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	<title>Parrocchia San Pietro Apostolo &#187; Enzo Salsano</title>
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	<description>Aiello e Acquamela di Baronissi (SA) - Arcidiocesi di Salerno - Campagna - Acerno</description>
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		<title>La neve: coperta per meditare&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 23:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[L'editoriale della domenica a cura di don Nello Senatore]]></category>
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		<category><![CDATA[Ascolta tutto l'editoriale di don Nello Senatore]]></category>
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		<description><![CDATA[“Non uscire di casa. Resta al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare nemmeno, aspetta soltanto. Non aspettare nemmeno, sii assoluto silenzio e solitudine”&#8230; forse il tempo meteorologico potrebbe aiutare a vivere il tempo dello spirito…  ah, dimenticavo, spegnete il cellulare! Ascolta tutto l&#8217;editoriale di don Nello Senatore &#8230; e tu cosa pensi? Centoquattordicesimo appuntamento   [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/pensatore_rodin1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35615" title="pensatore_rodin" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/pensatore_rodin1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>“Non uscire di casa. Resta al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare nemmeno, aspetta soltanto. Non aspettare nemmeno, sii assoluto silenzio e solitudine”&#8230; forse il tempo meteorologico potrebbe aiutare a vivere il tempo dello spirito…  ah, dimenticavo, spegnete il cellulare!</p>
<p><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Ascolta tutto l&#8217;editoriale di don Nello Senatore</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;"><strong>&#8230; e tu cosa pensi?</strong></span></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong></strong><span style="background-color: #ccffff;"><span style="font-size: xx-large; background-color: #ffff00;">C</span></span><span style="background-color: #ccffff; color: #000080;"><span style="background-color: #ffffff;">entoquattordicesimo appuntamento  </span></span></h2>
<p>con <strong>“l‘editoriale della domenica”</strong> del nostro <strong>direttore Nello Senatore</strong>.  Vi ricordiamo che l’editoriale è tratto dal quotidiano <strong>“La Città”</strong> di oggi domenica <strong>4 febbraio  2012.</strong>  Lo stesso può essere ascoltato su <strong>Radio Alfa</strong>, ogni domenica alle ore 09.00.</p>
<address> Nella foto in alto:</address>
<address><em><strong>Il pensatore</strong></em> (in francese <em>Le Penseur</em>) è una celebre scultura bronzea dell&#8217;artista francese Rodin conservata nel museo che porta il nome del suo creatore, a Parigi. Rappresenta un uomo intento a una profonda meditazione. È talvolta utilizzata per raffigurare la filosofia.</address>
<p><span style="font-size: large;"><strong><br /></strong></span></p>
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		<title>San Biagio, Vescovo e Martire</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 23:22:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Morto a Sebaste (Armenia), ca. 316 Il martire Biagio è ritenuto dalla tradizione vescovo della comunità di Sebaste in Armenia al tempo della &#8220;pax&#8221; costantiniana. Il suo martirio, avvenuto intorno al 316, è perciò spiegato dagli storici con una persecuzione locale dovuta ai contrasti tra l&#8217;occidentale Costantino e l&#8217;orientale Licinio. Nell&#8217;VIII secolo alcuni armeni portarono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Morto a Sebaste (Armenia), ca. 316</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/25950K.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35581" title="25950K" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/25950K-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il martire Biagio è ritenuto dalla tradizione vescovo della comunità di Sebaste in Armenia al tempo della &#8220;pax&#8221; costantiniana. Il suo martirio, avvenuto intorno al 316, è perciò spiegato dagli storici con una persecuzione locale dovuta ai contrasti tra l&#8217;occidentale Costantino e l&#8217;orientale Licinio. Nell&#8217;VIII secolo alcuni armeni portarono le reliquie a Maratea (Potenza), di cui è patrono e dove è sorta una basilica sul Monte San Biagio. Il suo nome è frequente nella toponomastica italiana &#8211; in provincia di Latina, Imperia, Treviso, Agrigento, Frosinone e Chieti &#8211; e di molte nazioni, a conferma della diffusione del culto. Avendo guarito miracolosamente un bimbo cui si era conficcata una lisca in gola, è invocato come protettore per i mali di quella parte del corpo. A quell&#8217;atto risale il rito della &#8220;benedizione della gola&#8221;, compiuto con due candele incrociate.</p>
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		<title>16° GIORNATA MONDIALE DELLA VITA CONSACRATA.</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 04:17:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
