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	<title>Commenti a: Web Liturgia</title>
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	<description>Aiello e Acquamela di Baronissi (SA) - Arcidiocesi di Salerno - Campagna - Acerno</description>
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		<title>Di: Teresa L.</title>
		<link>http://www.parrocchiasanpietro.it/area-comunicazione/web-liturgia/#comment-7050</link>
		<dc:creator>Teresa L.</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:06:51 +0000</pubDate>
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		<description>Caro don Antonio,

le scrivo per un suggerimento in virtù della sua esperienza di parroco.
Lei ha scritto in una risposta sulla Visita pasquale del parroco alle famiglie: Sembra inopportuno raccogliere offerte, ad evitare il rischio di una interpretazione errata della visita.
Alla luce della sua esperienza, per far svolgere dei lavori in una parrocchia e renderla più bella è opportuno coinvolgere i fedeli dal punto di vista economico? Se fosse così, in che modo andrebbero coinvolti?
Le pongo anche un quesito sulla liturgia:
Durante la S. Messa di Prima Comunione eucaristica è opportuno invitare i fanciulli, che devono ricevere per la prima volta Gesù Eucaristia, dopo aver ascoltato il Vangelo a venire in processione a baciare l’Evangeliario che il sacerdote tiene aperto? Il sacerdote dovrà stare accanto all’ambone oppure può stare al centro davanti all’altare? E’ bene invitare anche i loro genitori a compiere questo gesto? Anche i catechisti del gruppo che riceve il Sacramento o tutti i catechisti presenti? Chi altro ancora?
Prima e dopo aver baciato l’Evangeliario si fa un inchino? Se fosse così, l’inchino è solo col capo o profondo?
Per questo rito se non si avesse a disposizione un’Evangeliario, si potrebbe usare il Lezionario aperto per il bacio sulla pagina del Vangelo?
Infine i fanciulli possono entrare con un fiore, ad esempio un giglio, come vedo fare un po’ dovunque? Qual è il significato del giglio? Perché si porta un fiore nella processione d’ingresso?
Complimenti per aver creato una rubrica così interessante ed utile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro don Antonio,</p>
<p>le scrivo per un suggerimento in virtù della sua esperienza di parroco.<br />
Lei ha scritto in una risposta sulla Visita pasquale del parroco alle famiglie: Sembra inopportuno raccogliere offerte, ad evitare il rischio di una interpretazione errata della visita.<br />
Alla luce della sua esperienza, per far svolgere dei lavori in una parrocchia e renderla più bella è opportuno coinvolgere i fedeli dal punto di vista economico? Se fosse così, in che modo andrebbero coinvolti?<br />
Le pongo anche un quesito sulla liturgia:<br />
Durante la S. Messa di Prima Comunione eucaristica è opportuno invitare i fanciulli, che devono ricevere per la prima volta Gesù Eucaristia, dopo aver ascoltato il Vangelo a venire in processione a baciare l’Evangeliario che il sacerdote tiene aperto? Il sacerdote dovrà stare accanto all’ambone oppure può stare al centro davanti all’altare? E’ bene invitare anche i loro genitori a compiere questo gesto? Anche i catechisti del gruppo che riceve il Sacramento o tutti i catechisti presenti? Chi altro ancora?<br />
Prima e dopo aver baciato l’Evangeliario si fa un inchino? Se fosse così, l’inchino è solo col capo o profondo?<br />
Per questo rito se non si avesse a disposizione un’Evangeliario, si potrebbe usare il Lezionario aperto per il bacio sulla pagina del Vangelo?<br />
Infine i fanciulli possono entrare con un fiore, ad esempio un giglio, come vedo fare un po’ dovunque? Qual è il significato del giglio? Perché si porta un fiore nella processione d’ingresso?<br />
Complimenti per aver creato una rubrica così interessante ed utile.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marcello M.</title>
		<link>http://www.parrocchiasanpietro.it/area-comunicazione/web-liturgia/#comment-7048</link>
		<dc:creator>Marcello M.</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 16:37:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasanpietro.it/?page_id=5483#comment-7048</guid>
		<description>Rev. mo don Antonio,

vorrei avere qualche chiarimento sull’uso dei campanelli e delle campane.

E’ bene suonare il campanello prima che inizi la S. Messa anche se c’è il canto d’ingresso?
Questo campanello può essere messo in chiesa, vicino alla porta della sacrestia in modo che il celebrante quando esce può suonarlo? Oppure può stare ovunque se viene suonato dai fedeli?
 
In alcune chiese sento che alla consacrazione si suona il campanello quattro volte. Quando il sacerdote stende le mani sul pane e sul vino, quando li presenta per l’adorazione e quando il celebrante dice Mistero della fede. Dopo la riforma liturgica è giusto suonarlo? E anche quattro volte? A me sembra che l’OGMR indichi tre volte al n. 150 che recita: Poco prima della consacrazione, il ministro, se è opportuno, avverte i fedeli con un segno di campanello. Così pure suona il campanello alla presentazione al popolo dell’ostia consacrata e del calice secondo le consuetudini locali.

Durante la Messa in Coena Domini alla sera del Giovedì santo e durante la Veglia pasquale mentre si canta Il Gloria si suonano le campane. Allo stesso tempo all’interno della chiesa dove sono radunati i fedeli si può suonare il campanello che si usa per l’inizio della S. Messa e/o i campanelli che si usano per la consacrazione?

Le campane invece quando devono essere suonate? Quando il sacerdote sta per iniziare a celebrare? Un tempo ben preciso prima che inizi la celebrazione? In questo caso quanto tempo prima?

E’ bene e consigliabile far suonare le campane della chiesa quando si celebra la S. Messa durante la consacrazione per avvertire i fedeli del quartiere che in quel momento nella propria parrocchia si sta vivendo questo momento rituale così importante? Se è bene farlo, i fedeli che si trovano nelle strade devono segnarsi col segno della croce? E anche possibile suggerire di fermare le attività per qualche secondo per orientare il proprio pensiero a Dio?
Il segno della croce infine va fatto ogni volta che si sente il suono della campana che indica l’ora, la mezz’ora e il quarto d’ora?   

Le porgo cordiali saluti.

