né prima né dopo la Comunione da parte del fedele- questo in un’altra sua risposta ) oppure lasciare che agiscano spontaneamente?

      La ringrazio profondamente per tutti questi approfondimenti e le porgo cordiali saluti.

  282. mariarosaria L.

    Rev. mo don Antonio,

    le scrivo per avere un chiarimento. Lei in risposta ad una domanda ha scritto che durante le litanie dei santi, tranne che nel tempo di Pasqua, tutti (eccetto i cantori) stanno in ginocchio rivolti verso l’altare. Pertanto, durante la Veglia pasquale, si sta in piedi però rivolti verso l’altare e il crocifisso, così come se si fosse in ginocchio, si starebbe rivolti verso l’altare.

    Le chiedo: qual è il senso di questo atteggiamento? I ministri che si trovano in presbiterio e stanno tra l’altare e il crocifisso, verso dove dovranno rivolgersi? Inoltre esiste un libro liturgico dove si specifica qual è l’atteggiamento dei fedeli durante la litania dei santi?

    Il Rito del Battesimo dei bambini al n. 54 a pag. 53 scrive: Il celebrante invita i presenti a invocare i Santi.

    Il Rito del Matrimonio al n. 81 a pag. 57 recita: Il sacerdote può invitare i presenti a invocare i santi…

    Durante la litania dei santi nel Battesimo e nel Matrimonio, se questi due sacramenti vengono celebrati fuori il tempo di Pasqua tutti i fedeli presenti, compresi i genitori del bambino nel primo caso e gli sposi nel secondo caso, devono stare in ginocchio? Entrambi i riti perché non lo specificano?

    Quando si celebra il Rosario durante le litanie ho visto i fedeli inginocchiarsi anche durante il tempo di Pasqua. Per questa preghiera le norme suggeriscono atteggiamenti diversi? Infine l’atteggiamento che i fedeli assumo durante la recita del Rosario cambia se lo pregano dinanzi al Santissimo Sacramento?

    La ringrazio per il suo aiuto preziosissimo.

  283. Salvatore F.

    Carissimo don Antonio,

    il libro del Benedizionale prevede a pag. 164 al capitolo XI il rito della Benedizione di chi intraprende un cammino. Nelle premesse al n. 345 è scritto: Il rito si può usare … in occasione di viaggi per motivi di lavoro, di studio, di cura o in altre circostanze anche turistiche o sportive.

    Le domando: è opportuno invitare i fedeli che partono in vacanza affinché si rivolgano al sacerdote per ricevere la benedizione?
    Se fosse giusto, bisogna consigliare di venire al momento della partenza o anche qualche giorno prima?

    Il rito breve a pag. 172 al n. 366 scrive: Il ministro inizia il rito dicendo: Il nostro aiuto è nel nome del Signore.
    Le chiedo: Perché il rito breve non inizia col segno della croce? Questa domanda fa riferimento anche ad altri riti brevi come ad esempio il Rito delle benedizioni riguardanti la devozione popolare relativo agli oggetti di pietà al n. 1722 a pag. 706 oppure il rito della benedizione annuale delle famiglie nelle case al n. 460 a pag. 211.

    Frequentando la parrocchia mi sembra di aver compreso che non è opportuno introdurre nuove devozioni. Questo è vero?
    Se fosse così, quali criteri considerare per capire quali riti usare e quali invece no, essendo il Benedizionale ricco di formulari per tantissimi casi?

    I riti prevedono la cosiddetta Preghiera di benedizione per la quale non viene specificato l’atteggiamento che i fedeli devono assumere. Poiché i destinatari ultimi della benedizione, anche quando si benedicono oggetti, sono le persone come insegna il n. 12 delle premesse generali del Benedizionale (… la Chiesa benedice anche le cose e i luoghi … sempre però tenendo presenti gli uomini che usano quelle determinate cose … ), mentre il sacerdote recita la preghiera di benedizione sulle persone o sugli oggetti, è opportuno suggerire ai fedeli di inchinarsi come si fa al termine della celebrazione eucaristica? Infine se fosse così sarebbe bene che si inchinino solo le persone direttamente interessate, ad esempio chi celebra un anniversario di matrimonio o chi ha portato delle corone del rosario da far benedire o tutti i presenti?

    La ringrazio per la sua profonda disponibilità e la saluto molto cordialmente.

  284. Maria Rosaria S.

    Rev. mo don Antonio,

    la ringrazio per le risposte che mi dà e che cerchiamo di mettere in pratica in parrocchia.

    Il n. 73 dell’OGMR recita: Si possono anche fare offerte in denaro, o presentare altri doni per i poveri o per la Chiesa, portati dai fedeli o raccolti in chiesa. Essi vengono deposti in luogo adatto, fuori della mensa eucaristica.

    Le chiedo: è bene che coloro che raccolgono le offerte durante il rito della presentazione dei doni si allineino davanti all’altare, si inchinino insieme per poi andare ognuno in una navata e terminata la raccolta ritornino davanti all’altare rifacendo l’inchino e portando i cesti nel luogo adatto?

    Inoltre se la persona che raccoglie le offerte è una soltanto, è opportuno che agisca allo stesso modo, cioè con l’inchino davanti all’altare all’inizio e alla fine della raccolta? Oppure inizia a raccogliere le offerte da dove si trova, avendo con sé il cestino dall’inizio della celebrazione?

    Quale può essere il luogo adatto di cui parla il n.73?

    Fuori della mensa eucaristica può significare anche i gradini davanti all’altare?
    I cestini con le offerte possono essere lasciate presso l’ambone?
    Qualche volta, dopo la raccolta, li vedo sul primo banco della chiesa oppure a terra presso la porta della sacrestia. Possono essere soluzioni accettabili?

    Inoltre è corretto durante il rito della presentazione dei doni procedere nel seguente modo: dietro ai fedeli che portano i doni ci sono coloro che raccolgono le offerte. Giunti anche loro davanti all’altare si separono per percorrere tutte le navate per la raccolta.

    Infine quando si esegue il canto alla presentazione dei doni, chi raccoglie le offerte è bene che aspetti l’inizio del canto oppure può iniziare a raccoglierle subito dopo la preghiera dei fedeli prima che il canto inizi?

    Con profonda stima le porgo cordiali saluti.

  285. Don Antonio,
    seguo con attenzione la sua rubrica, anche per “lavoro” in quanto responsabile tecnico del sito.
    Avrei anch’io una richiesta da porgerle: quando ci si segna con la croce? Premesso che è d’obbligo in chiesa e in specifici momenti che caratterizzano la nostra vita di cristiani, ma al di fuori di queste occasioni, quando dobbiamo segnarci?
    Le chiedo questo perché vedo che molte persone hanno la “croce facile”: ad esempio gli sportivi prima di iniziare una gara, gli studenti prima di un esame, altri ogni volta che passano davanti ad edicola votiva o davanti al cimitero…
    Le sarei grato se potesse fugare i miei dubbi!

  286. Don Giovanni N.

    Rev. mo don Antonio,

    leggo in OGMR 134: All’ambone il sacerdote apre il libro e, a mani giunte, dice: Il Signore sia con voi, … Invece il n. 148 recita: Il sacerdote, quando inizia la Preghiera eucaristica, allargando le braccia, canta o dice: Il Signore sia con voi, … Il n. 167 scrive: Poi il sacerdote, allargando le braccia, saluta il popolo, dicendo: Il Signore sia con voi, …

    Le chiedo: perché il sacerdote solo per la proclamazione del Vangelo quando dice Il Signore sia con voi non allarga le braccia ma ha le mani giunte?