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		<category><![CDATA['Educarsi alla vita santa di Gesù']]></category>
		<category><![CDATA[16° GIORNATA MONDIALE DELLA VITA CONSACRATA.]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8216;Educarsi alla vita santa di Gesù&#8217; La celebrazione annuale della Giornata mondiale della vita consacrata ci invita anzitutto a esprimere un sentito ringraziamento per la testimonianza evangelica e il servizio alla Chiesa e al mondo offerto da voi, che vi siete consacrati totalmente nella sequela di Gesù Cristo. La vostra presenza carismatica e la vostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>&#8216;Educarsi alla vita santa di Gesù&#8217;</strong></span></p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/vita_consacrata._-.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35556" title="_vita_consacrata._-" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/vita_consacrata._--150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La celebrazione annuale della Giornata mondiale della vita consacrata ci invita anzitutto a esprimere un sentito ringraziamento per la testimonianza evangelica e il servizio alla Chiesa e al mondo offerto da voi, che vi siete consacrati totalmente nella sequela di Gesù Cristo. La vostra presenza carismatica e la vostra dedizione, in tempi non facili, sono una grazia del Signore, un segno profetico ed escatologico mai abbastanza apprezzato.  Proprio la stima e la riconoscenza che nutriamo per voi ci spinge a sollecitarvi ad accogliere cordialmente gli orientamenti pastorali che la Chiesa in Italia si è data per questo decennio.</p>
<p><em>“Educare alla vita buona del Vangelo”</em> implica certamente l’educare alla vita santa di Gesù. È questo il dono e l’impegno di ogni persona che voglia farsi discepola di Gesù, specialmente di chi è chiamato alla vita consacrata. <em>“Veramente la vita consacrata costituisce memoria vivente del modo di esistere e di agire di Gesù come Verbo incarnato di fronte al Padre e di fronte ai fratelli”</em> (Giovanni Paolo II, <em>Vita consecrata,</em> n. 22). Il <em>proprium</em> della vita consacrata è riproporre la forma di vita che Gesù ha abbracciato e offerto ai discepoli che lo seguivano: l’<em>evangelica vivendi forma.</em> Questa costituisce una testimonianza fondamentale per tutte le altre forme di vita cristiana e tratteggia un ideale percorso educativo, antropologico ed evangelico.<em>  </em>A partire da questa prospettiva, intendiamo richiamare quattro<em> note</em> che mostrano la coerenza della vita con la vostra specifica vocazione e al tempo stesso manifestano la fecondità di un assiduo cammino formativo.</p>
<p>1)<em> Il primato di Dio. </em>Papa Benedetto XVI insiste sul fatto che la sfida principale del tempo presente è la secolarizzazione, che porta all’emarginazione di Dio o alla sua insignificanza, per cui l’uomo resta solo con la sua rabbia e la sua disperazione. Urge una nuova evangelizzazione, che metta al centro dell’esistenza umana il primo comandamento di Dio, la <em>confessio Trinitatis</em> e la Parola di salvezza, di cui voi avete profonda esperienza spirituale. Nella misura in cui testimoniate la bellezza dell’amore di Dio, che segue l’uomo con infinita benevolenza e misericordia, voi spandete quel “buon profumo divino” che può richiamare l’umanità alla sua vocazione fondamentale: la comunione con Dio. Nella vostra esistenza trasfigurata dalla bellezza della sua santità, siete chiamati ad anticipare la comunità “senza macchie e senza rughe”, “il cielo nuovo e la terra nuova” che ogni uomo desidera (cfr <em>Ap</em> 21,1).</p>
<p>2) <em>La fraternità</em>. La fraternità universale è il sogno di Dio, Padre di tutti. La dilagante conflittualità che deteriora le relazioni umane mostra la perenne attualità della missione di Cristo e dei suoi discepoli: raccogliere in unità i figli di Dio dispersi. La Chiesa è segno e sacramento di questa comunione. <em>“Per presentare all’umanità di oggi il suo vero volto, la Chiesa ha urgente bisogno di comunità fraterne, le quali con la loro stessa esistenza costituiscono un contributo alla nuova evangelizzazione”</em> (<em>Vita consecrata</em>, n. 45). Che bella testimonianza ecclesiale possono offrire alle parrocchie, alle famiglie e ai giovani autentiche fraternità, capaci di accoglienza, di rispetto e di accompagnamento! Sono segni di un amore che sa aprirsi alla Chiesa particolare, a quella universale e al mondo<em>. </em>Tocca alle comunità religiose essere scuole di fraternità che impegnano i propri membri alla formazione permanente alle virtù evangeliche: umiltà, accoglienza dei piccoli e dei poveri, correzione fraterna, preghiera comune, perdono reciproco, condividendo la fede, l’affetto fraterno e i beni materiali (cfr <em>At </em>2-4; 1<em>Pt</em> 3,8-9). Gesù prega, perché i suoi discepoli <em>“siano una sola cosa”</em>, come lui lo è con il Padre (cfr <em>Gv</em> 17,21). Come ci insegna Benedetto XVI, <em>“mediante l’unità umanamente inspiegabile dei discepoli di Gesù viene legittimato Gesù stesso”</em> (<em>Gesù di Nazaret</em>, vol. II, p.112) e tutti possono giungere alla fede.</p>