Marcello M.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rev. mo don Antonio,</p>
<p>vorrei avere qualche chiarimento sull’uso dei campanelli e delle campane.</p>
<p>E’ bene suonare il campanello prima che inizi la S. Messa anche se c’è il canto d’ingresso?<br />
Questo campanello può essere messo in chiesa, vicino alla porta della sacrestia in modo che il celebrante quando esce può suonarlo? Oppure può stare ovunque se viene suonato dai fedeli?</p>
<p>In alcune chiese sento che alla consacrazione si suona il campanello quattro volte. Quando il sacerdote stende le mani sul pane e sul vino, quando li presenta per l’adorazione e quando il celebrante dice Mistero della fede. Dopo la riforma liturgica è giusto suonarlo? E anche quattro volte? A me sembra che l’OGMR indichi tre volte al n. 150 che recita: Poco prima della consacrazione, il ministro, se è opportuno, avverte i fedeli con un segno di campanello. Così pure suona il campanello alla presentazione al popolo dell’ostia consacrata e del calice secondo le consuetudini locali.</p>
<p>Durante la Messa in Coena Domini alla sera del Giovedì santo e durante la Veglia pasquale mentre si canta Il Gloria si suonano le campane. Allo stesso tempo all’interno della chiesa dove sono radunati i fedeli si può suonare il campanello che si usa per l’inizio della S. Messa e/o i campanelli che si usano per la consacrazione?</p>
<p>Le campane invece quando devono essere suonate? Quando il sacerdote sta per iniziare a celebrare? Un tempo ben preciso prima che inizi la celebrazione? In questo caso quanto tempo prima?</p>
<p>E’ bene e consigliabile far suonare le campane della chiesa quando si celebra la S. Messa durante la consacrazione per avvertire i fedeli del quartiere che in quel momento nella propria parrocchia si sta vivendo questo momento rituale così importante? Se è bene farlo, i fedeli che si trovano nelle strade devono segnarsi col segno della croce? E anche possibile suggerire di fermare le attività per qualche secondo per orientare il proprio pensiero a Dio?<br />
Il segno della croce infine va fatto ogni volta che si sente il suono della campana che indica l’ora, la mezz’ora e il quarto d’ora?   </p>
<p>Le porgo cordiali saluti.</p>
<p>Marcello M.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Simona</title>
		<link>http://www.parrocchiasanpietro.it/area-comunicazione/web-liturgia/#comment-7047</link>
		<dc:creator>Simona</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 17:53:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasanpietro.it/?page_id=5483#comment-7047</guid>
		<description>Carissimo don Antonio,

esiste uno schema ben preciso per la recita del Rosario, come c’è per i riti, oppure gli schemi possono essere diversi?

Quando si recita o si canta il Gloria al Padre, si può dire come sento spesso: Sia Gloria …? Oppure il termine Sia non va aggiunto? Quando si recita o si canta questa preghiera durante il Rosario vedo fare il segno della croce. E’ bene farlo? Inoltre alle parole Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo si fa un inchino. E’ corretto questo gesto? Se lo fosse, l’inchino deve essere solo col capo o profondo cioè con tutto il corpo?

Nella preghiera dell’Ave Maria sento dire spesso: … Tu sei la benedetta fra le donne. Si può far precedere il termine benedetta con l’articolo “la”?

Quando si recita il Padre nostro durante il Rosario bisogna concluderlo con Amen? Si conclude con Amen anche ogni Ave Maria e Gloria al Padre? 
Il Padre nostro va recitato con le braccia allargate come si fa per la S. Messa?

Quando per ogni mistero si recita il Padre nostro, 10 Ave Maria e il Gloria al Padre bisogna stare seduti, in piedi o in ginocchio?

Il Salve Regina va recitato o cantato stando in piedi?

La preghiera dopo le litanie va recitata dal celebrante stando in piedi, mentre tutti i fedeli stanno seduti?

La preghiera “ O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci … della tua divina misericordia. Questa preghiera riguarda un’apparizione di Fatima? Si può aggiungere: O – mio – divina nei punti sopra indicati come sento dire?

L’editrice Shalom ha pubblicato un libro che è sempre più diffuso: “Pregate, pregate, pregate”. Sembra che alimenti troppe novene, devozioni avendo eccessivi riferimenti alle cosiddette rivelazioni private . E’ positivo questo? Cosa ne pensa di questo libro? Si può consigliare ai fedeli sicuri che porterà solo benefici?

Grazie per tutto ciò che fa per noi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo don Antonio,</p>
<p>esiste uno schema ben preciso per la recita del Rosario, come c’è per i riti, oppure gli schemi possono essere diversi?</p>
<p>Quando si recita o si canta il Gloria al Padre, si può dire come sento spesso: Sia Gloria …? Oppure il termine Sia non va aggiunto? Quando si recita o si canta questa preghiera durante il Rosario vedo fare il segno della croce. E’ bene farlo? Inoltre alle parole Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo si fa un inchino. E’ corretto questo gesto? Se lo fosse, l’inchino deve essere solo col capo o profondo cioè con tutto il corpo?</p>
<p>Nella preghiera dell’Ave Maria sento dire spesso: … Tu sei la benedetta fra le donne. Si può far precedere il termine benedetta con l’articolo “la”?</p>
<p>Quando si recita il Padre nostro durante il Rosario bisogna concluderlo con Amen? Si conclude con Amen anche ogni Ave Maria e Gloria al Padre?<br />
Il Padre nostro va recitato con le braccia allargate come si fa per la S. Messa?</p>
<p>Quando per ogni mistero si recita il Padre nostro, 10 Ave Maria e il Gloria al Padre bisogna stare seduti, in piedi o in ginocchio?</p>
<p>Il Salve Regina va recitato o cantato stando in piedi?</p>
<p>La preghiera dopo le litanie va recitata dal celebrante stando in piedi, mentre tutti i fedeli stanno seduti?</p>
<p>La preghiera “ O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci … della tua divina misericordia. Questa preghiera riguarda un’apparizione di Fatima? Si può aggiungere: O – mio – divina nei punti sopra indicati come sento dire?</p>
<p>L’editrice Shalom ha pubblicato un libro che è sempre più diffuso: “Pregate, pregate, pregate”. Sembra che alimenti troppe novene, devozioni avendo eccessivi riferimenti alle cosiddette rivelazioni private . E’ positivo questo? Cosa ne pensa di questo libro? Si può consigliare ai fedeli sicuri che porterà solo benefici?</p>
<p>Grazie per tutto ciò che fa per noi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Rosaria S.</title>
		<link>http://www.parrocchiasanpietro.it/area-comunicazione/web-liturgia/#comment-7045</link>
		<dc:creator>Rosaria S.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 20:56:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasanpietro.it/?page_id=5483#comment-7045</guid>
		<description>Caro don Antonio,