    Inoltre in OGMR 65 è scritto: …Essa (l’omelia ) deve consistere nella spiegazione o di qualche aspetto delle letture della sacra Scrittura, o di un altro testo dell’Ordinario o del Proprio della Messa del giorno, tenuto conto sia del mistero che viene celebrato, sia delle particolari necessità di chi ascolta.

    Alla luce di ciò, le chiedo: è opportuno concludere l’omelia, in particolare la domenica o in una solennità, con un pensiero anche breve sulla Vergine Maria, nonostante la liturgia del giorno non faccia riferimento a lei?

    Infine è bene iniziare e/o concludere l’omelia con l’espressione “Sia lodato Gesù Cristo”?

    Rev. mo don Antonio, la ringrazio per il suo preziosissimo aiuto e con profonda stima le auguro di vivere il suo onomastico nella gioia di Cristo.

  287. SIMONA F.

    Rev. mo don Antonio,

    mi congratulo per le sue risposte illuminanti e le chiedo:

    durante le celebrazioni spesso incontriamo una difficoltà che col parroco stiamo cercando di risolvere. Qual è l’atteggiamento giusto da avere quando durante una celebrazione ci sono bambini che corrono in chiesa senza che i genitori intervengano. Oppure quando piangono i neonati e i genitori li fanno ugualmente stare creando inevitabilmente disturbo a tutti i presenti. Che cosa bisogna fare affinché si rispetti il silenzio in chiesa e allo stesso tempo si trasmetti un messaggio di accoglienza e dolcezza da parte sia del parroco che dei suoi collaboratori?

    Inoltre le chiedo: Qual è l’atteggiamento che devono assumere i fedeli da quando il sacerdote incensa il santissimo Sacramento fino alla sua riposizione? Devono essere inginocchiati per tutto il tempo o devono stare in piedi quando il ministro si alza per recitare una preghiera, com’è scritto nel Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico al n. 115 a pag. 83?
    La benedizione col Santissimo si riceve in ginocchio? Segnandosi con il segno della croce ( perché come lei ha scritto in una risposta: Se si dà una benedizione, essa non è a vuoto, ma la si riceve segnandosi ) bisogna anche inchinarsi oppure guardare Gesù Eucaristico? Se si dovesse fare l’inchino, questo sarebbe solo col capo o profondo? Infine durante la reposizione i fedeli se sono stati in ginocchio in che momento si alzano? Quando il ministro toglie l’Ostia consacrata dall’ostensorio, oppure mentre la ripone nel tabernacolo se questo fosse dietro l’altare oppure quando il ministro è sceso dal presbiterio se il tabernacolo fosse in una cappella?

    Caro don Antonio, le rivolgo questi quesiti perché considero molto importante il n. 42 dell’OGMR: … L’atteggiamento comune del corpo, da osservarsi da tutti i partecipanti, è segno dell’unità dei membri della comunità riuniti per la sacra Liturgia: manifesta infatti e favorisce l’intenzione e i sentimenti dell’animo di coloro che partecipano.

    La ringrazio per la sua profonda disponibilità e le porgo cordiali saluti.

  288. Pasquale

    Rev. mo don Antonio,
    le scrivo per rivolgere due quesiti che credo non siano stati posti alla sua attenzione per una svista.
    I quesiti sono:
    Durante la Messa della solennità di Pentecoste mentre si legge o si canta la sequenza c’è la tradizione di aspergere l’assemblea con i petali di rose.
    E’ un gesto che è opportuno vivere nella celebrazione eucaristica?
    Inoltre i fedeli quando sono aspersi dai petali di rose devono inchinare il capo e segnarsi col segno della croce?
    Una seconda domanda che le rivolgo è:
    un sacerdote pùo scambiare il segno di pace con alcuni fedeli restando sul limitare del presbiterio?
    Le porgo cordiali saluti

  289. Antonio A.

    Rev. mo don Antonio,

    le scrivo perché nutro una profonda stima nei suoi confronti.

    I quesiti che desidero rivolgerle sono i seguenti: durante la Via Crucis il sacerdote nei venerdì di quaresima indossa la stola di colore viola, mentre il venerdì santo la stola è di colore rosso. Si può anche in ogni venerdì di quaresima celebrare la Via Crucis con il colore rosso?

    Qual è l’atteggiamento da suggerire ai fedeli quando ritornano ai loro posti nei banchi dopo aver ricevuto la S. Comunione: restare in piedi? Stare seduti? Oppure mettersi in ginocchio?

    In attesa di una sua risposta, le porgo cordiali saluti.

  290. enzo capobianco

    desidererei sapere se la recita dei vespri immediatamente prima della eucarestia deve essere completa in tutte le sue parti ( inno, salmi,cantico,lettura breve,responsorio, magnificat, intercessiopni e orazione)o ,considerando che subito dopo inizierà l’eucarestia recitare solo l’inno i salmi ed il cantico, tralasciando tutte le altre parti. In attesa, ringrazio anticipatamente e porgo distinti saluti. diac.enzo

  291. Don Giovanni N.

    Spettabile Redazione,

    le formulo i complimenti per aver pensato a questa rubrica che con la preziosissima collaborazione di don Antonio Sorrentino è un valido aiuto per vivere la liturgia come esperienza di Dio.

    Scrivo per chiedere se è possibile ricevere la relazione di don Antonio sui due incontri sul tema: La Liturgia, conoscerLa per amarLa del 10 dicembre 2008 e le risposte che ha poi dato alle domande che il pubblico presente gli ha indirizzato.

    Con profonda stima porgo cordiali saluti.

  292. Gino F.

    Carissimo don Antonio,

    la ringrazio anche a nome di tanti operatori pastorali che con me apprezzano moltissimo i suoi interventi che ci aiutano a trovare risposte concrete a tanti dubbi.

    Le scrivo perché il n. 29 del Rito della Confermazione a pag. 44 prevede la preghiera Dio onnipotente, Padre del Signore … recitata dal vescovo mentre impone le sue mani su tutti i cresimandi.

    Mentre il vescovo recita questa preghiera, i cresimandi restano in piedi oppure si possono mettere in ginocchio? In entrambi i casi è bene che inchinino il capo o tutto il corpo? Oppure nulla di tutto questo?

    Nella nostra parrocchia come in tutta la diocesi il catechismo per la prima Comunione eucaristica dura tre anni. Durante il primo anno stiamo pensando di non far partecipare i ragazzi alla S. Messa, ma di prepararli al significato della celebrazione eucaristica e della preghiera comunitaria con una Liturgia della Parola che si svolge sempre la domenica. Poi all’inizio del secondo anno di catechismo questi ragazzi iniziano a partecipare alla S. Messa.

    Le chiedo se è corretta questa impostazione o se è opportuno che i ragazzi partecipino all’Eucaristia dall’inizio del primo anno di catechismo.

    Le porgo cordiali saluti.

  293. Eugenio

    Gentile don Antonio, forse più che una domanda, il mio vuole essere un allarme per chi ama la liturgia e forse è argomento già da Lei sviluppato, vengo al dunque; Al Padre Nostro da tempo nella mia parrocchia, notiamo che i fedeli che si sbracciano per potersi dare la mano in segno di comunione fraterna, anticipando il segno della pace- Cosa fare? Cosa suggerisce?
    E ancora parlando di ; il celebrante dopo la Comunione ripone la pisside nel tabernacolo- ed ecco una gara tra fedeli che in segno di rispetto si alzano improvvisamente per il saluto,come dimenticando magari, che loro stessi, avendo ricevuto la Comunione, diventano tabernacoli viventi.
    La ringrazio e la saluto cordialmente.