<p>3) <em>Lo zelo divino</em>. In un mondo monotono e apatico, dominato dagli istinti e dalle passioni, Gesù e i suoi discepoli testimoniano la forza straordinaria dello zelo divino, che proviene dallo Spirito Santo. Dio è amore, “fuoco divorante”, roveto ardente che brucia senza mai consumarsi (cfr <em>Es</em> 3,2). Nel <em>Cantico dei Cantici</em>, la sposa grida: <em>“Le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina! Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo”</em> (8,6-7). Il profeta Elia, <em>“pieno di zelo per il Signore”</em> (<em>1Re </em>19,10), ha comportamenti e parole che lo rendono simile al fuoco. Il profeta Geremia non riesce a contenere nel suo cuore il fuoco ardente di un’irresistibile seduzione (cfr <em>Ger</em> 20,7). Gesù è venuto <em>“a portare il fuoco sulla terra” </em>per accenderla del suo amore (cfr <em>Lc</em> 12,49). Dove passa porta la pace, il perdono, la guarigione, ma anche la divisione. I discepoli, vedendolo, si ricordano delle parole del salmista: <em>“Lo zelo per la tua casa mi divorerà”</em> (<em>Gv</em> 2,17; cfr <em>Sal </em>69,10). Benedetto XVI, rivolgendosi ai superiori e alle superiore generali degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica ebbe a dire: <em>“Appartenere al Signore vuol dire essere bruciati dal suo amore incandescente, essere trasformati dallo splendore della sua bellezza […]. Essere di Cristo significa mantenere sempre ardente nel cuore una viva fiamma d&#8217;amore” </em>(discorso del 22 maggio 2006).</p>
<p>Dovremmo preoccuparci non tanto della contrazione numerica delle vocazioni, quanto della vita tutto sommato mediocre di molti, in cui sembra persa la traccia dello zelo, della passione, del fuoco d’amore che animava Gesù e i santi. Per la nuova evangelizzazione a cuila Chiesaoggi è chiamata occorrono nuovi santi, appassionati di Gesù e dell’uomo, sentinelle che sanno intercettare gli orizzonti della storia, in cui ancora una volta Dio ha deciso di servirsi delle creature per realizzare il suo disegno d’amore. Da sempre la vita consacrata è stata laboratorio di nuovo umanesimo, cenacolo di cultura che ha fecondato la letteratura, l’arte, la musica, l’economia e le scienze. È un impegno a cui siamo fortemente chiamati in questo tempo difficile.</p>
<p>4) <em>Stile di vita. </em>La povertà evangelica favorisce uno stile di vita all’insegna dell’essenzialità, della gratuità, dell’ospitalità, superando le derive dell’omologazione e del consumismo. La castità consacrata aiuta a riqualificare la sessualità e a dare ordine e significato vero agli affetti, orientandoli a un amore fedele e fecondo. L’obbedienza libera dall’individualismo e dall’orgoglio, per renderci servi di Dio e disponibili a fare la sua volontà mettendoci a servizio delle persone che lui ci affida, specialmente i poveri. Vissuti sull’esempio di Cristo e dei santi, i consigli evangelici costituiscono una vera testimonianza profetica dal profondo significato antropologico, che suppone e richiede un grande impegno educativo. È un cammino da compiere con umiltà, discrezione e misericordia, perché tale Gesù si è mostrato a noi. Lo zelo divino si è coniugato in lui con la costanza che ha vinto le resistenze più dure, con la paziente fiducia che ha superato i pregiudizi più perversi, con l’amore misericordioso che lo ha spinto a dare se stesso in offerta per tutti. Se lo Spirito di Gesù abita nei nostri cuori, anche noi potremo fare quel che ha fatto lui.</p>
<p>Cari consacrati, care consacrate, vi accompagni e vi proteggala Vergine Maria, perfetta discepola e dolce maestra. Vi benedicano dall’alto i santi fondatori, i cui carismi illuminano il vostro cammino, tracciando per voi la strada della vita buona del Vangelo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma, 6 gennaio 2012</p>
<p><em>Solennità dell’Epifania del Signore</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong> La Commissione Episcopale</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>per il clero e la vita consacrata</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Presentazione del Signore</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 23:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 2 febbraio 2012 ore 19.00 chiesa san Pietro apostolo Solenne Celebrazione Eucaristica La festività odierna, di cui abbiamo la prima testimonianza nel secolo IV a Gerusalemme, venne denominata fino alla recente riforma del calendario festa della Purificazione della SS. Vergine Maria, in ricordo del momento della storia della sacra Famiglia, narrato al capitolo 2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/20750X.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35548" title="20750X" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/20750X-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Giovedì 2 febbraio 2012 ore 19.00</address>
<address>chiesa san Pietro apostolo</address>
<address>Solenne Celebrazione Eucaristica</address>
