Rubrica di Liturgia a cura di don Antonio Sorrentino - Clicca per leggere le risposte alle domande e per formulare la tua
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Di seguito vi proponiamo le risposte che don Antonio Sorrentino (insegnante di lituriga e direttore dell’ufficio liturgico diocesano) ha dato a tutte le vostre  domande postate nella rubrica web liturgia. Chiunque volesse proporre altri quesiti può farlo inserendo la domanda nel link preposto per i commenti in fondo alla pagina dopo tutti i commenti già ricevuti.

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Inchino all’altare da parte dei lettori

56 commenti »

  • Francesco Caldarelli scrive:

    Caro Padre Antonio,
    come altri potrei farle mille domande relative alla liturgia, e Lei da persona preparatissima mi risponderebbe chiarendomi i dubbi e le lacune.
    Visto che ho l’opportunità di potere dialogare con Lei, vorrei invece, farLe una richiesta venuta dal cuore: come potere trasformare la propria partecipazione alla celebrazione da semplice entità, in senso figurativo inteso come numero, ad una partecipazione attiva intesa in tutti i sensi.
    Nella speranza di ricevere una Vs risposta in merito, colgo l’occasione per porgerLe cordiali saluti.
    Francesco Caldarelli

  • Michele di Salerno scrive:

    Caro don antonio, nel ringraziarla per l’opportunità che ci offre vorrei alcuni ragguagli in merito alle “processioni offertoriali”. Sono cresciuto solo con il pane ed il vino, oggi al momento della processione si vede di tutto. Chitarre, libri, bambini, famiglie, mani piene e mani vuote, insomma una volta per sempre ci può chiarire come va fatta la processione offertoriale, cosa va portato? dove vanno collocate le cose portate? ai piedi dell’altare? e poi è proprio necessaria farla, liturgicamente parlando?
    Grazie per la cortesia della risposta.
    Michele Ferrara

  • Mena Pizzuti scrive:

    Rev.mo don Antonio Sorrentino,
    vorrei sapere se liturgicamente è corretto celebrare nella stessa funzione le lodi e la messa.

  • arturo di serio scrive:

    Caro padre Antonio volevo chiederle, le benedizioni pasquali vanno fatte prima o dopo Pasqua? grazie.
    Arturo

  • Gerardo di Nola scrive:

    Caro don Antonio,
    vorrei alcune delucidazioni in merito all’uso delle “torce” nelle solenni celebrazioni eucaristiche.
    Quante 4 o 6?
    Quando devono entrare ?
    Quando si devono inginocchiare e quando si devono alzare?
    L’incensiere va in mezzo?
    Quando si deve inginocchiare l’incensiere e quanto si deve alzare?
    Quando il corteo deve andare via?
    Perchè si compie questo gesto?
    Grazie
    Don Gerardo (diacono)

  • Marinella di Eboli scrive:

    Caro sacerdote,
    volevo sapere se è lecito prendere la particola consacrata in mano durante la comunione, o se il sacerdote, o chi per esso deve amministrarla lui senza farla toccare al fedele.
    Grazie e saluti

  • Giuseppe da Sarno scrive:

    Caro don Antonio per favore potrebbe regalarci qualche preghiera preparatoria alla Messa, per rassenerare lo spirito dopo l’inquinamento del vivere quotidiano.
    grazie

  • AGNESE scrive:

    Caro Don Antonio Sorrentino, sono Agnese una bambina di otto anni,le vorrei chiedere , quando si recita il Padre Nostro,le mani sono rivolte al fratello vicino oppure il palmo rivolto verso il Signore?Grazie per la sua risposta.

  • Alfonso di salerno scrive:

    Caro reverendo,
    ho saputo leggendo il sito del vostro corso per lettori. Ieri ho partecipato ad un battesimo presso una chiesa di Salerno e ho visto, o meglio non ho visto nulla perchè tra fotografo e cineoperatore la celebrazione è stata preclusa ai più.
    Volevo chiedere, è possibile fare un corso anche per loro (per gli operatori dei flash intendo) ?
    Potrebbe dirmi se ci sono momenti della Celebrazione che non possono essere disturbati da nulla, neanche da un semplice click.
    Grazie per la sua risposta.