  294. Pasquale

    Rev. mo don Antonio,

    la ringrazio molto per le risposte che mi dà e le chiedo:

    durante la Messa della solennità di Pentecoste mentre si legge o si canta la sequenza c’è la tradizione di aspergere l’assemblea con i petali di rose.

    E’ un gesto che è opportuno vivere nella celebrazione eucaristica?

    Inoltre i fedeli quando sono aspersi dai petali di rose devono inchinare il capo e segnarsi col segno della croce?

    Una seconda domanda che le rivolgo è:

    un sacerdote pùo scambiare il segno di pace con alcuni fedeli restando sul limitare del presbiterio?

    Le porgo cordiali saluti.

  295. andrea F.

    Caro don Antonio,

    i nn. 159 e 160 dell’OGMR recitano:

    – Mentre il sacerdote si comunica, si inizia il canto alla Comunione.

    – Poi il sacerdote prende la patena o la pisside e si reca dai comunicandi, che normalmente si avvicinano processionalmente.

    Le chiedo: è giusto che mentre il sacerdote si comunica alcuni fedeli sono già fermi davanti all’altare per ricevere la santa comunione? Oppure è bene che i fedeli aspettino tra i banchi che il sacerdote si comunichi al Corpo e Sangue di Cristo e, mentre egli si avvia per distribuire la comunione, iniziano ad avvicinarsi in processione all’altare?

    Le pongo un secondo quesito

    Durante la consacrazione del pane e del vino, le rubriche scrivono:

    Presenta al popolo l’ostia consacrata, la depone sulla patena e genuflette in adorazione … Presenta al popolo il calice, lo depone sul corporale e genuflette in adorazione ( Messale Romano, pag. 394-395 ).

    Quando il sacerdote mostra l’ostia consacrata e il calice, i fedeli possono nel proprio cuore rivolgere al Signore preghiere come: “Mio Signore e mio Dio” ( Gv 20,28 ), oppure “E’ il Signore Gesù! Si offre per noi! ( La Messa dei fanciulli – Preghiera eucaristica II – pag. 52 ), oppure “ Ti adoro”? Si potrebbe rivolgere in quel momento al Signore anche altre preghiere spontanee di adorazione?

    Infine, essendo un momento di adorazione, i fedeli possono rivolgere a Dio anche preghiere di domande e altro?

    Caro don Antonio, ho posto queste domande per comprendere sempre di più il legame che esiste tra liturgia e spontaneità e per vivere sempre meglio la celebrazione eucaristica.

    La ringrazio profondamente.

  296. mariarosaria L.

    Rev. mo don Antonio,

    le scrivo per chiederle:

    la tovaglia che copre l’altare deve essere lunga ai lati fino a quasi toccare il pavimento? Ho visto questo quando il Papa celebra all’esterno della basilica di san Pietro. Oppure può essere così lunga solo se c’è una seconda tovaglia? Se fosse così, questa seconda tovaglia va sopra o sotto quella lunga?

    Durante la S. Messa della prima Comunione eucaristica è possibile iniziare la celebrazione con l’altare spoglio come si fa per il Venerdì santo e durante la presentazione dei doni far portare a due genitori o a due mamme la tovaglia che stesso loro stendono sull’altare il quel momento?

    Complimenti per questa iniziativa perché ci aiutate ad avere idee sempre più chiare sulla liturgia.

  297. claudia F.

    vorrei chiederle un chiarimento su una risposta che recentemente mi ha dato
    sul salmo responsoriale.

    Lei ha scritto che: è previsto che, in circostanze particolari, il salmo possa
    essere cantato “in directum” (cioè senza alternanza solista/assemblea) da un
    solista, o dal coro, o dall’assemblea.

    Lo stesso può essere fatto se il salmo non è cantato? Quindi è possibile
    recitarlo per intero cioè senza leggere il ritornello, né all’inizio, né dopo
    le strofe e né alla fine?

    Inoltre l’OGMR al n. 56 scrive: Questi momenti di silenzio si possono
    osservare … dopo la prima e la seconda lettura.

    E’ bene osservare questo momento di silenzio anche durante la settimana dopo
    il salmo responsoriale e prima dell’alleluia?

    La ringrazio infinitamente.

  298. Antonio

    Rev. mo don Antonio,

    la ringrazio per la possibilità che offrite per approfondire la liturgia.

    Le pongo due quesiti:

    Per evitare che le celebrazioni eucaristiche quotidiane seguano sempre un identico e
    preciso schema, che suggerimenti potete dare perché la partecipazione dei fedeli
    sia sempre più coinvolgente?

    Ho notato che nelle parrocchie dove è presente il cammino neocatecumenale spesso
    accanto l’ambone si trova una croce astile con l’immagine del crocifisso tipica
    di questo cammino.

    E’ corretto che la croce astile sia accanto all’ambone?

    Ed è giusto che una croce, che sta in una chiesa dove sono presenti tanti gruppi,
    abbia un’immagine che fa pensare soltanto ad un gruppo?

    La saluto molto cordialmente

  299. Salvatore F.

    Rev. mo don Antonio,
    le scrivo per rivolgerle un quesito sulla Veglia pasquale:

    Nel Messale romano a pag. 178 il n. 44 afferma che: … Quindi, omessa la rinnovazione delle promesse battesimali, dopo una breve monizione, il sacerdote dice. . .

    Il n. 46 a pag. 179 recita invece: Terminato il rito del Battesimo (e della Confermazione) oppure, se questo non ha avuto luogo, dopo la benedizione dell’acqua, tutti, stando in piedi e con in mano la candela accesa, rinnovano le promesse del Battesimo.

    Mi sembra che queste due rubriche si contraddicano a proposito delle rinnovazione delle promesse battesimali.

    Le chiedo: quando durante la Veglia pasquale si celebrano i battesimi, si rinnovano le promesse del Battesimo com’è scritto nel Messale romano a pag. 180-181, oppure si omettono com’è indica il citato n. 44?

    Inoltre perché le rubriche del Messale, che immagino siano state preparate con profonda cura, non sono chiare?

    La ringrazio per le risposte illuminanti che mi darà e complimenti per questa rubrica.

  300. Clara R.

    Rev. mo don Antonio,

    grazie infinite per tutto ciò che fa per noi.

    Le scrivo di nuovo un quesito, perché stranamente è stata visualizzata la risposta ad una mia domanda ma non alla seguente: per valorizzare il passaggio dalla liturgia della Parola a quella eucaristica è possibile invitare i fedeli, al momento della presentazione dei doni, a disporsi attorno alla mensa eucaristica?

    Colgo l’occasione per rivolgerle un altro quesito: Nel Messale Romano a pag. 116, il n. 10 relativo alla Domenica delle palme, scrive: …segue il crocifero con la croce ornata a festa.

    Le chiedo: in questa domenica solo la croce che si porta in processione va ornata a festa, cioè avvolta con i rami di ulivo?

    O è bene ornare anche:

    il grande crocifisso che in genere è dietro ad ogni altare,

    i crocifissi che si possono trovare nelle cappelle laterali,

    le dodici croci che segnano i punti delle pareti della chiesa dove il vescovo ha unto con il sacro crisma durante la celebrazione della dedicazione,

    le croci che sono sui quadri della Via Crucis?

    E che altro ancora?

    Le porgo cordiali saluti.

  301. Don Giovanni N.

    Rev. mo don Antonio,

    come sempre la ringrazio per il suo preziosissimo aiuto.

