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	<title>Parrocchia San Pietro Apostolo &#187; Giornate Mondiali e Nazionali</title>
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	<description>Aiello e Acquamela di Baronissi (SA) - Arcidiocesi di Salerno - Campagna - Acerno</description>
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		<title>Monsignor Luigi Moretti, lettera per la Quaresima 2012.</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 10:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti CEI]]></category>
		<category><![CDATA[Giornate Mondiali e Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[lettera per la Quaresima 2012.]]></category>
		<category><![CDATA[Monsignor Luigi Moretti]]></category>

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		<description><![CDATA[09 febbraio 2012 Prot. N. 07E/12 Carissimi, mercoledì 22 febbraio p.v., con l&#8217;austero rito dell&#8217;imposizione delle ceneri, inizieremo il cammino della Quaresima, come tempo di verifica e di sincera revisione della nostra vita. La lettura attenta della Parola, che la liturgia ci propone quotidianamente, ci aiuterà a percorrere un itinerario di conversione sostenuto dalla preghiera, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/IMGP18911.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-35704" title="IMGP1891" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/IMGP18911-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>09 febbraio 2012</p>
<p>Prot. N. 07E/12</p>
<p>Carissimi,</p>
<p>mercoledì 22 febbraio p.v., con l&#8217;austero rito dell&#8217;imposizione delle ceneri, inizieremo il cammino della Quaresima, come tempo di verifica e di sincera revisione della nostra vita. La lettura attenta della Parola, che la liturgia ci propone quotidianamente, ci aiuterà a percorrere un itinerario di conversione sostenuto dalla preghiera, dal digiuno, dalla carità e dalla vita sacramentale.</p>
<p>La grazia della Quaresima, infatti, ci prepara a vivere, con rinnovata intensità, il vertice del Mistero cristiano. La passione, la morte e la resurrezione di Gesù, celebrate nel Triduo Pasquale, sono il culmine dell’amore di Dio per ciascuno di noi e del suo disegno di salvezza per l’umanità.</p>
<p>È dunque un tempo di crescita per la nostra fede che, lungi da un ripiegamento intimistico e devozionistico, ci sprona, alla luce dell’evento pasquale, a vivere la dinamica dell’amore cristiano come continua morte a sé stessi perché Cristo viva in noi e negli altri.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/IMGP1800.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-35706 alignleft" title="IMGP1800" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/IMGP1800-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Papa Benedetto XVI ci ha donato, in questo tempo di grazia, un bellissimo messaggio, per sottolineare che l’itinerario quaresimale non è solo personale ma soprattutto comunitario. Il Santo Padre ci ricorda che l’altro, nella comunione in Cristo, ci appartiene e ci riguarda, perché la vita di ognuno è profondamente e misteriosamente correlata a quella di tutti.</p>
<p>Il ricco messaggio con cui il Papa commenta il breve versetto tratto dalla Lettera agli Ebrei sia da bussola in questo tempo prezioso per la nostra vita spirituale. Invito tutti, pertanto, a conoscerlo e meditarlo: sia letto e distribuito nelle parrocchie, nelle comunità religiose e nelle famiglie, nelle scuole e negli ambienti di lavoro. Sono certo che le parole incisive del Santo Padre sapranno far luce tra le ombre delle nostre relazioni familiari, comunitarie, sentimentali e professionali, aiutandoci a riconoscere le nostre debolezze e a camminare verso la realizzazione di quanto il Signore si aspetta da ciascuno di noi.</p>
<p>La Vergine Santa ci aiuti a vivere questo tempo nella custodia dell’altro e guidi e sostenga tutti verso una felice Pasqua di Risurrezione.</p>
<p>Luigi Moretti</p>
<p>__________________________</p>
<p>Alla Chiesa che è in</p>
<p>Salerno &#8211; Campagna &#8211; Acerno</p>
<p><a href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/Messaggio-del-SANTO-PADRE-per-la-Quaresima-20121.pdf">Messaggio del SANTO PADRE per la Quaresima 2012</a></p>
<p><a href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/Lettera-Arcivescovo-Quaresima-2012.pdf">Lettera Arcivescovo &#8211; Quaresima 2012</a></p>
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		<title>Presentato il logo per la GMG 2013</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 09:16:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano Romano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornate Mondiali e Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[giornata modndiale della gioventù]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Paolo II]]></category>
		<category><![CDATA[logo gmg 2013 rio de janeiro]]></category>

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		<description><![CDATA[È stato presentato da qualche giorno il logo per la Giornata Mondiale della Gioventù 2013 che si terrà a Rio de Janeiro. Di seguito l&#8217;articolo di presentazione e l&#8217;intervista all&#8217;arcivescovo di Rio  mons. Orani João Tempesta, il quale ha presentato anche l&#8217;autore, il giovane venticinquenne brasiliano Gustavo Huguenin. Si chiama Gustavo Huguenin il 25.enne brasiliano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/logo-gmg-2013.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-35678" title="logo-gmg-2013" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/logo-gmg-2013-300x178.jpg" alt="" width="300" height="178" /></a>È stato presentato da qualche giorno il logo per la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_mondiale_della_giovent%C3%B9" target="_blank">Giornata Mondiale della Gioventù</a> 2013 che si terrà a<strong> <a href="http://www.rio2013.com/pt" target="_blank">Rio de Janeiro</a></strong>. Di seguito l&#8217;articolo di presentazione e l&#8217;intervista all&#8217;arcivescovo di Rio  mons. <a href="http://www.arquidiocese.org.br/cgi/cgilua.exe/sys/start.htm?sid=145" target="_blank">Orani João Tempesta</a>, il quale ha presentato anche l&#8217;autore, il giovane venticinquenne brasiliano Gustavo Huguenin.</p>
<blockquote>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/DSC_0748_07022012210147.jpg"><img class="alignleft  wp-image-35688" title="DSC_0748_07022012210147" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/DSC_0748_07022012210147-150x150.jpg" alt="" width="90" height="90" /></a>Si chiama Gustavo Huguenin il 25.enne brasiliano autore del logo della Giornata mondiale della Gioventù 2013 di Rio de Janeiro. Ieri sera, nel corso di una cerimonia nella metropoli carioca, presso l’auditorium dell’edificio Giovanni Paolo II, nel distretto di Gloria, il “marchio” della prossima Gmg è stato presentato ufficialmente, alla presenza, fra gli altri, dell’arcivescovo di Rio de Janeiro, mons. Orani João Tempesta. Al microfono di Silvonei Protz, della redazione brasiliana della nostra emittente, mons. Tempesta illustra le caratteristiche grafiche del logo:<br />R. – Il nuovo logo della Giornata della Gioventù a Rio de Janeiro ritrae i colori brasiliani &#8211; il verde, il giallo, l’azzurro il bianco &#8211; con al centro l’immagine di Cristo Redentore, che è caratteristica di Rio de Janeiro e del Brasile. Si nota anche la silhouette del Pan di Zucchero, il monte di Rio de Janeiro, e si apre anche un cuore, il cuore della gioventù. Poi, c’è una piccola croce che ricorda il centro della Giornata che è Cristo stesso.