le vorrei chiedere una precisazione su una risposta che lei ha dato sulla riverenza da fare quando si riceve la Comunione in mano o direttamente in bocca. Lei ha scritto facendo riferimento a OGMR n.160: Fino a oggi, nessuna indicazione precisa è stata data a riguardo.  Pertanto, basta un leggero inchino, che apre la sequenza rituale della Comunione: riverenza, astensione dell’Ostia, atto di fede (“il Corpo di Cristo.  Amen.”).
A me sembra che sia stata data dai vescovi italiani una norma chiara. Faccio riferimento all’Indicazioni particolari, n. 4 dell’Istruzione della Conferenza episcopale italiana del 1989 che permette la Comunione sulla mano: Il fedele che desidera ricevere la comunione sulla mano presenta al ministro entrambe le mani, … e mentre riceve con rispetto il Corpo di Cristo risponde Amen facendo un leggero inchino.
Da questo documento mi sembra di capire che l’inchino vada fatto non per aprire la sequenza rituale ma per concluderla dovendola fare quando si dice Amen. Mi può chiarire questo dubbio?

Inoltre bisogna invitare ad assumere l’atteggiamento giusto coloro che prima di ricevere la Comunione, davanti al sacerdote, invece dell’inchino fanno la genuflessione?

In diverse risposte lei ci ha insegnato che è preferibile evitare l’espressione Gesù Sacramentato preferendo Gesù Eucaristia o Gesù Eucaristico. E’ opportuno usare altre due espressioni: Gesù Comunione e Santissimo Sacramento? 

Vorrei considerare il caso in cui un ministro straordinario porta la Comunione agli ammalati in un momento della giornata al di fuori della celebrazione eucaristica. E’ possibile questo? Oppure i ministri devono ricevere la Comunione da portare ai malati solo durante la Messa? Se è possibile portarla anche durante la giornata, è corretto da parte del ministro straordinario dire quando si rivolge al sacerdote: Posso avere delle particole, oppure delle Ostie? I ministri straordinari possono aprire il tabernacolo e prendere Gesù Eucaristia da sé, o devono riceverla dal sacerdote? Se possono farlo da soli, è bene che genuflettano prima o dopo aver aperto la porticina del tabernacolo? Inoltre è opportuno che prendano le Ostie consacrate direttamente dalla pisside che sta nel tabernacolo oppure è bene portare la pisside sull’altare e lì mettere nella teca le particole consacrate e poi riporre la pisside nel tabernacolo? In quest’ultimo caso è bene accendere le candele dell’altare? Il ministro dopo aver riposto la pisside nel tabernacolo deve genuflettersi o inchinarsi oppure non compie nessun segno di riverenza portando con sé la teca con Gesù Eucarestia? 
Infine non deve esserci nessun segno per far comprendere che il ministro che sta camminando per strada porta con sé la teca contenente Gesù Eucaristia?

Le sono profondamente grato e le porgo distinti saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro don Antonio,</p>
<p>le vorrei chiedere una precisazione su una risposta che lei ha dato sulla riverenza da fare quando si riceve la Comunione in mano o direttamente in bocca. Lei ha scritto facendo riferimento a OGMR n.160: Fino a oggi, nessuna indicazione precisa è stata data a riguardo.  Pertanto, basta un leggero inchino, che apre la sequenza rituale della Comunione: riverenza, astensione dell’Ostia, atto di fede (“il Corpo di Cristo.  Amen.”).<br />
A me sembra che sia stata data dai vescovi italiani una norma chiara. Faccio riferimento all’Indicazioni particolari, n. 4 dell’Istruzione della Conferenza episcopale italiana del 1989 che permette la Comunione sulla mano: Il fedele che desidera ricevere la comunione sulla mano presenta al ministro entrambe le mani, … e mentre riceve con rispetto il Corpo di Cristo risponde Amen facendo un leggero inchino.<br />
Da questo documento mi sembra di capire che l’inchino vada fatto non per aprire la sequenza rituale ma per concluderla dovendola fare quando si dice Amen. Mi può chiarire questo dubbio?</p>
<p>Inoltre bisogna invitare ad assumere l’atteggiamento giusto coloro che prima di ricevere la Comunione, davanti al sacerdote, invece dell’inchino fanno la genuflessione?</p>
<p>In diverse risposte lei ci ha insegnato che è preferibile evitare l’espressione Gesù Sacramentato preferendo Gesù Eucaristia o Gesù Eucaristico. E’ opportuno usare altre due espressioni: Gesù Comunione e Santissimo Sacramento? </p>
<p>Vorrei considerare il caso in cui un ministro straordinario porta la Comunione agli ammalati in un momento della giornata al di fuori della celebrazione eucaristica. E’ possibile questo? Oppure i ministri devono ricevere la Comunione da portare ai malati solo durante la Messa? Se è possibile portarla anche durante la giornata, è corretto da parte del ministro straordinario dire quando si rivolge al sacerdote: Posso avere delle particole, oppure delle Ostie? I ministri straordinari possono aprire il tabernacolo e prendere Gesù Eucaristia da sé, o devono riceverla dal sacerdote? Se possono farlo da soli, è bene che genuflettano prima o dopo aver aperto la porticina del tabernacolo? Inoltre è opportuno che prendano le Ostie consacrate direttamente dalla pisside che sta nel tabernacolo oppure è bene portare la pisside sull’altare e lì mettere nella teca le particole consacrate e poi riporre la pisside nel tabernacolo? In quest’ultimo caso è bene accendere le candele dell’altare? Il ministro dopo aver riposto la pisside nel tabernacolo deve genuflettersi o inchinarsi oppure non compie nessun segno di riverenza portando con sé la teca con Gesù Eucarestia?<br />
Infine non deve esserci nessun segno per far comprendere che il ministro che sta camminando per strada porta con sé la teca contenente Gesù Eucaristia?</p>
<p>Le sono profondamente grato e le porgo distinti saluti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sabatino C.</title>
		<link>http://www.parrocchiasanpietro.it/area-comunicazione/web-liturgia/#comment-7044</link>
		<dc:creator>Sabatino C.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 17:28:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasanpietro.it/?page_id=5483#comment-7044</guid>
		<description>Rev. mo don Antonio,
le scrivo per rivolgerle alcune domande sui ministranti.