    Desidero rivolgerle due quesiti:

    In questo tempo di Pasqua, durante la celebrazione eucaristica, ho recitato le invocazioni Signore, pietà del secondo formulario relative però al tempo di Quaresima a pag. 299 del Messale Romano (Signore, che nell’acqua e nello Spirito ci hai rigenerato a tua immagine, abbi pietà di noi…), perché richiamano il vangelo del giorno: il dialogo tra Gesù e Nicodemo.

    E’ stato un errore?

    Inoltre che suggerimenti può darmi per sottolineare durante le celebrazioni eucaristiche del mese di maggio la figura della beata Vergine Maria?

    La ringrazio di vero cuore e la saluto con profonda stima.

  302. Maria Rosaria S.

    Rev. mo don Antonio,

    in parrocchia quando celebriamo la Messa di prima comunione eucaristica dopo la proclamazione del Vangelo i fanciulli vengono chiamati per nome e rispondendo “Eccomi” si alzano. Poi si siedono per l’omelia. E’ corretto fare in questo modo?

    Nel Messale Romano a pag. 428 per quanto riguarda la benedizione solenne è scritto che il diacono o, in sua mancanza, il sacerdote stesso può invitare i fedeli con queste parole o con altre simili: Inchinatevi per la benedizione.

    Quali possono essere le parole simili?

    L’inchino è di tutto il corpo o solo del capo?

    Inoltre durante la benedizione che conclude la S. Messa, sia solenne che semplice, molti fedeli si inginocchiano. E’ giusto stare anche in ginocchio?

    Le sono profondamente grata per la sua profonda disponibilità e le porgo cordiali saluti.

  303. Amedeo Napolitano

    Rev.mo don Antonio,

    desidero chiederle una precisazione in merito ad una risposta che lei ha dato: Tuttavia sarebbe più esatto dire: “Gesù Eucarestia” oppure “Gesù Eucaristico” meno bene, “Gesù Sacramentato”.

    Perché è preferibile evitare l’espressione Gesù Sacramentato?

    Un’altra domanda che le pongo è:

    E’ bene preparare sull’ambone dall’inizio della celebrazione dell’Eucaristia il lezionario e sotto di esso l’orazionale? O è opportuno prendere l’orazionale solo quando occorre? Inoltre ho notato in più parrocchie l’abitudine, quando si leggono le preghiere dei fedeli, di appoggiare l’orazionale sopra il lezionario dovendo leggere le intenzioni dall’ambone. E’ corretto fare così? Infine potrebbe suggerire il modo migliore per leggere la preghiera dei fedeli?

    La ringrazio come sempre per il suo preziosissimo aiuto. Le porgo cordiali saluti.

  304. Simona F.

    Rev. mo don Antonio,

    desidero rivolgerle alcune domande sull’Eucaristia.

    Quando i fedeli ricevono la santa comunione sulla mano o direttamente in bocca, devono fare un inchino col capo? O solo chi la riceve sulla mano? E in quale momento?

    Inoltre è giusto che chi riceve il Corpo di Cristo faccia l’inchino dietro a chi in quel momento si comunica?

    Le chiedo anche se dopo aver ricevuto il Corpo del Signore è bene segnarsi col segno della croce e/o fare l’inchino all’altare e poi ritornare al proprio posto?

    La ringrazio in anticipo per le preziosissime risposte che mi darà e le porgo cordiali saluti.

  305. Valentina H.

    Rev.mo don Antonio,

    in una recente risposta lei ha scritto: … anche nel rito della Benedizione Eucaristica a conclusione dell’adorazione, non si genuflette più immediatamente prima e dopo aver preso tra le mani la pisside o l’ostensorio. Il Cerimoniale dei vescovi al n. 394 prevede ancora queste due genuflessioni. Si è trattato di una svista o si è voluto ritornare alla rubrica pre-conciliare? Sinceramente non saprei dire. Tuttavia, la norma del Rito del culto Eucaristico fuori la Messa sembra più in linea con il criterio della semplificazione richiesta dal Concilio al n. 34 della Costituzione liturgica: “I riti splendano per decoro e nobile semplicità, siano trasparenti per la loro brevità e senza inutili ripetizioni.

    Nel numero 4 aprile 2010 di Vita Pastorale a pag 11-12 ho letto una risposta che don Silvano Sirboni dà ad una domanda, in cui si fa riferimento al suo libro Incontri eucaristici, su questa questione indicando una soluzione, almeno così mi sembra di aver capito, diversa, anzi contraria, da quella che lei ci ha offerto. Don Sirboni scrive: Per quanto riguarda le genuflessioni prima e dopo la benedizione eucaristica, è il Cerimoniale dei vescovi che fa testo sia per la sua autorevolezza riguardo alle cerimonie, sia per la sua pubblicazione successiva che corregge o integra il rituale precedente (cf 394 e 1114).

    Caro don Antonio, sono certo che mi aiuterà ad avere idee chiare sull’argomento.

    Le porgo cordiali saluti e la ringrazio profondamente.

  306. enzo capobianco

    rev. don antonio, ho dei quesiti da rivolgerle
    1) in una celebrazione eucaristica, nel caso fossero usati più di un calice, per la comunione al sanguedi cristo,all’offertorio (l’acqua unita al vinjo ecc)va posta solo in un calice o a più di uno?
    2) alla benedizione eucaristica l’ostensorio và preso dall’altare dal diacono e poi passato al sacerdote che presiede o da questi, e la benedizione viene impartita stando davanti all’altare o dietro?
    3)è corretto incensare le specie eucaristiche all’elevazione,subito dopo la consacrazione? in attesa, porgo distinti saluti e mi congratulo per la sua rubrica.

  307. diac. Giovanni Giulianelli

    Carissimo Padre, leggo spesso i suoi pareri illuminanti sulllo stile del celebrare ed ora perciò mi rivolgo a lei per avere la risposta ad un problema. Da 22 anni sono diacono della diocesi di Roma e nella settimana santa tanti problemi, a volte originali, nel tempo si sono presentati.
    Quest’anno il presbitero con funzioni di cerimoniere ha estratto dalle sue originalità uesta che mi risulta nuova: premesso che in parrocchia ci sono 2 diaconi, egli ha deciso che nella domenica delle Palme, la passione venga proclamata da 3 presbiteri concelebranti. Alla mia richiesta delle motivazioni di tale scelta, ha affermato che i presbiteri sono “maggiori” rispetto ai diaconi. Ma cosa significa. Allora in tutte le S. Messe si verifica uesta stessa situazione, uindi il diacono può dedicarsi ad altro!
    La prego voler trovare qualche minuto del suo tempo per donarmi la sua risposta a questa scelta che mi amareggia molto.
    Le sono grato fin d’ora e le porgo i miei auguri per la santa Pasua:
    Cristo è risorto!
    Sì, veramente RISORTO Giovanni diacono (tel. 3398805789)

  308. teresa

    carissimo don Antonio

    durante la celebrazione della Santa Messa nella mia parrocchia al momento di deporre la pisside nel tabernacolo dopo l’Eucaristia l’assemblea si genuflette, ora se il celebrante se ha accolto il Corpo di Cristo può essere esonerato dal genuflettersi come mai l’assemblea lo fa? è un di più?

    grazie per l’attenzione e per la risposta che mi darà.

    cordiali saluti

  309. Amedeo Napolitano

    Rev. Mo don Antonio,

    mi complimento per il servizio che rendete attraverso le vostre risposte che ci illuminano su come va vissuta la liturgia.

    Vorrei porvi alcuni quesiti:

    Il giovedì santo durante la lavanda dei piedi il sacerdote deve baciare i piedi di coloro che sono stati scelti per questo rito? Se non è obbligatorio, è bene che lo si faccia lo stesso?