<br /><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/Imagem_da_explicao_da_logo_07022012203313.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-35685" title="Imagem_da_explicao_da_logo_07022012203313" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/Imagem_da_explicao_da_logo_07022012203313-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>D. – Chi è l’autore di questo logo?<br />R. &#8211; Un giovane proveniente da un distretto di Rio de Janeiro. Abbiamo ricevuto tante proposte da tutto il mondo, anche dalla Cina&#8230; Però, i tecnici hanno scelto questo logo fra i tanti disegni inviati dai giovani studenti di grafica. Il giovane è nato a Cantagalo.<br />D. – Come vede in questo momento i preparativi per la Giornata Mondiale della Gioventù a Rio de Janeiro e anche il pellegrinaggio della Croce e delle icone per le strade del Brasile?<br />R. – Bene: in questi giorni, le icone della Madonna e la Croce della Giornata Mondiale della Gioventù percorrono tutto il Brasile con tanta gioia, con tanta partecipazione dei giovani. Questa è la preparazione per la Giornata e il compito dei giovani brasiliani: stare assieme alla Chiesa per costruire un mondo migliore.</p>
</blockquote>
<p>Fonte: <a href="http://www.news.va/it/news/presentato-il-logo-della-gmg-di-rio-2013-lautore-c">http://www.news.va/it/news/presentato-il-logo-della-gmg-di-rio-2013-lautore-c</a></p>
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		<title>Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 13:04:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazioni Sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Giornate Mondiali e Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[GIORNATA DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la 46a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La straordinaria abbondanza di stimoli della società della comunicazione porta in primo piano un valore che, a prima vista, sembrerebbe addirittura in antitesi ad essa. È il silenzio, infatti, il tema al centro della 46a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali:  &#8220;Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione&#8221;.  Di seguito il testo integrale del messaggio reso noto oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/farfalle_di_parole.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35430" title="OLYMPUS DIGITAL CAMERA" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/farfalle_di_parole-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La straordinaria abbondanza di stimoli della società della comunicazione porta in primo piano un valore che, a prima vista, sembrerebbe addirittura in antitesi ad essa. È il silenzio, infatti, il tema al centro della 46a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali:  <strong><em>&#8220;Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione&#8221;</em></strong>.  Di seguito il testo integrale del messaggio reso noto oggi nella festività liturgica di San Francesco di Sales patrono dei giornalisti.</p>
<p><strong>GIORNATA DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI 2012</strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Cari fratelli e sorelle,</span></strong></p>
<p>all’avvicinarsi della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2012, desidero condividere con voi alcune riflessioni su un aspetto del processo umano della comunicazione che a volte è dimenticato, pur essendo molto importante, e che oggi appare particolarmente necessario richiamare. Si tratta del rapporto tra silenzio e parola: due momenti della comunicazione che devono equilibrarsi, succedersi e integrarsi per ottenere un autentico dialogo e una profonda vicinanza tra le persone. Quando parola e silenzio si escludono a vicenda, la comunicazione si deteriora, o perché provoca un certo stordimento, o perché, al contrario, crea un clima di freddezza; quando, invece, si integrano reciprocamente, la comunicazione acquista valore e significato.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Il silenzio è parte integrante della comunicazione e senza di esso non esistono parole dense di contenuto. Nel silenzio ascoltiamo e conosciamo meglio noi stessi, nasce e si approfondisce il pensiero, comprendiamo con maggiore chiarezza ciò che desideriamo dire o ciò che ci attendiamo dall’altro, scegliamo come esprimerci</span>. Tacendo si permette all’altra persona di parlare, di esprimere se stessa, e a noi di non rimanere legati, senza un opportuno confronto, soltanto alle nostre parole o alle nostre idee. Si apre così uno spazio di ascolto reciproco e diventa possibile una relazione umana più piena. Nel silenzio, ad esempio, si colgono i momenti più autentici della comunicazione tra coloro che si amano: il gesto, l’espressione del volto, il corpo come segni che manifestano la persona. <span style="color: #0000ff;">Nel silenzio parlano la gioia, le preoccupazioni, la sofferenza, che proprio in esso trovano una forma di espressione particolarmente intensa.</span> Dal silenzio, dunque, deriva una comunicazione ancora più esigente, che chiama in causa la sensibilità e quella capacità di ascolto che spesso rivela la misura e la natura dei legami. Là dove i messaggi e l’informazione sono abbondanti, il silenzio diventa essenziale per discernere ciò che è importante da ciò che è inutile o accessorio. Una profonda riflessione ci aiuta a scoprire la relazione esistente tra avvenimenti che a prima vista sembrano slegati tra loro, a valutare, ad analizzare i messaggi; e ciò fa sì che si possano condividere opinioni ponderate e pertinenti, dando vita ad un’autentica conoscenza condivisa. Per questo è necessario creare un ambiente propizio, quasi una sorta di “ecosistema” che sappia equilibrare silenzio, parola, immagini e suoni.</p>
<p>Gran parte della dinamica attuale della comunicazione è orientata da domande alla ricerca di risposte. I motori di ricerca e le reti sociali sono il punto di partenza della comunicazione per molte persone che cercano consigli, suggerimenti, informazioni, risposte. Ai nostri giorni, la Rete sta diventando sempre di più il luogo delle domande e delle risposte; anzi, spesso l’uomo contemporaneo è bombardato da risposte a quesiti che egli non si è mai posto e a bisogni che non avverte. Il silenzio è prezioso per favorire il necessario discernimento tra i tanti stimoli e le tante risposte che riceviamo, proprio per riconoscere e focalizzare le domande veramente importanti. Nel complesso e variegato mondo della comunicazione emerge, comunque, l’attenzione di molti verso le domande ultime dell’esistenza umana: chi sono? che cosa posso sapere? che cosa devo fare? che cosa posso sperare? E’ importante accogliere le persone che formulano questi interrogativi, aprendo la possibilità di un dialogo profondo, fatto di parola, di confronto, ma anche di invito alla riflessione e al silenzio, che, a volte, può essere più eloquente di una risposta affrettata e permette a chi si interroga di scendere nel più profondo di se stesso e aprirsi a quel cammino di risposta che Dio ha iscritto nel cuore dell’uomo.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Questo incessante flusso di domande manifesta, in fondo, l’inquietudine dell’essere umano sempre alla ricerca di verità, piccole o grandi, che diano senso e speranza all’esistenza.</strong></span> L’uomo non può accontentarsi di un semplice e tollerante scambio di scettiche opinioni ed esperienze di vita: tutti siamo cercatori di verità e condividiamo questo profondo anelito, tanto più nel nostro tempo in cui “quando le persone si scambiano informazioni, stanno già condividendo se stesse, la loro visione del mondo, le loro speranze, i loro ideali” (Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2011).</p>