  • Domenico scrive:

    é un abuso acclamare nuovamente al Vangelo dopo la sua proclamazione? Nelle celebrazioni un pò più solenni si osserva che dopo la proclamazione del Vangelo, segue spesso nuovamente il canto dell’Alleluia, quindi il bacio del Libro, la sua elevazione…. E’ errato riproporre tale cosa anche nel contesto della canonica messa domenicale?

  • Domenico scrive:

    è preferibile che il coro sia inserito nel corpo dell’assemblea o che sia in un luogo a parte, come ad es. in quei vecchi spazi completamente disgiunti ove vi era anche l’organo???

  • Gabriella scrive:

    Il turiferaio al Vangelo deve rimanere vicino all’ambone o deve ritornare in sacrestia a riporre l’incensiere? Grazie.

  • Alberto scrive:

    Caro don Antonio,
    potreste spiegare l’importanza dei padrini per il Battesimo e per la
    Cresima?

  • Guido Santoro scrive:

    Salve,avrei due brevi quesiti da porre al caro don Antonio SORRENTINO:
    1°) durante le celebrazioni presiedute da un vescovo ho constatato che le cosiddette operazioni del “lavabo” si eseguono due volte: la prima sovrapponibile a quelle eseguite anche ndurante le celebrazioni presiedute da un presbitero e l’altra (presente il Vescovo) al termine della distribuzione del’eucaristia. In proposito desidererei conoscere se tale pratica dei due lavabi è prevista anche in altri tipi di celebrazioni (ad esempio dove non è presente un vescovo) e i motivi stotico-liturgici che hanno portato a questa diversità (due volte anzicchè una);
    2°) durante la processione interna ad una chiesa, mi riferisco alla processione che precede una celebrazione, la presenza della croce nella sua consueta posizione avanzata rispetto alla processione stessa, è sempre prevista? Tale quesito scaturisce dal fatto che in alcune circostanze ho potuto notare che la decisione di portare o meno la croce in processione è stata cambianta al momento, forse per il subentro di alcune circostanze che al momento sono a me ignote.
    In attesa del puntuale riscontro, porgo distinti saluti a tutta l’equipe di questo servizio.

  • Don Nello scrive:

    Vorrei porre all’attenzione di don Antonio e sapere un suo giudizio su una abitudine che in questi anni sta prendendo piede anche nelle nostre parrocchie: celebrare la Messa di prima comunione dei bambini in giorni di festa civile e non la domenica.
    Astenendomi da ogni commento sulla importanza della pasqua settimanale, vorrei ricordare che il richio grosso è di sottoporre anche i sacramenti a logiche lontane o addirittura opposte alla fede. Molte volte accontentare certe richieste potrebbe da subito guadagnare il plauso del richiedente, a lunga distanza potrebbe rivelarsi un danno serio. Grazie.

  • Fabio scrive:

    Caro don Antonio,
    oggi ho partecipato ad un funerale e mi ha colpito, in quanto per me inusuale, il fatto che il celebrante dopo il saluto iniziale, ha recitato l’Eterno riposo, è un fatto estemporaneo o la liturgia lo prevede.
    grazie per la cortese risposta

  • Nicola Sessa scrive:

    Caro don Antonio,
    per favore mi spiegate a chi compete la lettura della preghiera dei fedeli?
    Al diacono,
    al sacerdote,
    al lettore istituito,
    al popolo,
    e da dove deve essere proclamata?
    Quante ne possono essere lette?
    grazie
    Nicola Sessa

  • Giorgio e Sara scrive:

    Caro sacerdote,
    siamo una coppia convivente che ha alle spalle un divorzio per entrambi.
    E’ inutile dire che la parte più brutta per la messa è il momento fatidico della comunione.
    Perchè non possiamo
    perchè non sperare che domani possa cambiare qualcosa in questa legge fatta dagli uomini?
    grazie
    Non ci risponda come qualche altro sacerdote, che basta cambiare chiesa.
    grazie