    Il venerdì santo mentre il sacerdote scopre la croce durante la prima forma dell’ostensione, i ministranti portano le candele accese. Che significato ha l’uso di queste candele? Inoltre i ministranti devono essere rivolti verso l’altare, verso l’assemblea o stare l’uno di fronte all’altro? I ministranti dovranno assumere lo stessa posizione anche quando conclusa l’ostensione si svolge l’adorazione della santa Croce?

    Durante la Veglia pasquale, bisogna portare la croce in processione? Leggendo il Messale romano sembrerebbe di no, ma nella Veglia che il papa presiede viene sempre portata.

    La ringrazio di vero cuore e le porgo cordiali saluti.

  310. Francesco Caldarelli

    Rev. Mo don Antonio,
    fra i riti della Settimana Santa, che vive liturgicamente i suoi momenti più significativi nel “Triduo Pasquale”, la tradizione religiosa tramanda per la giornata del Giovedì Santo quello della visita ai “Sepolcri”.
    Negli ultimi anni per quanto riguarda l’allestimento della reposizione nelle chiese ho notato uno smisurato aumento di presenza scenica , perdendo a mio parere il significato essenziale. Le chiedo il suo parere in proposito, ed inoltre le pongo un quesito: è corretta la presenza della croce sull’altare della reposizione.
    Nel ringraziarLa anticipatamente, porgo cordiali saluti.
    Francesco Caldarelli

  311. Gino F

    Rev. Mo don Antonio,

    per quale motivo il Caeremoniale Episcoporum non è stato ancora tradotto in italiano?

    Inoltre è possibile introdurre nel Venerdì santo il rito della Memoria del dolore della B. V. Maria, caratterizzato dall’uso di un’immagine della Vergine presso la quale viene posto un cero o una lampada che viene accesa durante un canto al termine del quale il celebrante recita un’orazione?
    Questo rito può essere svolto al termine dell’adorazione della santa croce e prima che venga riportato il Santissimo Sacramento dal luogo della reposizione all’altare? O è opportuno in un’altro momento?

    La ringrazio in anticipo per le risposte che mi darà.

    Cordiali saluti

  312. Don Giovanni N.

    Rev. Mo don Antonio,

    E’ chiaro che il culto e l’adorazione eucaristica sono indirizzati a Cristo come Dio e non tanto al segno e quindi all’ostia, così come è sbagliato identificare la persona con il segno. Per questi motivi è corretto il seguente linguaggio: esporre Gesù per l’adorazione, portare Gesù agli ammalati, accogliere Gesù sulle labbra o nel proprio cuore?

    Non sarebbe più opportuno usare l’espressione: Gesù Eucaristia?
    Quali altri termini è bene utilizzare?

    Le rivolgo un secondo quesito.

    Ho notato in più chiese che quando si cantano durante la Veglia pasquale le litanie dei santi i ministri rivolgono le spalle al popolo per rivolgersi verso l’altare e il crocifisso.

    Qual è il significato di questo gesto? E’ opportuno farlo?

    La ringrazio per il suo preziosissimo aiuto per vivere la liturgia come esperienza di Dio.

  313. SALVATORE

    Salve Padre!
    Mi chiamo Salvatore Di Blasi, sono un siciliano residente a Salerno da 3 anni. Sono un compositore di musica sacra e direttore di coro, nonchè cantante lirico, cresciuto liturgicamente e spiritualmente con Monsignor Giuseppe Liberto, direttore del Coro della Cappella Sistina. In Sicilia ho formato 3 corali polifoniche e 1 di voci bianche anchessa polifonica. Non nascondo il mio disagio misicale alla partecipazione della Celebbrazione Eucaristica sia Domenicale che nelle Solennità, non solo per inesattezze liturgiche da parte di alcuni Sacerdoti, ma anche per la carenza di preparazione musicale-liturgica. Ho cercato di farmi presente a dare una mano, ma uno “praparato come me a Salerno è troppo” (così spesso mi hanno risposto alcuni sacerdoti)….Perchè tutto questo disinteresse alla Preghiera Musicale Liturgica? Spero di avere sue notizie….così magari riusciro a partecipare alla Santa Messa e non vedere il sacerdote che al momento della Preghiera Cantata mette lo sterio….Grazie

  314. Clara R.

    Carissimo don Antonio,

    grazie infinite per l’aiuto che ci dà con le sue risposte.

    Un primo quesito:

    Per valorizzare il passaggio dalla liturgia della Parola a quella eucaristica è possibile invitare, al momento della presentazione dei doni, i fedeli a disporsi attorno alla mensa eucaristica?

    Un secondo quesito:

    Qual è il significato di velare le croci e le immagini dei santi dalla V domenica di quaresima ( cf Precisazioni CEI n.21) ?

    Perché è bene velare o rimuovere le croci dopo la Messa in Coena Domini, com’è suggerito a pag. 144 del Messale Romano?

    Cordiali saluti.

  315. Andrea F.

    Rev.mo don Antonio,

    per quale motivo al termine di un’adorazione eucaristica il sacerdote non dice nulla quando con il Sacramento fa il segno di croce sul popolo ( cfr. 116 del Rito della comunione fuori della Messa e Culto eucaristico)?

    E’ lo stesso motivo per cui durante la Messa il sacerdote benedice l’incenso con un segno di croce senza dire nulla ( OGMR 120)?

    Al termine della Via Crucis il sacerdote o il diacono possono benedire l’assemblea con la croce che i fedeli hanno portato in processione per raggiungere le stazioni?

    Se fosse possibile, anche in questo caso si farebbe il segno della croce senza dire nulla? Oppure si potrebbe dire: Vi benedica Dio onnipotente Padre…

    La ringrazio di vero cuore.

  316. p. napolitano

    Caro don Antonio,

    ho letto con attenzione il testo che lei ha scritto: Incontri eucaristici, Edizioni Dottrinari.
    A pag. 16 ho trovato scritto: 11 Non si genuflette immediatamente prima e dopo la benedizione, nel prendere e nel deporre la pisside o l’ostensorio.
    Ma questa norma rituale non è in contrasto con la norma indicata dal Cerimoniale dei vescovi al n. 394 sulla processione eucaristica: Terminata l’orazione, il vescovo riceve il velo omerale, sale all’altare, genuflette e, aiutato dal diacono, prende l’ostensorio, tenendolo alzato con entrambe le mani coperte dal velo, si volta verso il popolo e traccia con l’ostensorio un segno di croce senza dire nulla. Dopo di che, il diacono riceve l’ostensorio dalle mani del vescovo e lo colloca sopra l’altare. Il vescovo e il diacono genuflettono. Quindi mentre il vescovo resta in ginocchio davanti all’altare, il diacono porta con riverenza il sacramento alla cappella della riposizione.

    Un secondo quesito:

    Il Venerdì santo c’è la consuetudine di coprire le croci con un velo. In genere il colore di questo velo è viola.
    Non sarebbe opportuno evitare il colore viola, perché il Venerdì santo non è il funerale di Gesù e perché il colore liturgico di questo giorno è rosso. Di quale colore è bene che sia il velo?

    La ringrazio in anticipo per le risposte.

    Cordiali saluti.

  317. Claudia F.

    Gentile Don Antonio,

    grazie per la sua grande disponibilità.

    Desidero rivolgerle due quesiti:

    Quando si celebra l’Eucaristia in suffragio di un caro a un mese dalla morte ( trigesimo ) si preparano le foto del defunto chiedendo di benedirle.
    E’ possibile benedire le foto di un defunto?