Prima che inizi la processione d’ingresso e dopo che la celebrazione è terminata, i ministri e i ministranti devono fare in sacrestia un inchino alla croce? Se è bene farla e se nella sacrestia c’è una croce, l’inchino va fatto a quest’ultima oppure alla croce processionale? Quando si fa l’inchino il celebrante recita una formula, del genere Procediamo in pace. In questo caso qual è la risposta dei ministranti? Al termine della celebrazione i ministranti dicono Prosit. Questo va detto mentre si fa l’inchino alla croce o subito dopo? Qual è la risposta del celebrante se i ministranti sono molti?
L’inchino alla croce prima e dopo la celebrazione va fatto solo se si tratta della
S. Messa o si fa anche prima e dopo di iniziare un matrimonio, un funerale, una liturgia della Parola, una veglia di preghiera, ecc.? L’inchino va fatto anche prima di iniziare un momento di adorazione eucaristica essendoci sull’altare il Santissimo Sacramento? Quando si fa l’inchino all’inizio e alla fine e si recita la formula bisogna farsi il segno della croce?

Quando si canta l’Alleluia i ministranti che portano il turibolo e la navicella
devono mettersi in ginocchio per far amministrare l’incenso al sacerdote? Il
sacerdote amministra l’incenso stando seduto, come vedo spesso, o in piedi? Dopo aver amministrato l’incenso, il sacerdote tracciando un segno di croce benedice l’incenso. Perché l’incenso viene benedetto? Inoltre è possibile usare in sostituzione dell’incenso la mirra, se questa come prodotto assomiglia molto all’incenso? I ministranti che portano il turibolo e la navicella devono fare un inchino al sacerdote sia prima che dopo aver fatto amministrare l’incenso? L’inchino lo fanno anche quando il sacerdote benedice l’incenso? Infine è corretto che dopo che l’incenso è stato amministrato, chi porta la navicella ritorna in sacrestia o si mette in un posto
riservato ai ministranti, mentre solo chi porta il turibolo con i ceroferari accompagna il ministro all’ambone per la proclamazione del Vangelo?

La ringrazio di vero cuore per ciò che ci insegnerà e che metteremo in pratica in parrocchia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rev. mo don Antonio,<br />
le scrivo per rivolgerle alcune domande sui ministranti.</p>
<p>Prima che inizi la processione d’ingresso e dopo che la celebrazione è terminata, i ministri e i ministranti devono fare in sacrestia un inchino alla croce? Se è bene farla e se nella sacrestia c’è una croce, l’inchino va fatto a quest’ultima oppure alla croce processionale? Quando si fa l’inchino il celebrante recita una formula, del genere Procediamo in pace. In questo caso qual è la risposta dei ministranti? Al termine della celebrazione i ministranti dicono Prosit. Questo va detto mentre si fa l’inchino alla croce o subito dopo? Qual è la risposta del celebrante se i ministranti sono molti?<br />
L’inchino alla croce prima e dopo la celebrazione va fatto solo se si tratta della<br />
S. Messa o si fa anche prima e dopo di iniziare un matrimonio, un funerale, una liturgia della Parola, una veglia di preghiera, ecc.? L’inchino va fatto anche prima di iniziare un momento di adorazione eucaristica essendoci sull’altare il Santissimo Sacramento? Quando si fa l’inchino all’inizio e alla fine e si recita la formula bisogna farsi il segno della croce?</p>
<p>Quando si canta l’Alleluia i ministranti che portano il turibolo e la navicella<br />
devono mettersi in ginocchio per far amministrare l’incenso al sacerdote? Il<br />
sacerdote amministra l’incenso stando seduto, come vedo spesso, o in piedi? Dopo aver amministrato l’incenso, il sacerdote tracciando un segno di croce benedice l’incenso. Perché l’incenso viene benedetto? Inoltre è possibile usare in sostituzione dell’incenso la mirra, se questa come prodotto assomiglia molto all’incenso? I ministranti che portano il turibolo e la navicella devono fare un inchino al sacerdote sia prima che dopo aver fatto amministrare l’incenso? L’inchino lo fanno anche quando il sacerdote benedice l’incenso? Infine è corretto che dopo che l’incenso è stato amministrato, chi porta la navicella ritorna in sacrestia o si mette in un posto<br />
riservato ai ministranti, mentre solo chi porta il turibolo con i ceroferari accompagna il ministro all’ambone per la proclamazione del Vangelo?</p>
<p>La ringrazio di vero cuore per ciò che ci insegnerà e che metteremo in pratica in parrocchia.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Rosanna M.</title>
		<link>http://www.parrocchiasanpietro.it/area-comunicazione/web-liturgia/#comment-7042</link>
		<dc:creator>Rosanna M.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 08:23:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasanpietro.it/?page_id=5483#comment-7042</guid>
		<description>Caro don Antonio,

le rivolgo alcuni quesiti sulla celebrazione di un funerale.

Al termine del rito dell’esequie è previsto l’uso dell’incenso per il corpo del defunto. E’ obbligatorio oppure è facoltativo?

Oltre al corpo del defunto è opportuno incensare anche il cero pasquale? Se fosse possibile va incensato prima o dopo il corpo del defunto? 

Inoltre è bene mettere l’Evangeliario sulla bara sempre, oppure è opportuno riservare questo segno ai fedeli che in parrocchia si sono impegnati nella catechesi oppure in altre attività pastorali?

Durante il rito dell’aspersione dell’acqua benedetta i ministri, i ministranti e i fedeli possono segnarsi col segno della croce? Poiché questo gesto non è previsto dal rito, è bene suggerirlo ai fedeli? 

Il sacerdote quando usa l’acqua santa e poi l’incenso, può prima aspergere e incensare tracciando prima il segno della croce sul corpo e poi girare intorno, oppure bisogna scegliere tra la prima e la seconda modalità? 