  • SERENA scrive:

    Caro don Antonio
    mi devo sposare tra poco e volevo sapere se dopo il saluto iniziale del celebrante può essere fatta una preghiera: la cosidetta preghiera iniziale,
    grazie e saluti

  • Matteo scrive:

    Perchè durante la celebrazione delle ceneri si omette il credo?
    grazie

  • Giacomo scrive:

    Don Antonio,
    potreste spiegare i vari colori liturgici e i loro tempi?
    grazie

  • Giacomo scrive:

    Caro don Antonio perchè cambia in quaresima anche l’introduzione al Vangelo da
    alleluia a Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!
    grazie

  • Enzo scrive:

    Caro don Antonio
    durante la via crucis, la croce con la stola viola può essere appoggiato all’altare prima e/o dopo le varie stazioni?
    Quante le stazioni da fare 14 o 15?
    Durante la recita dello “stabat Mater” il ritornello Santa Madre, deh voi fate… puo essere cantato dopo ognuna delle 15 strofe?
    Questa preghiera in particolare va fatta il venerdì santo?
    grazie per la sua sincera disponibilità.

  • Marianna scrive:

    Caro Don Antonio,le vorrei chiedere visto che le processioni offertoriali, sono diventate sfilate folcloristiche,sarebbe piu’ opportuno una processione all’inzio della celebrazione eucaristica ?
    Es.: prima comunione,matrimoni ed altro…Grazie per la sua disponibilita’ la saluto affettuosamente.

  • Ezio scrive:

    ezio scrive:
    8 marzo 2009 alle 21:02

    Io più che un commento vi rivolgo un quesito. Se è corretto gettare pezzi di ostia nel piccolo recipiente dove i sacerdote si lava le dita prima di procedere alla distribuzione dell’eucarestia,Poi dopo loscioglimento l’acqua viene gettata nei vasi di fiori

  • Guido Santoro scrive:

    Inviato il 08/03/2009 alle 20:08:58

    Caro don Antonio colgo l’occasione per porre un altro breve questito: durante la processione interna alla chiesa – prima della celebrazione eucaristica – la posizione della croce, rispetto alle due candele laterali, deve essere avanzata, centrale o arretrata? Nel ringraziare anticipatamente vorrei farLe giungere il mio apprezzamnto per stamattina 8.3.2009, quando presso la chiesa di Sant’Angelo avete tenuto nel battistero il breve incontro con i ragazzi per il rinnovo delle promesse battesimali perchè prossimanente dovranno ricevere la prima comunione; questo lo faccio perchè mi ha particolarmente colpito l’esempio che avete fatto ai giovanetti – presente anche mia figlia – allorquando li avete invitati ad accendere le proprie candele al cero pasquale, simbolo della luce di Cristo trasmessa a tutte le genti. Nella circostanza mi è piaciuto quando avete precisato che la candela,fino a quando rimane nella Chiesa non potrà mai spegnersi proprio perchè vicina a Cristo, viceversa se viene portata lontana da essa, come ad indicare coloro che scelgono di vivere fuori dalla Chiesa, enevitabilmente sarà destinata a spegnersi. Grazie di vero cuore e buon lavoro.

  • carlo scrive:

    carlo scrive:
    17 aprile 2009 alle 21:54

    caro don antonio.volevo chiederle se nella messa domenicale si possono omettere le preghiere dei fedeli.grazie

  • RICCIO PASQUALE scrive:

    caro don Antonio, si può fare la processione offertoriale nelle celebrazioni feriali e che cosa bisogna portare? Grazie

  • antonio fiore scrive:

    Caro don antonio, per favore ancora sulla preghiera dei fedeli,
    quando c’è il diacono tocca a lui la lettura all’assemblea, o può essere fatta da qualsiasi fedele.
    grazie

  • antonio fiore scrive:

    Caro don Antonio mi dite quando va acceso il cero pasquale nella varie liturgie e periodi?
    per esempio durante i funerali, durante il battesmo, durante il matrimonio, le comunioni, la cresima, le ordinazioni sacerdotali, diaconali, di lettori o accoliti, in quali periodi liturgici
    grazie

  • Sabatino scrive:

    Caro sacerdote
    per favore potrebbe darmi l’ordine esatto delle parti da cercare sul messale
    colletta
    prefazio
    etc…
    grazie saluti

  • Sabatino scrive:

    Caro Sacerdote
    quando il sacerdote o il diacono purificano il calice e la patena, prima di fare questa operazione non dovrebbero purificarsi le dita facendo cadere l’acqua nel calice e poi berla.
    Grazie

  • Salvo scrive:

    Buongiorno don Antonio volevo avere qualche delucidazione su come fare una buona adorazione eucaristica, essendo diacono vorrei sapere se ci sono libri in commercio che spiegno tutti i passaggi da compiere, i silenzi e i canti da fare.
    grazie saluti

  • Giuseppe scrive:

    L’Istruzione Immensae caritatis riguardo ai ministri straordinari della Comunione recita così:<> Che cosa s’intende “per comunicarsi direttamente”? , come ciò avviene, in che modo, in quale circostanze.
    Grazie

  • Francesco Caldarelli scrive:

    In occasione delle prime comunioni, per quanto riguarda l’abbigliamento dei ragazzi, si ha un notevole esborso economico da parte dei genitori. In alcune parrocchie c’è l’abitudine di usare le tuniche “francescane”. Esiste qualche indicazione da parte della Cei?
    A tal proposito Lei che ne pensa? Ha qualche suggerimento?
    Francesco Caldarelli

    • Eugenio scrive:

      Gentile don Antonio, può il celebrante Comunicare l’organista prima di fare la comunione lui stesso? (Questo per consentire all’organista di suonare al momento della Comunione)
      Grazie infinite.

  • Guido Santoro scrive:

    Caro don Antonio colgo l’occasione per rivolgerLe un’ulteriore domanda che volevo fare da tempo:
    In varie celebrazioni eucaristiche a volte ho notato che per i motivi più vari l’assemblea esordisce con forti applausi, magari come segno di gratitudine o altro verso il Presidene o autorità civili ed ecclesiastiche intervenute. In proposito desidererei conoscere un suo parere circa anche l’opportunità di giungere a manifestazioni del genere. Ringrazio e auguro buone vacanze estive a tutti i visitatori di questo sito.

  • Giuseppe scrive:

    Giuseppe scrive:
    28 giugno 2009 alle 22:29
    L’Istruzione Immensae caritatis riguardo ai ministri straordinari della Comunione recita così: Che cosa s’intende “per comunicarsi direttamente”? , come ciò avviene, in che modo, in quale circostanze.
    Grazie

  • Silvia scrive:

    Rev.do Don Antonio,
    vorrei sapere se sia previsto – e in quali documenti- che i lettori debbano fare un inchino all’altare prima di salire all’ambone, oppure già saliti e se l’inchino vada fatto anche al termine della lettura (il SS.mo è al centro, la sede davanti al SS.mo). Grazie.

  • Giancarlo Giordano scrive:

    Carissimo Don Antonio, ho notato sempre più spesso, in varie chiese della Diocesi, un particolare comportamento dell’Assemblea. Ci si alza tutti, dopo la Santa Comunione, per “salutare” la reposizione del del Santissimo nel tabernacolo. E’ opportuno? A me, profano in materia liturgica, pare che tale gesto, seppur bello in sè, distragga da un’altra realtà, e cioè che a quel punto della Santa Messa Gesù è in noi e non solo nel tabernacolo. Che ne pensa?
    Grazie
    Giancarlo Giordano

  • giuseppe malvone scrive:

    vorrei sapere se la benedizione a termine della messa del battesimo di gesù deve essere di natale, dell’epifania o del tempo ordinario 1 ???