    Durante la celebrazione eucaristica sia domenicale che feriale è possibile far recitare, e non cantare, da un lettore il salmo responsoriale per intero cioè senza leggere il ritornello, né all’inizio, né dopo le strofe e né alla fine?

    Grazie infinite.

  318. Mariarosaria L.

    Caro don Antonio,

    ringraziandola della risposta che mi ha dato, desidero rivolgerle altri quesiti:

    il primo riguarda una semplice precisazione. Lei ha scritto che è bene fare una bella genuflessione all’inizio e alla fine dell’impegno quando bisogna passare molte volte dinanzi al tabernacolo. Credo che lo stesso ragionamento valga se bisogna passare continuamente davanti all’altare, facendo quindi un inchino profondo solo all’inizio e alla fine dell’impegno. E’ giusto?

    Inoltre nei tempi forti, come in quaresima, durante la celebrazione eucaristica a cui partecipano i fanciulli del catechismo e dell’Azione cattolica, precisamente alla presentazione dei doni si possono portare dei segni come la tenda ( Trasfigurazione ), un rotolo di pergamena ( la Legge ), una candela che vengono spiegati agli incontri di catechesi che si svolgono durante la settimana? Ho notato che durante la Messa domenicale con questi segni i bambini si sentono particolarmente coinvolti.

    Infine i bambini che frequentano il catechismo vengono naturalmente suddivisi in gruppi che sono seguiti dai catechisti. E’ corretto definire i gruppi col termine di classe? Mi sembra poco opportuno perché dà l’idea della scuola mentre il catechismo non è una lezione scolastica.

    Cordiali saluti.

  319. clara r.

    Caro don Antonio,

    nutro una profonda stima di lei. Le chiedo pertanto per quale motivo su uno stesso argomento gli esperti in liturgia hanno idee diverse. Ad esempio lei nel libro Celebriamo con Gioia sottolineando l’importanza dell’ambone scrive: …è bene, almeno nelle feste, ornarlo con fiori e con un drappo, preferibilmente del colore liturgico del giorno. In una rivista di formazione liturgica altri esperti in campo liturgico evidenziano invece che non essendoci delle norme a riguardo e che le indicazioni sul colore esistono solo per i paramenti dei ministri, per l’ambone è opportuno il colore bianco poiché è un luogo pasquale richiamando il sepolcro vuoto.

    Cordiali saluti

    • Antonio N.

      Rev. Mo don Antonio,

      la ringrazio profondamente per la risposta che mi ha dato. Alla luce di ciò che ha scritto in merito ad un quesito sulla genuflessione che non è necessario fare quando durante la celebrazione eucaristica si prende o si ripone la pisside nel tabernacolo che è dietro l’altare, le chiedo se non è opportuno almeno fare solo un inchino. Questa domanda nasce da una riflessione fatta leggendo una sua risposta in cui ha scritto che se nel presbiterio c’è il tabernacolo e il lettore vi passa davanti, si fa solo l’inchino profondo (cioè con il corpo).
      Inoltre in un’altra risposta lei ha scritto: Nel riporre la pisside a fine Comunione, se il ministro ha ricevuto l’Eucarestia, ha già presente Gesù in sé e pertanto non genuflette, ma semplicemente depone la pisside e chiude il tabernacolo. Ma nel Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico al n. 39 è scritto: … il ministro … se avanzano particole, ripone il Sacramento nel tabernacolo e genuflette, anche se potrebbe avere in sé Gesù come viene specificato nel n. 36.
      Infine durante la celebrazione della parola di Dio il ministro quando prende la pisside dal tabernacolo deve genuflettersi? Dal n. 33 del suddetto rito non viene specificato.
      Rev. Mo don Antonio, le rivolgo queste domande perché sono convinto che attraverso i gesti e gli atteggiamenti possiamo comunicare un messaggio e una verità della nostra fede.
      Grazie infinite.

  320. Claudia Fiorentino

    Gentile Don Antonio
    E’ possibile nella Domenica delle Palme aggiungere questo rito: il celebrante consegna a coloro che fanno parte del cammino neocatecumenale i rami di ulivo o di palma, mentre tutti gli altri fedeli, compresi tanti bambini e ragazzi, li portano in mano dall’inizio della celebrazione. Dopo questa consegna che avviene con un rito ben preciso inizia la processione in chiesa dove si celebra la S. Messa. Mi chiedo anche se è opportuno per la comunità intera far vivere un rito soltanto per un gruppo della parrocchia.

  321. Mariarosaria L.

    Quando si prepara l’altare o si riordina la chiesa, per lavare ad esempio, e si deve necessariamente passare dinanzi al tabernacolo e anche più volte prima di concludere il lavoro, è bene genuflettersi sempre davanti al tabernacolo oppure solo all’inizio e alla fine del lavoro?

  322. redazione web

    Ringraziamo tutti coloro che hanno postato e posteranno messaggi per don Antonio Sorrentino che risponderà a tutti il prima possibile
    la redazione web

  323. Pasquale N.

    Caro don Antonio,

    ringraziandola di cuore per tutto ciò che fa, desidero rivolgerle alcuni quesiti:

    Quando il tabernacolo è dietro all’altare, il ministro che prende la pisside con le ostie consacrate durante l’Agnello di Dio è opportuno che faccia la genuflessione dopo aver aperto la porticina, oppure è bene che non faccia né la genuflessione e né l’inchino perché il Santissimo Sacramento è già sull’altare?

    Invece quando lo ripone dopo aver distribuito la S. Comunione, non essendoci più il Santissimo Sacramento sull’altare il ministro prima di chiudere la porticina del tabernacolo deve genuflettersi oppure inchinarsi? Questo atteggiamento va fatto solo dal ministro che lo ripone o anche da coloro che gli sono vicini oppure da tutti i ministri e ministranti che sono in presbiterio?

    Cordiali saluti.

  324. Antonio N.

    Rev. Mo don Antonio,

    quando il celebrante benedice con l’Evangeliario e con il Santissimo Sacramento l’assemblea tracciando su di essa un segno di croce, i fedeli che atteggiamento dovranno assumere: segnarsi anche loro con il segno di croce oppure no? Se si segnano, lo devono fare tutti contemporaneamente? Questo significa farlo con molta calma per dare la possibilità al ministro di benedire ogni lato della chiesa ed esprimerebbe, immagino, l’unità dell’assemblea.
    Oppure si segnano volta per volta i fedeli che si trovano sul lato verso il quale il ministro mostra l’Evangeliario o l’ostensorio col Santissimo Sacramento?

    Grazie infinite.

  325. Don Giovanni N.

    Rev.mo don Antonio Sorrentino,

    il Venerdì santo nella celebrazione della Passione del Signore si usa in genere il crocifisso.

    Il rito invece invita ad adorare la croce e non il crocifisso.

    Nel Venerdì santo infatti l’antifona che apre l’adorazione della croce è: Adoriamo la tua Croce Signore, lodiamo e glorifichiamo la tua santa risurrezione. Dal legno della Croce è venuta la gioia in tutto il mondo.

    In questo giorno celebriamo quindi già la Pasqua di Cristo.

    Durante la celebrazione della Passione bisogna usare quindi una croce senza l’immagine di Cristo crocifisso?

    La ringrazio di vero cuore.

  326. giuseppe malvone

    vorrei sapere se la benedizione a termine della messa del battesimo di gesù deve essere di natale, dell’epifania o del tempo ordinario 1 ???