<p>La festività odierna, di cui abbiamo la prima testimonianza nel secolo IV a Gerusalemme, venne denominata fino alla recente riforma del calendario festa della Purificazione della SS. Vergine Maria, in ricordo del momento della storia della sacra Famiglia, narrato al capitolo 2 del Vangelo di Luca, in cui Maria, in ottemperanza alla legge, si recò al Tempio di Gerusalemme, quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, per offrire il suo primogenito e compiere il rito legale della sua purificazione. La riforma liturgica del 1960 ha restituito alla celebrazione il titolo di &#8220;presentazione del Signore&#8221;, che aveva in origine. L&#8217;offerta di Gesù al Padre, compiuta nel Tempio, prelude alla sua offerta sacrificale sulla croce.  Questo atto di obbedienza a un rito legale, al compimento del quale né Gesù né Maria erano tenuti, costituisce pure una lezione di umiltà, a coronamento dell&#8217;annuale meditazione sul grande mistero natalizio, in cui il Figlio di Dio e la sua divina Madre ci si presentano nella commovente ma mortificante cornice del presepio, vale a dire nell&#8217;estrema povertà dei baraccati, nella precaria esistenza degli sfollati e dei perseguitati, quindi degli esuli. L&#8217;incontro del Signore con Simeone e Anna nel Tempio accentua l&#8217;aspetto sacrificale della celebrazione e la comunione personale di Maria col sacrificio di Cristo, poiché quaranta giorni dopo la sua divina maternità la profezia di Simeone le fa intravedere le prospettive della sua sofferenza: &#8220;Una spada ti trafiggerà l&#8217;anima&#8221;: Maria, grazie alla sua intima unione con la persona di Cristo, viene associata al sacrificio del Figlio. Non stupisce quindi che alla festa odierna si sia dato un tempo tale risalto da indurre l&#8217;imperatore Giustiniano a decretare il 2 febbraio giorno festivo in tutto l&#8217;impero d&#8217;Oriente.  Roma adottò la festività verso la metà del VII secolo; papa Sergio 1 (687-701) istituì la più antica delle processioni penitenziali romane, che partiva dalla chiesa di S. Adriano al Foro e si concludeva a S. Maria Maggiore. Il rito della benedizione delle candele, di cui si ha testimonianza già nel X secolo, si ispira alle parole di Simeone: &#8220;I miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti&#8221;. Da questo significativo rito è derivato il nome popolare di festa della <strong>&#8220;candelora&#8221;.</strong> La notizia data già da Beda il Venerabile, secondo la quale la processione sarebbe un contrapposto alla processione dei Lupercalia dei Romani, e una riparazione alle sfrenatezza che avvenivano in tale circostanza, non trova conferma nella storia.</p>
<p><span style="color: #999999;">                           </span></p>
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		<title>Calendario Diocesano e Parrocchiale febbraio 2012</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 17:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Calendario Diocesano e Parrocchiale febbraio 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[Febbraio 2012, inizio della quaresima che è quel tempo liturgico durante il quale il cristiano si dispone, attraverso un cammino di conversione e purificazione, a vivere in pienezza il mistero della risurrezione di Cristo nella sua memoria annuale.  Come comunità vogliamo viverlo in pienezza ed in comunione con una serie di appuntamenti preparatori. Di seguito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/IMGP39451.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35567" title="IMGP3945" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/IMGP39451-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Febbraio 2012, inizio della quaresima che è quel tempo liturgico durante il quale il cristiano si dispone, attraverso un cammino di conversione e purificazione, a vivere in pienezza il mistero della risurrezione di Cristo nella sua memoria annuale. </p>
<p>Come comunità vogliamo viverlo in pienezza ed in comunione con una serie di appuntamenti preparatori.</p>
<p>Di seguito il calendario del mese di <a href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/febbraio-20121.pdf">febbraio 2012</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>San Felice prete e martire salernitano</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 23:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[San Felice prete e martire- Salerno-]]></category>
		<category><![CDATA[vescovo di Salerno dal 1166]]></category>

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		<description><![CDATA[San Felice (Salerno) prete e martire   ORAZIONE O Signore, ascolta le nostre suppliche e, per intercessione del beato Felice prete, che non esitò a sacrificare la sua vita per Te, concedi a noi tuoi servi, di cercare sempre Te, con le nostre opere e di servire Te solo con tutto il cuore. Per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><address style="text-align: center;"><strong>San Felice (Salerno) prete e martire<br /> </strong></address>
</blockquote>
<address> </address>
<address style="text-align: justify;"><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/altaresf1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-18550" title="altaresf" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/altaresf1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>ORAZIONE</strong></address>