  • Don Giovanni N. scrive:

    Rev.mo don Antonio Sorrentino,

    il Venerdì santo nella celebrazione della Passione del Signore si usa in genere il crocifisso.

    Il rito invece invita ad adorare la croce e non il crocifisso.

    Nel Venerdì santo infatti l’antifona che apre l’adorazione della croce è: Adoriamo la tua Croce Signore, lodiamo e glorifichiamo la tua santa risurrezione. Dal legno della Croce è venuta la gioia in tutto il mondo.

    In questo giorno celebriamo quindi già la Pasqua di Cristo.

    Durante la celebrazione della Passione bisogna usare quindi una croce senza l’immagine di Cristo crocifisso?

    La ringrazio di vero cuore.

  • Antonio N. scrive:

    Rev. Mo don Antonio,

    quando il celebrante benedice con l’Evangeliario e con il Santissimo Sacramento l’assemblea tracciando su di essa un segno di croce, i fedeli che atteggiamento dovranno assumere: segnarsi anche loro con il segno di croce oppure no? Se si segnano, lo devono fare tutti contemporaneamente? Questo significa farlo con molta calma per dare la possibilità al ministro di benedire ogni lato della chiesa ed esprimerebbe, immagino, l’unità dell’assemblea.
    Oppure si segnano volta per volta i fedeli che si trovano sul lato verso il quale il ministro mostra l’Evangeliario o l’ostensorio col Santissimo Sacramento?

    Grazie infinite.

  • Pasquale N. scrive:

    Caro don Antonio,

    ringraziandola di cuore per tutto ciò che fa, desidero rivolgerle alcuni quesiti:

    Quando il tabernacolo è dietro all’altare, il ministro che prende la pisside con le ostie consacrate durante l’Agnello di Dio è opportuno che faccia la genuflessione dopo aver aperto la porticina, oppure è bene che non faccia né la genuflessione e né l’inchino perché il Santissimo Sacramento è già sull’altare?

    Invece quando lo ripone dopo aver distribuito la S. Comunione, non essendoci più il Santissimo Sacramento sull’altare il ministro prima di chiudere la porticina del tabernacolo deve genuflettersi oppure inchinarsi? Questo atteggiamento va fatto solo dal ministro che lo ripone o anche da coloro che gli sono vicini oppure da tutti i ministri e ministranti che sono in presbiterio?

    Cordiali saluti.

  • redazione web scrive:

    Ringraziamo tutti coloro che hanno postato e posteranno messaggi per don Antonio Sorrentino che risponderà a tutti il prima possibile
    la redazione web

  • Mariarosaria L. scrive:

    Quando si prepara l’altare o si riordina la chiesa, per lavare ad esempio, e si deve necessariamente passare dinanzi al tabernacolo e anche più volte prima di concludere il lavoro, è bene genuflettersi sempre davanti al tabernacolo oppure solo all’inizio e alla fine del lavoro?

  • Claudia Fiorentino scrive:

    Gentile Don Antonio
    E’ possibile nella Domenica delle Palme aggiungere questo rito: il celebrante consegna a coloro che fanno parte del cammino neocatecumenale i rami di ulivo o di palma, mentre tutti gli altri fedeli, compresi tanti bambini e ragazzi, li portano in mano dall’inizio della celebrazione. Dopo questa consegna che avviene con un rito ben preciso inizia la processione in chiesa dove si celebra la S. Messa. Mi chiedo anche se è opportuno per la comunità intera far vivere un rito soltanto per un gruppo della parrocchia.

  • clara r. scrive:

    Caro don Antonio,

    nutro una profonda stima di lei. Le chiedo pertanto per quale motivo su uno stesso argomento gli esperti in liturgia hanno idee diverse. Ad esempio lei nel libro Celebriamo con Gioia sottolineando l’importanza dell’ambone scrive: …è bene, almeno nelle feste, ornarlo con fiori e con un drappo, preferibilmente del colore liturgico del giorno. In una rivista di formazione liturgica altri esperti in campo liturgico evidenziano invece che non essendoci delle norme a riguardo e che le indicazioni sul colore esistono solo per i paramenti dei ministri, per l’ambone è opportuno il colore bianco poiché è un luogo pasquale richiamando il sepolcro vuoto.