  327. Giancarlo Giordano

    Carissimo Don Antonio, ho notato sempre più spesso, in varie chiese della Diocesi, un particolare comportamento dell’Assemblea. Ci si alza tutti, dopo la Santa Comunione, per “salutare” la reposizione del del Santissimo nel tabernacolo. E’ opportuno? A me, profano in materia liturgica, pare che tale gesto, seppur bello in sè, distragga da un’altra realtà, e cioè che a quel punto della Santa Messa Gesù è in noi e non solo nel tabernacolo. Che ne pensa?
    Grazie
    Giancarlo Giordano

  328. Silvia

    Rev.do Don Antonio,
    vorrei sapere se sia previsto – e in quali documenti- che i lettori debbano fare un inchino all’altare prima di salire all’ambone, oppure già saliti e se l’inchino vada fatto anche al termine della lettura (il SS.mo è al centro, la sede davanti al SS.mo). Grazie.

  329. Giuseppe

    Giuseppe scrive:
    28 giugno 2009 alle 22:29
    L’Istruzione Immensae caritatis riguardo ai ministri straordinari della Comunione recita così: Che cosa s’intende “per comunicarsi direttamente”? , come ciò avviene, in che modo, in quale circostanze.
    Grazie

  330. Guido Santoro

    Caro don Antonio colgo l’occasione per rivolgerLe un’ulteriore domanda che volevo fare da tempo:
    In varie celebrazioni eucaristiche a volte ho notato che per i motivi più vari l’assemblea esordisce con forti applausi, magari come segno di gratitudine o altro verso il Presidene o autorità civili ed ecclesiastiche intervenute. In proposito desidererei conoscere un suo parere circa anche l’opportunità di giungere a manifestazioni del genere. Ringrazio e auguro buone vacanze estive a tutti i visitatori di questo sito.

  331. Francesco Caldarelli

    In occasione delle prime comunioni, per quanto riguarda l’abbigliamento dei ragazzi, si ha un notevole esborso economico da parte dei genitori. In alcune parrocchie c’è l’abitudine di usare le tuniche “francescane”. Esiste qualche indicazione da parte della Cei?
    A tal proposito Lei che ne pensa? Ha qualche suggerimento?
    Francesco Caldarelli

    • Eugenio

      Gentile don Antonio, può il celebrante Comunicare l’organista prima di fare la comunione lui stesso? (Questo per consentire all’organista di suonare al momento della Comunione)
      Grazie infinite.

  332. Giuseppe

    L’Istruzione Immensae caritatis riguardo ai ministri straordinari della Comunione recita così:<> Che cosa s’intende “per comunicarsi direttamente”? , come ciò avviene, in che modo, in quale circostanze.
    Grazie

  333. Salvo

    Buongiorno don Antonio volevo avere qualche delucidazione su come fare una buona adorazione eucaristica, essendo diacono vorrei sapere se ci sono libri in commercio che spiegno tutti i passaggi da compiere, i silenzi e i canti da fare.
    grazie saluti

  334. Sabatino

    Caro Sacerdote
    quando il sacerdote o il diacono purificano il calice e la patena, prima di fare questa operazione non dovrebbero purificarsi le dita facendo cadere l’acqua nel calice e poi berla.
    Grazie

  335. Sabatino

    Caro sacerdote
    per favore potrebbe darmi l’ordine esatto delle parti da cercare sul messale
    colletta
    prefazio
    etc…
    grazie saluti

    • Anonimo

      colletta, prima lettura, salmo responsoriale ,seconda lettura , vangelo, credo ,preghiera fedeli, orazione sulle offerte, prefazio, preghiera eucaristica, riti di comunione, orazione dopo comunione.

  336. antonio fiore

    Caro don Antonio mi dite quando va acceso il cero pasquale nella varie liturgie e periodi?
    per esempio durante i funerali, durante il battesmo, durante il matrimonio, le comunioni, la cresima, le ordinazioni sacerdotali, diaconali, di lettori o accoliti, in quali periodi liturgici
    grazie

  337. antonio fiore

    Caro don antonio, per favore ancora sulla preghiera dei fedeli,
    quando c’è il diacono tocca a lui la lettura all’assemblea, o può essere fatta da qualsiasi fedele.
    grazie

  338. RICCIO PASQUALE

    caro don Antonio, si può fare la processione offertoriale nelle celebrazioni feriali e che cosa bisogna portare? Grazie

  339. carlo

    carlo scrive:
    17 aprile 2009 alle 21:54

    caro don antonio.volevo chiederle se nella messa domenicale si possono omettere le preghiere dei fedeli.grazie

  340. Guido Santoro

    Inviato il 08/03/2009 alle 20:08:58

    Caro don Antonio colgo l’occasione per porre un altro breve questito: durante la processione interna alla chiesa – prima della celebrazione eucaristica – la posizione della croce, rispetto alle due candele laterali, deve essere avanzata, centrale o arretrata? Nel ringraziare anticipatamente vorrei farLe giungere il mio apprezzamnto per stamattina 8.3.2009, quando presso la chiesa di Sant’Angelo avete tenuto nel battistero il breve incontro con i ragazzi per il rinnovo delle promesse battesimali perchè prossimanente dovranno ricevere la prima comunione; questo lo faccio perchè mi ha particolarmente colpito l’esempio che avete fatto ai giovanetti – presente anche mia figlia – allorquando li avete invitati ad accendere le proprie candele al cero pasquale, simbolo della luce di Cristo trasmessa a tutte le genti. Nella circostanza mi è piaciuto quando avete precisato che la candela,fino a quando rimane nella Chiesa non potrà mai spegnersi proprio perchè vicina a Cristo, viceversa se viene portata lontana da essa, come ad indicare coloro che scelgono di vivere fuori dalla Chiesa, enevitabilmente sarà destinata a spegnersi. Grazie di vero cuore e buon lavoro.

  341. Ezio

    ezio scrive:
    8 marzo 2009 alle 21:02

    Io più che un commento vi rivolgo un quesito. Se è corretto gettare pezzi di ostia nel piccolo recipiente dove i sacerdote si lava le dita prima di procedere alla distribuzione dell’eucarestia,Poi dopo loscioglimento l’acqua viene gettata nei vasi di fiori

  342. Marianna

    Caro Don Antonio,le vorrei chiedere visto che le processioni offertoriali, sono diventate sfilate folcloristiche,sarebbe piu’ opportuno una processione all’inzio della celebrazione eucaristica ?
    Es.: prima comunione,matrimoni ed altro…Grazie per la sua disponibilita’ la saluto affettuosamente.

  343. Enzo

    Caro don Antonio
    durante la via crucis, la croce con la stola viola può essere appoggiato all’altare prima e/o dopo le varie stazioni?
    Quante le stazioni da fare 14 o 15?
    Durante la recita dello “stabat Mater” il ritornello Santa Madre, deh voi fate… puo essere cantato dopo ognuna delle 15 strofe?
    Questa preghiera in particolare va fatta il venerdì santo?
    grazie per la sua sincera disponibilità.