Qual è il significato di girare intorno? Il significato è lo stesso quando s’incensa l’altare durante la celebrazione eucaristica?

Infine sotto la bara si prepara un tappeto. Poiché mi sembra che non sia previsto dalle norme, che significato ha?

Caro padre, che suggerimenti può darci per far partecipare attivamente in queste celebrazioni i fedeli che in genere non vengono in chiesa?

La ringrazio per la sua disponibilità e per gli insegnamenti preziosi che ci donerà.

Rosanna M.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro don Antonio,</p>
<p>le rivolgo alcuni quesiti sulla celebrazione di un funerale.</p>
<p>Al termine del rito dell’esequie è previsto l’uso dell’incenso per il corpo del defunto. E’ obbligatorio oppure è facoltativo?</p>
<p>Oltre al corpo del defunto è opportuno incensare anche il cero pasquale? Se fosse possibile va incensato prima o dopo il corpo del defunto? </p>
<p>Inoltre è bene mettere l’Evangeliario sulla bara sempre, oppure è opportuno riservare questo segno ai fedeli che in parrocchia si sono impegnati nella catechesi oppure in altre attività pastorali?</p>
<p>Durante il rito dell’aspersione dell’acqua benedetta i ministri, i ministranti e i fedeli possono segnarsi col segno della croce? Poiché questo gesto non è previsto dal rito, è bene suggerirlo ai fedeli? </p>
<p>Il sacerdote quando usa l’acqua santa e poi l’incenso, può prima aspergere e incensare tracciando prima il segno della croce sul corpo e poi girare intorno, oppure bisogna scegliere tra la prima e la seconda modalità? </p>
<p>Qual è il significato di girare intorno? Il significato è lo stesso quando s’incensa l’altare durante la celebrazione eucaristica?</p>
<p>Infine sotto la bara si prepara un tappeto. Poiché mi sembra che non sia previsto dalle norme, che significato ha?</p>
<p>Caro padre, che suggerimenti può darci per far partecipare attivamente in queste celebrazioni i fedeli che in genere non vengono in chiesa?</p>
<p>La ringrazio per la sua disponibilità e per gli insegnamenti preziosi che ci donerà.</p>
<p>Rosanna M.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Flavio F.</title>
		<link>http://www.parrocchiasanpietro.it/area-comunicazione/web-liturgia/#comment-7035</link>
		<dc:creator>Flavio F.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 21:25:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasanpietro.it/?page_id=5483#comment-7035</guid>
		<description>Gent. mo don Antonio,

dopo la distribuzione dell’Eucaristia, quando il ministro porta nella cappella del Santissimo le particole avanzate percorrendo la navata dove naturalmente ci sono i banchi, i fedeli che in genere sono seduti devono alzarsi in segno di venerazione? E&#039; bene fare un inchino sia restando seduti e sia dopo essersi alzati?
Ho letto l’Ordinamento generale del Messale Romano ma non ho trovato nessuna rubrica a riguardo. 

Il Rito della Comunione fuori della Messa e culto eucaristico al n. 114 a pag. 83 prescrive: …il ministro genuflesso incensa il santissimo Sacramento.
Invece il n. 117 a pag. 85 recita: Il ministro straordinario …stando in ginocchio, mentre si fa un canto adatto, incensa il Sacramento.
Il Cerimoniale dei Vescovi al n. 94 scrive: Per incensare il ss. Sacramento si sta in ginocchio.
Le chiedo: Il santissimo Sacramento va incensato stando genuflessi o in ginocchio?

L’Ordinamento generale del Messale Romano al n. 277 afferma: … Con tre colpi del turibolo si incensano: il Ss.mo Sacramento …
In una recente risposta lei ha scritto: E’ previsto che vi sia incensazione (con tre tiri doppi) a ciascuna delle due elevazioni dopo la consacrazione.
Le domando: I tre colpi del turibolo di cui parla OGMR 277 significano i tre tiri doppi, come lei ha scritto, e significano anche i tre tratti di turibolo com’è scritto nel Cerimoniale dei Vescovi al n. 92?
A coloro che sono abituati ad incensare il Ss.mo Sacramento con tre tiri tripli, bisogna spiegare che è sbagliato? 
Com’è nata l’abitudine dei tre tiri tripli?

In una risposta, sull’uso dell’incenso durante la consacrazione lei ha scritto: … e si alzano al “Mistero della fede”. Il turiferario, fatta la genuflessione all’eucarestia, ritorna in sacrestia… (e questo l&#039;ho visto fare in piazza san Pietro nelle celebrazioni presiedute dal Papa.
Ma l’Ordinamento generale del Messale Romano al n. 274 scrive: … I ministri che portano la croce processionale o i ceri, al posto della genuflessione fanno un inchino col capo. Questa rubrica credo che sia un richiamo del n. 70 del Cerimoniale dei Vescovi che afferma: Non compiono né la genuflessione, né l’inchino profondo coloro che portano oggetti che servono per la celebrazione, ad esempio la croce, i candelieri, il libro dei vangeli.
Sembra implicito il riferimento al turiferario che portando un oggetto non deve genuflettersi. Può chiarirmi anche questo dubbio, cioè se il turiferario deve genuflettersi oppure no?