    Cordiali saluti

    • Antonio N. scrive:

      Rev. Mo don Antonio,

      la ringrazio profondamente per la risposta che mi ha dato. Alla luce di ciò che ha scritto in merito ad un quesito sulla genuflessione che non è necessario fare quando durante la celebrazione eucaristica si prende o si ripone la pisside nel tabernacolo che è dietro l’altare, le chiedo se non è opportuno almeno fare solo un inchino. Questa domanda nasce da una riflessione fatta leggendo una sua risposta in cui ha scritto che se nel presbiterio c’è il tabernacolo e il lettore vi passa davanti, si fa solo l’inchino profondo (cioè con il corpo).
      Inoltre in un’altra risposta lei ha scritto: Nel riporre la pisside a fine Comunione, se il ministro ha ricevuto l’Eucarestia, ha già presente Gesù in sé e pertanto non genuflette, ma semplicemente depone la pisside e chiude il tabernacolo. Ma nel Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico al n. 39 è scritto: … il ministro … se avanzano particole, ripone il Sacramento nel tabernacolo e genuflette, anche se potrebbe avere in sé Gesù come viene specificato nel n. 36.
      Infine durante la celebrazione della parola di Dio il ministro quando prende la pisside dal tabernacolo deve genuflettersi? Dal n. 33 del suddetto rito non viene specificato.
      Rev. Mo don Antonio, le rivolgo queste domande perché sono convinto che attraverso i gesti e gli atteggiamenti possiamo comunicare un messaggio e una verità della nostra fede.
      Grazie infinite.

  • Mariarosaria L. scrive:

    Caro don Antonio,

    ringraziandola della risposta che mi ha dato, desidero rivolgerle altri quesiti:

    il primo riguarda una semplice precisazione. Lei ha scritto che è bene fare una bella genuflessione all’inizio e alla fine dell’impegno quando bisogna passare molte volte dinanzi al tabernacolo. Credo che lo stesso ragionamento valga se bisogna passare continuamente davanti all’altare, facendo quindi un inchino profondo solo all’inizio e alla fine dell’impegno. E’ giusto?

    Inoltre nei tempi forti, come in quaresima, durante la celebrazione eucaristica a cui partecipano i fanciulli del catechismo e dell’Azione cattolica, precisamente alla presentazione dei doni si possono portare dei segni come la tenda ( Trasfigurazione ), un rotolo di pergamena ( la Legge ), una candela che vengono spiegati agli incontri di catechesi che si svolgono durante la settimana? Ho notato che durante la Messa domenicale con questi segni i bambini si sentono particolarmente coinvolti.

    Infine i bambini che frequentano il catechismo vengono naturalmente suddivisi in gruppi che sono seguiti dai catechisti. E’ corretto definire i gruppi col termine di classe? Mi sembra poco opportuno perché dà l’idea della scuola mentre il catechismo non è una lezione scolastica.

    Cordiali saluti.

  • Claudia F. scrive:

    Gentile Don Antonio,

    grazie per la sua grande disponibilità.

    Desidero rivolgerle due quesiti:

    Quando si celebra l’Eucaristia in suffragio di un caro a un mese dalla morte ( trigesimo ) si preparano le foto del defunto chiedendo di benedirle.
    E’ possibile benedire le foto di un defunto?

    Durante la celebrazione eucaristica sia domenicale che feriale è possibile far recitare, e non cantare, da un lettore il salmo responsoriale per intero cioè senza leggere il ritornello, né all’inizio, né dopo le strofe e né alla fine?

    Grazie infinite.