<address style="text-align: justify;">O Signore, ascolta le nostre suppliche e, per intercessione del beato Felice prete, che non esitò a sacrificare la sua vita per Te, concedi a noi tuoi servi, di cercare sempre Te, con le nostre opere e di servire Te solo con tutto il cuore. Per il nostro Signore.</address>
<address style="text-align: justify;"> </address>
<address style="text-align: justify;"><strong>Memoria</strong></address>
<address style="text-align: justify;">S. Felice, prete e martire salernitano, subì il martirio per Cristo, nella<span id="more-35514"></span> feroce persecuzione dell&#8217;imperatore Diocleziano. Le sue reliquie, già venerate nella Rocca Maggiore o Castello della Città, dall&#8217;Arcivescovo Alfano I furono deposte nel 1081, nella Cripta della Chiesa Cattedrale.</address>
<address style="text-align: justify;">Tutto dal Comune di un Martire, eccetto l&#8217;Orazione.</address>
<hr />
<address style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Romualdo II Guarna</strong>, <strong>vescovo di Salerno dal 1166</strong>, nel suo &#8220;Breviarium&#8221; racconta, tra storia e leggenda, il martirio di <strong>San Felice</strong>.<strong> Il santo, vissuto nel II secolo, ai tempi dell&#8217;imperatore  Diocleziano, venne condotto al Tempio di Diana, affinchè venerasse gli dei pagani. Felice si rifiutò e, con un soffio, fece crollare le statue delle divinità. Dracco</strong>, prefetto della città, ordinò che fosse decapitato e dato in pasto ai cani e ai lupi. Felice venne torturato e portato sul luogo scelto per il martirio, soffiò su una quercia secolare sradicandola e provocando anche il crollo di un altro tempio pagano, che sorgeva lì vicino. Il suo corpo abbandonato alle bestie, non venne da questo toccato; i fedeli decisero di seppellire il corpo del santo sul luogo del martirio e, molto probabilmente, edificarono un primo tempietto che successivamente il Vescovo Bernardo fece trasformare nell&#8217;attuale chiesa.</p>
</address>
<hr />
<p style="text-align: justify;"><strong>Nella foto in alto a sinistra, affreschi incorniciati in stucco, conservati nella zona dell&#8217;abside più grande, della chiesa di san Felice in Felline (SA) che risalgono al Cinquecento e sono stati realizzati, probabilmente, da Andrea Sabatini. Essi rappresentano: al centro L&#8217; Eterno Padre, a sinistra La Madonna della Misericordia e a destra S.Felice.</strong></p>
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		<title>Partorisce terza femmina: uccisa da marito e suocera</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 23:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Kunduz]]></category>
		<category><![CDATA[Nadera Geya.]]></category>
		<category><![CDATA[Partorisce terza femmina: uccisa da marito e suocera]]></category>

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		<description><![CDATA[Torturata e strangolata dal marito per aver dato alla luce la terza figlia femmina invece del tanto sospirato maschio. È la drammatica vicenda accaduta a Storay, giovane donna di 30 anni che abitava nel villaggio di Mohasili, nella provincia di Kunduz, nel remoto nord dell&#8217;Afghanistan. A riferirlo è stata la polizia locale, che ha arrestato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #ff0000;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/20010910afgan.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35527" title="20010910afgan" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/20010910afgan-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Torturata e strangolata dal marito per aver dato alla luce la terza figlia femmina invece del tanto sospirato maschio</span></strong>. È la drammatica vicenda accaduta a Storay, giovane donna di 30 anni che abitava nel villaggio di Mohasili, nella provincia di Kunduz, nel remoto nord dell&#8217;Afghanistan.</p>
<p>A riferirlo è stata la polizia locale, che ha arrestato la suocera della vittima, uccisa sabato. Il marito, invece, Sher Mohammed, appartenente ad una milizia locale, è riuscito a darsi alla macchia, complice la rete di protezione fornitagli dai compagni. Quanto alla piccola, che ha due mesi, è rimasta fortunatamente illesa.<br />&#8220;La mamma aveva partorito una bambina due mesi fa. Si trattava della terza femmina e per questo suocera e marito l&#8217;hanno strangolata&#8221;, ha raccontato il capo della polizia di Kunduz, Sufi Habib. Il cadavere della donna presentava chiari segni di tortura; secondo la ricostruzione fatta da alcuni funzionari, e riportata dalla Bbc, la suocera, Wali Hazrata, l&#8217;avrebbe legata mentre il marito la soffocava.</p>
<p>&#8220;È uno dei peggiori casi di violenza che abbia mai visto, un crimine brutale commesso contro una donna innocente&#8221;, ha commentato il capo del dipartimento Affari femminili della provincia di <strong>Kunduz, Nadera Geya.</strong> &#8220;L&#8217;esistenza di milizie è un grosso problema e per questo abbiamo difficoltà ad arrestarlo&#8221;, ha invece spiegato il capo della polizia di Kunduz. Storay, a quanto pare, aveva chiesto più volte al marito di deporre le armi e abbandonare la milizia, spalleggiata dai politici della zona. &#8220;Viveva in un inferno, non in una casa&#8221;, ha ricordato un vicino della giovane. La violenza contro le donne è una delle piaghe più diffuse in Afghanistan:  secondo la Commissione indipendente afghana per i diritti umani, nel secondo quarto del 2011 sono stati segnalati 1.026 casi di abusi, a fronte dei 2.700 dell&#8217;intero 2010. Lo scorso mese il Paese si commosse di  fronte alla scioccante vicenda della sposa-bambina, picchiata e segregata per mesi dal marito dopo rifiuto di  prostituirsi.</p>