La saluto molto cordialmente nella consapevolezza che ciò che ci insegnerà verrà messo in pratica nella nostra comunità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gent. mo don Antonio,</p>
<p>dopo la distribuzione dell’Eucaristia, quando il ministro porta nella cappella del Santissimo le particole avanzate percorrendo la navata dove naturalmente ci sono i banchi, i fedeli che in genere sono seduti devono alzarsi in segno di venerazione? E&#8217; bene fare un inchino sia restando seduti e sia dopo essersi alzati?<br />
Ho letto l’Ordinamento generale del Messale Romano ma non ho trovato nessuna rubrica a riguardo. </p>
<p>Il Rito della Comunione fuori della Messa e culto eucaristico al n. 114 a pag. 83 prescrive: …il ministro genuflesso incensa il santissimo Sacramento.<br />
Invece il n. 117 a pag. 85 recita: Il ministro straordinario …stando in ginocchio, mentre si fa un canto adatto, incensa il Sacramento.<br />
Il Cerimoniale dei Vescovi al n. 94 scrive: Per incensare il ss. Sacramento si sta in ginocchio.<br />
Le chiedo: Il santissimo Sacramento va incensato stando genuflessi o in ginocchio?</p>
<p>L’Ordinamento generale del Messale Romano al n. 277 afferma: … Con tre colpi del turibolo si incensano: il Ss.mo Sacramento …<br />
In una recente risposta lei ha scritto: E’ previsto che vi sia incensazione (con tre tiri doppi) a ciascuna delle due elevazioni dopo la consacrazione.<br />
Le domando: I tre colpi del turibolo di cui parla OGMR 277 significano i tre tiri doppi, come lei ha scritto, e significano anche i tre tratti di turibolo com’è scritto nel Cerimoniale dei Vescovi al n. 92?<br />
A coloro che sono abituati ad incensare il Ss.mo Sacramento con tre tiri tripli, bisogna spiegare che è sbagliato?<br />
Com’è nata l’abitudine dei tre tiri tripli?</p>
<p>In una risposta, sull’uso dell’incenso durante la consacrazione lei ha scritto: … e si alzano al “Mistero della fede”. Il turiferario, fatta la genuflessione all’eucarestia, ritorna in sacrestia… (e questo l&#8217;ho visto fare in piazza san Pietro nelle celebrazioni presiedute dal Papa.<br />
Ma l’Ordinamento generale del Messale Romano al n. 274 scrive: … I ministri che portano la croce processionale o i ceri, al posto della genuflessione fanno un inchino col capo. Questa rubrica credo che sia un richiamo del n. 70 del Cerimoniale dei Vescovi che afferma: Non compiono né la genuflessione, né l’inchino profondo coloro che portano oggetti che servono per la celebrazione, ad esempio la croce, i candelieri, il libro dei vangeli.<br />
Sembra implicito il riferimento al turiferario che portando un oggetto non deve genuflettersi. Può chiarirmi anche questo dubbio, cioè se il turiferario deve genuflettersi oppure no?</p>
<p>La saluto molto cordialmente nella consapevolezza che ciò che ci insegnerà verrà messo in pratica nella nostra comunità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefania P.</title>
		<link>http://www.parrocchiasanpietro.it/area-comunicazione/web-liturgia/#comment-7034</link>
		<dc:creator>Stefania P.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 20:41:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasanpietro.it/?page_id=5483#comment-7034</guid>
		<description>Carissimo don Antonio,
l’Ordinamento generale del Messale Romano al n. 54 relativo alla Colletta recita: Poi il sacerdote invita il popolo a pregare e tutti insieme con lui stanno per qualche momento in silenzio, per prendere coscienza di essere alla presenza di Dio e poter formulare nel cuore le proprie intenzioni di preghiera.
L’Orazionale per la preghiera dei fedeli a pag. 11 prescrive prima dell’Orazione presidenziale conclusiva: Ciascuno quindi prega brevemente in silenzio.
Le chiedo: la preghiera che si formula nel proprio cuore in questi due momenti dovrà ispirarsi a qualche criterio particolare, distinto nei due casi, oppure si formulano con una profonda spontaneità?
Inoltre durante la celebrazione eucaristica nella Preghiera dei fedeli è possibile aggiungere intenzioni specifiche facenti riferimento a situazioni concrete e precise? Ad esempio pregare per una persona specificando il suo nome ed il suo problema che può essere una malattia, un intervento chirurgico, difficoltà familiari, ecc.?
Se durante la S. Messa è presente un diacono, è opportuno che la preghiera dei fedeli sia letta da lettori laici?
Invece quando il diacono è assente, le singole intenzioni possono essere affidate a più lettori, o è opportuno che sia un unico lettore a proporre tutte le intenzioni?
Infine una domanda non sulle rubriche ma sul buon senso e sul buon gusto	:colui che ha terminato di leggere le intenzioni è bene che aspetti all’ambone con l’orazionale aperto tra le mani per poi metterlo a posto solo dopo che il celebrante ha recitato l’Orazione presidenziale conclusiva?
Complimenti per aver pensato ad una rubrica che offre risposte chiare e precise.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo don Antonio,<br />
l’Ordinamento generale del Messale Romano al n. 54 relativo alla Colletta recita: Poi il sacerdote invita il popolo a pregare e tutti insieme con lui stanno per qualche momento in silenzio, per prendere coscienza di essere alla presenza di Dio e poter formulare nel cuore le proprie intenzioni di preghiera.<br />
L’Orazionale per la preghiera dei fedeli a pag. 11 prescrive prima dell’Orazione presidenziale conclusiva: Ciascuno quindi prega brevemente in silenzio.<br />
Le chiedo: la preghiera che si formula nel proprio cuore in questi due momenti dovrà ispirarsi a qualche criterio particolare, distinto nei due casi, oppure si formulano con una profonda spontaneità?<br />
Inoltre durante la celebrazione eucaristica nella Preghiera dei fedeli è possibile aggiungere intenzioni specifiche facenti riferimento a situazioni concrete e precise? Ad esempio pregare per una persona specificando il suo nome ed il suo problema che può essere una malattia, un intervento chirurgico, difficoltà familiari, ecc.?<br />
Se durante la S. Messa è presente un diacono, è opportuno che la preghiera dei fedeli sia letta da lettori laici?<br />
Invece quando il diacono è assente, le singole intenzioni possono essere affidate a più lettori, o è opportuno che sia un unico lettore a proporre tutte le intenzioni?<br />
Infine una domanda non sulle rubriche ma sul buon senso e sul buon gusto	:colui che ha terminato di leggere le intenzioni è bene che aspetti all’ambone con l’orazionale aperto tra le mani per poi metterlo a posto solo dopo che il celebrante ha recitato l’Orazione presidenziale conclusiva?<br />
Complimenti per aver pensato ad una rubrica che offre risposte chiare e precise.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Elvira</title>
		<link>http://www.parrocchiasanpietro.it/area-comunicazione/web-liturgia/#comment-7032</link>
		<dc:creator>Elvira</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 18:01:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasanpietro.it/?page_id=5483#comment-7032</guid>
		<description>Rev. mo don Antonio,

il Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico al n. 237 a pag. 118 sulle Acclamazioni afferma: Se si ritiene opportuno, dopo la benedizione eucaristica (com’è anche scritto nel Benedizionale al n. 2526 a pag. 1148) o prima della reposizione si possono dire, secondo le consuetudini locali, le acclamazioni seguenti: Dio sia benedetto…

Il n. 117 a pag. 85 recita invece: … Durante la reposizione il popolo conclude, secondo l’opportunità, con qualche acclamazione (Cfr n. 237).