  • p. napolitano scrive:

    Caro don Antonio,

    ho letto con attenzione il testo che lei ha scritto: Incontri eucaristici, Edizioni Dottrinari.
    A pag. 16 ho trovato scritto: 11 Non si genuflette immediatamente prima e dopo la benedizione, nel prendere e nel deporre la pisside o l’ostensorio.
    Ma questa norma rituale non è in contrasto con la norma indicata dal Cerimoniale dei vescovi al n. 394 sulla processione eucaristica: Terminata l’orazione, il vescovo riceve il velo omerale, sale all’altare, genuflette e, aiutato dal diacono, prende l’ostensorio, tenendolo alzato con entrambe le mani coperte dal velo, si volta verso il popolo e traccia con l’ostensorio un segno di croce senza dire nulla. Dopo di che, il diacono riceve l’ostensorio dalle mani del vescovo e lo colloca sopra l’altare. Il vescovo e il diacono genuflettono. Quindi mentre il vescovo resta in ginocchio davanti all’altare, il diacono porta con riverenza il sacramento alla cappella della riposizione.

    Un secondo quesito:

    Il Venerdì santo c’è la consuetudine di coprire le croci con un velo. In genere il colore di questo velo è viola.
    Non sarebbe opportuno evitare il colore viola, perché il Venerdì santo non è il funerale di Gesù e perché il colore liturgico di questo giorno è rosso. Di quale colore è bene che sia il velo?

    La ringrazio in anticipo per le risposte.

    Cordiali saluti.

  • Andrea F. scrive:

    Rev.mo don Antonio,

    per quale motivo al termine di un’adorazione eucaristica il sacerdote non dice nulla quando con il Sacramento fa il segno di croce sul popolo ( cfr. 116 del Rito della comunione fuori della Messa e Culto eucaristico)?

    E’ lo stesso motivo per cui durante la Messa il sacerdote benedice l’incenso con un segno di croce senza dire nulla ( OGMR 120)?

    Al termine della Via Crucis il sacerdote o il diacono possono benedire l’assemblea con la croce che i fedeli hanno portato in processione per raggiungere le stazioni?

    Se fosse possibile, anche in questo caso si farebbe il segno della croce senza dire nulla? Oppure si potrebbe dire: Vi benedica Dio onnipotente Padre…

    La ringrazio di vero cuore.

  • Clara R. scrive:

    Carissimo don Antonio,

    grazie infinite per l’aiuto che ci dà con le sue risposte.

    Un primo quesito:

    Per valorizzare il passaggio dalla liturgia della Parola a quella eucaristica è possibile invitare, al momento della presentazione dei doni, i fedeli a disporsi attorno alla mensa eucaristica?

    Un secondo quesito:

    Qual è il significato di velare le croci e le immagini dei santi dalla V domenica di quaresima ( cf Precisazioni CEI n.21) ?

    Perché è bene velare o rimuovere le croci dopo la Messa in Coena Domini, com’è suggerito a pag. 144 del Messale Romano?

    Cordiali saluti.

  • SALVATORE scrive:

    Salve Padre!
    Mi chiamo Salvatore Di Blasi, sono un siciliano residente a Salerno da 3 anni. Sono un compositore di musica sacra e direttore di coro, nonchè cantante lirico, cresciuto liturgicamente e spiritualmente con Monsignor Giuseppe Liberto, direttore del Coro della Cappella Sistina. In Sicilia ho formato 3 corali polifoniche e 1 di voci bianche anchessa polifonica. Non nascondo il mio disagio misicale alla partecipazione della Celebbrazione Eucaristica sia Domenicale che nelle Solennità, non solo per inesattezze liturgiche da parte di alcuni Sacerdoti, ma anche per la carenza di preparazione musicale-liturgica. Ho cercato di farmi presente a dare una mano, ma uno “praparato come me a Salerno è troppo” (così spesso mi hanno risposto alcuni sacerdoti)….Perchè tutto questo disinteresse alla Preghiera Musicale Liturgica? Spero di avere sue notizie….così magari riusciro a partecipare alla Santa Messa e non vedere il sacerdote che al momento della Preghiera Cantata mette lo sterio….Grazie

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