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		<title>Camera, via libera al taglio degli stipendi dei deputati</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 22:20:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avvenire]]></category>
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		<category><![CDATA[Camera]]></category>
		<category><![CDATA[TETTO AGLI STIPENDI DEI MANAGER PUBBLICI: IL DECRETO ATTUATIVO ALLE CAMERE]]></category>
		<category><![CDATA[via libera al taglio degli stipendi dei deputati]]></category>

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		<description><![CDATA[Via libera dall&#8217;Ufficio di presidenza della Camera ai tagli per gli stipendi dei deputati, per un importo di 1.300 euro lordi (circa 700 euro netti), a cui si dovrà aggiungere un ulteriore taglio del 10% per quei deputati che svolgono un ruolo ulteriore, come i presidenti di commissione. &#8220;Si tratta di decisioni ad effetto immediato&#8221; spiega [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/senato-large1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35521" title="senato-large" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/senato-large1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Via libera dall&#8217;Ufficio di presidenza della Camera ai tagli per gli stipendi dei deputati, per un importo di 1.300 euro lordi (circa 700 euro netti), a cui si dovrà aggiungere un ulteriore taglio del 10% per quei deputati che svolgono un ruolo ulteriore, come i presidenti di commissione. &#8220;Si tratta di decisioni ad effetto immediato&#8221; spiega il vicepresidente Rocco Buttiglione.</p>
<p><strong>TETTO AGLI STIPENDI DEI MANAGER PUBBLICI: IL DECRETO ATTUATIVO ALLE CAMERE</strong><br />In anticipo di circa due mesi rispetto al termine fissato con la manovra di fine 2011, Mario Monti ha trasmesso ai presidenti delle Camere lo schema di decreto attuativo sul tetto alla retribuzione dei dirigenti pubblici. Il provvedimento, ricorda la presidenza del Consiglio, stabilisce che il trattamento economico complessivo del primo presidente della Corte di Cassazione diventa il parametro di riferimento per tutti i manager delle pubbliche amministrazioni. &#8220;In nessun caso l&#8217;ammontare complessivo delle somme loro erogate da pubbliche amministrazioni potrà superare questo limite&#8221;, dice Palazzo Chigi.</p>
<p>Inoltre, il decreto prevede che, fermo restando il tetto massimo, per i dipendenti collocati fuori ruolo o in aspettativa retribuita, presso altre pubbliche amministrazioni, la retribuzione per l&#8217;incarico non potrà superare il 25% del loro trattamento economico fondamentale. &#8220;Lo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri verrà sottoposto al preventivo parere delle competenti commissioni di Senato e Camera. Contestualmente, la Ragioneria generale dello Stato indicherà le modalità di versamento al Fondo per l&#8217;ammortamento dei Titoli di Stato delle risorse rese disponibili dall&#8217;applicazione dei limiti retributivi stabiliti dalla norma. Le risorse così risparmiate non potranno andare a copertura di altre spese&#8221;, continua la nota.<br />&#8220;Il governo Monti è pienamente consapevole dell&#8217;importanza del contenimento dei costi degli apparati burocratici. Dal buon esito dell&#8217;operazione dipendono sia il successo dei programmi di risanamento dell&#8217;economia, sia quello degli stimoli alla crescita e competitività. Il contenimento dei costi della burocrazia contribuirà cosi a rafforzare il credito di fiducia che i Paesi dell&#8217;eurozona e gli investitori internazionali decideranno di accordare all&#8217;Italia nei mesi a venire&#8221;.</p>
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		<title>La storia del piccolo Oliver, il bimbo nato senza una goccia di sangue</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 11:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avvenire]]></category>
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		<category><![CDATA[il bimbo nato senza una goccia di sangue]]></category>
		<category><![CDATA[La storia del piccolo Oliver]]></category>

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		<description><![CDATA[È nato senza una gocciolina di sangue. I medici lo hanno salvato con una delicata rianimazione manuale e una trasfusione che l&#8217;ha riportato in vita. Oliver, il bimbo del &#8220;miracolo&#8221;, ha oggi 15 mesi ed è un bebè sano. Al momento della nascita, però, i medici del Maidston General Hospital, in Inghilterra, credevano che fosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/d-1024x768.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35512" title="d-1024x768" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/d-1024x768-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>È nato senza una gocciolina di sangue. I medici lo hanno salvato con una delicata rianimazione manuale e una trasfusione che l&#8217;ha riportato in vita. Oliver, il bimbo del &#8220;miracolo&#8221;, ha oggi 15 mesi ed è un bebè sano. Al momento della nascita, però, i medici del Maidston General Hospital, in Inghilterra, credevano che fosse morto.</p>