<p>Sono da considerare con interesse le varie forme di siti, applicazioni e reti sociali che possono aiutare l’uomo di oggi a vivere momenti di riflessione e di autentica domanda, ma anche a trovare spazi di silenzio, occasioni di preghiera, meditazione o condivisione della Parola di Dio. Nella essenzialità di brevi messaggi, spesso non più lunghi di un versetto biblico, si possono esprimere pensieri profondi se ciascuno non trascura di coltivare la propria interiorità. Non c’è da stupirsi se, nelle diverse tradizioni religiose, la solitudine e il silenzio siano spazi privilegiati per aiutare le persone a ritrovare se stesse e quella Verità che dà senso a tutte le cose. Il Dio della rivelazione biblica parla anche senza parole: “Come mostra la croce di Cristo, Dio parla anche per mezzo del suo silenzio. Il silenzio di Dio, l’esperienza della lontananza dell’Onnipotente e Padre è tappa decisiva nel cammino terreno del Figlio di Dio, Parola incarnata. (…) Il silenzio di Dio prolunga le sue precedenti parole. In questi momenti oscuri Egli parla nel mistero del suo silenzio” (Esort. ap. postsin. Verbum Domini, 30 settembre 2010, 21). Nel silenzio della Croce parla l’eloquenza dell’amore di Dio vissuto sino al dono supremo. Dopo la morte di Cristo, la terra rimane in silenzio e nel Sabato Santo, quando “il Re dorme e il Dio fatto carne sveglia coloro che dormono da secoli” (cfr Ufficio delle Letture del Sabato Santo), risuona la voce di Dio piena di amore per l’umanità.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Se Dio parla all’uomo anche nel silenzio, pure l’uomo scopre nel silenzio la possibilità di parlare con Dio e di Dio.</strong></span> “Abbiamo bisogno di quel silenzio che diventa contemplazione, che ci fa entrare nel silenzio di Dio e così arrivare al punto dove nasce la Parola, la Parola redentrice” (Omelia, S. Messa con i Membri della Commissione Teologica Internazionale, 6 ottobre 2006). Nel parlare della grandezza di Dio, il nostro linguaggio risulta sempre inadeguato e si apre così lo spazio della contemplazione silenziosa. Da questa contemplazione nasce in tutta la sua forza interiore l’urgenza della missione, la necessità imperiosa di “comunicare ciò che abbiamo visto e udito”, affinché tutti siano in comunione con Dio (cfr 1 Gv 1,3). La contemplazione silenziosa ci fa immergere nella sorgente dell’Amore, che ci conduce verso il nostro prossimo, per sentire il suo dolore e offrire la luce di Cristo, il suo Messaggio di vita, il suo dono di amore totale che salva.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Nella contemplazione silenziosa emerge poi, ancora più forte, quella Parola eterna per mezzo della quale fu fatto il mondo, e si coglie quel disegno di salvezza che Dio realizza attraverso parole e gesti in tutta la storia dell’umanità</strong></span>. Come ricorda il Concilio Vaticano II, la Rivelazione divina si realizza con “eventi e parole intimamente connessi, in modo che le opere, compiute da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le realtà significate dalle parole, mentre le parole proclamano le opere e illustrano il mistero in esse contenuto” (Dei Verbum, 2). E questo disegno di salvezza culmina nella persona di Gesù di Nazaret, mediatore e pienezza di tutta la Rivelazione. Egli ci ha fatto conoscere il vero Volto di Dio Padre e con la sua Croce e Risurrezione ci ha fatti passare dalla schiavitù del peccato e della morte alla libertà dei figli di Dio. La domanda fondamentale sul senso dell’uomo trova nel Mistero di Cristo la risposta capace di dare pace all’inquietudine del cuore umano. E’ da questo Mistero che nasce la missione della Chiesa, ed è questo Mistero che spinge i cristiani a farsi annunciatori di speranza e di salvezza, testimoni di quell’amore che promuove la dignità dell’uomo e che costruisce giustizia e pace.</p>
<p><span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>Parola e silenzio. Educarsi alla comunicazione vuol dire imparare ad ascoltare, a contemplare, oltre che a parlare, e questo è particolarmente importante per gli agenti dell’evangelizzazione: silenzio e parola sono entrambi elementi essenziali e integranti dell’agire comunicativo della Chiesa, per un rinnovato annuncio di Cristo nel mondo contemporaneo. A Maria, il cui silenzio “ascolta e fa fiorire la Parola” (Preghiera per l’Agorà dei Giovani a Loreto, 1-2 settembre 2007), affido tutta l’opera di evangelizzazione che la Chiesa compie tramite i mezzi di comunicazione sociale.</strong></span></span></p>
<p>Dal Vaticano, 24 gennaio 2012, Festa di san Francesco di Sales</p>
<p>Benedictus PP XVI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Messaggio per la XX giornata del malato 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 15:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avvenire]]></category>
		<category><![CDATA[Giornate Mondiali e Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Il Papa: «Chi crede non è mai solo»]]></category>
		<category><![CDATA[“Alzati e va’: la tua fede ti ha salvato!”]]></category>

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		<description><![CDATA[L’importanza dei “Sacramenti di guarigione” sono al centro del Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale del Malato, che ricorre il prossimo 11 febbraio. Il documento, pubblicato oggi, ha per tema: “Alzati e va’: la tua fede ti ha salvato!”, tratto dal Vangelo di Luca. I malati e i sofferenti trovino nella fede “un’ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="ctl00_PlaceHolderMain_ctl00_ctl10__ControlWrapper_RichHtmlField">L’importanza dei “Sacramenti di guarigione” sono al centro del Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale del Malato, che ricorre il prossimo 11 febbraio. Il documento, pubblicato oggi, ha per tema:<span style="color: #0000ff;"><strong> “Alzati e va’: la tua fede ti ha salvato!”</strong></span>, tratto dal Vangelo di Luca.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/IMG_7000.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35178" title="IMG_7000" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/IMG_7000-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>I malati e i sofferenti trovino nella fede “un’ancora sicura”: è l’incoraggiamento di Benedetto XVI che nel suo Messaggio per la Giornata del Malato sottolinea che “chi crede non è mai solo”. Il Papa si rivolge con parole di particolare vicinanza ai malati e ai sacerdoti che operano negli ospedali, chiamati a sentirsi “veri ministri degli infermi”. E ribadisce che, sull’esempio di Cristo, i fedeli sono chiamati a chinarsi “sulle sofferenze materiali e spirituali dell’uomo per guarirle”. Si sofferma quindi sui “Sacramenti di guarigione”, ovvero della Penitenza e della Riconciliazione e su quello dell&#8217;Unzione degli infermi che “hanno il loro naturale compimento nella Comunione Eucaristica”. Sacramenti che mettono in luce “il binomio tra salute fisica e rinnovamento dalle lacerazioni dell’anima”.</p>