  344. Giacomo

    Caro don Antonio perchè cambia in quaresima anche l’introduzione al Vangelo da
    alleluia a Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
    grazie

  345. Giacomo

    Don Antonio,
    potreste spiegare i vari colori liturgici e i loro tempi?
    grazie

  346. Matteo

    Perchè durante la celebrazione delle ceneri si omette il credo?
    grazie

  347. SERENA

    Caro don Antonio
    mi devo sposare tra poco e volevo sapere se dopo il saluto iniziale del celebrante può essere fatta una preghiera: la cosidetta preghiera iniziale,
    grazie e saluti

  348. Giorgio e Sara

    Caro sacerdote,
    siamo una coppia convivente che ha alle spalle un divorzio per entrambi.
    E’ inutile dire che la parte più brutta per la messa è il momento fatidico della comunione.
    Perchè non possiamo
    perchè non sperare che domani possa cambiare qualcosa in questa legge fatta dagli uomini?
    grazie
    Non ci risponda come qualche altro sacerdote, che basta cambiare chiesa.
    grazie

  349. Nicola Sessa

    Caro don Antonio,
    per favore mi spiegate a chi compete la lettura della preghiera dei fedeli?
    Al diacono,
    al sacerdote,
    al lettore istituito,
    al popolo,
    e da dove deve essere proclamata?
    Quante ne possono essere lette?
    grazie
    Nicola Sessa

  350. Fabio

    Caro don Antonio,
    oggi ho partecipato ad un funerale e mi ha colpito, in quanto per me inusuale, il fatto che il celebrante dopo il saluto iniziale, ha recitato l’Eterno riposo, è un fatto estemporaneo o la liturgia lo prevede.
    grazie per la cortese risposta

  351. Don Nello

    Vorrei porre all’attenzione di don Antonio e sapere un suo giudizio su una abitudine che in questi anni sta prendendo piede anche nelle nostre parrocchie: celebrare la Messa di prima comunione dei bambini in giorni di festa civile e non la domenica.
    Astenendomi da ogni commento sulla importanza della pasqua settimanale, vorrei ricordare che il richio grosso è di sottoporre anche i sacramenti a logiche lontane o addirittura opposte alla fede. Molte volte accontentare certe richieste potrebbe da subito guadagnare il plauso del richiedente, a lunga distanza potrebbe rivelarsi un danno serio. Grazie.

  352. Guido Santoro

    Salve,avrei due brevi quesiti da porre al caro don Antonio SORRENTINO:
    1°) durante le celebrazioni presiedute da un vescovo ho constatato che le cosiddette operazioni del “lavabo” si eseguono due volte: la prima sovrapponibile a quelle eseguite anche ndurante le celebrazioni presiedute da un presbitero e l’altra (presente il Vescovo) al termine della distribuzione del’eucaristia. In proposito desidererei conoscere se tale pratica dei due lavabi è prevista anche in altri tipi di celebrazioni (ad esempio dove non è presente un vescovo) e i motivi stotico-liturgici che hanno portato a questa diversità (due volte anzicchè una);
    2°) durante la processione interna ad una chiesa, mi riferisco alla processione che precede una celebrazione, la presenza della croce nella sua consueta posizione avanzata rispetto alla processione stessa, è sempre prevista? Tale quesito scaturisce dal fatto che in alcune circostanze ho potuto notare che la decisione di portare o meno la croce in processione è stata cambianta al momento, forse per il subentro di alcune circostanze che al momento sono a me ignote.
    In attesa del puntuale riscontro, porgo distinti saluti a tutta l’equipe di questo servizio.

  353. Alberto

    Caro don Antonio,
    potreste spiegare l’importanza dei padrini per il Battesimo e per la
    Cresima?

  354. Gabriella

    Il turiferaio al Vangelo deve rimanere vicino all’ambone o deve ritornare in sacrestia a riporre l’incensiere? Grazie.

  355. Domenico

    è preferibile che il coro sia inserito nel corpo dell’assemblea o che sia in un luogo a parte, come ad es. in quei vecchi spazi completamente disgiunti ove vi era anche l’organo???

  356. Domenico

    é un abuso acclamare nuovamente al Vangelo dopo la sua proclamazione? Nelle celebrazioni un pò più solenni si osserva che dopo la proclamazione del Vangelo, segue spesso nuovamente il canto dell’Alleluia, quindi il bacio del Libro, la sua elevazione…. E’ errato riproporre tale cosa anche nel contesto della canonica messa domenicale?

  357. Alfonso di salerno

    Caro reverendo,
    ho saputo leggendo il sito del vostro corso per lettori. Ieri ho partecipato ad un battesimo presso una chiesa di Salerno e ho visto, o meglio non ho visto nulla perchè tra fotografo e cineoperatore la celebrazione è stata preclusa ai più.
    Volevo chiedere, è possibile fare un corso anche per loro (per gli operatori dei flash intendo) ?
    Potrebbe dirmi se ci sono momenti della Celebrazione che non possono essere disturbati da nulla, neanche da un semplice click.
    Grazie per la sua risposta.

  358. AGNESE

    Caro Don Antonio Sorrentino, sono Agnese una bambina di otto anni,le vorrei chiedere , quando si recita il Padre Nostro,le mani sono rivolte al fratello vicino oppure il palmo rivolto verso il Signore?Grazie per la sua risposta.

  359. Giuseppe da Sarno

    Caro don Antonio per favore potrebbe regalarci qualche preghiera preparatoria alla Messa, per rassenerare lo spirito dopo l’inquinamento del vivere quotidiano.
    grazie

  360. Marinella di Eboli

    Caro sacerdote,
    volevo sapere se è lecito prendere la particola consacrata in mano durante la comunione, o se il sacerdote, o chi per esso deve amministrarla lui senza farla toccare al fedele.
    Grazie e saluti

  361. Gerardo di Nola

    Caro don Antonio,
    vorrei alcune delucidazioni in merito all’uso delle “torce” nelle solenni celebrazioni eucaristiche.
    Quante 4 o 6?
    Quando devono entrare ?
    Quando si devono inginocchiare e quando si devono alzare?
    L’incensiere va in mezzo?
    Quando si deve inginocchiare l’incensiere e quanto si deve alzare?
    Quando il corteo deve andare via?
    Perchè si compie questo gesto?
    Grazie
    Don Gerardo (diacono)

  362. arturo di serio

    Caro padre Antonio volevo chiederle, le benedizioni pasquali vanno fatte prima o dopo Pasqua? grazie.
    Arturo

    • diac. Giovanni Giulianelli

      Va detto che ciò di cui si sta parlando, più correttemente va definita “Benedizione delle famiglie”.
      Del resto mi sembra che non ci sia un a benedizione pasquale per le famiglie. Detto questo, penso che i sacri ministri passano nelle famiglie per la benedizione quando sia reso possibile dalle altre incombenze pastorali.

  363. Mena Pizzuti

    Rev.mo don Antonio Sorrentino,
    vorrei sapere se liturgicamente è corretto celebrare nella stessa funzione le lodi e la messa.

  364. Michele di Salerno

    Caro don antonio, nel ringraziarla per l’opportunità che ci offre vorrei alcuni ragguagli in merito alle “processioni offertoriali”. Sono cresciuto solo con il pane ed il vino, oggi al momento della processione si vede di tutto. Chitarre, libri, bambini, famiglie, mani piene e mani vuote, insomma una volta per sempre ci può chiarire come va fatta la processione offertoriale, cosa va portato? dove vanno collocate le cose portate? ai piedi dell’altare? e poi è proprio necessaria farla, liturgicamente parlando?
    Grazie per la cortesia della risposta.
    Michele Ferrara

  365. Francesco Caldarelli

    Caro Padre Antonio,
    come altri potrei farle mille domande relative alla liturgia, e Lei da persona preparatissima mi risponderebbe chiarendomi i dubbi e le lacune.
    Visto che ho l’opportunità di potere dialogare con Lei, vorrei invece, farLe una richiesta venuta dal cuore: come potere trasformare la propria partecipazione alla celebrazione da semplice entità, in senso figurativo inteso come numero, ad una partecipazione attiva intesa in tutti i sensi.
    Nella speranza di ricevere una Vs risposta in merito, colgo l’occasione per porgerLe cordiali saluti.
    Francesco Caldarelli

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