<p>Per 25 lunghi minuti non sono riusciti a sentirne il battito. Nel suo corpicino non scorreva sangue. Oliver soffriva di una rara complicazione (Vasi previ) che causa una rapida emorragia fetale: è nato con cesareo d&#8217;urgenza alla 37esima settimana di gravidanza.</p>
<p>E per i camici bianchi che sono riusciti a riportarlo in vita, la sua ripresa «è stata una delle più incredibili ed entusiasmanti mai viste», si legge sul Telegraph online, che riporta oggi la storia. Dopo 11 giorni in terapia intensiva neonatale, Oliver stava già bene, tanto da poter andare a casa con la sua famiglia.</p>
<p>(Da &#8220;Avvenire&#8221; on-line del 29 gennaio 2012)</p>
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		<title>&#8220;Il mestiere di vivere&#8221;&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 23:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[L'editoriale della domenica a cura di don Nello Senatore]]></category>
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		<category><![CDATA["Il mestiere di vivere"...]]></category>
		<category><![CDATA[Ascolta tutto l'editoriale di don Nello Senatore]]></category>
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		<description><![CDATA[La situazione attuale -proteste, disagi, disperazioni, cortei, blocchi- mi induce a ricordare un libro che, letto negli anni del liceo, mi portò una certa angoscia e un senso di tristezza… “Il mestiere di vivere” di Cesare Pavese… la frase è drammatica e commovente, perché condita di ironia e di apertura a realtà straordinariamente intense, come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/Cesare-Pavese_a.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35483" title="Cesare-Pavese_a" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/Cesare-Pavese_a-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La situazione attuale -proteste, disagi, disperazioni, cortei, blocchi- mi induce a ricordare un libro che, letto negli anni del liceo, mi portò una certa angoscia e un senso di tristezza… “Il mestiere di vivere” di Cesare Pavese… la frase è drammatica e commovente, perché condita di ironia e di apertura a realtà straordinariamente intense, come il perdono…</p>
<p><span style="color: #000000; background-color: #ffffff;"><strong>Ascolta tutto l&#8217;editoriale di don Nello Senatore</strong></span></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: right;"><span style="color: #000000;"><strong>&#8230; e tu cosa pensi?</strong></span></p>
<h2 style="text-align: center;"><strong></strong><span style="background-color: #ccffff;"><span style="font-size: xx-large; background-color: #ffff00;">C</span></span><span style="background-color: #ccffff; color: #000080;"><span style="background-color: #ffffff;">entotredicesimo appuntamento  </span></span></h2>
<p>con <strong>“l‘editoriale della domenica”</strong> del nostro <strong>direttore Nello Senatore</strong>.  Vi ricordiamo che l’editoriale è tratto dal quotidiano <strong>“La Città”</strong> di oggi domenica <strong>29 gennaio 2012.</strong>  Lo stesso può essere ascoltato su <strong>Radio Alfa</strong>, ogni domenica alle ore 09.00.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: large;"><strong><br /></strong></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>India, l&#8217;incubo della dote: uccisa una donna all&#8217;ora</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 15:57:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[La corsa al benessere dell’India sembra sempre più una corsa alla discriminazione. Tra le pieghe di un benessere che per molti è reale e per tanti ambizione, si celano infatti problemi che non solo il progresso ignora ma che anzi incentiva. Tra questi la consuetudine della dote, che ogni anno trasforma in un inferno i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/donne_110322_094850_-23242068.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-35503" title="donne_110322_094850_-23242068" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/donne_110322_094850_-23242068-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>La corsa al benessere dell’India sembra sempre più una corsa alla discriminazione. Tra le pieghe di un benessere che per molti è reale e per tanti ambizione, si celano infatti problemi che non solo il progresso ignora ma che anzi incentiva. Tra questi la consuetudine della dote, che ogni anno trasforma in un inferno i sogni di migliaia di donne.</p>