<p>Chi nella malattia “invoca il Signore”, scrive il Papa, è “certo che il Suo amore non lo abbandona mai” e che anche “l’amore della Chiesa” non viene mai meno. Nel Sacramento della Penitenza, nella “medicina della confessione”, osserva, “l’esperienza del peccato non degenera in disperazione, ma incontra l’Amore che perdona e trasforma”. Per questo, il momento della sofferenza invece che essere di disperazione può “trasformarsi” in “un tempo di grazia per rientrare in se stessi”, ripensare alla propria vita e ai propri errori come il figliol prodigo. Auspica poi che venga valorizzato il Sacramento dell’Unzione degli Infermi, che, scrive, non va ritenuto “quasi un sacramento minore rispetto agli altri”. Anzi, ribadisce il Papa, questo Sacramento “merita oggi una maggiore considerazione, sia nella riflessione teologica, sia nell’azione pastorale verso i malati”.</p>
<p>Il Messaggio non manca infine di mettere l’accento sull’importanza dell’Eucaristia. Ricevuta nel momento della malattia, constata, “contribuisce in maniera singolare ad operare tale trasformazione” associando il malato all’offerta che Gesù “ha fatto di se stesso al Padre per la salvezza di tutti”. Di qui l’esortazione all’intera comunità ecclesiale e in particolare alle parrocchie affinché “prestino attenzione nell’assicurare la possibilità” a malati ed anziani “di accostarsi con frequenza alla Comunione”.</p>
<p><a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/sick/documents/hf_ben-xvi_mes_20111120_world-day-of-the-sick-2012_it.html">Clicca qui per leggere tutto il messaggio.</a></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Messaggio per la 45a Giornata mondiale della pace</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 06:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Educare i giovani alla giustizia e alla pace]]></category>
		<category><![CDATA[Messaggio per la 45a Giornata mondiale della pace]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornata della pace 2012, i giovani bene prezioso Guardate con speranza al futuro, nonostante le difficoltà: è l’incoraggiamento di Benedetto XVI ai giovani di tutto il mondo, contenuto nel Messaggio per la 45.ma Giornata Mondiale della Pace che si celebrerà, come da tradizione, il prossimo primo gennaio. Tema del documento, è: “Educare i giovani alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 id="FamigliaCristiana_FrontEnd_102438_ctl00_txtTitlePage" style="text-align: center;">Giornata della pace 2012, i giovani bene prezioso</h3>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/giovani_giustizia-pace.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35138" title="giovani_giustizia pace" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/giovani_giustizia-pace-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Guardate con speranza al futuro, nonostante le difficoltà: è l’incoraggiamento di Benedetto XVI ai giovani di tutto il mondo, contenuto nel Messaggio per la 45.ma Giornata Mondiale della Pace che si celebrerà, come da tradizione, il prossimo primo gennaio. Tema del documento, è: <strong><span style="color: #000080;">“Educare i giovani alla giustizia e alla pace”</span></strong>. Il Papa ribadisce l’importanza della famiglia e dell’educazione per la costruzione di una pace autentica. E mette in guardia dal relativismo che rappresenta una minaccia al retto uso della libertà.</p>
<p><span style="color: #000080;">«La pace»</span>, si sottolinea nel messaggio, <span style="color: #000080;">«è frutto della giustizia ed effetto della carità. La pace è anzitutto dono di Dio»</span>. Ma la pace, continua il Papa, <span style="color: #000080;">«non è soltanto dono da ricevere, bensì anche opera da costruire. Per essere veramente operatori di pace, dobbiamo educarci alla compassione, alla solidarietà, alla collaborazione, alla fraternità, essere attivi all’interno della comunità e vigili nel destare le coscienze sulle questioni nazionali ed internazionali e sull’importanza di ricercare adeguate modalità di ridistribuzione della ricchezza, di promozione della crescita, di cooperazione allo sviluppo e di risoluzione dei conflitti».</span></p>
<p><a href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/Messaggio-Giornata-Mond-Pace-2012.pdf">Messaggio Giornata Mondiale  Pace 2012</a></p>
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		<title>Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 34a Giornata Nazionale per la vita</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 17:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 34a Giornata Nazionale per la vita]]></category>
		<category><![CDATA[“Giovani aperti alla vita”]]></category>

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		<description><![CDATA[“Giovani aperti alla vita” La vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita. Essa è testimoniata da chi non rifiuta il suo dono – a volte misterioso e delicato – e da chi si dispone a esserne servitore e non padrone in se stesso e negli altri. Del resto, nel Vangelo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong>“Giovani aperti alla vita”</strong></p>
<p>L<strong>a vera giovinezza risiede e fiorisce in chi non si chiude alla vita. Essa è testimoniata da chi non rifiuta il suo dono – a volte misterioso e delicato – e da chi si dispone a esserne servitore e non padrone in se stesso e negli altri. Del resto, nel Vangelo, Cristo stesso si presenta come “servo” (cfr <em>Lc</em> 22,27), secondo la profezia dell’Antico Testamento. <span style="text-decoration: underline; color: #ff0000;">Chi vuol farsi padrone della vita, invecchia il mondo.</span></strong></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/www.spaghettifile.com_img_598003.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-34065" title="www.spaghettifile.com_img_598003" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/www.spaghettifile.com_img_598003-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Educare i giovani a cercare la vera giovinezza, a compierne i desideri, i sogni, le esigenze in modo profondo, è una sfida oggi centrale. Se non si educano i giovani al senso e dunque al rispetto e alla valorizzazione della vita, si finisce per impoverire l’esistenza di tutti, si espone alla deriva la convivenza sociale e si facilita l’emarginazione di chi fa più fatica. <span style="background-color: #ffff00;">L’aborto e l’eutanasia sono le conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la vita, finisce per farli apparire come il male minore: in realtà, la vita è un bene non negoziabile, perché qualsiasi compromesso apre la strada alla prevaricazione su chi è debole e indifeso.</span></p>
<p>In questi anni non solo gli indici demografici ma anche ripetute drammatiche notizie sul rifiuto di vivere da parte di tanti ragazzi hanno angustiato l’animo di quanti provano rispetto e ammirazione per il dono dell’esistenza.</p>
<p>Sono molte le situazioni e i problemi sociali a causa dei quali questo dono è vilipeso, avvilito, caricato di fardelli spesso duri da sopportare. Educare i giovani alla vita significa offrire esempi, testimonianze e cultura che diano sostegno al desiderio di impegno che in tanti di loro si accende appena trovano adulti disposti a condividerlo.</p>
<p><span style="background-color: #ffff00;">Per educare i giovani alla vita occorrono adulti contenti del dono dell’esistenza, nei quali non prevalga il cinismo, il calcolo o la ricerca del potere, della carriera o del divertimento fine a se stesso.</span></p>
<p><span style="background-color: #ffff00;">I giovani di oggi sono spesso in balia di strumenti</span> – creati e manovrati da adulti e fonte di lauti guadagni – che tendono a soffocare l’impegno nella realtà e la dedizione all’esistenza. Eppure quegli stessi strumenti possono essere usati proficuamente per testimoniare una cultura della vita.</p>