Le chiedo: Perché i due numeri del Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico indicano due soluzioni  diverse?  
Il n. 117 infatti afferma: Durante la reposizione, mentre il n. 237 recita: dopo la benedizione eucaristica o prima della reposizione.

Di queste due indicazioni, quale bisogna seguire?

Inoltre le acclamazioni vanno solo recitate o possono essere anche cantate? E devono essere recitate o cantate prima dal solista e poi ripetute da tutta l’assemblea, oppure recitate o cantate da tutti contemporaneamente?

Nel primo caso, quello del solista, quest’ultimo può essere il celebrante stesso?  

Le acclamazioni vanno recitate o cantate in ginocchio, seduti o in piedi? Perché non è stata scritta una rubrica che indichi qual è il giusto atteggiamento?

Mentre il ministro toglie l’Ostia dall’ostensorio (è bene dire togliere l’Ostia?) e la ripone nel tabernacolo, si può eseguire un canto? Potrebbe essere mariano, oppure il riferimento a Maria non è opportuno? Oppure è bene che la riposizione avvenga nel silenzio?

Infine considerando che il tabernacolo sia dietro all’altare, il ministro al termine dell’adorazione genuflette 3 volte? Prima di togliere l’Ostia, prima di chiudere la portoncina del tabernacolo e infine davanti all’altare per ritirarsi come si fa dopo la celebrazione eucaristica?

Caro don Antonio, grazie per l’aiuto che ci dà sempre per capire come comportarsi durante le celebrazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rev. mo don Antonio,</p>
<p>il Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico al n. 237 a pag. 118 sulle Acclamazioni afferma: Se si ritiene opportuno, dopo la benedizione eucaristica (com’è anche scritto nel Benedizionale al n. 2526 a pag. 1148) o prima della reposizione si possono dire, secondo le consuetudini locali, le acclamazioni seguenti: Dio sia benedetto…</p>
<p>Il n. 117 a pag. 85 recita invece: … Durante la reposizione il popolo conclude, secondo l’opportunità, con qualche acclamazione (Cfr n. 237).</p>
<p>Le chiedo: Perché i due numeri del Rito della comunione fuori della Messa e culto eucaristico indicano due soluzioni  diverse?<br />
Il n. 117 infatti afferma: Durante la reposizione, mentre il n. 237 recita: dopo la benedizione eucaristica o prima della reposizione.</p>
<p>Di queste due indicazioni, quale bisogna seguire?</p>
<p>Inoltre le acclamazioni vanno solo recitate o possono essere anche cantate? E devono essere recitate o cantate prima dal solista e poi ripetute da tutta l’assemblea, oppure recitate o cantate da tutti contemporaneamente?</p>
<p>Nel primo caso, quello del solista, quest’ultimo può essere il celebrante stesso?  </p>
<p>Le acclamazioni vanno recitate o cantate in ginocchio, seduti o in piedi? Perché non è stata scritta una rubrica che indichi qual è il giusto atteggiamento?</p>
<p>Mentre il ministro toglie l’Ostia dall’ostensorio (è bene dire togliere l’Ostia?) e la ripone nel tabernacolo, si può eseguire un canto? Potrebbe essere mariano, oppure il riferimento a Maria non è opportuno? Oppure è bene che la riposizione avvenga nel silenzio?</p>
<p>Infine considerando che il tabernacolo sia dietro all’altare, il ministro al termine dell’adorazione genuflette 3 volte? Prima di togliere l’Ostia, prima di chiudere la portoncina del tabernacolo e infine davanti all’altare per ritirarsi come si fa dopo la celebrazione eucaristica?</p>
<p>Caro don Antonio, grazie per l’aiuto che ci dà sempre per capire come comportarsi durante le celebrazioni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Salvatore Festinese</title>
		<link>http://www.parrocchiasanpietro.it/area-comunicazione/web-liturgia/#comment-7030</link>
		<dc:creator>Salvatore Festinese</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 10:34:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasanpietro.it/?page_id=5483#comment-7030</guid>
		<description>Carissimo don Antonio,

tra poco celebreremo la solennità dell’Assunzione della B. V. Maria.

L’affermazione che questa festa è  la memoria della Pasqua della Madre di Dio, è corretta?

Sarebbe significativo accendere il cero pasquale durante la celebrazione vespertina del 14 e anche del 15?

Il cero dove potrebbe essere messo? 

          Potrebbe anche essere incensato all’inizio, durante la preparazione dei doni e alla fine?

	Infine è vero che parlando della Madre di Dio è bene evitare il termine Madonna, perchè ha un riferimento generico alle donne ed invece è meglio usare espressioni del tipo la Vergine, l’Immacolata? E&#039; questo il motivo per cui nel Messale Romano in nessuna preghiera compare il termine Madonna? Ed è per lo stesso motivo che il Messale a pag. 440 ha il titolo della benedizione solenne &quot;Nelle feste della Madonna&quot; scritto in rosso, che dovrebbe essere un modo di scrivere per indicare che non va letto?
 

	Grazie per la sua profonda disponibilità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo don Antonio,</p>
<p>tra poco celebreremo la solennità dell’Assunzione della B. V. Maria.</p>
<p>L’affermazione che questa festa è  la memoria della Pasqua della Madre di Dio, è corretta?</p>
<p>Sarebbe significativo accendere il cero pasquale durante la celebrazione vespertina del 14 e anche del 15?</p>
<p>Il cero dove potrebbe essere messo? </p>
<p>          Potrebbe anche essere incensato all’inizio, durante la preparazione dei doni e alla fine?</p>
<p>	Infine è vero che parlando della Madre di Dio è bene evitare il termine Madonna, perchè ha un riferimento generico alle donne ed invece è meglio usare espressioni del tipo la Vergine, l’Immacolata? E&#8217; questo il motivo per cui nel Messale Romano in nessuna preghiera compare il termine Madonna? Ed è per lo stesso motivo che il Messale a pag. 440 ha il titolo della benedizione solenne &#8220;Nelle feste della Madonna&#8221; scritto in rosso, che dovrebbe essere un modo di scrivere per indicare che non va letto?</p>
<p>	Grazie per la sua profonda disponibilità.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Clara</title>
		<link>http://www.parrocchiasanpietro.it/area-comunicazione/web-liturgia/#comment-7027</link>
		<dc:creator>Clara</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 12:36:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasanpietro.it/?page_id=5483#comment-7027</guid>
		<description>Caro don Antonio,

le scrivo confidando nella sua profonda preparazione.