<p>Dati aggiornati pubblicati dal quotidiano indiano <em>The Times of India</em>, indicano che per ragioni collegate a questa pratica antica ma vietata dalla legge cinquant’anni fa, muore una media di una sposa all’ora, mentre quelle che sopravvivono a una fine sovente orrenda, cosparse di acido o bruciate vive, sono almeno dieci volte tanto. Nel 2010 sono state registrate 8.391 denunce di omicidi di giovani donne per motivi di dote, con un aumento di oltre il 15% sui 6.995 di dieci anni prima. Sono 94mila i casi di aggressione e lesioni denunciati per lo stesso motivo.</p>
<p>“Esecutori” di atti criminali che sovente vengono denunciati come “incidenti domestici” sono spesso gli stessi mariti, ma anche cognati o suoceri che, non riuscendo ad estorcere dalla famiglia della sposa doti per loro accettabili, decidono di eliminare la donna per incamerarne i beni portati nella loro casa e consentire al marito un eventuale nuovo matrimonio.</p>
<p>A perpetuare questa pratica concorrono non soltanto la crescente sete di denaro e di beni pregiati delle famiglie, non escluse quelle delle classi medie e superiori, ma anche il disinteresse della società civile, che fatica a riconoscere e a denunciare questo genere di delitto, oltre che la scarsa determinazione della polizia e del sistema giudiziario nell’indagare e perseguire questo genere di delitto. Non a caso, forse, soltanto il 34 per cento dei casi di morte denunciati nel 2010 sono sono finiti con una condanna (contro il 37 per cento del 2000) e solo il 19 per cento dei casi in cui la donna è sopravvissuta. Una situazione che anche l’autorevole quotidiano di Mumbai definisce «vergognosa». Avere una figlia in India è per molti un «fardello economico». Non solo infatti rischiano di restare improduttive per la famiglia a causa della discriminazione nell’accesso al credito, nell’assegnazione dei posti di lavoro e nelle opportunità, ma anche per la necessità di provvederle di dote che le renda attraenti per un matrimonio.</p>
<p>Una delle cause maggiori di depauperamento delle famiglie indiane. La legge del 1961 che la proibisce resta sovente inattuata, in molti casi pre la mancata designazione di chi, a livello distrettuale, dovrebbe farla valere, ma anche per disinteresse ed omertà. Anzi, con il tempo la pratica si è diffusa anche in classi sociali dove prima non esisteva o era marginale, come nelle classi medie urbane. Con l’aumento del benessere, la quantità e valore dei bene chiesti dalle famiglie per accettare nella loro casa e nella loro genealogia la futura sono anch’essi cresciuti. Poche rupie e oggetti utili alla sposa – spesso le sole sue proprietà nella nuova vita – hanno lasciato il posto a cifre consistenti e, inoltre, ad elettrodomestici, strumenti informatici, gioielli, motociclette o automobili con un valore complessivo collegato alle possibilità economiche dalla famiglia della sposa quanto al tenore di vita, all’appartenenza sociale e alla professione del marito.</p>
<p>La mancanza, da almeno 25 anni, di una campagna di impegno sociale contro il fenomeno, poi, ha aperto la strada alla sua commercializzazione e facilitato la tolleranza verso le sue aberrazioni.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div>Stefano Vecchiada &#8220;avvenire&#8221; on line del 28 gennaio 2012</div>
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		<title>27 gennaio, Giorno della Memoria&#8230;</title>
		<link>http://www.parrocchiasanpietro.it/2012/01/27/27-gennaio-giorno-della-memoria/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 06:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Enzo Salsano</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia di un ragazzo trovata in un Ghetto nel 1941]]></category>

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		<description><![CDATA[Da domani sarà triste, da domani. Ma oggi sarò contento, a che serve essere tristi, a che serve. Perché soffia un vento cattivo. Perché dovrei dolermi, oggi, del domani. Forse il domani è buono, forse il domani è chiaro. Forse domani splenderà ancora il sole. E non vi sarà ragione di tristezza. Da domani sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/files.php_.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-35475 alignright" title="files.php" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/files.php_-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Da domani sarà triste, da domani.</p>
<p>Ma oggi sarò contento,</p>
<p>a che serve essere tristi, a che serve.</p>
<p>Perché soffia un vento cattivo.</p>
<p>Perché dovrei dolermi, oggi, del domani.</p>
<p>Forse il domani è buono, forse il domani è chiaro.</p>
<p>Forse domani splenderà ancora il sole.</p>
<p><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/giornomemoria_269160018.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-35472 alignright" title="giornomemoria_269160018" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/giornomemoria_269160018-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>E non vi sarà ragione di tristezza.</p>
<p>Da domani sarà triste, da domani.</p>
<p>Ma oggi, oggi sarò contento,</p>
<p>e ad ogni amaro giorno dirò,</p>
<p>da domani, sarà triste,</p>
<p>Oggi no.</p>
<p><strong> Poesia di un ragazzo trovata in un Ghetto nel 1941</strong></p>
<p><span style="color: #000000; font-family: Comic Sans MS; font-size: x-small;"><br /></span></p>
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