<p>Molti giovani, in ogni genere di situazione umana e sociale, non aspettano altro che <span style="background-color: #ffff00;">un adulto carico di simpatia per la vita</span> che proponga loro senza facili moralismi e senza ipocrisie una strada per sperimentare l’affascinante avventura della vita.</p>
<p><span style="background-color: #ffff00;">È una chiamata che la Chiesa sente da sempre e da cui oggi si lascia con forza interpellare e guidare.</span> Per questo, la rilancia a tutti – adulti, istituzioni e corpi sociali –, perché chi ama la vita avverta la propria responsabilità verso il futuro. Molte e ammirevoli sono le iniziative in difesa della vita, promosse da singoli, associazioni e movimenti. È un servizio spesso silenzioso e discreto, che però può ottenere risultati prodigiosi. È un esempio dell’Italia migliore, pronta ad aiutare chiunque versa in difficoltà.</p>
<p>Gli anni recenti, segnati dalla crisi economica, hanno evidenziato come sia illusoria e fragile l’idea di un progresso illimitato e a basso costo, specialmente nei campi in cui entra più in gioco il valore della persona. Ci sono curve della storia che incutono in tutti, ma soprattutto nei più giovani, un senso di inquietudine e di smarrimento. Chi ama la vita non nega le difficoltà: si impegna, piuttosto, a educare i giovani a scoprire che cosa rende più aperti al manifestarsi del suo senso, a quella trascendenza a cui tutti anelano, magari a tentoni. Nasce così un atteggiamento di servizio e di dedizione alla vita degli altri che non può non commuovere e stimolare anche gli adulti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff0000; background-color: #ffff00; text-decoration: underline;">La vera giovinezza si misura nella accoglienza al dono della vita, in qualunque modo essa si presenti con il sigillo misterioso di Dio.</span></span></p>
<p>Roma, 4 novembre 2011</p>
<p><strong><em>Memoria di San Carlo Borromeo</em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>                                                                                Il Consiglio Permanente</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>                                                                     della Conferenza Episcopale Italiana</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/Messaggio-Giornata-vita-2012.pdf">Messaggio Giornata vita 2012</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>5 febbraio 2012 &#8211; 34ª Giornata nazionale per la vita</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 17:36:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avvenire]]></category>
		<category><![CDATA[Giornate Mondiali e Nazionali]]></category>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[5 febbraio 2012 - 34ª Giornata nazionale per la vita]]></category>
		<category><![CDATA[5 FEBBRAIO 2012 - GIORNATA PER LA VITA]]></category>
		<category><![CDATA[«La vera giovinezza fiorisce in chi non si chiude alla vita»]]></category>

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		<description><![CDATA[«La vera giovinezza fiorisce in chi non si chiude alla vita» inizia così il Messaggio che il Consiglio episcopale permanente della Cei ha diffuso oggi in vista della 34esima Giornata nazionale per la vita, che la Chiesa italiana celebra la prima domenica di febbraio. Il messaggio è rivolto in particolare ai giovani, perché siano educati &#8220;a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>«La vera giovinezza fiorisce in chi non si chiude alla vita»</strong></p>
<p style="text-align: left;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/hanami-lots.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-34057" title="hanami-lots" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/hanami-lots-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>inizia così il Messaggio che il Consiglio episcopale permanente della Cei ha diffuso oggi in vista della 34esima Giornata nazionale per la vita, che la Chiesa italiana celebra la prima domenica di febbraio. Il messaggio è rivolto in particolare ai giovani, perché siano educati &#8220;a cercare la vera giovinezza, a compierne i desideri, i sogni, le esigenze in modo profondo&#8221;. Una sfida centrale: in gioco è la ricchezza dell&#8217;esistenza di tutti. &#8220;L’aborto e l’eutanasia sono le conseguenze estreme e tremende di una mentalità che, svilendo la vita, finisce per farli apparire come il male minore: in realtà, la vita è un bene non negoziabile, perché qualsiasi compromesso apre la strada alla prevaricazione su chi è debole e indifeso&#8221;.</p>
<div style="text-align: left;">Per educare i giovani alla vita, continuano i vescovi nel Messaggio, &#8221;occorrono adulti contenti del dono dell’esistenza, nei quali non prevalga il cinismo, il calcolo o la ricerca del potere, della carriera o del divertimento fine a se stesso&#8221;. </div>
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		<title>Giornata Mondiale Misionaria e beatificazione di Guido Maria Conforti</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2011 04:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[GUIDO MARIA CONFORTI Fondatore dei Missionari Saveriani]]></category>
		<category><![CDATA[MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2011]]></category>
		<category><![CDATA[messaggio del santo padre per la giornata mondiale]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 22 ottobre ricorre la 16ª GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE,  nello stesso giorno a Roma viene beatificato Guido Maria Conforti, fondatore dei Saveriani. In allegato il messaggio del Santo Padre per la giornata mondiale ed una breve biografia del fondatore dei Missionari Saveriani.   MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 2011 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/conforti.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-33754" title="conforti" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/conforti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Domenica 22 ottobre ricorre la 16ª <em>GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE, </em> nello stesso giorno a Roma viene beatificato Guido Maria Conforti, fondatore dei Saveriani.</p>
<p>In allegato il <strong>messaggio del Santo Padre per la giornata mondiale</strong> ed una breve biografia del <strong>fondatore dei Missionari Saveriani.</strong></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/messages/missions/documents/hf_ben-xvi_mes_20110106_world-mission-day-2011_it.html"><em><strong><span style="color: #663300; font-size: medium;">MESSAGGIO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI<br /> PER LA GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE 201</span></strong></em><span style="color: #663300; font-size: medium;"><strong><em>1</em></strong></span></a></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><strong><a href="http://www.saveriani.it/chisiamo/fondatore/intro_fondatore.htm"><span style="color: #000000; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: xx-small;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: xx-small;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #990000;">GUIDO MARIA CONFORTI</span><span style="color: #990000;"><br /> </span><span style="color: #990000; font-size: medium;">Fondatore dei Missionari Saveriani</span></span></span></span></span></a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Messaggio per la 6ª Giornata per la salvaguardia del creato &#8211; 1 settembre 2011</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jun 2011 19:06:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[educhiamo all’accoglienza”]]></category>