E’ giusto che i ministri straordinari della Comunione per portare il Corpo di Cristo agli ammalati si mettano in processione con i fedeli che devono comunicarsi e giunti davanti al sacerdote aprano la teca dove quest’ultimo pone le ostie consacrate, e subito dopo chiusa la teca lo stesso ministro riceva l’Eucaristia? Oppure i ministri devono salire in presbiterio e in un altro momento?

I ministri portando la teca col Santissimo vanno subito dagli ammalati o aspettano la benedizione finale e il congedo? Se restano fino alla fine della S. Messa ricevendo la benedizione devono segnarsi col segno della croce oppure portando con sé l’Eucaristia non è opportuno?

Considerando il caso in cui il sacerdote distribuisce la santa Comunione sotto le due specie facendosi aiutare da un ministro straordinario, può quest’ultimo mantenere la pisside mentre il sacerdote calice?

Per la distribuzione sotto le due specie è corretto che il sacerdote scenda dall’altare con la pisside e il calice per poi farsi aiutare dal ministro che aspetta sul limitare del presbiterio e che prima di ricevere il vaso sacro fa la genuflessione o l’inchino?

Infine c’è un documento o libro liturgico che spiega dettagliatamente gli atteggiamenti dei ministri straordinari della Comunione durante una celebrazione?

La ringrazio per le risposte chiare e precise che ci dà sempre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro don Antonio,</p>
<p>le scrivo confidando nella sua profonda preparazione.</p>
<p>E’ giusto che i ministri straordinari della Comunione per portare il Corpo di Cristo agli ammalati si mettano in processione con i fedeli che devono comunicarsi e giunti davanti al sacerdote aprano la teca dove quest’ultimo pone le ostie consacrate, e subito dopo chiusa la teca lo stesso ministro riceva l’Eucaristia? Oppure i ministri devono salire in presbiterio e in un altro momento?</p>
<p>I ministri portando la teca col Santissimo vanno subito dagli ammalati o aspettano la benedizione finale e il congedo? Se restano fino alla fine della S. Messa ricevendo la benedizione devono segnarsi col segno della croce oppure portando con sé l’Eucaristia non è opportuno?</p>
<p>Considerando il caso in cui il sacerdote distribuisce la santa Comunione sotto le due specie facendosi aiutare da un ministro straordinario, può quest’ultimo mantenere la pisside mentre il sacerdote calice?</p>
<p>Per la distribuzione sotto le due specie è corretto che il sacerdote scenda dall’altare con la pisside e il calice per poi farsi aiutare dal ministro che aspetta sul limitare del presbiterio e che prima di ricevere il vaso sacro fa la genuflessione o l’inchino?</p>
<p>Infine c’è un documento o libro liturgico che spiega dettagliatamente gli atteggiamenti dei ministri straordinari della Comunione durante una celebrazione?</p>
<p>La ringrazio per le risposte chiare e precise che ci dà sempre.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Elena C.</title>
		<link>http://www.parrocchiasanpietro.it/area-comunicazione/web-liturgia/#comment-7022</link>
		<dc:creator>Elena C.</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 13:29:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.parrocchiasanpietro.it/?page_id=5483#comment-7022</guid>
		<description>Rev. mo don Antonio,

vorrei chiederle alcune spiegazioni sulla presenza dei sordomuti in una celebrazione eucaristica.

E’ bene che durante l’omelia ci sia un interprete che con il linguaggio dei gesti traduce ciò che dice il sacerdote ai sordomuti? Se fosse possibile, la presenza dell’interprete sarebbe auspicabile solo per l’omelia o anche per qualche altra parte della Messa oppure per tutta la celebrazione?

Inoltre l’interprete dove dovrebbe stare? Sul presbiterio o in altro luogo più adatto?

E’ consigliabile preparare una celebrazione eucaristica dove sono presenti soltanto i sordomuti? Oppure è opportuno evitare questa soluzione per farli partecipare ad una Messa di orario della comunità parrocchiale per non farli sentire fratelli “diversi”? In quest’ultimo caso è bene scegliere un giorno feriale o anche la domenica?

Carissimo don Antonio, cosa può suggerirci ancora per far sentire questi fratelli profondamente inseriti nella vita della comunità parrocchiale?

Infine ci sono documenti in merito a tutto ciò?

La ringrazio di vero cuore per le sue risposte che saranno preziosissime per rendere un servizio pieno di amore per i nostri fratelli sordomuti e di conseguenza per tutta la nostra parrocchia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rev. mo don Antonio,</p>
<p>vorrei chiederle alcune spiegazioni sulla presenza dei sordomuti in una celebrazione eucaristica.</p>
<p>E’ bene che durante l’omelia ci sia un interprete che con il linguaggio dei gesti traduce ciò che dice il sacerdote ai sordomuti? Se fosse possibile, la presenza dell’interprete sarebbe auspicabile solo per l’omelia o anche per qualche altra parte della Messa oppure per tutta la celebrazione?</p>
<p>Inoltre l’interprete dove dovrebbe stare? Sul presbiterio o in altro luogo più adatto?</p>
<p>E’ consigliabile preparare una celebrazione eucaristica dove sono presenti soltanto i sordomuti? Oppure è opportuno evitare questa soluzione per farli partecipare ad una Messa di orario della comunità parrocchiale per non farli sentire fratelli “diversi”? In quest’ultimo caso è bene scegliere un giorno feriale o anche la domenica?</p>
<p>Carissimo don Antonio, cosa può suggerirci ancora per far sentire questi fratelli profondamente inseriti nella vita della comunità parrocchiale?</p>
<p>Infine ci sono documenti in merito a tutto ciò?</p>
<p>La ringrazio di vero cuore per le sue risposte che saranno preziosissime per rendere un servizio pieno di amore per i nostri fratelli sordomuti e di conseguenza per tutta la nostra parrocchia.</p>
]]></content:encoded>
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