		<category><![CDATA[Messaggio per la 6ª Giornata per la salvaguardia del creato - 1 settembre 2011]]></category>
		<category><![CDATA[tema della 6ª Giornata per la salvaguardia del creato]]></category>
		<category><![CDATA[“In una terra ospitale]]></category>

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		<description><![CDATA[“In una terra ospitale, educhiamo all’accoglienza” Il tema della 6ª Giornata per la salvaguardia del creato è assai significativo nel contesto del dibattito ecclesiale e culturale odierno. Esso si articola in quattro punti, in continuità con l’argomento trattato l’anno passato, Custodire il creato, per coltivare la pace, nella linea degli Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>“In una terra ospitale, educhiamo all’accoglienza”</strong></span></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/panoramica-baronissi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-31608" title="panoramica baronissi" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/panoramica-baronissi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il <strong>tema della 6ª Giornata per la salvaguardia del creato</strong> è assai significativo nel contesto del dibattito ecclesiale e culturale odierno. Esso si articola in quattro punti, in continuità con l’argomento trattato l’anno passato, Custodire il creato, per coltivare la pace, nella linea degli Orientamenti pastorali dell’Episcopato italiano per il decennio corrente: “La comunità cristiana offre il suo contributo e sollecita quello di tutti perché la società diventi sempre più terreno favorevole all’educazione. Favorendo condizioni e stili di vita sani e rispettosi dei valori, è possibile promuovere lo sviluppo integrale della persona, educare all’accoglienza dell’altro e al discernimento della verità, alla solidarietà e al senso della festa, alla sobrietà e alla custodia del creato, alla mondialità e alla pace, alla legalità, alla responsabilità etica nell’economia e all’uso saggio delle tecnologie” (Educare alla vita buona del Vangelo, n. 50).</p>
<p>La Giornata diventa così occasione di un’ulteriore immersione nella storia, per ritrovare le radici della solidarietà, partendo da Dio, che creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, con il mandato di fare della terra un giardino accogliente, che rispecchi il cielo e prolunghi l’opera della creazione (cfr Gen 2,8-15).</p>
<p><a href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/MessGiornSalvCreato2011.pdf">MessGiornSalvCreato2011</a></p>
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		<title>XIX giornata nazionale in memoria dei missionari martiri</title>
		<link>http://www.parrocchiasanpietro.it/2011/03/24/xix-giornata-nazionale-in-memoria-dei-missionari-martiri/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 23:06:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Restare nella speranza]]></category>
		<category><![CDATA[XIX giornata nazionale in memoria dei missionari martiri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;RESTARE NELLA SPERANZA&#8221; Gesù, fratello nostro, ti ringraziamo perché ogni giorno, con la tua stessa vita, ci insegni la Pace. Ti ringraziamo perché stendendo la mano sugli infermi, hai fatto venire voglia, anche a noi, di essere guariti dalle nostre infermità di cuore: dall’egoismo che ci isola, dall’orgoglio che ci logora, dall’invidia che ci brucia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">&#8220;<a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/manifesto-martiri-2011small1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-29424" title="manifesto martiri 2011small" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/manifesto-martiri-2011small1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>RESTARE NELLA SPERANZA&#8221;</strong></p>
<p>Gesù, fratello nostro, ti ringraziamo</p>
<p>perché ogni giorno, con la tua stessa vita,</p>
<p>ci insegni la Pace.</p>
<p>Ti ringraziamo perché</p>
<p>stendendo la mano sugli infermi,</p>
<p>hai fatto venire voglia, anche a noi,</p>
<p>di essere guariti dalle nostre infermità di cuore:</p>
<p>dall’egoismo che ci isola,</p>
<p>dall’orgoglio che ci logora,</p>
<p>dall’invidia che ci brucia,</p>
<p>dalla sete di potere che ci rende schiavi del mondo.</p>
<p>Ti ringraziamo perché</p>
<p>rimanendo nudo sulla croce fino alla morte</p>
<p>ci hai trasmesso uno stile di vita inequivocabile,</p>
<p>quello di chi dona tutto se stesso per gli altri.</p>
<p>Per questo anche noi,</p>
<p>oggi e ogni giorno, vogliamo seguirti.</p>
<p>Guarisci le nostre ferite.</p>
<p>Grazie Gesù, perché sappiamo</p>
<p>che adesso sorridendo, ci hai già detto “Si”!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ITALIA&#8230; e che sia così per tutti!</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 23:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornate Mondiali e Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA["fratelli d'Italia".]]></category>
		<category><![CDATA[150° anniversario dell’unificazione politica dell’Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Auguri all'italia ed agli italiani]]></category>
		<category><![CDATA[ITALIA... e che sia così per tutti!]]></category>

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		<description><![CDATA[Auguri all&#8217;italia ed agli italiani, con la consapevolezza che l&#8217;unità pagata con il sangue fraterno, sia riconosciuta, rispettata ed attuata. Facciamo si che la nostra storia, la nostra cultura, la nostra italianità ritorni ad essere esempio e guida per il mondo intero. Rialziamoci e ricominciamo ad essere &#8220;fratelli d&#8217;Italia&#8221;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/images10.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-29704" title="images" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/images10-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong><span class="highslide">A</span><span class="highslide">uguri all&#8217;italia ed agli italiani</span></strong><span class="highslide">, con la consapevolezza che l&#8217;unità pagata con il sangue fraterno, sia riconosciuta, rispettata ed attuata. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><span class="highslide">Facciamo si che la nostra storia, la nostra cultura, la nostra italianità ritorni ad essere esempio e guida per il mondo intero.</span></span></p>
<p><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><span class="highslide">Rialziamoci e ricominciamo ad essere</span></span><span class="highslide"><strong><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"> &#8220;fratelli d&#8217;Italia&#8221;.</span></strong><br />
</span></p>
<address></address>
<address> </address>
<address> </address>
]]></content:encoded>
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		<title>Messaggio del Santo Padre a Napolitano</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 12:05:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornate Mondiali e Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[150° anniversario dell’unificazione politica dell’Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Messaggio del santo Padre a Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Testo integrale del Messaggio del Papa al presidente Giorgio Napolitano]]></category>

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		<description><![CDATA[Testo integrale del Messaggio del Papa al presidente Giorgio Napolitano: Illustrissimo Signore  On. GIORGIO NAPOLITANO Presidente della Repubblica Italiana Il 150° anniversario dell’unificazione politica dell’Italia mi offre la felice occasione per riflettere sulla storia di questo amato Paese, la cui Capitale è Roma, città in cui la divina Provvidenza ha posto la Sede del Successore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/papapasqua.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-29691" title="papapasqua" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/papapasqua-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Testo integrale del Messaggio del Papa al presidente Giorgio Napolitano</strong>:</p>
<p style="text-align: right;"><strong>Illustrissimo Signore  On. GIORGIO NAPOLITANO </strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Presidente della Repubblica Italiana</strong></p>
<p>Il 150° anniversario dell’unificazione politica dell’Italia mi offre la felice occasione per riflettere sulla storia di questo amato Paese, la cui Capitale è Roma, città in cui la divina Provvidenza ha posto la Sede del Successore dell’Apostolo Pietro. Pertanto, nel formulare a Lei e all’intera Nazione i miei più fervidi voti augurali, sono lieto di parteciparLe, in segno dei profondi vincoli di amicizia e di collaborazione che legano l’Italia e la Santa Sede, queste mie considerazioni.</p>
<p>Il processo di unificazione avvenuto in Italia nel corso del XIX secolo e passato alla storia con il nome di Risorgimento, costituì il naturale sbocco di uno sviluppo identitario nazionale iniziato molto tempo prima. In effetti, la nazione italiana, come comunità di persone unite dalla lingua, dalla cultura, dai sentimenti di una medesima appartenenza, seppure nella pluralità di comunità politiche articolate sulla penisola, comincia a formarsi nell’età medievale. Il Cristianesimo ha contribuito in maniera fondamentale alla costruzione dell’identità italiana attraverso l’opera della Chiesa, delle sue istituzioni educative ed assistenziali, fissando modelli di comportamento, configurazioni istituzionali, rapporti sociali; ma anche mediante una ricchissima attività artistica: la letteratura, la pittura, la scultura, l’architettura, la musica. Dante, Giotto, Petrarca, Michelangelo, Raffaello, Pierluigi da Palestrina, Caravaggio, Scarlatti, Bernini e Borromini sono solo alcuni nomi di una filiera di grandi artisti che, nei secoli, hanno dato un apporto fondamentale alla formazione dell’identità italiana. Anche le esperienze di santità, che numerose hanno costellato la storia dell’Italia, contribuirono fortemente a costruire tale identità, non solo sotto lo specifico profilo di una peculiare realizzazione del messaggio evangelico, che ha marcato nel tempo l’esperienza religiosa e la spiritualità degli italiani (si pensi alle grandi e molteplici espressioni della pietà popolare), ma pure sotto il profilo culturale e persino politico. San Francesco di Assisi, ad esempio, si segnala anche per il contributo a forgiare la lingua nazionale; santa Caterina da Siena offre, seppure semplice popolana, uno stimolo formidabile alla elaborazione di un pensiero politico e giuridico italiano. L’apporto della Chiesa e dei credenti al processo di formazione e di consolidamento dell’identità nazionale continua nell’età moderna e contemporanea. Anche quando parti della penisola furono assoggettate alla sovranità di potenze straniere, fu proprio grazie a tale identità ormai netta e forte che, nonostante il perdurare nel tempo della frammentazione geopolitica, la nazione italiana poté continuare a sussistere e ad essere consapevole di sé. Perciò, l’unità d’Italia, realizzatasi nella seconda metà dell’Ottocento, ha potuto aver luogo non come artificiosa costruzione politica di identità diverse, ma come naturale sbocco politico di una identità nazionale forte e radicata, sussistente da tempo. La comunità politica unitaria nascente a conclusione del ciclo risorgimentale ha avuto, in definitiva, come collante che teneva unite le pur sussistenti diversità locali, proprio la preesistente identità nazionale, al cui modellamento il Cristianesimo e la Chiesa hanno dato un contributo fondamentale.</p>
<p>Per ragioni storiche, culturali e politiche complesse, il Risorgimento è passato come un moto contrario alla Chiesa, al Cattolicesimo, talora anche alla religione in generale. Senza negare il ruolo di tradizioni di pensiero diverse, alcune marcate da venature giurisdizionaliste o laiciste, non si può sottacere l’apporto di pensiero &#8211; e talora di azione &#8211; dei cattolici alla formazione dello Stato unitario. Dal punto di vista del pensiero politico basterebbe ricordare tutta la vicenda del neoguelfismo che conobbe in Vincenzo Gioberti un illustre rappresentante; ovvero pensare agli orientamenti cattolico-liberali di Cesare Balbo, Massimo d’Azeglio, Raffaele Lambruschini. Per il pensiero filosofico, politico ed anche giuridico risalta la grande figura di Antonio Rosmini, la cui influenza si è dispiegata nel tempo, fino ad informare punti significativi della vigente Costituzione italiana. E per quella letteratura che tanto ha contribuito a “fare gli italiani”, cioè a dare loro il senso dell’appartenenza alla nuova comunità politica che il processo risorgimentale veniva plasmando, come non ricordare Alessandro Manzoni, fedele interprete della fede e della morale cattolica; o Silvio Pellico, che con la sua opera autobiografica sulle dolorose vicissitudini di un patriota seppe testimoniare la conciliabilità dell’amor di Patria con una fede adamantina. E di nuovo figure di santi, come san Giovanni Bosco, spinto dalla preoccupazione pedagogica a comporre manuali di storia Patria, che modellò l’appartenenza all’istituto da lui fondato su un paradigma coerente con una sana concezione liberale: “cittadini di fronte allo Stato e religiosi di fronte alla Chiesa”.</p>
<p>La costruzione politico-istituzionale dello Stato unitario coinvolse diverse personalità del mondo politico, diplomatico e militare, tra cui anche esponenti del mondo cattolico. Questo processo, in quanto dovette inevitabilmente misurarsi col problema della sovranità temporale dei Papi (ma anche perché portava ad estendere ai territori via via acquisiti una legislazione in materia ecclesiastica di orientamento fortemente laicista), ebbe effetti dilaceranti nella coscienza individuale e collettiva dei cattolici italiani, divisi tra gli opposti sentimenti di fedeltà nascenti dalla cittadinanza da un lato e dall’appartenenza ecclesiale dall’altro. Ma si deve riconoscere che, se fu il processo di unificazione politico-istituzionale a produrre quel conflitto tra Stato e Chiesa che è passato alla storia col nome di “Questione Romana”, suscitando di conseguenza l’aspettativa di una formale “Conciliazione”, nessun conflitto si verificò nel corpo sociale, segnato da una profonda amicizia tra comunità civile e comunità ecclesiale. L’identità nazionale degli italiani, così fortemente radicata nelle tradizioni cattoliche, costituì in verità la base più solida della conquistata unità politica. In definitiva, la Conciliazione doveva avvenire fra le Istituzioni, non nel corpo sociale, dove fede e cittadinanza non erano in conflitto. Anche negli anni della dilacerazione i cattolici hanno lavorato all’unità del Paese. L’astensione dalla vita politica, seguente il “non expedit”, rivolse le realtà del mondo cattolico verso una grande assunzione di responsabilità nel sociale: educazione, istruzione, assistenza, sanità, cooperazione, economia sociale, furono ambiti di impegno che fecero crescere una società solidale e fortemente coesa. La vertenza apertasi tra Stato e Chiesa con la proclamazione di Roma capitale d’Italia e con la fine dello Stato Pontificio, era particolarmente complessa. Si trattava indubbiamente di un caso tutto italiano, nella misura in cui solo l’Italia ha la singolarità di ospitare la sede del Papato. D’altra parte, la questione aveva una indubbia rilevanza anche internazionale. Si deve notare che, finito il potere temporale, la Santa Sede, pur reclamando la più piena libertà e la sovranità che le spetta nell’ordine suo, ha sempre rifiutato la possibilità di una soluzione della “Questione Romana” attraverso imposizioni dall’esterno, confidando nei sentimenti del popolo italiano e nel senso di responsabilità e giustizia dello Stato italiano. La firma dei Patti lateranensi, l’11 febbraio 1929, segnò la definitiva soluzione del problema. A proposito della fine degli Stati pontifici, nel ricordo del beato Papa Pio IX e dei Successori, riprendo le parole del Cardinale Giovanni Battista Montini, nel suo discorso tenuto in Campidoglio il 10 ottobre 1962: “Il papato riprese con inusitato vigore le sue funzioni di maestro di vita e di testimonio del Vangelo, così da salire a tanta altezza nel governo spirituale della Chiesa e nell’irradiazione sul mondo, come prima non mai”.</p>
<p>L’apporto fondamentale dei cattolici italiani alla elaborazione della Costituzione repubblicana del 1947 è ben noto. Se il testo costituzionale fu il positivo frutto di un incontro e di una collaborazione tra diverse tradizioni di pensiero, non c’è alcun dubbio che solo i costituenti cattolici si presentarono allo storico appuntamento con un preciso progetto sulla legge fondamentale del nuovo Stato italiano; un progetto maturato all’interno dell’Azione Cattolica, in particolare della FUCI e del Movimento Laureati, e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ed oggetto di riflessione e di elaborazione nel Codice di Camaldoli del 1945 e nella XIX Settimana Sociale dei Cattolici Italiani dello stesso anno, dedicata al tema “Costituzione e Costituente”. Da lì prese l&#8217;avvio un impegno molto significativo dei cattolici italiani nella politica, nell’attività sindacale, nelle istituzioni pubbliche, nelle realtà economiche, nelle espressioni della società civile, offrendo così un contributo assai rilevante alla crescita del Paese, con dimostrazione di assoluta fedeltà allo Stato e di dedizione al bene comune e collocando l’Italia in proiezione europea. Negli anni dolorosi ed oscuri del terrorismo, poi, i cattolici hanno dato la loro testimonianza di sangue: come non ricordare, tra le varie figure, quelle dell’On. Aldo Moro e del Prof. Vittorio Bachelet? Dal canto suo la Chiesa, grazie anche alla larga libertà assicuratale dal Concordato lateranense del 1929, ha continuato, con le proprie istituzioni ed attività, a fornire un fattivo contributo al bene comune, intervenendo in particolare a sostegno delle persone più emarginate e sofferenti, e soprattutto proseguendo ad alimentare il corpo sociale di quei valori morali che sono essenziali per la vita di una società democratica, giusta, ordinata. Il bene del Paese, integralmente inteso, è stato sempre perseguito e particolarmente espresso in momenti di alto significato, come nella “grande preghiera per l’Italia” indetta dal Venerabile Giovanni Paolo II il 10 gennaio 1994.</p>
<p>La conclusione dell’Accordo di revisione del Concordato lateranense, firmato il 18 febbraio 1984, ha segnato il passaggio ad una nuova fase dei rapporti tra Chiesa e Stato in Italia. Tale passaggio fu chiaramente avvertito dal mio Predecessore, il quale, nel discorso pronunciato il 3 giugno 1985, all’atto dello scambio degli strumenti di ratifica dell’Accordo, notava che, come “strumento di concordia e collaborazione, il Concordato si situa ora in una società caratterizzata dalla libera competizione delle idee e dalla pluralistica articolazione delle diverse componenti sociali: esso può e deve costituire un fattore di promozione e di crescita, favorendo la profonda unità di ideali e di sentimenti, per la quale tutti gli italiani si sentono fratelli in una stessa Patria”. Ed aggiungeva che nell’esercizio della sua diaconia per l’uomo “la Chiesa intende operare nel pieno rispetto dell’autonomia dell’ordine politico e della sovranità dello Stato. Parimenti, essa è attenta alla salvaguardia della libertà di tutti, condizione indispensabile alla costruzione di un mondo degno dell’uomo, che solo nella libertà può ricercare con pienezza la verità e aderirvi sinceramente, trovandovi motivo ed ispirazione per l’impegno solidale ed unitario al bene comune”. L’Accordo, che ha contribuito largamente alla delineazione di quella sana laicità che denota lo Stato italiano ed il suo ordinamento giuridico, ha evidenziato i due principi supremi che sono chiamati a presiedere alle relazioni fra Chiesa e comunità politica: quello della distinzione di ambiti e quello della collaborazione. Una collaborazione motivata dal fatto che, come ha insegnato il Concilio Vaticano Il, entrambe, cioè la Chiesa e la comunità politica, “anche se a titolo diverso, sono a servizio della vocazione personale e sociale delle stesse persone umane” (Cost. Gaudium et spes, 76). L’esperienza maturata negli anni di vigenza delle nuove disposizioni pattizie ha visto, ancora una volta, la Chiesa ed i cattolici impegnati in vario modo a favore di quella “promozione dell’uomo e del bene del Paese” che, nel rispetto della reciproca indipendenza e sovranità, costituisce principio ispiratore ed orientante del Concordato in vigore (art. 1). La Chiesa è consapevole non solo del contributo che essa offre alla società civile per il bene comune, ma anche di ciò che riceve dalla società civile, come affrerma il Concilio Vaticano II: “chiunque promuove la comunità umana nel campo della famiglia, della cultura, della vita economica e sociale, come pure della politica, sia nazionale che internazionale, porta anche un non piccolo aiuto, secondo la volontà di Dio, alla comunità ecclesiale, nelle cose in cui essa dipende da fattori esterni” (Cost. Gaudium et spes, 44).</p>
<p>Nel guardare al lungo divenire della storia, bisogna riconoscere che la nazione italiana ha sempre avvertito l’onere ma al tempo stesso il singolare privilegio dato dalla situazione peculiare per la quale è in Italia, a Roma, la sede del successore di Pietro e quindi il centro della cattolicità. E la comunità nazionale ha sempre risposto a questa consapevolezza esprimendo vicinanza affettiva, solidarietà, aiuto alla Sede Apostolica per la sua libertà e per assecondare la realizzazione delle condizioni favorevoli all’esercizio del ministero spirituale nel mondo da parte del successore di Pietro, che è Vescovo di Roma e Primate d’Italia. Passate le turbolenze causate dalla “questione romana”, giunti all’auspicata Conciliazione, anche lo Stato Italiano ha offerto e continua ad offrire una collaborazione preziosa, di cui la Santa Sede fruisce e di cui è consapevolmente grata.</p>
<p>Nel presentare a Lei, Signor Presidente, queste riflessioni, invoco di cuore sul popolo italiano l’abbondanza dei doni celesti, affinché sia sempre guidato dalla luce della fede, sorgente di speranza e di perseverante impegno per la libertà, la giustizia e la pace.</p>
<p style="text-align: right;"><strong> Dal Vaticano, 17 marzo 2011</strong></p>
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